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Qual’è il significato di film cult? I film di culto da vedere assolutamente

Indice dei contenuti

Prima di passare alla lista di film cult da vedere cerchiamo di capire meglio qual’è il significato esatto di film cult.

Film cult è un concetto molto flessibile, astratto, che viene applicato a numerosi tipi di opere cinematografiche ma che si può facilmente manipolare per fini commerciali. Guardando le pubblicità dei nuovi film sembra che tutti siano dei film cult. Compaiono scritte trionfali sui trailer: quello o quel critico l’ha definito un capolavoro. Quella rivista ha detto che è un nuovo film di culto da vedere.


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Film cult, significato?

Cosa significa film cult? Si tratta è un’opera che a prescindere dal suo successo commerciale e di critica al tempo della sua uscita ha resistito nel tempo per diventare oggetto di culto di un gruppo di fedelissimi fan, fino a diventare emblema di una sottocultura, di una moda o di uno stile di vita.

Accade talvolta che un gruppo di persone si identifica completamente con i contenuti, le immagini e le storie di un film cult. Indossa i vestiti indossati dai personaggi del film, usa i loro oggetti, vuole vivere come loro, arrivando a sfiorare a volte il fanatismo.

I cult movie mainstream

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Un film mainstream può essere un cult? Nel suo significato più commerciale di cult movie, Star Wars, per esempio, è da considerarsi sicuramente uno di essi. Generazioni di nerd, ragazzini e adulti rimasti un po’ bambini da sempre collezionano e adorano i gadget del film.

Guerre Stellari è più un film di tendenza, una moda creata con grande risorse commerciali, piuttosto che un film cult. Ma è facile trovare specialmente nelle riviste americane qualcuno che dice esattamente il contrario.

Molti produttori cinematografici contesterebbero l’affermazione dicendo che un film cult non può essere pianificato a tavolino. Che altrimenti i grossi studi vorrebbero che ogni film che distribuiscono diventi un film cult di successo. C’è differenza tra un film cult e un film che crea una moda.


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I film cult di successo

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Un film horror indipendente come Paranormal Activity, realizzato da un gruppo di giovani filmmakers a zero budget che incassa 250 milioni di dollari, e un fenomeno cult? Dal mio punto di vista no. Una delle caratteristiche principali di un film cult deve essere quella di durare nel tempo, molto a lungo, e stabilire un legame speciale, molto speciale e profondo con chi lo guarda.

Il significato cult non è da confondere con un imprevisto successo di un film indipendente, di una straordinaria popolarità virale o underground. Non è solo un horror che folle di gente faceva la fila per vedere alle proiezioni di mezzanotte. Un film cult è una connessione profonda: trasforma i suoi contenuti, che sono icone di un certo periodo storico, di un movimento, di una sottocultura, di un sentimento generazionale, in contenuti senza tempo.

Film cult maledetti?

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Ci sono centinaia di film maledetti che vengono definiti cult solo perché il loro contenuto è fuori dalla norma, come certi horror eccezionalmente violenti, ma non stabiliscono una connessione duratura e profonda con i loro fan. Anche se hanno fornito un eccezionale intrattenimento non arrivano fino alla loro interiorità, e dopo un poco di tempo evaporano.

Film cult: insuccessi poi riscoperti

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Ci sono poi film cult che hanno avuto un drammatico insuccesso al botteghino e sono stati poi riscoperti molti anni dopo. Oppure opere prime o seconde di registi in quel momento sconosciuti che poi sono diventati molto famosi. Un film cult deve essere necessariamente “maledetto”. No.

Si possono definire sicuramente film cult perché questi registi sono appunto oggetto di culto per i loro fan, e i loro primi film lo sono ancora di più dei film successivi che hanno avuto successo. Quasi fossero riservati ad un ristretto circolo di illuminati, veri adoratori del maestro.

Ad esempio due maestri come David Lynch e Brian De Palma hanno realizzato all’inizio della loro carriera dei film a basso costo che sono diventati dei cult: Eraserhead e il Fantasma del palcoscenico. Questi film rappresentano qualcosa in più dei successivi.

È come conoscere i grandi registi durante la loro gioventù, un incontro tra studenti universitari, avere con loro un rapporto semplice e amichevole. Oppure in alcuni casi può significare conoscere il loro lato oscuro o il periodo della loro carriera creativa in cui avevano ancora uno stile grezzo e ingenuo. Film meno riusciti e meno conosciuti ma che i fan adorano per dimostrare che la loro adorazione è superiore a quella di tutti gli altri fan del maestro.

