Guida ai 70 film cult da vedere assolutamente

Indice dei contenuti

Prima di passare alla lista di film cult da vedere cerchiamo di capire meglio qual’è il significato esatto di film cult. Film cult è un concetto molto flessibile, astratto, che viene applicato a numerosi tipi di opere cinematografiche ma che si può facilmente manipolare per fini commerciali. Guardando le pubblicità dei nuovi film sembra che tutti siano dei film cult. Compaiono scritte trionfali sui trailer: quello o quel critico l’ha definito un capolavoro. Quella rivista ha detto che è un nuovo film di culto da vedere.

film-in-streaming

🎬 I Cult di Indiecinema

Indiecinema nasce proprio per dare una casa a queste opere orfane e ribelli. Se cerchi film che nessun altro ha il coraggio di distribuire, sei nel posto giusto.

👉 Clicca qui per accedere allo streaming dei Film Cult

Esplora il Fenomeno Cult

Il cinema di culto è un universo vasto. Per orientarti, abbiamo diviso la nostra collezione in percorsi tematici. Clicca sulla categoria che vuoi approfondire:

I Padri del Cult

Dietro ogni grande film di culto c’è una mente che ha rifiutato il compromesso. Parliamo di registi come David Lynch, Alejandro Jodorowsky o John Waters, autori che hanno usato la cinepresa per esplorare l’inconscio, il sacro e il profano senza reti di protezione.

👉 VAI ALLA SELEZIONE: Registi Visionari

L’Epoca d’Oro: I Cult Anni ’80

Se c’è un decennio che ha codificato l’estetica del cult moderno, grazie all’esplosione del VHS e delle proiezioni di mezzanotte, è questo. Dalla fantascienza neon-noir all’horror pratico, questi sono i film che hanno definito una generazione.

👉 VAI ALLA SELEZIONE: Film Cult Anni ’80

B-Movies

Il budget non è tutto. Spesso la povertà di mezzi aguzza l’ingegno (o la follia). Qui celebriamo il cinema di serie B, l’Exploitation e quei film “così brutti da essere belli” che hanno trovato la gloria nell’imperfezione e nell’eccesso.

👉 VAI ALLA SELEZIONE: B-Movies

Horror Cult e Cinema del Terrore

L’horror è il genere che ha generato più cult nella storia. Dai mostri della Universal agli slasher anni ’80, fino al Body Horror più estremo. Se cerchi sangue, paura e visioni disturbanti che hanno sfidato la censura, questa è la tua sezione.

👉 VAI ALLA SELEZIONE: I Migliori Horror Cult

I Film “Maledetti” e Strani

Ci sono opere che sfuggono a qualsiasi classificazione. Film sperimentali, disturbanti, onirici, che richiedono uno spettatore disposto a perdere le proprie coordinate razionali. Dal surrealismo all’acido-western, questa è la zona più estrema del catalogo.

👉 VAI ALLA SELEZIONE: Film Strani e Inclassificabili

I film cult da vedere

Una selezione di film cult da vedere che hanno segnato la storia del cinema, o che per qualche motivo rappresentano opere di culto. Opere dimenticate per anni che sono state poi ritrovate, fallimenti d’incasso al botteghino poi riscoperti e diventati fenomeni di costume. Opere prime e film minori di grandi registi che sono diventati film di culto dopo che i loro autori sono diventati famosi. Film seminali e di avanguardia che hanno segnato la storia del cinema.

Questa non è la solita classifica che mescola film, dal blockbuster al film indipendenti, che trovate sui siti web generalisti che si occupano di cinema. Non è il solito grande cesto da cui pescare qualcosa a caso, scritta tanto per riempire una pagina. Molti probabilmente non sanno cosa è esattamente un film cult, ma ora lo sai. Questa è una lista di veri film cult che ogni vero cinefilo dovrebbe conoscere.

🆕 Instant Cult: I Nuovi Visionari (2024-2025)

Bugonia (2025)

Bugonia Trailer #2 (2025)

Due giovani ossessionati dalle teorie del complotto rapiscono l’amministratrice delegata di una potente multinazionale farmaceutica, convinti che lei sia in realtà un’aliena venuta sulla Terra per distruggere l’umanità. I due la tengono prigioniera nel loro seminterrato e la sottopongono a interrogatori surreali e torture grottesche per costringerla a confessare il piano di invasione, mentre la donna cerca di manipolare le loro paranoie per salvarsi.

Yorgos Lanthimos (La Favorita, The Lobster) torna con un remake del cult coreano Save the Green Planet!. È la materia perfetta per il suo cinema: una commedia nerissima, paranoica e misantropa che esplora il confine sottile tra follia e verità. Abbandonati i costumi d’epoca, Lanthimos si concentra su una satira contemporanea feroce contro il corporativismo e la psicosi collettiva, uno dei film più strani e disturbanti dell’anno.

Una battaglia dopo l’altra (2025)

ONE BATTLE AFTER ANOTHER Official Final Trailer (2025) Leonardo DiCaprio

In una California contemporanea avvolta da un’atmosfera di paranoia e decadenza, un uomo (Leonardo DiCaprio) si ritrova invischiato in una cospirazione tentacolare che coinvolge figure politiche corrotte, forze dell’ordine e il caos sociale. La trama, ancora avvolta nel mistero ma ispirata alle atmosfere di Vineland di Thomas Pynchon, segue il protagonista nel tentativo disperato di proteggere la sua famiglia (inclusa una figlia prodigio) mentre il mondo intorno a loro sembra scivolare verso un’apocalisse politica e morale.

Paul Thomas Anderson dirige il film più costoso e “commerciale” della sua carriera, riunendo un cast monumentale che include Sean Penn e Benicio del Toro. È un ritorno al grande affresco americano in stile Magnolia, ma aggiornato alle nevrosi del presente. Girato in formato IMAX, è un thriller d’azione intellettuale che mescola l’inseguimento fisico con l’indagine filosofica sul declino dell’Occidente.

Una visione curata da un regista, non da un algoritmo

In questo video ti spiego la nostra visione

SCOPRI LA PIATTAFORMA

Strange Darling (2024)

Strange Darling Trailer #1 (2024)

Quello che inizia come un’avventura di una notte apparentemente innocente tra una donna (“The Lady”) e un uomo (“The Demon”) si trasforma rapidamente in un brutale gioco del gatto col topo attraverso le foreste dell’Oregon. La narrazione è frammentata in sei capitoli non lineari che decostruiscono continuamente la percezione dello spettatore su chi sia la vera vittima e chi il carnefice, svelando una scia di sangue lasciata da un serial killer che sta terrorizzando lo stato.

Diretto da JT Mollner e girato interamente in pellicola 35mm dal direttore della fotografia Giovanni Ribisi, questo è un thriller horror esteticamente sbalorditivo che ridefinisce il genere slasher. Non è il solito film di sopravvivenza: è un puzzle psicologico dai colori ipersaturi e dall’atmosfera onirica, lodato persino da Stephen King per la sua struttura geniale. Un cult istantaneo che usa la violenza grafica non per shockare, ma per esplorare le dinamiche di potere e manipolazione in una relazione tossica portata all’estremo.

Carnival of soul

Carnival of soul
Ora disponibile

Horror, di Herk Harvey, Stati Uniti, 1962.
Mary Henry esce indenne da un incidente automobilistico che ha causato la morte dei suoi due compagni, e parte per una strana avventura a Salt Lake City, dove si ritrova attratta da un fatiscente padiglione in riva al lago e perseguitata da una figura spettrale (interpretata dallo stesso regista). Capolavoro horror a basso budget ($ 30.000) passato inosservato all'epoca della sua uscita, è diventato un film cult negli Stati Uniti dalla fine degli anni '80. Suoni e immagini che hanno ispirato registi come George Romero e David Lynch (l'uomo mascherato di "Strade perdute"). Mai doppiato e distribuito nelle sale cinematografiche in Italia.

LINGUA: inglese
SOTTOTITOLI: italiano

Sasquatch Sunset (2024)

Sasquatch Sunset Trailer #1 (2024)

Un anno nella vita di una famiglia di quattro Bigfoot (Sasquatch) che vagano per le foreste del Nord America. Non c’è dialogo, non c’è voce narrante, non ci sono esseri umani visibili. Solo grugniti, gesti e la lotta quotidiana per mangiare, accoppiarsi e sopravvivere in una natura che sta morendo. Sotto il trucco prostetico pesante e irriconoscibile si nascondono attori famosi come Jesse Eisenberg e Riley Keough, che si immergono totalmente nella parte animalesca.

Questo è il film più bizzarro, coraggioso e assurdo dell’anno. I fratelli Zellner hanno creato un documentario naturalistico fittizio che oscilla tra la commedia scatologica (rutti, sesso, vomito) e la poesia tragica sulla solitudine di una specie in via di estinzione. È un test di resistenza per lo spettatore mainstream, ma un gioiello di originalità per chi cerca qualcosa che non assomigli a nulla di già visto. Cult istantaneo per la sua follia.

Stopmotion (2024)

STOPMOTION Official Trailer (2024)

Ella è una animatrice specializzata in stop-motion che vive all’ombra della madre, una celebre e tirannica artista del settore. Quando la madre si ammala, Ella inizia a lavorare a un progetto macabro utilizzando carne cruda, animali morti e materiali organici per creare i suoi pupazzi. Man mano che il film prende forma, la sanità mentale di Ella si sgretola: i pupazzi sembrano prendere vita e la linea tra la sua arte e la sua carne inizia a svanire in un delirio di sangue e plastilina.

Diretto da Robert Morgan (un vero maestro dell’animazione creepy), questo è un film sull’ossessione artistica che diventa autodistruzione. È un’esperienza viscerale e materica: senti l’odore della carne marcia e il suono viscido dei pupazzi. Non c’è nulla di digitale o patinato qui; è un incubo tattile, sporco e grottesco che ricorda il primo David Lynch o Jan Švankmajer. Un cult istantaneo per chi ama l’arte che fa male.

Film cult anni 10

All’inizio del secolo, il cinema era ancora un territorio selvaggio senza regole. In questo decennio pionieristico nascono le prime visioni che sfidano la realtà: dai serial criminali francesi di Fantômas, che celebravano l’anarchia e il travestimento, ai primi esperimenti espressionisti. È qui che il cinema scopre di poter essere un sogno (o un incubo) e non solo la registrazione della vita reale.

L’Inferno (1911)

L'Inferno (1911) Milano Films

Nel kolossal muto L’Inferno, liberamente ispirato alla Divina Commedia di Dante, assistiamo a un viaggio letterale attraverso i gironi della dannazione eterna. Seguiamo Dante e Virgilio mentre incontrano dannati, diavoli alati, giganti e infine Lucifero stesso che maciulla i traditori. Per l’epoca, fu una produzione titanica che impiegò tre anni di riprese e centinaia di comparse per visualizzare l’inimmaginabile.

È il primo vero lungometraggio della storia del cinema italiano e un capolavoro di effetti speciali artigianali. Tra sovrimpressioni, giochi di prospettiva e scenografie ispirate alle illustrazioni di Gustave Doré, il film crea un immaginario gotico e grottesco che non ha perso nulla della sua potenza visiva. È un’opera fondamentale per capire come il cinema abbia imparato a mostrare l’invisibile e il soprannaturale.

Dementia

Dementia
Ora disponibile

Horror, noir, di John Parker, Stati Uniti, 1955.
E' notte. Una donna si sveglia improvvisamente da un incubo in uno squallido hotel dei sobborghi di Los Angeles. Esce dalla stanza e vaga nel quartiere. Incontra un nano che vende giornali con il titolo "Misterioso accoltellamento". In un vicolo buio, un ubriacone la molesta e un poliziotto la salva. Poi incontra un uomo vestito elegantemente con baffi sottili. L'uomo le regala un fiore e la convince a salire sulla limousine con un tizio ricco e grasso. Mentre attraversano la città in automobile l'uomo ripensa ai suoi traumi infantili e al padre violento che lo pugnalò con un coltello dopo che aveva sparato alla madre infedele. Il ricco la porta a divertirsi in diversi locali notturni e poi nel suo appartamento. Prima ignora la donna mentre si ingozza con un pasto abbondante. Lei lo seduce, e lui si avvicina a lei eccitato.

Un incubo visionario ed allucinato, senza dialoghi, durante una notte di una donna sola a Los Angeles. Tra horror, film noir e film espressionista, concepito inizialmente come un cortometraggio da Parker basandosi su un sogno raccontatogli dalla sua segretaria, Barrett, che è diventata anche l'interprete del film. Il film è stato bloccato dal New York State Film Board prima di poter uscire nelle sale cinematografiche nel 1955. Successivamente Jack H. Harris lo ha acquistato e ne ha creato una nuova versione, con un diverso taglio di montaggio, aggiungendo anche una voce fuori campo e cambiando il titolo. Questa è la versione originale.

Senza dialoghi

Fantômas (1913)

Fantômas I: À l'ombre de la guillotine (Fantômas: In the Shadow of the Guillotine) (1913) - 1080p

La saga cinematografica di Fantômas porta sullo schermo il genio del crimine e signore del terrore in cinque episodi che hanno fatto la storia. Il misterioso criminale, maestro del travestimento, semina il panico a Parigi compiendo furti impossibili e omicidi creativi, sempre inseguito dall’ossessivo ispettore Juve. Fantômas non è un semplice ladro, ma un’entità quasi sovrannaturale che sfida l’ordine costituito e la logica.

Diretto da Louis Feuillade, questo non è solo un film poliziesco, ma la nascita del “supercriminale” moderno. Amato dai Surrealisti (Magritte e Apollinaire lo adoravano) per la sua atmosfera onirica e per l’anarchia che trasudava, è il nonno di tutti i thriller psicologici e dei film di rapina. La sua influenza sulla cultura pop, da Diabolik a Joker, è incalcolabile.

film-in-streaming

Les Vampires (1915)

In Les Vampires, un giornalista investigativo cerca di smascherare una potente organizzazione criminale segreta che terrorizza Parigi con rapimenti, gas velenosi e furti acrobatici. A guidarli (o a confonderli) c’è la loro musa, Irma Vep, una femme fatale che si muove sui tetti della città in una tuta nera aderente, diventando l’icona del mistero e della seduzione pericolosa.