Insomma abbiamo capito che nei film cult esiste un rapporto tra discepolo e maestro di carattere quasi religioso. In questi film il maestro-regista trasmette qualcosa di unico al discepolo, il discepolo ne fa tesoro. Il maestro è stato in grado di cristallizzare nel proprio film il suo fan, il gruppo per cui egli sente un senso di appartenenza, forse un intero periodo storico.

Perché sa che quel qualcosa non è riservato a tutti. È qualcosa che non tutti possono comprendere fino in fondo. Il significato quindi che attribuisco io alla definizione film cult non può essere applicato a Guerre Stellari o ad Indiana Jones.


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Il significato di film cult è sinonimo di capolavoro del cinema?

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Mentre un cult movie è un termine generale che può riferisci ad ogni tipo di film, anche commerciale, soprattutto negli Stati Uniti, i cinefili, e più in generale gli europei, preferiscono il termine film cult. Un film cult per gli amanti del cinema, i cinefili, gli aspiranti filmmaker e gli addetti ai lavori, invece, può essere ancora qualcosa di diverso: forse è semplicemente un film che è rimasto nella storia del cinema perché è un capolavoro. Forse in pochi se ne erano accorti al tempo della sua uscita nelle sale cinematografiche. Forse il suo linguaggio innovativo che lo ha reso un capolavoro lo ha fatto scambiare per un film mediocre. E’ una cosa ricorrente nella storia del cinema. Pubblico e critica non esitano a stroncare film diversi, innovativi, non allineati con le preferenze dominanti.

Potremmo dire, quindi, che la grande ambiguità di interpretazione del termine cult movie è dovuta a questo: è l’amore e la fede a creare film di culto.

Se un uomo ama viaggiare con la sua Harley Davidson il suo cult movie sarà Easy Rider. Per lo studioso di cinema neorealista il cult movie sarà Roma città aperta di Rossellini. Se ami le storie degli artisti manipolati dal potere allora sarà il Fantasma del palcoscenico di Brian De Palma.

Non esiste una definizione oggettiva di cult movie perché ognuno ha il proprio film cult, che tocca le corde più intime della sua anima. Se proprio fossi costretto a dare un significato di cult movie definitivo direi questo: un film cult è un film che tocca profondamente le corde dell’ anima di molte persone, e nello stesso tempo segna un momento storico e la storia del cinema.

In questo modo la cerchia dei cult movie si riduce drasticamente. Un film può toccare la nostra anima. Ma quanti nello stesso tempo hanno segnato un momento storico, un movimento, una generazione, e sono stati anche riconosciuti i capolavori cinematografici? Pochi. Molto pochi.

Donnie Darko, ad esempio, è un cult movie? Si, perché in esso, anche se non si fa un riferimento preciso ad un momento storico o ad una sottocultura, si riconosce un preciso target di persone: gli adolescenti, e gli adulti rimasti adolescenti, che vivono le stesse sensazioni tormentate, oscure, inesplicabili trattate nel film. Un cult movie riesce a creare un misterioso legame emotivo e spirituale con un certo target di persone che lo guardano.

Uno dei miei cult movie preferito è Il fantasma del palcoscenico perché a queste qualità aggiunge quella di rappresentare una sottocultura. Che non è il paradosso della sottocultura che diventa mainstream, come la Beat Generation. È una sottocultura piccola, ristretta, che ha segnato solo un breve periodo, ma che in quel film è diventata senza tempo.

Possiamo definire i popolari capolavori della storia del cinema dei cult movie? Alcuni si, altri no, perché mancano di questa caratteristica: influenzare un gruppo limitato di persone appartenenti ad una sottocultura, uno stile di vita, una moda, un’epoca. Facendo sì che quello stile quella moda quella cultura si trovi a vivere per sempre nel film, senza tempo.

Ma cos’è davvero un cult movie?

E allora cult cosa significa? La caratteristica del cult movie quindi è trascendere il tempo per diventare icona di un determinato fenomeno, per il quale un gruppo di persone sente un legame speciale, un vero e proprio culto. Quel fenomeno e quel legame hanno infinite variabili e questo spiega l’ambiguità del termine cult movie.


20 film cult da vedere assolutamente

Una selezione di film cult da vedere che hanno segnato la storia del cinema, o che per qualche motivo rappresentano opere di culto. Opere dimenticate per anni che sono state poi ritrovate, fallimenti d’incasso al botteghino poi riscoperti e diventati fenomeni di costume. Opere prime e film minori di grandi registi che sono diventati film di culto dopo che i loro autori sono diventati famosi. Film seminali e di avanguardia che hanno segnato la storia del cinema. Questa non è la solita classifica che mescola film, dal blockbuster al film d’autore, che trovate sui siti web generalisti che si occupano di cinema. Non è il solito grande cesto da cui pescare qualcosa a caso, scritta tanto per riempire una pagina. Molti probabilmente non sanno cosa è esattamente un film cult, ma ora lo sai. Questa è una lista di veri film cult che ogni vero cinefilo dovrebbe conoscere.