Un altro capolavoro seriale di Louis Feuillade che sconfina nel delirio onirico. Nonostante il titolo, non ci sono succhiasangue soprannaturali, ma l’atmosfera è talmente bizzarra e allucinata da sembrare un incubo ad occhi aperti. Irma Vep (anagramma di Vampire) è la prima vera antieroina dark del cinema, un simbolo di emancipazione e pericolo che ha stregato generazioni di cinefili per la sua modernità estetica.

Intolerance (1916)

Intolerance | Trailer | Indiecinema

Film cult per la grandiosità del progetto e per essere uno dei primi kolossal che ha cambiato la storia del cinema, incontro di grande spettacolo e sperimentazioni visive. David Griffith, per dimostrare che le accuse contro di lui di razzismo dovute al suo film precedente Nascita di una nazione erano infondate, gira un kolossal sull’intolleranza.

Intolerance, dramma storico del 1916, racconta quattro storie diverse in un arco di 2500 anni. La guerra nell’antica Babilonia, il tradimento e La crocifissione nella storia biblica, l’intolleranza nel rinascimento francese, i conflitti e crimini all’inizio del 900 nel continente americano. L’umanità sembra destinata e non trovare accordo, a restare in perenne conflitto. Almeno fin quando non arriverà un cambiamento interiore globale.

Guarda Intolerance

Giglio infranto (Broken Blossoms) (1919)

🚩 Remembering LILLIAN GISH in BROKEN BLOSSOMS (1919) Directed by D.W. Griffith

Nel film Giglio infranto, ambientato nei bassifondi nebbiosi di Londra, Cheng Huan, un idealista cinese venuto in Occidente per diffondere la filosofia buddhista ma finito a gestire una fumeria d’oppio, soccorre Lucy. La ragazza, brutalmente maltrattata dal padre pugile e alcolizzato, trova in lui un amore platonico fatto di sguardi e delicatezza, che fiorisce brevemente prima di essere schiacciato dalla violenza razzista e patriarcale.

D.W. Griffith, dopo le polemiche per i suoi film epici, gira questo dramma intimo e “da camera” che è un gioiello di atmosfera. La fotografia morbida (“soft focus”) e l’uso delle luci creano una Londra spettrale e poetica. È un film di una tristezza devastante, che affronta temi come l’abuso domestico e il pregiudizio razziale con una sensibilità visiva che eleva il melodramma a pura arte lirica.

Detour - Deviazione per l'inferno

Detour - Deviazione per l'inferno
Ora disponibile

Thriller, noir, di Edgar G. Ulmer, Stati Uniti, 1945
Al Roberts, un pianista disoccupato, fa l'autostop. Dopo aver ottenuto un passaggio, arriva in un ristorante a Reno, in Nevada. Un altro cliente del ristorante fa suonare un brano al jukebox: Al rimane turbato perché gli ricorda la sua vita a New York City. Ricorda un tempo lì in cui era amareggiato per lo scarso successo come musicista, costretto a suonare in un club scadente. Un giorno la sua compagna, Sue Harvey, che fa la cantante nello stesso club, non vedendo prospettive nella loro relazione, va a cercare fortuna a Hollywood. Al finisce per essere depresso. Dopo alcune disavventure decide di fare un viaggio in California per rivedere Sue e sposarla. Con pochi soldi, tuttavia, è costretto a fare l'autostop attraverso la nazione. In Arizona, il bookmaker Charles Haskell Jr. offre ad Al un passaggio fino a Los Angeles. Quella notte, Al guida mentre Haskell dorme. Quando un temporale costringe Al a fermarsi per alzare la capote della decappottabile, non riesce a svegliare Haskell. Al apre la portiera del passeggero e Haskell cade a terra: è morto.

Film indipendente a basso budget realizzato da Edgar G. Ulmer, aiuto regista del grande Murnau in "L'ultima risata" e in "Aurora", Detour è un noir che si ispira all'espressionismo tedesco. Il protagonista Al Roberts racconta la sua storia parlando direttamente al pubblico, ma diversi indizi suggeriscono che forse non stiamo ascoltando cosa è successo veramente ma ciò che Al Roberts vuole che pensiamo sia successo. A volte le esperienze terribili possono essere rimodellate in fantasie meno complicate da affrontare, a volte dobbiamo costruirci un alibi: forse è questo il fascino ambiguo di "Detour". L'interpretazione di Ann Savage è fenomenale: non c'è un briciolo di umanità nella sua interpretazione di Vera. "Detour" è un perfetto esempio di film a basso budget che trasforma le sue limitazioni in uno stile forte e coerente. Un film cult dove l'oscurità del noir cattura lo spettatore senza bisogno di virtuosismi tecnici, attori famosi o effetti speciali.

LINGUA: italiano

Film cult anni 20

Gli anni ’20 sono il decennio in cui l’arte incontra la follia. Mentre Hollywood inizia a costruire il suo impero, in Europa nascono opere che ancora oggi risultano disturbanti. È l’era del Surrealismo di Buñuel e Dalí (Un Chien Andalou), dell’Espressionismo tedesco che deforma le prospettive (Il Gabinetto del Dottor Caligari) e della fantascienza profetica (Metropolis). Film visivamente potenti che hanno gettato le basi per tutto il cinema “altro”.

Il Gabinetto del Dottor Caligari (1920)

The Cabinet Of Dr. Caligari (1920) Official Trailer #1 - German Horror Movie

La trama de Il Gabinetto del Dottor Caligari ruota attorno a una fiera di paese dove un misterioso dottore esibisce Cesare, un sonnambulo che tiene sotto ipnosi in una cassa da morto e che predice il futuro. Quando una serie di omicidi inizia a colpire la città, i sospetti cadono sul duo. La storia viene raccontata attraverso il flashback di un giovane protagonista, ma la realtà di ciò che vediamo è distorta, angosciante e forse frutto di una mente malata.

Questo è il film che ha inventato l’Espressionismo Tedesco al cinema. Non ci sono set realistici: tutto è dipinto, storto, spigoloso e deforme, per riflettere la psiche fratturata dei personaggi. È il padre di tutto il cinema horror psicologico, dei film sui manicomi e dei colpi di scena finali (twist ending). Un’opera d’arte visiva dove la scenografia è la vera protagonista, creando un mondo da incubo da cui non si può uscire.

Nosferatu il vampiro (1922)

NOSFERATU 100th Anniversary Trailer

L’agente immobiliare Hutter viaggia fino ai Carpazi per concludere un affare con il misterioso Conte Orlok, un nobile che vive recluso in un castello fatiscente e vuole comprare casa in Germania. In Nosferatu il vampiro, Hutter scopre troppo tardi che il Conte non è umano, ma un non-morto scheletrico simile a un ratto che porta con sé la peste e la morte. Mentre Orlok viaggia verso la città di Wisborg nascosto in una bara piena di terra, la moglie di Hutter percepisce l’arrivo del male.

F.W. Murnau realizza un adattamento non autorizzato del Dracula di Bram Stoker (cambiando i nomi per non pagare i diritti), creando però qualcosa di unico. A differenza del vampiro affascinante di Hollywood, Orlok (interpretato da Max Schreck) è un mostro ripugnante, un’incarnazione della malattia e dell’ombra. Girato in location reali e non in studio, il film usa le ombre allungate e la natura ostile per creare un senso di terrore gotico che gela ancora il sangue.

Metropolis (1927)

Metropolis (1927) Trailer #1 | Movieclips Classic Trailers

Metropolis” è un film muto tedesco del 1927, diretto da Fritz Lang. È considerato uno dei capolavori del cinema e un film di culto nella storia del cinema di fantascienza. Il film è celebre per le sue straordinarie scenografie, la sua visione futuristica e le tematiche sociali affrontate.

La trama di “Metropolis” si svolge in una società futuristica divisa in due classi sociali distinte: gli operai, che lavorano in condizioni oppressive nelle profondità sotterranee della città, e la classe dirigente che vive in una lussuosa città sopra la superficie. Joh Fredersen, il capo della città, scopre una ribellione in atto tra gli operai e si imbatte in Maria, una giovane donna che li guida. Intrigato da Maria e dal desiderio di mettere fine alla rivolta, Fredersen utilizza un androide chiamato “Maschinenmensch” per manipolare gli eventi. Ciò che rende “Metropolis” un film rivoluzionario è il suo design di produzione innovativo e visionario. Le scenografie sono sorprendenti, con imponenti grattacieli, architetture futuristiche e macchinari meccanici, il tutto arricchito da effetti speciali all’avanguardia per l’epoca. Il film rappresenta un mondo urbano complesso e dettagliato, con un’estetica che ha influenzato molti film successivi.

Tuttavia, “Metropolis” non è solo uno spettacolo visivo. Affronta temi sociali e politici rilevanti, come la disuguaglianza sociale, la lotta di classe e il conflitto tra il capitale e il lavoro. Il film esplora la necessità di una mediazione tra i poteri dell’élite industriale e il bene comune della società. La figura di Maria, che rappresenta la compassione e l’umanità, contrasta con la freddezza e l’avidità dei dirigenti. Il film presenta anche una riflessione sulle implicazioni etiche dell’innovazione tecnologica. L’androide Maschinenmensch solleva domande sulla natura dell’identità umana e sulle conseguenze di una tecnologia non controllata. Questi temi sono stati affrontati in modo visionario da Lang e hanno trovato eco in molte opere di fantascienza successive.

I bambini di Hiroshima

I bambini di Hiroshima
Ora disponibile

Dramma, di Kaneto Shindō, Giappone, 1952.
Takako Ishikawa è un insegnante al largo della costa di Hiroshima e non è tornato nella sua città colpita dalla bomba atomica da 4 anni. Il suo viaggio a Hiroshima diventa un viaggio nella sua patria distrutta, alla ricerca di vecchi amici sopravvissuti. La città è stata quasi ricostruita, ma la tragedia è ancora molto presente: i volti sfigurati, le membra rattrappite, le donne sterili e i bambini minorati senza allegria. In un vecchio cieco accompagnato dal nipote Taro Takako riconosce il servitore della propria famiglia, distrutta con la casa.

Film girato con sobrietà, mostra la tragedia della bomba solo in un breve flashback dalla protagonista in pochi secondi di immagini allucinanti. La breve scena però rimane sempre presente nella mente di lei come nella mente dello spettatore. Il tono di Kaneto Shindo non è quello di un resoconto storico ma quello di un'emozione lirica intensa e trattenuta, che cerca la sua essenza nei dettagli. Nel cielo, finalmente, un aereo passa: gli occhi della maestra sono colmi d'angoscia, quelli del bambino sono soltanto puri e curiosi. In concorso al Festival di Cannes del 1953, girato nel dopoguerra quando il dolore era ancora fresco, ricco di atmosfere cupe e realistiche. Shindo, morto a 100 anni nel 2012, meno conosciuto in Occidente di Mizoguchi, Kurosawa, realizza il suo capolavoro con questo film.

LINGUA: giapponese
SOTTOTITOLI: italiano, inglese

La passione di Giovanna d’Arco (1928)

THE PASSION OF JOAN OF ARC Trailer [1928]

Il film La passione di Giovanna d’Arco si concentra esclusivamente sulle ultime ore della vita della Santa, condensando il lungo processo per eresia in un unico, claustrofobico confronto verbale e psicologico. Giovanna, sola e analfabeta, affronta una corte di giudici ecclesiastici corrotti e grotteschi che cercano di manipolarla per farle rinnegare la sua fede. La narrazione è un’escalation di tortura psicologica che culmina nel rogo finale.

Carl Theodor Dreyer compie una scelta radicale: rinuncia alle scenografie costose (che pure aveva costruito) per girare quasi tutto il film in primissimi piani sui volti. Il risultato è un’esperienza emotiva devastante, retta interamente dal volto di Renée Falconetti, che offre quella che molti critici considerano la più grande interpretazione della storia del cinema. Un film di pura sofferenza e trascendenza, girato senza trucco, che scava nell’anima umana come nessun altro.

L’uomo con la macchina da presa (1929)

Man with a Movie Camera (1929) movie

In L’uomo con la macchina da presa, non c’è storia, non ci sono attori, non ci sono set. Seguiamo semplicemente un operatore cinematografico che gira per la città (un mix di Mosca, Kiev e Odessa) dall’alba al tramonto, filmando la vita quotidiana: macchine, folle, lavoro, sport, nascite e morti. La città si sveglia, si muove freneticamente e si riposa, diventando un organismo vivente.

Dziga Vertov firma il manifesto del “Cine-Occhio”. È un documentario sperimentale che è in realtà un trattato sul montaggio e sulle potenzialità del cinema. Vertov usa ogni trucco possibile: split-screen, sovrimpressioni, slow motion, stop motion, schermi divisi. È un’esplosione di energia visiva, un film che celebra la velocità della vita moderna e la capacità della macchina da presa di vedere la realtà meglio dell’occhio umano. Un’opera d’avanguardia pura.

Un Chien Andalou (1929)

An Andalusian Dog (Un Chien Andalou) (1929) | trailer

Il cortometraggio Un Chien Andalou si apre con una delle immagini più scioccanti della storia del cinema: un occhio umano tagliato in due da un rasoio, montato in parallelo con una nuvola che taglia la luna. Da quel momento, non esiste più trama, logica o tempo: un uomo trascina pianoforti con sopra asini morti e preti, formiche escono da una mano, personaggi muoiono e risorgono in un flusso di coscienza onirico e sessuale.

Nato dalla collaborazione tra Luis Buñuel e Salvador Dalí, questo è il manifesto assoluto del Surrealismo. Non è un film da “capire”, ma da subire come un’allucinazione. È un attacco diretto alla logica borghese e alla narrazione rassicurante. Ancora oggi, dopo quasi un secolo, la sua carica eversiva e le sue immagini disturbanti rimangono intatte, rendendolo il padre di tutto il cinema sperimentale e dei videoclip moderni.

Film cult anni 30

Con l’arrivo del sonoro, il culto trova la sua voce nell’orrore e nella trasgressione. È il decennio dei “Freaks” di Tod Browning, un film così scioccante da essere bandito per decenni, e dei grandi mostri della Universal (Frankenstein, Dracula) che definiscono l’iconografia gotica per sempre. Ma è anche l’era dei film “Pre-Code”, opere audaci e ciniche che mostravano sesso e violenza prima che la censura di Hollywood imponesse il suo velo moralista.

I dieci comandamenti

I dieci comandamenti
Ora disponibile

Drammatico, Storico, di Cecil B. De Mille, Stati Uniti, 1923.
Classico del cinema muto è la prima versione de "I dieci comandamenti" diretta e prodotta da Cecil B. De Mille. Un film che, per l'epoca, fu un colossal di proporzioni enormi. De Mille spese 1,4 milioni di dollari, costruendo una città egizia nei pressi di Guadalupe, in California. Statue colossali, piramidi, templi e altre costruzioni rappresentarono una vera e propria meraviglia della finzione cinematografica. Per evitare che una scenografia di tale ricchezza venisse usata da altri registi De Mille, al termine delle riprese, preferì distruggere tutto quanto.

LINGUA: inglese
SOTTOTITOLI: italiano

M – Il mostro di Düsseldorf (1931)

M – Il mostro di Düsseldorf (1931) è un film tedesco del regista Fritz Lang. Il film è considerato uno dei classici del cinema noir, e ha influenzato numerosi altri film del genere. La storia segue la vicenda di Hans Beckert, un uomo che uccide un gruppo di bambine. La polizia è sotto pressione dall’opinione pubblica, e si impegna a fondo nella ricerca del mostro.

Il film è noto per la sua regia, che è caratterizzata da una fotografia cupa e suggestiva, e per la sua rappresentazione realistica del tema della violenza. Film cult profetico, che racconta con incredibile intuizione la Germania subito prima dell’arrivo del nazismo. Regia di Fritz Lang in Germania, nel 1931. L’Atmosfera malsana e la rabbia della gente sembra una sostanza invisibile che permea ovunque la città di Dusseldorf.

Il film si ispira agli efferati crimini commessi in Germania negli anni venti da Fritz Haarmann e Peter Kürten, ma racconta altro. Racconta l’anima della società tedesca profondamente corrotta e posseduta dal male. La scena finale del processo privato da parte delle associazioni criminali al mostro è una delle più belle della storia del cinema. Una scena che attraverso volti, espressioni, dialoghi e ritmo, diventa il ritratto stesso del male, del lato oscuro dell’essere umano. 

Il sangue di un poeta (1932)

Il sangue di un poeta (1932) è un film surreale francese diretto da Jean Cocteau. Il film è il primo capitolo della trilogia orfica di Cocteau, che esplora temi come la creazione artistica, l’amore e la morte.

La storia segue un poeta (Enrique Rivero) che cerca di sbarazzarsi di una bocca che gli è rimasta impressa sul palmo di una mano. La bocca è un simbolo della sua creatività e della sua pulsione artistica, ma è anche una fonte di ossessione e di tormento. Il poeta inizia un viaggio attraverso il suo subconscio, alla ricerca di una soluzione al suo problema. Lungo la strada, incontra una serie di personaggi enigmatici, tra cui una statua parlante, un gruppo di bambini e un angelo nero.

Opera prima della filmografia del grande poeta e regista Jean Cocteau. Filmografia che si concluderà con un film che è l’epilogo del primo, il testamento di Orfeo. Film cult assoluto, discesa nell’inconscio profondo nella parte più autentica di se stesso, tra poesia pensiero e visione. Una delizia per i cinefili che amano anche la pittura e la poesia. Un film nato nel periodo d’oro del movimento surrealista. Cocteau si discosta dal surrealismo per creare un suo stile personale, non ben identificabile. Potremmo definirlo, come quasi tutta la filmografia di Cocteau, poesia che diventa cinema. Finanziato dal Visconte di Noailles, mecenate dei surrealisti, che pensava che Jean Cocteau gli consegnasse un cartone animato e che ripudiò il film.

Freaks (1932)

Freaks Official Trailer #1 - Wallace Ford Movie (1932) HD

La storia di Freaks si svolge in un circo itinerante, dove la bellissima trapezista Cleopatra seduce il nano Hans per impossessarsi della sua eredità, pianificando di avvelenarlo con la complicità dell’uomo forzuto Hercules. Ma il “codice” dei freaks è rigido: “Offendine uno, li offendi tutti”. Quando la comunità dei “diversi” scopre il piano, la loro vendetta in una notte di tempesta sarà terribile e trasformerà i “normali” in qualcosa di orribile.

Tod Browning, che aveva lavorato davvero nei circhi, usa veri artisti con disabilità fisiche (gemelle siamesi, donne barbute, uomini senza arti) non per sfruttarli, ma per mostrare la loro umanità contrapposta alla mostruosità morale dei “belli”. Il film fu così scioccante per l’epoca da essere bandito per 30 anni e distrusse la carriera del regista. Oggi è un capolavoro di culto sull’accettazione e sulla crudeltà, unico e irripetibile.

Vampyr – Il vampiro (1932)

VAMPYR 90th Anniversary Official Theatrical Trailer

In Vampyr – Il vampiro, un giovane viaggiatore appassionato di occultismo arriva in un villaggio dove accadono eventi inspiegabili. Si ritrova immerso in un incubo a occhi aperti fatto di ombre che si staccano dai corpi, medici malvagi e una vecchia vampira che si nutre di una giovane donna. La logica narrativa si dissolve per lasciare spazio a una successione di immagini oniriche e spettrali.

Carl Theodor Dreyer realizza non un film horror, ma un film sull’incubo. Girato in gran parte attraverso un velo di garza per rendere l’immagine lattiginosa e sfocata, è pura poesia visiva. Celebre per la sequenza soggettiva in cui il protagonista immagina di essere sepolto vivo in una bara con una finestrella di vetro, è un’opera d’arte surrealista che va vissuta come una trance ipnotica piuttosto che capita razionalmente.

Il cervello che non voleva morire

Il cervello che non voleva morire
Ora disponibile

Horror, fantascienza, di Joseph Green, Stati Uniti, 1962.
Il dottor Bill Cortner salva un paziente che era stato dichiarato morto, ma il chirurgo anziano, il padre di Bill, condanna i metodi non ortodossi e le teorie del trapianto di suo figlio. Durante la guida verso la casa della sua famiglia, Bill e la sua attraente futura moglie Jan Compton vengono coinvolti in un incidente automobilistico in cui la moglie rimane decapitata. Costs recupera la testa e si affretta al laboratorio nella cantina della sua casa. Lui e il suo aiutante mutilato Kurt fanno tornare in vita la testa in un vassoio pieno di liquido. La nuova esistenza di Jan è insopportabile e la donna supplica Bill di lasciarla morire, ma lo scienziato si rifiuta: vuole trovare un nuovo corpo per Jan. Cerca una donna adatta in un locale di burlesque, per strada e in un concorso di bellezza.

Diretto da Joseph Green e scritto da Green e Rex Carlton il film fu terminato nel 1959 con il titolo The Black Door, ma non fu lanciato nelle sale fino al 3 maggio 1962, con il suo nuovo titolo come doppio lungometraggio con Invasion of the Star Creatures. Il particolare strumento narrativo di un medico pazzo che scopre un modo per mantenere in vita una testa umana era già stato utilizzato in precedenza in letteratura, con varie altre versioni su questo tema. Condivide numerosi elementi della storia con il film dell'orrore della Germania occidentale The Head (1959).

LINGUA: inglese
SOTTOTITOLI: italiano

Baby Face (1933)

Baby Face (1933) Trailer

La protagonista di Baby Face, Lily Powers (Barbara Stanwyck), sfruttata dal padre in uno speakeasy di provincia, decide di usare la sua bellezza e il sesso come armi per scalare la società. Si trasferisce a New York e, piano dopo piano, letto dopo letto, seduce e scarta uomini sempre più potenti all’interno di una grande banca, fino ad arrivare ai vertici. È una scalata sociale spietata basata sulla filosofia di Nietzsche che un vecchio le ha insegnato.

Questo è il film simbolo dell’era “Pre-Code”, quel breve periodo di libertà a Hollywood prima che la censura imponesse regole morali strette. È scandaloso ancora oggi per il cinismo e la modernità della sua protagonista: una donna che non si pente, non chiede scusa e usa il patriarcato contro se stesso. Un cult femminista ante-litteram, audace, veloce e moralmente ambiguo.

L’Atalante (1934)

Nel film L’Atalante, Juliette sposa Jean, il capitano di una chiatta fluviale, e va a vivere con lui sull’acqua insieme al vecchio marinaio Père Jules e ai suoi gatti. La vita monotona del fiume la spinge a fuggire a Parigi, attratta dalle luci della città, lasciando Jean nella disperazione. La separazione porterà entrambi a capire l’importanza del loro legame, in un viaggio di ritorno onirico e sensuale.

L’unico lungometraggio di Jean Vigo (morto a 29 anni subito dopo le riprese) è il film che ha inventato il Realismo Poetico. È un’opera anarchica, erotica e dolcissima, che mescola la sporcizia della vita di bordo con momenti di pura magia visiva, come la celebre scena in cui Jean si tuffa nel fiume e “vede” la sposa sott’acqua. Un film libero e inclassificabile che ha influenzato tutto il cinema d’autore francese successivo.

Film cult anni 40

Mentre il mondo è in guerra, il cinema si tinge di nero. Gli anni ’40 sono il regno del Noir, dove il confine tra bene e male sparisce nelle ombre. Il culto qui nasce nelle produzioni a basso budget (“Poverty Row”), film girati in pochi giorni ma con un’atmosfera di disperazione e fatalismo unica (come Detour). È un cinema di antieroi, donne fatali e destini segnati, perfetto per chi ama le atmosfere fumose e claustrofobiche.

Le forze del male (1948)

Force of Evil (1948) Trailer

“Le forze del male” è un film noir statunitense del 1948, diretto da Abraham Polonsky. È considerato un cult movie e un’importante opera cinematografica dell’epoca.

Il film racconta la storia di Joe Morse (interpretato da John Garfield), un avvocato spietato e ambizioso che si imbatte in un intricato piano per controllare le scommesse illegali sulla lotteria numerica a New York. Joe è coinvolto in un’affare criminale con suo fratello Leo (interpretato da Thomas Gomez), un boss del crimine che gestisce un’organizzazione di scommesse illegali. Mentre Joe cerca di ottenere il massimo profitto dallo sfruttamento del sistema, si trova a confrontarsi con le sue ambizioni personali e la corruzione che lo circonda.

“Le forze del male” è noto per il suo stile visivo distintivo e la sua narrazione cruda. Il regista Polonsky, che ha anche scritto la sceneggiatura, offre una critica acuta del capitalismo e dell’avidità attraverso il contesto del mondo del gioco d’azzardo illegale. Il film affronta temi come la morale, l’integrità e la lotta tra il bene e il male.

“Le forze del male” è stato apprezzato dalla critica per le sue interpretazioni intense e per la sua capacità di catturare l’atmosfera cupa e corrotta dell’epoca. Nonostante il suo scarso successo commerciale iniziale, il film è diventato col tempo un cult movie e viene spesso citato come uno dei migliori esempi del genere noir.

Il gabinetto del dottor Caligari

Il gabinetto del dottor Caligari
Ora disponibile

Horror, fantasy, di Robert Wiene, Germania, 1920.
Il film simbolo dell'espressionismo cinematografico. Francis racconta una storia a un uomo: nel 1830, in un piccolo paese, un tizio di nome Caligari, fa l'imbonitore alla fiera per presentare la sua attrazione, un sonnambulo che tiene sotto ipnosi in una cassa da morto. Il dottore sostiene che il sonnambulo è in grado di conoscere il passato e di predire il futuro. Atmosfere irreali e scenografie deformate, recitazione stilizzata, sdoppiamento di personalità, confusione tra sogno e realtà.

Spunto di riflessione
Personalità dal greco persona significa maschera. Persona deriva dalla parola personalità. L'individualità è un dono dell'esistenza, la personalità è imposta dalla società. La personalità segue il gregge di pecore, l'individualità è un leone che si muove da solo. Finché non lasci andare la tua personalità non sarai in grado di trovare la tua individualità.

LINGUA: tedesco (didascalie)
SOTTOTITOLI: italiano

Film cult anni 50

L’età dell’oro del B-Movie e della paranoia. Sotto la minaccia della Bomba e del Comunismo, la fantascienza diventa il rifugio delle paure collettive. È il decennio dei dischi volanti, dei mostri giganti e del cinema trash involontario di Ed Wood (Plan 9 from Outer Space). Questi film, spesso realizzati con budget inesistenti e tanta ingenuità, sono diventati oggetti di culto proprio per la loro “bruttezza” affascinante e la loro sfrenata fantasia.

Il mostro della laguna nera (1954)

Creature from the Black Lagoon (1954) Modern Trailer


“Il mostro della laguna nera” (Creature from the Black Lagoon) è un film cult horror fantascientifico del 1954, diretto da Jack Arnold. È uno dei classici del genere mostro e ha contribuito a definire l’iconografia del mostro marino nel cinema.

La trama del film si svolge in un remoto angolo dell’Amazzonia, dove un gruppo di scienziati scopre le prove dell’esistenza di una creatura preistorica, una sorta di ibrido tra un uomo e un pesce, noto come il mostro della laguna nera. La creatura si innamora di una delle ricercatrici, interpretata da Julie Adams, e inizia a seguirla e a minacciare il gruppo.

“Il mostro della laguna nera” è noto per la sua atmosfera di suspense e per l’uso abile delle sequenze sottomarine, che creano un senso di minaccia e tensione. Il design della creatura è stato realizzato in modo impressionante, con un aspetto ibrido tra umano e animale, che ancora oggi è iconico nel genere dei mostri cinematografici.

Il film ha beneficiato dell’uso innovativo delle riprese in 3D, che lo ha reso un’esperienza visiva coinvolgente per il pubblico dell’epoca. Le sequenze sottomarine e gli attacchi del mostro sono state particolarmente spettacolari in questa modalità di proiezione. Anche se oggi viene generalmente proiettato in 2D, il film ha lasciato un’impronta duratura grazie alla sua regia abile e all’effetto visivo coinvolgente.

“Il mostro della laguna nera” ha ispirato numerosi film successivi che coinvolgono creature marine o mostri simili. È diventato un classico del genere mostro e ha generato diverse sequenze e spin-off. La creatura della laguna nera è diventata un’icona della cultura popolare, rappresentata in vari media e rimane uno dei mostri cinematografici più riconoscibili.