La strada scarlatta

Thriller di culto di Fritz Lang del 1945, girato a Hollywood. Lang riprende i temi ed il protagonista del film La donna del Ritratto, lo straordinario attore Edward G. Robinson, per raccontare di nuovo la storia di un uomo che perde se stesso e precipita nel suo inferno interiore a causa del legame morboso con una donna che lo manipola e lo sfrutta per avere i suoi soldi. Un anziano impiegato di banca, Christopher Cross, ha una moglie insopportabile e nella sua vita ha coltivato in segreto una passione artistica per la pittura. Dipinge quadri che non mostra a nessuno, per piacere personale. Un giorno incontra una donna affascinante, Kitty, che comincia a manipolarlo. Kitty scopre che i quadri dell’ingenuo impiegato hanno un sorprendente valore nel mercato dell’arte. 

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Il testamento di Orfeo

Ultimo film del grande poeta Jean Cocteau girato nel 1960, è da considerare un cult assoluto per gli amanti del cinema surreale e poetico, ma anche per chiunque è alla ricerca di un percorso di illuminazione. Film di culto anche perché è un film-testamento, la consegna all’umanità di tutta l’opera di Cocteau. Il protagonista è un poeta interpretato dallo stesso Cocteau in cerca dell’illuminazione spirituale. In un luogo metafisico e misterioso incontra anime perdute che provocano la sua morte e resurrezione. Il senso della vita, dell’arte, dell’intera esistenza di Jean Cocteau emerge in questa opera stupefacente. 

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Terrore alla tredicesima ora

Film cult perché è il primo film del grande regista Francis Ford Coppola. Anche se non è un film perfetto contiene lo stile del regista italo-americano che sarà sviluppato nei suoi capolavori successivi. Roger Corman era alla ricerca di un progetto cinematografico commerciale ispirato dal grande successo di Psycho. Ingaggia il giovanissimo Francis Ford Coppola per girare questo horror a basso costo, imponendogli di inserire nella storia efferati delitti e atmosfera gotica. La famiglia Haloran si riunisce nel castello della famiglia per commemorare la prematura scomparsa della piccola Kathleen, morta per annegamento anni prima. Incominciano ad accadere fatti misteriosi. Il fantasma della bambina morta si manifesta, un killer armato d’ascia si aggira sul luogo e miete vittime. 

I dieci comandamenti

Film di culto del cinema kolossal ai suoi inizi è un’opera imponente del cinema classico muto. I dieci comandamenti, diretto e prodotto da Cecil B. De Mille, è un cult movie degli albori del cinema hollywoodiano che ogni appassionato o studioso di cinema dovrebbe vedere almeno una volta nella vita. È un kolossal di proporzioni enormi. De Mille spese 1,4 milioni di dollari, costruendo una città egizia nei pressi di Guadalupe, in California. Statue colossali, piramidi, templi rappresentarono per la prima volta nella storia del cinema una meraviglia da visitare come i moderni parchi tematici. Per evitare che altri registi usassero le scenografie alla fine della produzione del film Cecil De Mille fece distruggere la maggior parte delle costruzioni. Alcune però sopravvissero e furono ritrovate sepolte anni dopo. 

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La notte dei morti viventi

Non c’è bisogno di spiegare perché si tratta di film cult. Film indipendente realizzato con un budget bassissimo che ha avuto un enorme successo al botteghino in tutto il mondo. Si tratta di uno dei primi Zombie Movie, di sicuro il film che ha lanciato il genere che avrebbe avuto enorme popolarità nei decenni successivi fino ad oggi. Ben e Barbara Huss restano intrappolati in una casa vicino ad un cimitero mentre i morti risorgono. I morti viventi cercano di entrare nella casa dove si rifugiano insieme ad altre cinque persone. Alla sua uscita incassò 18 milioni di dollari in tutto il mondo, diventando un film di culto.

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Il Monello

Charlie Chaplin, il primo regista indipendente della storia del cinema ad avere un successo mondiale. Scrive, dirige e produce interpreta da solo il personaggio di Charlot in innumerevoli film. Uno dei primi e dei più celebri è Il monello, film di culto per milioni di persone. Il monello è uno di quei film che ti ricordi per tutta la vita. Una povera donna abbandona il suo figlio piccolo in un’auto sperando che lo trovi qualcuno che possa sostentarlo e dargli benessere. Lo trova invece il vagabondo Charlot, più povero di lei. Ma l’uomo non si tirerà indietro. Storia commovente, malinconica, con una critica sociale feroce, tipica di Chaplin. Un capolavoro della storia del cinema da vedere e rivedere infinite volte. La modernità del linguaggio, confrontato con i cliché di molti film degli anni 2000, è sconcertante. 