Rapporto confidenziale (1955)

Mr Arkadin 1955 Clip

“Rapporto confidenziale” è un film del 1955 scritto, diretto e interpretato da Orson Welles, uno dei registi più influenti nella storia del cinema. Conosciuto anche come “Confidential Report”, il film è un thriller noir che ruota attorno alla figura enigmatica di Gregory Arkadin, un miliardario con un passato misterioso.

La trama di “Rapporto confidenziale” segue le avventure di Guy Van Stratten, un investigatore privato interpretato da Robert Arden, che viene ingaggiato da un enigmatico uomo di nome Jakob Zouk per scoprire il passato di Arkadin. La storia si sviluppa attraverso una serie di flashback e testimonianze di personaggi che hanno avuto a che fare con Arkadin, ognuno dei quali svela un frammento del suo passato oscuro.

Il film è famoso per il suo stile visivo caratteristico, con l’uso di luci suggestive e ombre, tipiche del cinema noir. Orson Welles, nelle vesti di regista, crea un’atmosfera di suspense e tensione mentre il protagonista cerca di scoprire la verità dietro Arkadin. La trama intricata e le interpretazioni di alto livello contribuiscono a rendere “Mr. Arkadin” un film coinvolgente e affascinante.

Tuttavia, è importante notare che “Rapporto confidenziale” ha subito diverse modifiche e montaggi nel corso degli anni. Welles consegnò inizialmente una versione del film al produttore Louis Dolivet nel 1955, ma il film fu successivamente rielaborato e rimontato senza il coinvolgimento diretto di Welles. Di conseguenza, circolano diverse versioni del film, ognuna delle quali presenta lievi variazioni nella trama e nella struttura narrativa.

I diabolici (1955)

Diabolique (1955) Trailer HD | Simone Signoret | Véra Clouzot

“Diabolique” è un famoso film francese del 1955, diretto da Henri-Georges Clouzot. Conosciuto anche con il titolo internazionale “Les Diaboliques”, il film è considerato un classico del cinema thriller e ha avuto un notevole impatto sulla cinematografia successiva.

La trama del film ruota attorno a due donne, la moglie e l’amante di un oppressivo direttore di una scuola. Le due donne, interpretate rispettivamente da Véra Clouzot e Simone Signoret, uniscono le forze per pianificare l’omicidio del direttore. Dopo averlo drogato e annegato nella vasca da bagno, gettano il suo corpo in una piscina vuota. Tuttavia, quando ritornano per rimuovere il corpo, scoprono che è scomparso. La tensione sale quando si verificano una serie di eventi inquietanti e minacciosi che mettono in dubbio la loro sanità mentale.

“Diabolique” è noto per il suo stile visivo impeccabile e per la sua trama intricata, che tiene lo spettatore sulle spine fino all’ultima scena. Clouzot utilizza abilmente gli elementi del suspense e del mistero per creare un’atmosfera di angoscia e paura. Il film è famoso anche per la sua scena finale sorprendente, che offre uno dei più grandi colpi di scena nella storia del cinema.

Il successo di “Diabolique” ha contribuito a consacrare Henri-Georges Clouzot come uno dei maestri del cinema thriller. Il film ha influenzato numerosi registi successivi, tra cui Alfred Hitchcock, che ha ammirato la capacità di Clouzot di creare tensione e sorprendere il pubblico.

Il lamento sul sentiero

Il lamento sul sentiero
Ora disponibile

Drammatico, di Satyajit Ray, India, 1955.
Negli anni '10 a Nischindipur, nella zona rurale del Bengala, Harihar Roy guadagna quasi nulla come sacerdote, ma sogna una carriera migliore come poeta e drammaturgo. La moglie Sarbajaya si prende cura dei loro figli, Durga e Apu, e della zia più anziana di Harihar, Indir Thakrun. Durga ama Indir e di solito le offre i frutti presi dal frutteto di un ricco vicino. Un giorno, la moglie del vicino accusa Durga di aver preso un ciondolo di perline e accusa Sarbajaya per aver sollecitato la sua propensione a rubare. Come sorella maggiore Durga si prende cura di Apu con affetto materno, ma non risparmia le occasioni per prenderlo in giro. Un giorno, corrono in campagna per osservare il treno, ma trovano Indir morta al ritorno a casa. Non essendo in grado di guadagnarsi da vivere nel villaggio, Harihar si reca in città per cercare un lavoro migliore.

Il lamento sul sentiero è un adattamento dell'omonimo romanzo bengalese del 1929 di Bibhutibhushan Bandyopadhyay e segnò anche l'esordio alla regia di Ray. Il lamento sul sentiero è il primo film della trilogia di Apu, e racconta i travagli infantili del personaggio principale Apu e di sua sorella maggiore Durga nel mezzo della dura vita del villaggio con i loro poveri genitori. La produzione ha avuto problemi di finanziamento e ci sono voluti quasi tre anni per completare il film. Lo stile del film è stato influenzato dal neorealismo italiano e dalle opere del regista francese Jean Renoir. Definito da molti critici autorevoli e registi famosi un capolavoro.

LINGUA: bengali
SOTTOTITOLI: italiano

L’invasione degli Ultracorpi (1956)

Invasion Of The Body Snatchers (1956) trailer


L’invasione degli Ultracorpi” (Invasion of the Body Snatchers) è un film di fantascienza del 1956 diretto da Don Siegel. È basato sul romanzo del 1954 “The Body Snatchers” di Jack Finney ed è diventato un classico del genere e uno dei film di invasione aliena più influenti della storia del cinema.

La trama del film si svolge in una piccola città dove gli abitanti iniziano a comportarsi in modo strano e privo di emozioni. Ben presto si scopre che delle misteriose piante aliene stanno crescendo nei campi circostanti e stanno sostituendo gli esseri umani con copie perfette, prive di emozioni e identità individuali. Queste copie, note come “pod people”, cercano di convertire tutta l’umanità in creature senza sentimenti.

“L’invasione degli Ultracorpi” affronta temi come la perdita dell’identità individuale, la conformità sociale e la paura dell’invasione straniera. Il film è stato interpretato come una metafora per la crescente paranoia e il conformismo che caratterizzavano la società dell’epoca, soprattutto durante il periodo del maccartismo.

Uno degli elementi distintivi del film è la sua atmosfera di tensione e paranoia crescente. La regia di Siegel e la colonna sonora evocativa contribuiscono a creare un senso di inquietudine costante. Il film affronta il tema della doppiezza e dell’alienazione, con il protagonista interpretato da Kevin McCarthy che cerca di convincere gli altri della minaccia incombente.

L’infernale Quinlan (1958)

1958 Touch of Evil Official Trailer 1 Universal International Pictures

“Touch of Evil” è un film noir del 1958 diretto da Orson Welles. Il film è considerato uno dei capolavori del genere e un’icona del cinema noir.

La trama di “Touch of Evil” si svolge nella città di confine di Los Robles, al confine tra Stati Uniti e Messico. Il film inizia con un lungo piano sequenza di apertura che è diventato famoso nella storia del cinema. Questa sequenza inizia con una bomba che viene piazzata in un’auto, seguita da un’esplosione. Da lì, la storia si sviluppa intrecciando una serie di personaggi complessi e corrotti.

Il protagonista del film è il capitano Hank Quinlan, interpretato da Orson Welles stesso, un detective di polizia violento e corrotto. Quando un’onorevole cittadino messicano viene ucciso lungo il confine, Quinlan e il suo partner, interpretato da Charlton Heston, sono incaricati delle indagini. Mentre indagano sul caso, emergono progressivamente i segreti e le connessioni dei vari personaggi, compresi i rapporti di Quinlan con la droga e la corruzione.

“Touch of Evil” affronta temi complessi come la corruzione, la giustizia, la moralità e il razzismo. Il film è noto per la sua trama intricata e i personaggi sfaccettati, che mettono in discussione la linea sottile tra il bene e il male. La performance di Orson Welles come il cinico e disturbato capitano Quinlan è considerata una delle sue migliori interpretazioni.

Il film è anche noto per la sua visione visiva audace e innovativa. Welles utilizza tecniche di ripresa insolite, angoli di ripresa distorti e un gioco di luci e ombre per creare un’atmosfera inquietante e claustrofobica. La colonna sonora di “Touch of Evil” contribuisce inoltre a creare una tensione costante e ad aumentare l’atmosfera cupa del film.

Fluido mortale (1958)

Beware! The Blob (1972) ORIGINAL TRAILER

“Fluido mortale” (The Blob) è un film cult horror fantascientifico del 1958, diretto da Irvin S. Yeaworth Jr. È diventato un classico del genere e ha avuto un notevole impatto sulla cultura popolare.

La trama del film segue le vicende di una piccola cittadina che viene invasa da una creatura aliena gelatinosa che si nutre di carne umana e cresce ogni volta che si alimenta. La creatura, chiamata “The Blob” (La Macchia), inizia a terrorizzare gli abitanti e a diffondersi velocemente. Un gruppo di giovani protagonisti, interpretati da Steve McQueen e Aneta Corsaut, cerca di fermare la minaccia e avvertire gli altri della sua presenza.

“Fluido mortale” ha un’impronta classica del cinema degli anni ’50, con la rappresentazione dell’invasione aliena come metafora delle paure dell’epoca, come la paura del comunismo e della minaccia nucleare. Il film è stato influenzato dai successi di “Invasion of the Body Snatchers” (1956) e “The Quatermass Xperiment” (1955), che trattavano tematiche simili.

Una delle caratteristiche distintive del film è la rappresentazione visiva della creatura, la quale appare come una massa gelatinosa di colore rosso, che ingloba le sue vittime e continua a crescere. Questo elemento visivo ha reso “Fluido mortale” memorabile e iconico nel genere horror.

Il film ha anche beneficiato delle performance di Steve McQueen e del suo carisma sullo schermo. La sua interpretazione ha contribuito a rendere il film più coinvolgente per il pubblico e ha contribuito alla sua popolarità.

Film cult anni 60

Il decennio della rottura. Il cinema si tinge di acido, violenza e ribellione. Nascono lo splatter (con Romero), il cinema sperimentale e i road movie lisergici. I film di questo periodo non cercano di piacere a tutti, anzi: sono manifesti politici e artistici che urlano contro il sistema. È la nascita del “Midnight Movie” moderno.

Il Monello

Il Monello
Ora disponibile

Di Charlie Chaplin, Commedia, Stati Uniti, 1921.
Charlie Chaplin scrive, produce in maniera indipendente, dirige e interpreta il suo primo lungometraggio, capolavoro della storia del cinema che dopo un secolo conserva perfettamente intatto il suo fascino. Una donna povera abbandona il figlio in un'auto lussuosa sperando che il ricco proprietario si prenda cura del bambino. Ma a trovarlo sarà il vagabondo Charlot. Rimasterizzato in alta definizione.

LINGUA: inglese
SOTTOTITOLI: italiano

L’uomo che visse nel futuro (1960)

The Time Machine Official Trailer #1 - Rod Taylor Movie (1960) HD

L’uomo che visse nel futuro” (1960) è un adattamento cinematografico del romanzo di H.G. Wells ed è considerato uno dei film cult di fantascienza più iconici degli anni ’60. Il film è stato diretto da George Pal, un regista noto per le sue opere di fantascienza, e ha ottenuto un ampio successo di critica e di pubblico.

La trama del film ruota attorno a un inventore vittoriano di nome George, interpretato da Rod Taylor, che crea una macchina del tempo. Attraverso questa macchina, George è in grado di viaggiare avanti e indietro nel tempo. Decide di sfruttare la sua invenzione per esplorare il futuro dell’umanità.

Il film affronta temi come la divisione di classe, la natura dell’umanità e l’uso distorto della tecnologia. Esplora anche la fragilità della società umana e il pericolo dell’ignoranza e dell’egoismo. Il regista George Pal è riuscito a creare un’atmosfera suggestiva e futuristica, rendendo il film un’esperienza visivamente affascinante.

“L’uomo che visse nel futuro” è ammirato per la sua sceneggiatura solida, gli effetti speciali innovativi per l’epoca e le interpretazioni convincenti. Il film ha contribuito a stabilire gli standard per i successivi film sui viaggi nel tempo e ha influenzato molti altri lavori di fantascienza.

Il villaggio dei dannati (1960)

Village of the Damned (1960) Official Trailer - George Sanders, Peter Vaughan Movie HD

“Il villaggio dei dannati” (titolo originale: “Village of the Damned”) è un film di fantascienza/horror del 1960 diretto da Wolf Rilla. Il film è basato sul romanzo “The Midwich Cuckoos” di John Wyndham. È considerato un classico del genere e ha avuto un impatto significativo sulla cultura popolare.

La trama del film si svolge in un tranquillo villaggio inglese chiamato Midwich. Un giorno, tutti gli abitanti del villaggio perdono conoscenza per diverse ore. Dopo questo strano evento, scoprono che molte donne del villaggio sono rimaste incinte. Ancora più strano è il fatto che i bambini nati da queste gravidanze hanno occhi ipnotici e poteri telepatici. Questi bambini mostrano un’intelligenza superiore rispetto alla media e sembrano essere uniti da un unico scopo sinistro.

Il villaggio dei dannati” esplora temi come la paura dell’ignoto, la minaccia dell’alterità e la natura umana. Il film mette in discussione l’idea di controllo e lotta per il potere, esaminando come gli esseri umani reagiscono di fronte a una minaccia straordinaria e inspiegabile. È anche una riflessione sulla paura dell’alieno e sull’evoluzione dell’umanità.

Il film è noto per la sua atmosfera cupa e inquietante, sostenuta dalla recitazione convincente e da una regia efficace. Ha influenzato numerosi film successivi sul tema dei bambini malvagi o dotati di poteri sovrannaturali.

La maschera del demonio (1960)

La maschera del demonio (Black Sunday) (1960) Trailer

LNella Moldavia del XVII secolo, la principessa Asa Vajda viene condannata a morte per stregoneria dal suo stesso fratello, l’Inquisitore. Prima che il boia le applichi sul volto la “Maschera del Demonio” — un calco di bronzo con chiodi all’interno — la donna lancia una terribile maledizione sulla sua stirpe. Due secoli dopo, due medici in viaggio verso Mosca scoprono casualmente la cripta della strega e, inavvertitamente, la riportano in vita versando del sangue sul suo cadavere intatto. Asa risorge con un solo obiettivo: vampirizzare la giovane principessa Katia, sua identica discendente, per riacquistare la bellezza e la vita eterna, scatenando un regno di terrore nel castello di famiglia.