Guarda il monello

L’ultimo uomo sulla terra

Uscito 4 anni prima del film La notte dei morti viventi di George A. Romero, L’ultimo uomo sulla terra non ha avuto alcun successo. Eppure fu proprio il regista Ubaldo Ragona ed i suoi sceneggiatori a realizzare il primo zombie movie della storia. In realtà qui gli zombie sono chiamati vampiri, ma sono gli stessi mostri che vedremo in centinaia di film successivi. Diventato con il tempo un film cult, proprio perché inosservato all’epoca della sua uscita nelle sale e rivalutato successivamente, è un adattamento dell’omonimo libro di Richard Matheson. L’umanità si sta estinguendo a causa di un virus che trasforma gli esseri umani in zombie e fa resuscitare i morti. Robert Morgan (Vincent Price) è uno scienziato, unico sopravvissuto alla pandemia globale. Ha dovuto sopportare anche la morte della moglie e la figlia, trasformate anche loro in zombie assassini affamati di carne umana. Film girato con intenzioni commerciali che stranamente si trasforma in qualcos’altro. Vincent Price protagonista di tante pellicole horror e b-movie, riesce a dare il meglio di sé in questo personaggio tragico. La semplicità del linguaggio di un regista non geniale rende questo film di più di un semplice horror. 

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Paura e desiderio

E’ un film cult per il fatto di essere l’opera prima, rinnegata per anni, dal grande genio del cinema Stanley Kubrick. Stanley Kubrick mette insieme un piccolo budget tra amici e parenti e realizza un film indipendente di cui cura anche la fotografia e il montaggio, con un piccolo cast di attori. È la prima bozza del tema della guerra che diventerà una delle ossessioni del regista e lo porterà a firmare altri capolavori come Full Metal Jacket. In una guerra non bene identificata, metafora di tutte le guerre, quattro soldati precipitano con un aereo e si ritrovano dietro le linee nemiche. L’unico modo per sopravvivere è costruire una zattera e risalire il fiume. Kubrick, insoddisfatto del suo lavoro, ha nascosto la copia del film per anni, contribuendo a farne un film introvabile di culto. 

Guarda Paura e desiderio

Il sangue di un poeta

Opera prima della filmografia del grande poeta e regista Jean Cocteau. Filmografia che si concluderà con un film che l’epilogo del primo, il testamento di Orfeo. Film cult assoluto, discesa nell’inconscio profondo nella parte più autentica di se stesso, tra poesia pensiero e visione. Una delizia per i cinefili che amano anche la pittura e la poesia. Un film nato nel periodo d’oro del movimento surrealista. Cocteau si discosta dal surrealismo per creare un suo stile personale, non ben identificabile. Potremmo definirlo, come quasi tutta la filmografia di Cocteau, poesia che diventa cinema. Finanziato dal Visconte di Noailles, mecenate dei surrealisti, che pensava che Jean Cocteau gli consegnasse un cartone animato e che ripudiò il film.

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M – Il mostro di Düsseldorf

Film cult profetico, che racconta con incredibile intuizione la Germania subito prima dell’arrivo del nazismo. Regia di Fritz Lang in Germania, nel 1931. L’Atmosfera malsana e la rabbia della gente sembra una sostanza invisibile che permea ovunque la città di Dusseldorf. Il film si ispira agli efferati crimini commessi in Germania negli anni venti da Fritz Haarmann e Peter Kürten, ma racconta altro. Racconta l’anima della società tedesca profondamente corrotta e posseduta dal male. La città è terrorizzata da un assassino di bambine, e la polizia non riesce a trovare nessuna traccia. A prendere il controllo della situazione sono Le organizzazioni criminali, perché le continue retate della polizia creano loro problemi. La scena finale del processo privato da parte delle associazioni criminali al mostro è una delle più belle della storia del cinema. Una scena che attraverso volti, espressioni, dialoghi e ritmo, diventa il ritratto stesso del male, del lato oscuro dell’essere umano. 