Esordio ufficiale alla regia di Mario Bava, La maschera del demonio è il capolavoro assoluto che ha fondato il genere Gotico all’Italiana. Bava, maestro della fotografia, crea un incubo in bianco e nero di una bellezza visiva sconvolgente, dove nebbia, ragnatele e giochi di luce contano più della trama stessa. Il film è reso immortale dalla presenza magnetica di Barbara Steele, che interpreta sia la strega che la vittima innocente, diventando la prima vera icona femminile dell’horror moderno. Un’opera onirica e macabra che ha influenzato profondamente registi come Tim Burton e Francis Ford Coppola per la sua capacità di mescolare erotismo e morte. contribuito a definire il genere. Il film è ancora oggi apprezzato da fan e critici di tutto il mondo.

I tre volti della paura (1963)

"Black Sabbath / I tre volti della paura" (1963) Tráiler original

Introdotto dalla leggenda Boris Karloff, questo film antologico presenta tre diverse sfumature dell’orrore. Ne “Il telefono”, una donna sola in casa viene terrorizzata da una serie di chiamate minatorie provenienti da un ex amante che lei credeva morto, in un crescendo di tensione erotica e paranoia. Ne “I Wurdalak”, ambientato nella Russia dell’Ottocento, un nobile viaggiatore si imbatte in una famiglia maledetta da una forma crudele di vampirismo: i non-morti tornano per nutrirsi esclusivamente del sangue delle persone che amavano di più in vita. Infine, ne “La goccia d’acqua”, un’infermiera commette l’errore fatale di rubare un anello dal dito del cadavere di una medium, finendo per essere perseguitata dallo spettro della donna e dal suono ossessivo dell’acqua che cade.

Considerato uno dei capolavori assoluti dell’horror a episodi, il film è un compendio perfetto del genio visivo di Mario Bava, che qui sperimenta con tre sottogeneri: il giallo psicologico, il gotico classico e l’horror soprannaturale. L’uso espressionista del colore — con i suoi verdi acidi, i viola profondi e le ombre lunghe — crea un’atmosfera onirica e soffocante che ha influenzato generazioni di registi, da Tarantino a Guillermo del Toro. In particolare, l’episodio finale (“La goccia d’acqua”) è ancora oggi considerato uno dei momenti più spaventosi della storia del cinema per la sua capacità di generare terrore puro con mezzi minimi.a contribuito a definire il genere. Il film è ancora oggi apprezzato da fan e critici di tutto il mondo.

Il testamento di Orfeo

Il testamento di Orfeo
Ora disponibile

Film drammatico, di Jean Cocteu, Francia, 1960.
Nel suo ultimo film, il leggendario Jean Cocteau è un poeta che viaggia nel tempo alla ricerca dell'illuminazione. In una misteriosa terra desolata, incontra anime perdute che provocano la sua morte e risurrezione. Con un cast eccezionale tra cui Pablo Picasso, Jean-Pierre Leáud, Lucia Bosè, Yul Brynner, Brigitte Bardot, il testamento di Orfeo chiude la straordinaria ricerca di Cocteau sul rapporto tra arte e vita.

LINGUA: francese
SOTTOTITOLI: italiano, inglese

Repulsion (1965) 

Repulsion (1965) Original Trailer [FHD]

“Repulsion” è un film psicologico del 1965 diretto da Roman Polanski. È considerato un film di culto del regista e un’importante opera del cinema psicologico e dell’orrore.

Il film segue la storia di Carol Ledoux, interpretata da Catherine Deneuve, una giovane donna che lavora come manicure a Londra. Carol è una persona introversa e soffre di disturbi mentali e sessuali. Quando sua sorella Helen parte per una vacanza, Carol rimane sola nell’appartamento che condivide con lei, e la sua psiche inizia a deteriorarsi.

Polanski utilizza abilmente il linguaggio cinematografico per creare un’atmosfera claustrofobica e inquietante. La fotografia in bianco e nero accentua la sensazione di alienazione e isolamento del personaggio principale. Gli ambienti dell’appartamento diventano un incubo visivo, con pareti che si crepano, oggetti che si muovono e ragnatele che si formano. La colonna sonora minimalista e gli effetti sonori contribuiscono ulteriormente a creare una tensione palpabile.

La performance di Catherine Deneuve è notevole. Riesce a trasmettere la fragilità e l’angoscia interiore di Carol in modo straordinario, rendendo il suo personaggio affascinante e inquietante allo stesso tempo. Il film affronta temi come la solitudine, la sessualità repressa, la paura del contatto umano e la disintegrazione della psiche.

Repulsion” è stato acclamato dalla critica per la sua narrazione sperimentale e disturbante. È considerato uno dei migliori film di Polanski e ha influenzato molti registi successivi nel genere del cinema psicologico e dell’orrore. Il film offre una potente rappresentazione dell’instabilità mentale e dei suoi effetti distruttivi sulla psiche umana, rimanendo un’opera cinematografica di grande impatto ancora oggi.

2001 Odissea nello spazio (1968)

2001: A Space Odyssey - Trailer [1968] HD

“2001: Odissea nello spazio” (titolo originale: “2001: A Space Odyssey”) è un film di fantascienza del 1968 diretto da Stanley Kubrick. Considerato uno dei capolavori del cinema, il film è basato sul racconto breve di Arthur C. Clarke intitolato “La sentinella” ed è stato sviluppato in collaborazione con Clarke stesso.

La trama di “2001: Odissea nello spazio” è un viaggio astrale attraverso il tempo e lo spazio. Il film si sviluppa in quattro atti principali, ognuno dei quali presenta un diverso punto temporale e ambientazione. L’apertura del film mostra l’alba dell’umanità, in cui un gruppo di ominidi primitivi scopre un monolito nero che appare misteriosamente sulla Terra. Questo monolito sembra avere un’influenza sull’evoluzione umana, stimolando l’intelligenza e aprendo la strada a una nuova fase di sviluppo.

Il secondo atto è ambientato nel 2001 e segue una spedizione umana verso Giove a bordo della navicella spaziale Discovery One. A bordo si trova l’IA HAL 9000, un supercomputer con intelligenza artificiale. Tuttavia, HAL inizia a mostrare comportamenti anomali e mette in pericolo l’equipaggio. L’astronauta Dave Bowman rimane l’unico superstite e scopre un altro monolito sulla luna di Giove. Il terzo atto, chiamato “Jupiter e oltre l’infinito”, è un’esperienza visiva e psichedelica che esplora concetti di spazio e tempo, oltrepassando i confini della comprensione umana. Bowman si immerge in un viaggio cosmico surreale e si trasforma in una forma di vita superiore.

“2001: Odissea nello spazio” è un film di culto celebre per le sue immagini iconiche, la colonna sonora straordinaria (inclusa la famosa musica “Also sprach Zarathustra” di Richard Strauss) e il suo stile visivo rivoluzionario. Il film ha introdotto una nuova era nella cinematografia di fantascienza, mostrando un’accuratezza scientifica senza precedenti e un approccio riflessivo all’esplorazione dell’universo. Il film esplora temi profondi come l’evoluzione umana, l’intelligenza artificiale, la presenza di vita extraterrestre e la natura dell’universo stesso. Kubrick ha realizzato una narrazione enigmatica e aperta a interpretazioni multiple, lasciando spazio a diverse interpretazioni filosofiche e metafisiche.

Film cult anni 70

Se esiste un decennio sacro per il culto, è questo. I cinema di mezzanotte di New York e Londra proiettano film che sfidano ogni tabù: El Topo, Eraserhead, The Rocky Horror Picture Show. È un cinema sporco, mistico, eccessivo, dove il confine tra arte e trash svanisce completamente. Qui sono nati i giganti.

L’uccello dalle piume di cristallo (1970)

The Bird with the Crystal Plumage | Official Trailer | 4K

In L’uccello dalle piume di cristallo, lo scrittore americano Sam Dalmas, in procinto di lasciare Roma per tornare in patria, assiste casualmente a un’aggressione all’interno di una galleria d’arte: una donna collutta con una figura vestita di nero e viene ferita. Intrappolato tra le porte di vetro automatiche, Sam è costretto a guardare la scena impotente, ma ha la sensazione ossessiva che un dettaglio fondamentale di quell’evento gli stia sfuggendo. Diventato il testimone chiave e privato del passaporto dalla polizia, decide di indagare per conto proprio mentre un serial killer inizia a prenderlo di mira. La soluzione del mistero risiede in un dettaglio sonoro registrato durante una telefonata minatoria: il richiamo di un raro uccello siberiano, l’Hornitus.

Esordio folgorante di Dario Argento, questo film ha codificato definitivamente il genere “Giallo all’Italiana”, trasformandolo in un fenomeno internazionale. Ispirato liberamente al romanzo La statua che urla di Fredric Brown, l’opera introduce tutte le ossessioni stilistiche del regista: l’assassino con i guanti neri, le inquadrature in soggettiva, la fetishizzazione dell’arma del delitto e l’uso ipnotico della colonna sonora (qui firmata da Ennio Morricone). Primo capitolo della “Trilogia degli Animali” (insieme a Il gatto a nove code e 4 mosche di velluto grigio), è un thriller visivamente raffinato che gioca con la percezione e la memoria, suggerendo che la verità è sempre sotto i nostri occhi, ma spesso la interpretiamo nel modo sbagliato.

Jim lo sfregiato

Jim lo sfregiato
Ora disponibile

Thriller, noir, di Steve Sekely, Stati Uniti, 1948.
Appena uscito di prigione, John Müller (Paul Henreid) organizza una rapina in un casinò illegale gestito dal gangster Rocky Stansyck (Thomas Browne Henry). Il furto non va a buon fine, ed i mafiosi catturano alcuni degli uomini di Müller e li costringono ad identificare gli altri per eliminarli. Stansyck è conosciuto per la bravura di trovare ed eliminare i suoi avversari anche dopo anni, quindi Müller decide di nascondersi. Accetta un lavorativo suggerito dal suo onesto fratello, Frederick (Eduard Franz), ma capisce che lavorare onestamente per guadagnarsi da vivere non fa per lui. Un incontro con il dentista Dr. Swangron (John Qualen) rivela che Müller assomiglia esattamente a uno psicoanalista che lavora nella stesso palazzo, il Dr. Bartok, l'unica differenza è una cicatrice sul lato sinistro del viso del medico. Cogliendo l'occasione, inizia a indagare su Bartok, introducendosi anche nel suo studio per analizzare i suoi documenti. Viene scoperto dall'assistente del medico, Evelyn Hahn (Joan Bennett). Lo scambia per il suo capo e lo bacia, ma capisce subito che è qualcun altro.

Il film è uscito al culmine dell'epoca del film-noir, realizzato con una produzione indipendente. E' basato sul romanzo del 1946 con lo stesso titolo scritto da Murray Forbes. Le scenografie del film sono disegnate dall'art director Edward L. Ilou. Buon cast, un finale desolante e fotografia in stile noir assolutamente sbalorditiva nella città di a Los Angeles, realizzata da John Alton. Joan Bennett era davvero perfetta per i film noir come questo, come aveva già dimostrato in 'Scarlet Street'. Tutto rimane nell'ombra a cui appartiene e il mistero va oltre la storia stessa e diventa il mistero delle persone stesse, cosa succede nelle mente dei personaggi, impenetrabili contenitori di segreti.

LINGUA: inglese
SOTTOTITOLI: italiano

Mean Streets (1973) 

Mean Streets - Trailer - HQ (1973)

“Mean Streets” è un film del 1973 diretto da Martin Scorsese, che ha ricevuto grande attenzione e riconoscimento come uno dei primi successi del regista. Il film è ambientato nel quartiere Little Italy a New York City e segue la vita di un giovane italo-americano di nome Charlie, interpretato da Harvey Keitel. Charlie è coinvolto nel mondo criminale locale e lavora per suo zio mafioso. Tuttavia, cerca anche di bilanciare la sua vita tra le responsabilità familiari, la sua fede cattolica e l’amicizia con il suo eccentrico amico Johnny Boy, interpretato da Robert De Niro.

“Mean Streets” esplora temi come l’identità, la colpa, la redenzione e il conflitto tra il bene e il male. Il film è noto per il suo stile narrativo crudo e realistico, che ha contribuito a definire lo stile distintivo di Scorsese come regista. È stato ampiamente elogiato per le sue performance autentiche e il suo ritratto autentico della vita dei quartieri di New York.

Il film ha segnato anche l’inizio della collaborazione tra Scorsese e De Niro, che sarebbe diventata una delle più celebri del cinema. “Mean Streets” ha stabilito Scorsese come un regista da tenere d’occhio e ha aperto la strada a molti dei suoi futuri successi. Con la sua violenza cruda, la sua rappresentazione realistica del mondo criminale e le sue tematiche complesse, “Mean Streets” è diventato un film di culto e un punto di riferimento nel genere del cinema gangster. Ha contribuito a stabilire Martin Scorsese come uno dei più grandi registi del suo tempo e ha lasciato un’impronta duratura nel panorama cinematografico.

film-in-streaming

Il fantasma del palcoscenico (1974)

Phantom Of The Paradise (1974) - Official Trailer (HD)

“Il fantasma del palcoscenico” è un film del 1974 diretto da Brian De Palma. È un musical horror che mescola elementi del romanzo di Gaston Leroux “Il fantasma dell’Opera” con la cultura rock e pop dell’epoca. Il film racconta la storia di Winslow Leach, interpretato da William Finley, un giovane compositore talentuoso che vede il suo lavoro rubato da Swan, interpretato da Paul Williams, un produttore discografico senza scrupoli. Dopo essere stato ingiustamente imprigionato, Winslow subisce un incidente che lo lascia sfigurato. Tuttavia, trova rifugio nel palazzo del Paradise, un luogo di spettacoli gestito da Swan.

“Il fantasma del palcoscenico” è noto per la sua colonna sonora originale, scritta e interpretata da Paul Williams, che ha ricevuto ampio riconoscimento. Il film combina vari generi musicali, come rock, pop e glam rock, creando una colonna sonora accattivante e memorabile. Il regista Brian De Palma mescola abilmente elementi di satira, comicità, horror e melodramma, offrendo una visione grottesca e surreale dell’industria musicale. Il film è ricco di riferimenti e parodie di celebri personaggi e artisti musicali dell’epoca.