Guarda M – Il mostro di Dusseldorf

L’angelo sterminatore

Uno dei film cult più belli del grande regista surrealista Luis Bunuel, girato nel 1962. Mentre i camerieri e la servitù terrorizzati da qualcosa di sconosciuto si danno alla fuga, i ricchi Borghesi invitati ad una cena nella villa del Señor Edmundo Nóbile e di sua moglie Lucia rimangono inspiegabilmente imprigionati dentro la casa. Una delle riflessioni più alte sulle barriere ed i confini della mente, sull’appartenenza al conformismo di una classe sociale. Le implicazioni sociali filosofiche e religiose sono molteplici e la messa in scena del film è sublime. La facciata ipocrita dei borghesi, prigionieri del proprio ego, si sgretola, rivelando gli aspetti più selvaggi e gli istinti di sopraffazione. Scene cult come quelle della mano minacciosa che si anima e viene pugnalata sono state riprese in film horror come il sequel de La casa di San Raimi. Capolavoro cult imperdibile. 

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L’uomo con la macchina da presa

Chiunque ami il cinema deve vedere il film di culto di Dziga Vertov L’uomo con la macchina da presa, girato nel 1929. Capolavoro ispirato dalle teorie sul cinema della realtà e del Kinoglaz è una sinfonia di una città, un esperimento dalle radici futuriste. Un cineoperatore vaga per la città con il solo scopo di filmarla. Il film diventa sia un documentario oggettivo di quello che il cineoperatore filma, sia un falso documentario sulla sua attività di filmare. Il suo frenetico lavoro diviene un crescente flusso di montaggio. Il cineoperatore diventa una specie di funambolo folle, un coraggioso avventuriero capace di piazzare la macchina da presa nei luoghi più impensabili. Puro ritmo visivo, il film L’uomo con la macchina da presa è talmente ispirato e moderno da essere ancora oggi materia infinita di discussione e di nuove idee.

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I bambini di Hiroshima

Film cult drammatico di Kaneto Shindō, uscito in Giappone nel 1952. Poco conosciuto in Occidente partecipò al Festival di Cannes del 1953. Dolorosa testimonianza del dopoguerra e delle conseguenze della bomba atomica su Hiroshima, è una descrizione cruda e realistica della situazione del luogo in quell’epoca. Takako Ishikawa è un insegnante di Hiroshima e non è tornata nella sua città colpita dalla bomba atomica da 4 anni. Il suo viaggio a Hiroshima diventa un viaggio nelle disastrose conseguenze della guerra, alla ricerca di vecchi amici sopravvissuti. Il miglior film di Shindo, morto a 100 anni nel 2012. Un film cult del cinema giapponese.

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Simon del deserto

Mediometraggio di Luis Bunuel, girato in Messico nel 1963. Film cult imprescindibile sul tema della spiritualità e del materialismo, il conflitto che il motore della storia dell’umanità. Ma si tratta anche di un film molto divertente, pieno di graffiante ironia. Luis Bunuel ci mostra un santone che vive le stessa esperienze di Gesù, ma che alla fine si fa corrompere dalla vita moderna e dalle mode occidentali. Simon, è un santone con barba lunga che vive di privazioni, dorme su una colonna di pietra in pieno deserto, resta quasi in totale digiuno. La gente lo venera come un messia. Compie miracoli, non si fa corrompere dai piaceri della carne. Resiste alle tentazioni di Satana che lo tenta più volte sotto le sembianze di una bella donna. Scena Cult: la donna-Satana arriva dentro una bara scivolando giù da un pendio, la bara si apre e lei esce. Si tratta di un film grottesco, divertente, a tratti esilarante. In lingua originale la erre moscia e lo strano modo di parlare di Simon lo rendono un personaggio buffo e grottesco, elemento che si è perso nel doppiaggio nelle altre lingue. 

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Notte silenziosa, notte di sangue

Film indipendente statunitense, horror precursore del genere slasher, girato da Theodore Gershuny nel 1972, inedito nel resto del mondo. Anticipa di diversi anni il film Halloween di John Carpenter, dello stesso genere. Inventa prima di Halloween anche lo stile di ripresa, le morbose soggettive dell’assassino. Si tratta di una piccola e poco conosciuta perla del genere. Una serie di omicidi in una piccola città del New England alla vigilia di Natale dopo che un uomo eredita una tenuta di famiglia che una volta era un manicomio. Se ami il genere slasher questo è un film cult che potrebbe esserti sfuggito. 