Nonostante non abbia ottenuto un grande successo al botteghino al momento della sua uscita, “The Phantom of the Paradise” è diventato un film di culto nel corso degli anni, apprezzato per la sua originalità e la sua fusione unica di stili. È considerato un punto di riferimento nella filmografia di Brian De Palma e una pietra miliare nel genere dei musical horror.

L’uomo che cadde sulla Terra (1976)

The Man Who Fell To Earth (1976) Trailer | David Bowie | Rip Torn

L’uomo che cadde sulla Terra” (titolo originale: “The Man Who Fell to Earth“) è un film cult di fantascienza del 1976 diretto da Nicolas Roeg. Il film è basato sull’omonimo romanzo di Walter Tevis. Newton assume l’identità di un uomo d’affari e cerca di utilizzare la sua avanzata tecnologia per sviluppare un’impresa che possa fornire la conoscenza e la tecnologia necessarie per salvare il suo pianeta.

Il film esplora temi come l’alienazione, l’ossessione, l’avidità e l’isolamento. Mette in discussione la natura dell’umanità e la sua relazione con l’altro e critica la società consumistica e capitalista. “L’uomo che cadde sulla Terra” è un ritratto crudo e spesso malinconico della solitudine e dell’estraneità di un alieno bloccato in un mondo che non può comprendere appieno.

David Bowie offre una performance memorabile nel ruolo di Thomas Jerome Newton, portando la sua aura unica e magnetica al personaggio. La regia di Nicolas Roeg si distingue per il suo stile visivamente audace, combinando sequenze narrative non lineari, immagini simboliche e un montaggio non convenzionale. “L’uomo che cadde sulla Terra” è diventato un cult movie e ha guadagnato un seguito di appassionati nel corso degli anni. È considerato un film che si allontana dagli stereotipi convenzionali della fantascienza, offrendo una riflessione più intima e filosofica sulle esperienze umane e sulla condizione umana.

Carrie, lo sguardo di Satana (1976)

Carrie (1976) - Official Trailer (HD)

Nel film Carrie – Lo sguardo di Satana, l’adolescente Carrie White vive un’esistenza infernale, schiacciata tra il bullismo spietato delle compagne di liceo e il fanatismo religioso della madre Margaret, che vede il peccato in ogni aspetto della femminilità. Dopo un traumatico incidente nelle docce della palestra, Carrie scopre di possedere latenti poteri telecinetici che si manifestano quando è sotto stress emotivo. Quello che sembra un momento di riscatto sociale, l’invito al ballo di fine anno, si trasforma in una trappola crudele quando uno scherzo umiliante la spinge oltre il limite, scatenando una vendetta soprannaturale apocalittica che devasterà l’intera scuola.

Primo adattamento cinematografico di un romanzo di Stephen King, questo capolavoro di Brian De Palma trascende il genere horror per diventare una tragedia operistica sull’adolescenza e l’emarginazione. De Palma applica il suo stile barocco e hitchcockiano — fatto di split-screen, ralenti onirici e colori saturi — per costruire una tensione insostenibile che culmina nella celebre sequenza del ballo, un trionfo di sangue e fuoco visivamente indimenticabile. Sissy Spacek, con il suo sguardo alieno e vulnerabile, e Piper Laurie, terrificante nel ruolo della madre, offrono due delle interpretazioni più potenti del cinema degli anni ’70, rendendo il film un’icona culturale sulla paura del corpo femminile e sulla repressione.

La belva dell'autostrada

La belva dell'autostrada
Ora disponibile

Thriller, Noir, di Ida Lupino, Stati Uniti, 1953.
Due amici, Roy Collins (O'Brien) e Gilbert Bowen (Lovejoy) stanno guidando per andare a pesca nella città messicana di San Felipe, nel Golfo della California. Appena a sud di Mexicali, danno un passaggio ad un autostoppista, Myers, che estrae un'arma e li prende in ostaggio. Myers li costringe a viaggiare per giorni su strade sterrate fino alla penisola della Baja California verso Santa Rosalía, dove intende prendere un traghetto attraverso il Golfo di California fino a Guaymas per far perdere le sue tracce. Il criminale terrorizza e umilia i due uomini. Una sera durante il loro unico tentativo di scappare, Collins si infortuna alla caviglia. Intanto le autorità negli Stati Uniti e in Messico stanno dando la caccia a Myers.

Girato nel deserto degli Stati Uniti sudoccidentali, tra luoghi selvaggi e piccole città, il film è basato su una storia vera: la follia omicida di Billy Cook, che nel 1950 uccise una famiglia di cinque persone e un commesso viaggiatore. Ida Lupino era un'attrice famosa ed ha avuto l'occasione di dirigere il film quando il regista Elmer Clifton si è ammalato. La società di produzione fondata da Ida Lupino e suo marito Collier Young "The Filmmakers" era stata creata per realizzare film indipendenti a basso budget. La regista ha parlato con i due uomini che Billy Cook aveva imprigionato e ha ricevuto spunti sia da loro che da Cook stesso, in modo che potesse integrare parti reali della vita di Cook nella sceneggiatura. Un film esemplare per l'economia di mezzi: tre abili attori, paesaggi aspri, il talento di produttori, sceneggiatori e regista. Un film tipicamente "maschile" diretto con audacia da una donna, decisamente riuscito nella sua atmosfera cruda e noir, in cui la regista non allenta mai la tensione per un minuto. Il suo livello di sensibilità psicologica nei confronti dei personaggi è in anticipo sui tempi. Teso, impegnativo e completamente privo di glorificazioni maschiliste, è un gioiello, con splendide interpretazioni dei suoi 3 protagonisti.

LINGUA: inglese
SOTTOTITOLI: italiano

Eraserhead (1977)

Eraserhead (1977) Trailer #1 | Movieclips Classic Trailers

“Eraserhead” è un film del 1977 scritto e diretto da David Lynch. È il primo lungometraggio di Lynch e rappresenta una delle sue opere più iconiche e influenti. Il film è un’esperienza surreale e disturbante, caratterizzata da una trama ambigua e da un’atmosfera claustrofobica. La storia segue Henry Spencer, interpretato da Jack Nance, un uomo solitario e alienato che vive in un ambiente industriale degradato. La sua vita viene sconvolta dalla nascita di un figlio deformato, che lo spinge verso uno stato di paranoia e allucinazioni. “Eraserhead” è noto per la sua estetica in bianco e nero, che crea un’atmosfera oscura e onirica. Il film presenta un uso distintivo della fotografia e della colonna sonora, creando un’esperienza sensoriale unica.

La trama di “Eraserhead” è aperta a molte interpretazioni e può essere considerata come una riflessione sulle paure e le ansie della vita moderna, sull’alienazione e sulla disgregazione della famiglia. Il film affronta anche temi come la sessualità, l’isolamento e l’angoscia esistenziale. Nonostante sia stato un progetto indipendente e con un budget molto limitato, “Eraserhead” ha guadagnato un seguito di culto nel corso degli anni e ha ottenuto l’apprezzamento della critica per la sua originalità e la sua visione unica. Il film ha influenzato numerosi registi e ha stabilito lo stile distintivo di Lynch come narratore surreale. “Eraserhead” è diventato un punto di riferimento nel cinema d’avanguardia e ha gettato le basi per la carriera di successo di David Lynch, che sarebbe diventato uno dei registi più noti e acclamati del suo tempo.

Film cult anni 80

La tecnologia cambia tutto. Con l’arrivo del videoregistratore, il culto entra nelle case. È il decennio degli effetti speciali pratici, dell’horror gommoso, del cyberpunk e dei film d’azione iper-violenti. I film di quest’epoca hanno un’estetica inconfondibile — fumo, neon, sintetizzatori — che oggi è oggetto di una nostalgia infinita.

👉 VAI ALLA SELEZIONE: I Migliori Cult Anni 80

The Elephant Man (1980)

The Elephant Man (1980) Trailer

Non solo tra i migliori film cult degli anni ’80, ma anche, secondo critici e storici della settima arte, tra i migliori capolavori del cinema.

Frederick Treves, un chirurgo del London Hospital, scopre John Merrick in uno spettacolo nell’East End di Londra, dove è gestito da Mr. Bytes, un feroce direttore di circo, un estirpatore di denaro. La sua testa viene mantenuta incappucciata, e il suo “proprietario”, che lo vede come disabile intellettualmente, viene pagato da Treves per portarlo alla struttura sanitaria per una valutazione.

Treves mostra Merrick ai suoi colleghi e mette in risalto la sua testa imponente, che gli impone di dormire con la testa sulle ginocchia, perché se dovesse sdraiarsi, sicuramente asfissierebbe. Al ritorno di Merrick, viene punito così duramente da Bytes che deve chiamare Treves per assistenza medica. Treves lo riporta alla struttura sanitaria.

Il film diretto di David Lynch crea una notevole sintesi nel trattare il suo argomento, oltre ad avere eccezionali interpretazioni di John Hurt e Anthony Hopkins. Hurt è davvero fantastico. Non può essere semplice recitare sotto una maschera così pesante… la confezione è bellissima, in particolare la fotografia in bianco e nero di Freddie Francis.

Bad Timing (1980)

Bad Timing [1980] Official Trailer

Uno dei film cult deli anni ’80 meno ricordati e conosciuti. Nella Vienna della Guerra Fredda, Milena Flaherty, una giovane donna americana sui 20 anni, viene portata di fretta al pronto soccorso dopo aver assunto un’overdose in un tentativo di suicidio.

Con lei c’è Alex Linden, uno psicoanalista americano che rimane in città come docente universitario. Mentre i medici e le infermiere lottano per salvare la vita di Milena, un detective, Netusil, inizia ad indagare l’evento. Con flashback frammentati, la narrazione mostra la storia di Alex e la storia d’amore di Milena.

Nicolas Roeg è un regista di carisma unico, ed ha la capacità di affascinare oltre che catturare l’attenzione. In altre mani tutto questo potrebbe essere solo inganno e intrattenimento, ma attraverso queste componenti frammentate Roeg e il suo autore Yale Udoff sviluppano una storia potente.

La casa rossa

La casa rossa
Ora disponibile

Thriller, noir, di Delmer Daves, Stati Uniti, 1947.
Una giovane ragazza di nome Meg vive con suo fratello adoptivo Pete e suo padre anziano in una fattoria isolata. La casa è circondata da un bosco e da un terreno apparentemente inaccessibile, noto come "The Red House" (La Casa Rossa). La casa è avvolta da mistero e leggende locali, e la sua presenza getta un'ombra minacciosa sulla vita di Meg e della sua famiglia. Quando Meg inizia a frequentare la scuola, si innamora di Nath, uno dei suoi compagni di classe. La tensione aumenta quando Nath decide di esplorare il terreno della Casa Rossa e cerca di scoprire i segreti celati al suo interno. Ciò provoca la reazione preoccupata e intimidatoria del padre di Meg e di Pete, che sembrano voler nascondere qualcosa di oscuro legato alla Casa Rossa.

La casa rossa è un thriller psicologico che esplora i segreti sepolti del passato della famiglia e il loro impatto sul presente. L'atmosfera cupa e claustrofobica del racconto crea una sensazione di suspense e mistero. Mentre la storia si dipana, emergono i segreti della Casa Rossa e le sue connessioni con la famiglia, portando a rivelazioni scioccanti e a un climax carico di tensione. Il film che mescola elementi di noir e suspense con elementi di dramma familiare. È noto per la sua fotografia suggestiva e per le performance intense del cast ed esplora temi come il senso di colpa, il segreto e la redenzione, con uno sguardo psicologico sulle dinamiche familiari complesse. E' un'opera meno nota del genere thriller psicologico diventato un cult movie nel corso degli anni per la sua trama avvincente e le sue interpretazioni intense.

LINGUA: inglese
SOTTOTITOLI: italiano

Un lupo mannaro americano a Londra (1981)

An American Werewolf in London (1981) Trailer #1 | Movieclips Classic Trailers

Uno dei grandi film cult degli anni ’80. 2 backpackers americani di New York City, David Kessler e Jack Goodman, stanno attraversando le brughiere dello Yorkshire. Al calare della sera, entrano in una locanda chiamato Slaughtered Lamb. Jack vede simboli strani a cinque punte sul muro, ma quando chiede ai frequentatori della locanda essi diventano aggressivi.

Entrambi decidono di andare via, ed i frequentatori del pub consigliano loro di tenersi sulla strada, non andare nella brughiera e fare attenzione alla luna piena. David e Jack si allontanano dalla strada nella brughiera e vengono assaliti da una creatura feroce.

Divertente e terrificante allo stesso tempo, la commedia horror di John Landis incrocia le categorie mentre presenta gli straordinari effetti del trucco di Rick Baker. Atmosfere romantiche e crepuscolari, scene della trasformazione in lupo indimenticabili. Un mix speciale di film horror e parodia, commedia e dramma esistenziale.

1997 Fuga da New York (1981)

John Carpenter's Escape From New York (1981) - VHS Trailer (HD) (1994)

“Fuga da New York” è un film distopico del 1981 diretto da John Carpenter. È un’action-thriller ambientato in un futuro distopico in cui Manhattan è diventata una prigione di massima sicurezza isolata dal resto del mondo.

Il protagonista del film è Snake Plissken, interpretato da Kurt Russell, un ex soldato e criminale di guerra condannato a scontare una pena in una prigione di massima sicurezza. Quando l’aereo del presidente degli Stati Uniti viene dirottato e precipita dentro la prigione di Manhattan, Snake viene reclutato per una missione di salvataggio.

“Fuga da New York” è noto per la sua atmosfera cupa e la sua rappresentazione distopica di Manhattan. Il film offre una visione post-apocalittica di una società corrotta e disgregata, in cui la violenza è all’ordine del giorno e la legge è diventata inefficace. La trama è avvincente e piena di azione, con Snake Plissken che si ritrova coinvolto in sparatorie, inseguimenti e scontri mortali.

Fuga da New York” è diventato un film di culto nel corso degli anni, apprezzato per la sua atmosfera oscura, la colonna sonora di John Carpenter e la caratterizzazione indimenticabile di Snake Plissken. Ha ispirato diversi sequel e ha contribuito a consolidare il genere dei film di fuga e sopravvivenza nel cinema.

La cosa (1982)

The Thing (1982) - Trailer HD 1080p

Il cult horror assoluto degli ’80. In Antartide, un elicottero insegue uno slittino fino a un laboratorio di ricerca americano. Gli scienziati assistono al fatto che il viaggiatore fa esplodere involontariamente l’elicottero e se stesso. Il pilota spara al cane e insulta anche gli americani in norvegese, ma non riescono a riconoscerlo.

Viene ucciso a colpi di arma da fuoco per legittima difesa dal comandante della stazione Garry. Il pilota di elicotteri americano, R.J. MacReady e il dottor Copper partono per esaminare la base norvegese. Tra le rovine carbonizzate e i cadaveri ghiacciati, scoprono i resti bruciati di un umanoide deforme che trasferiscono alla stazione americana.

Kurt Russell è il ragazzo poster del cinema degli anni ’80 dei film di culto. La cosa è uno dei film di John Carpenter più amati, ma non è iniziato così. Fu subito criticato, ma in seguito finì per essere rappresentativo degli anni ’80 dopo essere stato lanciato su home video e TV.

Videodrome (1983)

Videodrome (1983) - Trailer HD 1080p

Max Renn è il presidente di CIVIC-TV, una televisione di Toronto specializzato in programmi sensazionalistici, trasmette Videodrome, uno spettacolo senza trama trasmesso dalla Malesia che illustra vittime anonime gravemente ferite e uccise. Pensando che questo sia il futuro della tv, Max ordina l’uso senza licenza dello spettacolo.

Nicki Brand, una conduttrice radiofonica sadomasochista, è eccitata da un episodio di Videodrome, e molto probabilmente farà un’audizione per il programma quando scopre che viene trasmesso da Pittsburgh. Max si mette in contatto con Masha, una pornografa softcore, e le chiede di aiutarlo a capire la verità su Videodrome.

La cantante dei Blondie Debbie Harry ha recitato in questo film di David Cronenberg. Famoso per i film horror sul corpo, Cronenberg ha avuto successo nell’ottenere assistenza da importanti produzioni di Hollywood nella realizzazione di Videodrome. Il film ha ottenuto un seguito enorme spingendo le restrizioni della censura a un nuovo livello. Lo del regista è sovversivo e grottesco. Le difficoltà non hanno impedito a Videodrome di classificarsi nella hall of fame di culto.

La corazzata Potemkin

La corazzata Potemkin
Ora disponibile

Dramma, guerra, di Sergej Eisenstein, Russia, 1925.
La rivolta dei marinai della corazzata Potemkin e dei cittadini di Odessa contro la spietata polizia dello zar, che reagisce con una rappresaglia e compie una strage. Sergej Eisenstein realizza un film su commissione del Goskino, l'ufficio per la cinematografia e la produzione di film in Unione Sovietica. E' un film di "propaganda" per la celebrazione della rivoluzione del 1905, ma Eisenstein lo fa diventare un'opera sperimentale e grandiosa, destinata a cambiare per sempre la storia del cinema e del montaggio.

Spunto di riflessione
La rivoluzione vede le cose in termini politici, presuppone che per trasformare l'uomo bisogna cambiare la struttura della società. Ma nessuna rivoluzione è riuscita mai a trasformare l'uomo. Il rivoluzionario vuole cambiare la società, Il governo, la burocrazia, le leggi, il sistema politico. Tutte le rivoluzioni hanno sempre fallito miseramente, e l'uomo è sempre rimasto lo stesso. Per cambiare il mondo non ci vogliono i rivoluzionari, ci vogliono i ribelli.

LINGUA: russo
SOTTOTITOLI: italiano, inglese

Omicidio a luci rosse (1984)

Doble de cuerpo ~ Body Double 1984 trailer ~ Brian De Palma

“Omicidio a luci rosse” è un film del 1984 diretto da Brian De Palma. È un thriller psicologico che combina elementi di giallo, horror e dramma erotico.

Il film segue la storia di Jake Scully, interpretato da Craig Wasson, un attore di Hollywood che viene lasciato dalla sua fidanzata e si ritrova senza un posto dove vivere. Un amico gli offre la possibilità di prendere in affitto un appartamento, dove Jake scopre un buco nel muro che gli permette di spiare la vicina di casa, una donna misteriosa interpretata da Melanie Griffith, che si esibisce in spettacoli erotici privati.

“Omicidio a luci rosse” è noto per le sue scene di omicidi viscerali e sessualmente cariche, che sono diventate marchi di fabbrica del regista. De Palma adotta un approccio visivamente audace, con lunghi piani sequenza, inquadrature suggestive e una colonna sonora avvincente per creare un’atmosfera inquietante e disturbante.

Il film è stato accolto in modo misto dalla critica al momento della sua uscita, ma nel corso degli anni è diventato un cult movie e ha guadagnato un seguito di appassionati. È considerato uno dei lavori più caratteristici di Brian De Palma, che esplora temi come la voyeuristica, la sessualità, la perversione e l’ossessione.

After Hours (1985)

After Hours (1985) | You're Mine

“After Hours” è un film cult del 1985 diretto da Martin Scorsese. È una commedia nera che segue le disavventure di un uomo ordinario che si ritrova coinvolto in una notte folle e caotica a New York City.

Il protagonista del film è Paul Hackett, interpretato da Griffin Dunne, un impiegato d’ufficio che decide di uscire e vivere una serata diversa dal solito. Dopo aver incontrato una donna attraente di nome Marcy, interpretata da Rosanna Arquette, Paul la segue nel quartiere di SoHo.

Tuttavia, le cose prendono una piega inaspettata quando Paul perde la sua mappa del metrò e si ritrova bloccato nel centro di New York City, affrontando una serie di eventi bizzarri e surreali. Lungo il percorso, Paul si scontra con una varietà di personaggi eccentrici, tra cui artisti stravaganti, spietati criminali, una banda di vigilantes e un pericoloso gelataio.

Diversamente dai tipici film di Scorsese, “After Hours” si distingue per il suo tono umoristico e per la sua rappresentazione satirica della vita urbana. Il film esplora temi come l’isolamento, la paranoia, la frustrazione e la paura dell’ignoto, mettendo in evidenza l’assurdità e la follia della società contemporanea.

“After Hours” è stato acclamato dalla critica per la sua sceneggiatura intelligente e il ritmo frenetico, oltre alle interpretazioni brillanti del cast. Nonostante non abbia ottenuto un grande successo commerciale al momento della sua uscita, il film è diventato un cult movie nel corso degli anni ed è considerato uno dei lavori più peculiari e sottovalutati di Scorsese.

Highlander (1986)

Official Trailer: Highlander (1986)

Nel 1985, Connor MacLeod si trova di fronte a un vecchio nemico, Iman Fasil, nel parcheggio del Madison Square Garden. Dopo una battaglia con la spada, MacLeod decapita Fasil e una enorme energia, denominato Quickening, colpisce il luogo circostante, distruggendo diversi veicoli. Dopo che Connor ha nascosto la sua katana nel soffitto del garage, gli agenti della polizia di New York lo trattengono per omicidio ma in seguito lo rilasciano per mancanza di prove.

Una star franco-americana che interpreta uno scozzese (Christopher Lambert) e anche uno scozzese che interpreta uno spagnolo immortale (Sean Connery) – cosa potrebbe esserci di meglio? La difesa della vita eterna sia nella Scozia del XVI secolo che nella New York degli anni ’80 ha davvero colpito il cuore del pubblico.

Una colonna sonora memorabile dei Queen, il film di Russell Mulcahy è pieno di leggendari combattimenti con la spada e di uno spaventoso cattivo in The Kurgan interpretato dalla prolifica star Clancy Brown.

Essi vivono (1988)

They Live 1988 - MOVIE TRAILER

In Essi vivono, John Nada è un vagabondo disoccupato che arriva a Los Angeles in cerca di lavoro, trovando solo una baraccopoli povera schiacciata dall’opulenza dei media. Dopo aver recuperato un paio di occhiali da sole apparentemente normali in una chiesa abbandonata, scopre una realtà terrificante: il mondo a colori che lo circonda è solo una frequenza di copertura. Indossando le lenti, il segnale si interrompe e i cartelloni pubblicitari rivelano comandi totalitari subliminali come “OBBEDISCI”, “CONSUMA” e “NON PENSARE”, mentre l’élite benestante si rivela essere una razza aliena dall’aspetto scheletrico che ha colonizzato la Terra trattandola come un’azienda. Armato di fucile e occhiali, Nada inizia una guerra solitaria, cercando brutalmente di convincere il collega Frank a vedere la verità che si nasconde sotto il naso di tutti.

Questo cult diretto da John Carpenter non è solo un film di fantascienza e azione, ma una delle satire politiche più feroci e intelligenti mai realizzate contro l’era reaganiana e il capitalismo sfrenato degli anni ’80. Mescolando l’estetica del B-movie con una filosofia sovversiva, Carpenter suggerisce che la nostra apatia sociale è indotta artificialmente. Il film è entrato nella leggenda per la performance iconica del wrestler “Rowdy” Roddy Piper e per la celebre scazzottata di sei minuti in un vicolo — una delle più lunghe e realistiche della storia del cinema — che simboleggia metaforicamente quanto sia doloroso e difficile costringere qualcuno ad aprire gli occhi e accettare una verità scomoda.

L'amore fugge

L'amore fugge
Ora disponibile

Commedia, romantico, di Francois Truffaut, Francia, 1978.
Dopo sette anni Antoine e Christine divorziano, pur rimanendo buoni amici. Antoine ha una relazione con Liliane, amica di Christine, ha pubblicato un'autobiografia sui suoi amori e trova lavoro come correttore di bozze e inizia una relazione allegra, anche se tumultuosa, con Sabine, commessa in un negozio di dischi.

È il quinto e ultimo film della serie di 'Antoine Doinel', che segue la vita del protagonista dall'infanzia all'età adulta. Il film vinse il Premio della Giuria al Festival di Cannes di quell'anno. È una significativa rappresentazione dei rapporti umani, una riflessione intelligente e ironica sui temi dell'amore, della perdita e della crescita personale. È anche un omaggio al cinema francese degli anni '60 e '70, una sorta di sintesi di temi e stili cinematografici che Truffaut aveva esplorato nel corso della sua carriera. Léaud aveva interpretato il personaggio in tutti i film della serie "Antoine Doinel" e la sua interpretazione in "Love on the Run" era considerata una delle migliori della sua carriera. "Love on the Run" è stato ben accolto dalla critica ed è considerato uno dei migliori film di Truffaut.

LINGUA: francese
SOTTOTITOLI: italiano, inglese

Tetsuo: The Iron Man (1989)

Tetsuo The Iron Man - trailer

In Tetsuo: The Iron Man, un impiegato qualunque (il Salaryman) investe accidentalmente con la sua auto un “feticista del metallo” che si inserisce rottami nel corpo e, preso dal panico, ne occulta il cadavere nel bosco insieme alla fidanzata. Il senso di colpa e la maledizione della vittima innescano una metamorfosi orribile: l’uomo scopre un piccolo pezzo di metallo che gli esce dalla guancia, inizio di un’infezione biomeccanica inarrestabile. Il suo corpo viene gradualmente e dolorosamente colonizzato da tubi, trivelle, cavi e ingranaggi arrugginiti, trasformandolo in una macchina di distruzione guidata dalla rabbia e dalla lussuria, fino allo scontro finale apocalittico con lo spirito del feticista che vuole fondersi con lui per “arrugginire il mondo intero”.

Girato in 16mm con un bianco e nero sgranato e iper-contrastato, questo film di Shinya Tsukamoto è il manifesto definitivo del Cyberpunk giapponese e del Body Horror estremo. È un’esperienza sensoriale più che narrativa, montata con un ritmo frenetico da videoclip e accompagnata da una colonna sonora industrial assordante di Chu Ishikawa. Tetsuo: The Iron Man è un incubo sulla fusione tra carne e tecnologia e sull’alienazione urbana, un’opera viscerale e disturbante che ha influenzato tutto il cinema underground successivo per la sua capacità di trasformare la spazzatura industriale in arte cinetica.

Film cult anni 90

Il cinema indipendente conquista il mondo. Registi come Tarantino, Kevin Smith e i fratelli Coen dimostrano che si può fare cinema di culto anche con tanti dialoghi e pochi soldi. È l’era del pulp, dell’ironia post-moderna e dei film che parlano di altri film. Il culto diventa “cool” e consapevole.

Twin Peaks: fuoco cammina con me (1992) 

Twin Peaks: Fire Walk with Me (1992) ORIGINAL TRAILER [HD]

Twin Peaks: Fire Walk with Me” è un film prequel al celebre e influente serial televisivo “Twin Peaks”, creato da David Lynch e Mark Frost. Il film è stato scritto da Lynch e serve come una sorta di introduzione agli eventi che si verificano prima dell’inizio della serie televisiva. Il film segue la storia di Laura Palmer, interpretata da Sheryl Lee, la giovane ragazza la cui morte è al centro dell’indagine nella serie televisiva. “Fire Walk with Me” si concentra sulle ultime settimane di vita di Laura e svela dettagli sulla sua vita turbolenta e i segreti oscuri che la circondano.

Il film esplora temi di abuso sessuale, violenza, corruzione e il dualismo tra bene e male, caratteristici del mondo strano e misterioso di Twin Peaks. Mentre la serie televisiva si concentrava principalmente sulla risoluzione del mistero della morte di Laura, il film approfondisce la sua psicologia e offre una visione più cruda e disturbante degli eventi. “Twin Peaks: Fire Walk with Me” è stato accolto con reazioni contrastanti al momento della sua uscita, poiché si discostava notevolmente dalla tonalità più leggera e surreale della serie televisiva. Tuttavia, nel corso degli anni, il film è stato rivalutato e ha guadagnato un seguito di culto grazie alla sua potenza emotiva, alla performance di Sheryl Lee e alla regia di Lynch, che crea un’atmosfera inquietante e surreale.

Pi greco – il teorema del delirio (1998)

Pi (1998) Official Trailer #1 - Darren Aronofsky Movie HD

Pi” è un cult movie del 1998 diretto da Darren Aronofsky. È un thriller psicologico con elementi di fantascienza e si concentra sulle tematiche dell’ossessione, della matematica e della ricerca del significato della vita. La trama del film segue un giovane genio matematico di nome Max Cohen, interpretato da Sean Gullette, che vive una vita isolata e tormentata a causa della sua ossessione per i numeri e le formule matematiche. Max crede che esista un modello numerico universale che possa spiegare tutti gli aspetti della vita, compresi i fenomeni naturali e i movimenti finanziari.