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L’ultima risata

Film drammatico e commovente di F.W. Murnau, girato dal regista tedesco nel 1924. E la storia di Jannings, il portiere dell’Atlantic hotel di Berlino, per il quale il suo ruolo e la sua uniforme sono tutto. Ma il suo capo lo ritiene troppo vecchio per ricevere i clienti, lo rimpiazza con un portiere più giovane e lo mette a pulire i bagni. Jannings, totalmente dipendente da quel lavoro, sprofonda nella disperazione e cerca di nascondere il suo licenziamento alla famiglia e agli amici. La sera si ubriaca fantasticando ancora di essere il portiere del prestigioso hotel e di avere addosso la sua amata uniforme. La moglie inizia a insospettirsi per il suo comportamento. Capolavoro assoluto di Murnau, in equilibrio tra espressionismo e kammespiel. La cinepresa vola, danza con il protagonista in questo film cult imperdibile.

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La corazzata Potemkin

Film cult fondamentale nella storia del cinema, La corazzata Potemkin di Sergej Eisenstein, girato in Russia nel 1925, è un film drammatico di guerra che racconta la rivolta dei cittadini di Odessa contro il regime zarista. La Polizia dello zar reprime la rivolta con la violenza. Scene cult famose in tutto il mondo come quella della madre disperata che tenta di salvare il bimbo nella carrozzina che precipita dalla scalinata. Il film fu commissionato per fini propagandistici dall’ufficio statale per il cinema in Unione Sovietica. Eisenstein lo trasforma in un film sperimentale ed innovativo applicando la sua teoria del montaggio, che cambio per sempre lo sviluppo della cinematografia in tutto il mondo. Racconto emblematico sul fallimento di tutte le rivoluzioni e di tutti i regimi. Con la violenza e con il conflitto l’umanità torna sempre al punto di partenza. Il montaggio è travolgente, il ritmo è vertiginoso, le scene di massa sono quadri in movimento. Se non hai visto questo film di culto perché pensi che sia roba vecchia da studi universitari (magari pensando a Fantozzi) allora sei fuori strada: si tratta di uno spettacolo grandioso, di una vera opera d’arte.

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L’amore fugge

Uno dei film della saga di Antoine Doinel, girato in Francia nel 1978. Francois Truffaut, il regista dell’amore, racconta i tormenti sentimentali di Antoine e Christine, che decidono di divorziare per incapacità di comunicare. Tentano di rimanere buoni amici ma Antoine inizia una nuova relazione con un’altra donna, un’amica di Christine, facendo ingelosire l’ex moglie. Film cult entrato nell’immaginario delle commedie sentimentali, con il tono malinconico e raffinato che appartiene solo a Francois Truffaut. Se ami questo regista è un film che non puoi perdere. Lo stile è fluido, dinamico, leggero, denso di sentimenti e di atmosfere. I personaggi sono tratteggiati con straordinaria umanità. Emerge il conflitto del rispetto della libertà altrui con le passioni. L’amore può diventare anche droga e dipendenza, come aveva affermato il regista 12 anni prima con un altro suo film, La mia droga si chiama Julie. D’altronde anche l’amore fugge è un film autobiografico, come quasi tutta l’opera di Truffaut.

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Intolerance

Film cult per la grandiosità del progetto e per essere uno dei primi kolossal che ha cambiato la storia del cinema, incontro di grande spettacolo e sperimentazioni visive. David Griffith, per dimostrare che le accuse contro di lui di razzismo dovute al suo film precedente Nascita di una nazione erano infondate, gira un kolossal sull’intolleranza. Intolerance, dramma storico del 1916, racconta quattro storie diverse in un arco di 2500 anni. La guerra nell’antica Babilonia, il tradimento e La crocifissione nella storia biblica, l’intolleranza nel rinascimento francese, i conflitti e crimini all’inizio del 900 nel continente americano. L’umanità sembra destinata e non trovare accordo, a restare in perenne conflitto. Almeno fin quando non arriverà un cambiamento interiore globale.

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Carnival of soul

Carnival of soul, film cult dimenticato e poi riscoperto di Herk Harvey, girato negli Stati Uniti nel 1962. E’ un viaggio allucinato e spettrale di una donna, Mary, unica sopravvissuta di un incidente automobilistico. All’inizio del film l’automobile che trasporta Mary ed altri suoi quattro amici attraversa un ponte e finisce nel fiume. Ad uscire dalle acque melmose è solo lei, gli altri sono tutti morti. Da quel momento in poi inizia il viaggio di Mary verso Salt Lake City per un nuovo lavoro in una chiesa, dove viene assunta come suonatrice di organo. Ma un losco figuro dall’aspetto inquietante incomincia a perseguitarla ovunque. Film di atmosfere irreali e misteriose, un horror d’autore che non è assolutamente solo un film di genere. E’ anche un discorso complesso sulle dimensioni invisibili dell’esistenza e sull’aldilà. Film cult che ha ispirato la creatività di registi come George Romero e David Lynch. L’uomo misterioso, infatti, è molto simile a quello che appare in Strade perdute.

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Il Lamento sul sentiero

Il lamento sul sentiero (Pather Panchali) è un film autobiografico che spiega la crescita di Apu, un ragazzino in un villaggio del Bengala. Satyajit Ray ha riunito una troupe non professionista per fare il film. Il cast era composto da attori amatoriali. Dopo gli sforzi infruttuosi per trovare un produttore per finanziare il lavoro, Ray iniziò a girare alla fine del 1952 con i suoi risparmi. Ray ha realizzato Pather Panchali in due anni e mezzo, un periodo insolitamente lungo, basato su quando lui o il suo manager di produzione Anil Chowdhury potevano avere budget aggiuntivi.

Ha rifiutato i finanziamenti da enti e produttori che volevano modificare la sceneggiatura. Ha anche trascurato le indicazioni del governo federale indiano per inserire un lieto fine, tuttavia ha ottenuto finanziamenti che gli hanno permesso di finire il film. Ray ha mostrato il film al regista americano John Huston, che è rimasto nelle zone di caccia dell’India per The Man Who Would Be King. Huston ha informato Monroe Wheeler al New York Museum of Modern Art (MoMA) che un grande talento era all’orizzonte.

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Film cult anni 80

The Elephant Man (1980)

Non solo tra i migliori film cult deli anni ’80, ma anche tra i migliori capolavori del cinema. Frederick Treves, un chirurgo del London Hospital, scopre John Merrick in uno spettacolo nell’East End di Londra, dove è gestito da Mr. Bytes, un feroce direttore di circo, un estirpatore di denaro. La sua testa viene mantenuta incappucciata, e il suo “proprietario”, che lo vede come disabile intellettualmente, viene pagato da Treves per portarlo alla struttura sanitaria per una valutazione. Treves mostra Merrick ai suoi colleghi e mette in risalto la sua testa imponente, che gli impone di dormire con la testa sulle ginocchia, perché se dovesse sdraiarsi, sicuramente asfissierebbe. Al ritorno di Merrick, viene punito così duramente da Bytes che deve chiamare Treves per assistenza medica. Treves lo riporta alla struttura sanitaria.

Il film diretto di David Lynch crea una notevole sintesi nel trattare il suo argomento, oltre ad avere eccezionali interpretazioni di John Hurt e Anthony Hopkins. Hurt è davvero fantastico. Non può essere semplice recitare sotto una maschera così pesante… la confezione è bellissima, in particolare la fotografia in bianco e nero di Freddie Francis.

Bad Timing (1980)

Uno dei film cult deli anni ’80 meno ricordati e conosciuti. Nella Vienna della Guerra Fredda, Milena Flaherty, una giovane donna americana sui 20 anni, viene portata di fretta al pronto soccorso dopo aver assunto un’overdose in un tentativo di suicidio. Con lei c’è Alex Linden, uno psicoanalista americano che rimane in città come docente universitario. Mentre i medici e le infermiere lottano per salvare la vita di Milena, un detective, Netusil, inizia ad indagare l’evento. Con flashback frammentati, la narrazione mostra la storia di Alex e la storia d’amore di Milena.

Nicolas Roeg è un regista di carisma unico, ed ha la capacità di affascinare oltre che catturare l’attenzione. In altre mani tutto questo potrebbe essere solo inganno e intrattenimento, ma attraverso queste componenti frammentate Roeg e il suo autore Yale Udoff sviluppano una storia potente.

Un lupo mannaro americano a Londra (1981)

Uno dei grandi film cult deli anni ’80. 2 backpackers americani di New York City, David Kessler e Jack Goodman, stanno attraversando le brughiere dello Yorkshire. Al calare della sera, entrano in una locanda chiamato Slaughtered Lamb. Jack vede simboli strani a cinque punte sul muro, ma quando chiede ai frequentatori della locanda essi diventano aggressivi. Entrambi decidono di andare via, ed i frequentatori del pub consigliano loro di tenersi sulla strada, non andare nella brughiera e fare attenzione alla luna piena. David e Jack si allontanano dalla strada nella brughiera e vengono assaliti da una creatura feroce.

Divertente e terrificante allo stesso tempo, la commedia horror di John Landis incrocia le categorie mentre presenta gli straordinari effetti del trucco di Rick Baker. Atmosfere romantiche e crepuscolari, scene della trasformazione in lupo indimenticabili. Un mix speciale di film horror e parodia, commedia e dramma esistenziale.

1997 Fuga da New York (1981)

Il più memorabile dei cult distopici degli anni ’80. In un 1988 distopico, durante la guerra tra Cina e Unione Sovietica, il governo degli Stati Uniti ha effettivamente trasformato Manhattan in una gigantesca prigione di massima sicurezza per far fronte a un aumento del 400% dei reati penali. Un muro circonda l’isola, i ponti sono stati abbattuti, i fiumi sono pattugliati da elicotteri e tutti i prigionieri sono puniti con l’ergastolo.

John Carpenter offre agli spettatori un’opportunità insolita: allontanarsi dal freddo torpore del divertimento comune e immergersi nella paura. Vale la pena fare un viaggio “. [29] Vincent Canby, nella sua recensione per il New York Times, ha composto. È un film duro, esagerato, tra i migliori film di fuga del periodo.

The Thing (1982)

Il cult horror assoluto degli ’80. In Antartide, un elicottero insegue uno slittino fino a un laboratorio di ricerca americano. Gli scienziati assistono al fatto che il viaggiatore fa esplodere involontariamente l’elicottero e se stesso. Il pilota spara al cane e insulta anche gli americani in norvegese, ma non riescono a riconoscerlo. Viene ucciso a colpi di arma da fuoco per legittima difesa dal comandante della stazione Garry. Il pilota di elicotteri americano, R.J. MacReady e il dottor Copper partono per esaminare la base norvegese. Tra le rovine carbonizzate e i cadaveri ghiacciati, scoprono i resti bruciati di un umanoide deforme che trasferiscono alla stazione americana.

Kurt Russell è il ragazzo poster del cinema degli anni ’80 dei film di culto. La cosa è uno dei film di John Carpenter più amati, ma non è iniziato così. Fu subito criticato, ma in seguito finì per essere rappresentativo degli anni ’80 dopo essere stato lanciato su home video e TV.

Videodrome (1983)

Max Renn è il presidente di CIVIC-TV, una televisione di Toronto specializzato in programmi sensazionalistici, trasmette Videodrome, uno spettacolo senza trama trasmesso dalla Malesia che illustra vittime anonime gravemente ferite e uccise. Pensando che questo sia il futuro della tv, Max ordina l’uso senza licenza dello spettacolo. Nicki Brand, una conduttrice radiofonica sadomasochista, è eccitata da un episodio di Videodrome, e molto probabilmente farà un’audizione per il programma quando scopre che viene trasmesso da Pittsburgh. Max si mette in contatto con Masha, una pornografa softcore, e le chiede di aiutarlo a capire la verità su Videodrome.

La cantante dei Blondie Debbie Harry ha recitato in questo film di David Cronenberg. Famoso per i film horror sul corpo, Cronenberg ha avuto successo nell’ottenere assistenza da importanti produzioni di Hollywood nella realizzazione di Videodrome. Il film ha ottenuto un seguito enorme spingendo le restrizioni della censura a un nuovo livello. Lo del regista è sovversivo e grottesco. Le difficoltà non hanno impedito a Videodrome di classificarsi nella hall of fame di culto.

After Hours (1985)

Lion Dunne si ritrova ad aggirarsi per la città con una serie di contrattempi insoliti che presto diventano un pericolo per la sua vita. Splendidamente surreale con l’ennesima visione unica di Scorsese di New York. Il film è davvero creativo e selvaggiamente fantasioso e Scorsese si diletta nella commedia nera.

After Hours è un film di culto passato inosservato alla sua uscita. Forse non ha suscitato polemiche, o non ha avuto il potere da star di altri film di Scorsese come Color of Money. After Hours, un’odissea di una sera ed è il film più apertamente comico di Scorsese e forse il suo più bizzarro.

Highlander (1986)

Nel 1985, Connor MacLeod si trova di fronte a un vecchio nemico, Iman Fasil, nel parcheggio del Madison Square Garden. Dopo una battaglia con la spada, MacLeod decapita Fasil e una enorme energia, denominato Quickening, colpisce il luogo circostante, distruggendo diversi veicoli. Dopo che Connor ha nascosto la sua katana nel soffitto del garage, gli agenti della polizia di New York lo trattengono per omicidio ma in seguito lo rilasciano per mancanza di prove.

Una star franco-americana che interpreta uno scozzese (Christopher Lambert) e anche uno scozzese che interpreta uno spagnolo immortale (Sean Connery) – cosa potrebbe esserci di meglio? La difesa della vita eterna sia nella Scozia del XVI secolo che nella New York degli anni ’80 ha davvero colpito il cuore del pubblico. Una colonna sonora memorabile dei Queen, il film di Russell Mulcahy è pieno di leggendari combattimenti con la spada e di uno spaventoso cattivo in The Kurgan interpretato dalla prolifica star Clancy Brown.

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