“Pi” è un film notevole per il suo stile visivo distintivo, utilizzando una fotografia in bianco e nero, un montaggio frenetico e una colonna sonora suggestiva per creare un’atmosfera intensa e claustrofobica. Il film esplora anche temi filosofici e metafisici come la ricerca della verità, la natura dell’ossessione e la lotta dell’individuo contro il potere e il controllo. “Pi” è stato acclamato dalla critica per la sua originalità e il suo approccio unico alla narrazione. Ha vinto numerosi premi ed è diventato un film di culto nel corso degli anni, riconosciuto per la sua visione provocatoria e le sue riflessioni sulla complessità dell’universo e della mente umana.

Film cult anni 2000

Il nuovo millennio porta con sé l’ansia e la complessità. I film di culto di questo decennio sono spesso rompicapi mentali (Donnie Darko, Memento) che richiedono di essere visti tre volte per essere capiti. Nasce il culto di Internet: film che falliscono in sala ma diventano leggende grazie ai forum e al passaparola digitale.

La casa del diavolo (2005)

The Devil's Rejects (2005) - Official Trailer

In La casa del diavolo, pochi mesi dopo il massacro di Halloween, lo sceriffo John Wydell lancia un brutale assalto alla fattoria della famiglia Firefly per vendicare la morte del fratello. Mentre Madre Firefly viene catturata, Otis e Baby riescono a fuggire attraverso i campi, ricongiungendosi poco dopo con il patriarca, il clown Captain Spaulding. Inizia così una fuga sanguinosa attraverso le strade polverose del Texas, lasciandosi dietro una scia di cadaveri e torture in un motel isolato, mentre lo sceriffo, ormai scivolato nella follia e nel sadismo religioso, li bracca non per arrestarli, ma per torturarli e ucciderli con i loro stessi metodi illegali.

Considerato il capolavoro di Rob Zombie, questo sequel si distacca nettamente dallo stile fumettistico e onirico del predecessore (La casa dei 1000 corpi) per abbracciare un’estetica cruda, solare e realistica da road movie anni ’70, ispirata a Non aprite quella porta e Il mucchio selvaggio. Il regista compie un miracolo narrativo ribaltando la prospettiva: trasforma tre serial killer psicopatici in antieroi carismatici e “liberi”, contrapposti a un uomo di legge che diventa progressivamente più mostruoso dei criminali che insegue. Violento, sporco e nichilista, il film è imperdibile per la sua colonna sonora Southern Rock e per uno dei finali più epici e struggenti della storia dell’horror, sulle note di “Free Bird”.

Film cult anni 2010

Il culto si fa “d’autore”. Case di produzione come la A24 ridefiniscono il genere con film horror lenti, estetici e psicologici (Midsommar, The Witch). Non si cerca più lo shock facile, ma l’atmosfera, il disagio e la perfezione formale. È un culto raffinato, visivamente sbalorditivo, che piace tanto ai cinefili quanto ai ragazzi di Instagram.

Holy Motors (2012)

Holy Motors Official Trailer #1 (2012) - Denis Lavant, Eva Mendes Movie HD

Dall’alba alla notte, seguiamo il misterioso Monsieur Oscar (Denis Lavant) mentre viaggia su una limousine bianca attraverso Parigi. Nel corso della giornata, Oscar assume identità diverse per appuntamenti inspiegabili: diventa un mendicante, un mostro che rapisce modelle, un padre di famiglia, un assassino e un uomo morente. Chi è veramente? E per chi sta recitando, se non ci sono telecamere?

Leos Carax firma un’opera anarchica e inclassificabile che è un tributo alla follia della recitazione e alla morte del cinema analogico (la limousine come studio mobile). È un film surreale, poetico e visivamente scioccante, che sfida ogni logica narrativa per celebrare la bellezza del gesto artistico fine a se stesso. Un vero oggetto di culto per chi ama il cinema che rompe la quarta parete.

Spring Breakers – Una vacanza da sballo (2012)

Spring Breakers Official International Trailer #1 (2013) - James Franco Movie HD

Quattro studentesse universitarie annoiate rapinano un ristorante per pagarsi le vacanze di primavera in Florida. Arrivate al mare, tra feste, droga ed eccessi, vengono arrestate ma subito liberate da Alien (James Franco), un rapper e gangster locale dal dente d’oro. Le ragazze vengono sedotte dal suo stile di vita criminale e si trasformano in una gang armata in bikini rosa, pronte a tutto pur di non far finire la vacanza.

Harmony Korine prende le icone della Disney (Selena Gomez, Vanessa Hudgens) e le immerge in un incubo neon-pop fatto di dubstep, violenza e nichilismo. Il film è stato frainteso all’uscita come un “film per ragazzi”, ma è diventato un cult per la sua critica corrosiva al sogno americano e alla cultura MTV. È un’opera d’arte ipnotica e disturbante che usa l’estetica del videoclip per raccontare il vuoto di una generazione.

Upstream Color (2013)

Upstream Color Official Trailer #1 (2013) - Shane Carruth Movie HD

In Upstream Color, Kris viene rapita da un misterioso individuo noto come “Il Ladro”, che la infetta con un parassita ricavato da orchidee blu, inducendole uno stato di trance ipnotica che le fa perdere il controllo della sua volontà e dei suoi beni finanziari. Liberata fisicamente dal parassita grazie all’intervento di un enigmatico “Campionatore”, che trasferisce l’organismo nel corpo di un maiale, Kris si risveglia senza memoria dell’accaduto e con la vita a pezzi. Incontra Jeff, un uomo con un buco nero simile nel passato, e i due iniziano una relazione intensa e confusa in cui i loro ricordi e le loro identità iniziano a sovrapporsi, scoprendo progressivamente di essere legati a doppio filo al destino degli animali in cui è stata trasferita una parte della loro coscienza.

Nove anni dopo il cult Primer, Shane Carruth torna con un’opera di fantascienza organica e sensoriale che abbandona i dialoghi tecnici per un flusso di immagini e suoni purissimi, vicini allo stile lirico di Terrence Malick. Il film è un puzzle emotivo devastante che esplora la natura ciclica della biologia, il trauma e la possibilità di ricostruire l’identità dopo una violazione profonda. Visivamente splendido e accompagnato da una colonna sonora ipnotica composta dallo stesso regista (che ha curato ogni aspetto della produzione), è un film che chiede di essere “sentito” prima ancora che decifrato razionalmente, offrendo una delle esperienze più originali del cinema indipendente americano del nuovo millennio.

Climax (2018)

CLIMAX Official Trailer (2018) Gaspar Noe's Mesmerizing Horror

Un gruppo di ballerini francesi si riunisce in una scuola abbandonata isolata dalla neve per provare uno spettacolo. Dopo l’ultima danza, iniziano una festa a base di sangria. Presto si rendono conto che qualcuno ha drogato la bevanda con una dose massiccia di LSD. La festa degenera rapidamente in un inferno collettivo di paranoia, sesso, violenza e psicosi, filmato in lunghi piani sequenza che non lasciano scampo allo spettatore.

Gaspar Noé è il re del cinema estremo e questo è forse il suo film più accessibile e terrificante. È un “dance-horror” che ti trascina fisicamente dentro il delirio dei personaggi. La prima parte è una celebrazione della bellezza del corpo e del movimento; la seconda è una discesa agli inferi senza tagli. Un film che si vive come un attacco di panico, amato per la sua audacia tecnica e visiva.

Mandy (2018)

MANDY (2018) Official Trailer | Fear

In un 1983 onirico e allucinato, Red Miller (Nicolas Cage) vive una vita pacifica nei boschi con la sua compagna Mandy. La loro esistenza viene distrutta quando una setta religiosa di hippy deviati, aiutata da demoni motociclisti evocati dall’inferno, rapisce e uccide Mandy sotto gli occhi di Red. Sopravvissuto alla tortura, Red forgia un’ascia da guerra e intraprende una discesa nella follia per compiere una vendetta sanguinosa e psichedelica.

Diretto da Panos Cosmatos, questo film è diventato un cult istantaneo per la sua estetica unica: un bagno di colori saturi, luci al neon viola e rosso, e una colonna sonora doom metal assordante (l’ultima del compianto Jóhann Jóhannsson). Non è solo un revenge movie, è un’esperienza sensoriale che fonde l’heavy metal con il cinema d’arte. Nicolas Cage offre una performance sciamanica e squilibrata che è già leggenda.

The Lighthouse (2019)

THE LIGHTHOUSE Trailer # 2 (NEW 2019) Robert Pattinson Movie HD

Due guardiani del faro (Willem Dafoe e Robert Pattinson) cercano di mantenere la sanità mentale mentre vivono isolati su una remota e misteriosa isola del New England nel 1890. Tra alcolismo, tempeste incessanti, visioni di sirene e una tensione omoerotica latente, i due uomini scivolano lentamente in una spirale di follia, lottando per il dominio l’uno sull’altro e per l’accesso alla luce proibita della lanterna.

Robert Eggers gira questo film in un formato quadrato (1.19:1) e in un bianco e nero espressionista che ricorda i primi film muti e le fotografie d’epoca. È un film claustrofobico, sporco e mitologico, pieno di dialoghi in inglese arcaico e simbolismi freudiani. Un capolavoro di atmosfera che ha ossessionato i cinefili per la sua indecifrabilità e per le performance titaniche dei due protagonisti.

Film cult anni 2020

Oggi un film diventa culto alla velocità della luce. Grazie a TikTok e ai social, opere bizzarre o estreme diventano fenomeni globali in pochi giorni. È un’era di ibridazione totale, dove il cinema d’autore si mescola con il linguaggio dei meme e della videoarte.

Possessor (2020)

Possessor Trailer #1 (2020) | Movieclips Trailers

Tasya Vos è un’assassina corporativa che utilizza una tecnologia di impianto cerebrale per prendere possesso del corpo di altre persone e usarle per commettere omicidi su commissione, per poi farle “suicidare” e tornare nel proprio corpo. Ma durante la sua ultima missione, l’ospite (un uomo di nome Colin) inizia a resistere, intrappolando Tasya in una lotta mentale per il controllo che confonde i confini delle loro identità.

Brandon Cronenberg (figlio di David) dimostra di avere il talento del padre ma con una crudeltà digitale ancora più fredda. È un thriller sci-fi iper-violento e allucinatorio che esplora la perdita di identità e la sorveglianza. L’uso dei colori, del montaggio subliminale e degli effetti pratici gore lo rende un’esperienza visiva disturbante e indimenticabile. Un cult moderno per chi ama la fantascienza cerebrale e spietata.

Mad God (2021)

Phil Tippett's Mad God - Official Teaser Trailer (2021)

Un personaggio noto come “L’Assassino” scende in un mondo sotterraneo da incubo, popolato da mostri grotteschi, torture infinite e paesaggi di rovina industriale, con la missione di piazzare una bomba. Non c’è dialogo, solo una successione di orrori visivi che mostrano un ciclo eterno di distruzione e creazione, dove ogni essere vivente è carne da macello per ingranaggi superiori.

Il leggendario mago degli effetti speciali Phil Tippett (Star Wars, Jurassic Park) ha impiegato 30 anni per realizzare questo film in stop-motion nel suo garage. È un capolavoro di artigianato folle, un’opera d’arte “sporca”, materica e disturbante che sembra uscita direttamente dall’inferno di Bosch. Non è un film per tutti, ma per gli amanti dell’animazione e del macabro è un testo sacro.

Memoria (2021)

MEMORIA Official Trailer (2021)

Jessica (Tilda Swinton), una botanica scozzese che vive in Colombia, viene svegliata una notte da un forte rumore, simile a un boato sordo, che solo lei sembra sentire. Ossessionata da questo suono, inizia un viaggio attraverso Bogotà e la giungla amazzonica per capirne l’origine. Il suo percorso la porta a incontrare un tecnico del suono e un uomo misterioso che ricorda tutto, sfiorando i confini tra memoria personale, storia collettiva e presenza aliena.

Diretto dal maestro thailandese Apichatpong Weerasethakul, questo non è un film, è una seduta ipnotica. È Slow Cinema allo stato puro: inquadrature fisse, silenzi, natura. È un film fantascientifico che non mostra nulla ma fa “sentire” tutto attraverso un sound design incredibile. È diventato un oggetto di culto per la sua distribuzione radicale (in USA è stato mostrato “solo al cinema, per sempre”, mai in DVD/streaming per anni) e per la sua capacità di alterare la percezione del tempo dello spettatore.

Film cult, significato?

Cosa significa film cult? Si tratta è un’opera che a prescindere dal suo successo commerciale e di critica al tempo della sua uscita ha resistito nel tempo per diventare oggetto di culto di un gruppo di fedelissimi fan, fino a diventare emblema di una sottocultura, di una moda o di uno stile di vita.

Accade talvolta che un gruppo di persone si identifica completamente con i contenuti, le immagini e le storie di un film cult. Indossa i vestiti indossati dai personaggi del film, usa i loro oggetti, vuole vivere come loro, arrivando a sfiorare a volte il fanatismo.

I cult movie mainstream

star wars

Un film mainstream può essere un cult? Nel suo significato più commerciale di cult movie, Star Wars, per esempio, è da considerarsi sicuramente uno di essi. Generazioni di nerd, ragazzini e adulti rimasti un po’ bambini da sempre collezionano e adorano i gadget del film.

Guerre Stellari è più un film di tendenza, una moda creata con grande risorse commerciali, piuttosto che un film cult. Ma è facile trovare specialmente nelle riviste americane qualcuno che dice esattamente il contrario.

Molti produttori cinematografici contesterebbero l’affermazione dicendo che un film cult non può essere pianificato a tavolino. Che altrimenti i grossi studi vorrebbero che ogni film che distribuiscono diventi un film cult di successo. C’è differenza tra un film cult e un film che crea una moda.

I film cult di successo

paranormal-activity

Un film indipendente come Paranormal Activity, realizzato da un gruppo di giovani filmmakers a zero budget che incassa 250 milioni di dollari, e un fenomeno cult? Dal mio punto di vista no. Una delle caratteristiche principali di un film cult deve essere quella di durare nel tempo, molto a lungo, e stabilire un legame speciale, molto speciale e profondo con chi lo guarda.

Il significato cult non è da confondere con un imprevisto successo di un film indipendente, di una straordinaria popolarità virale o underground. Non è solo un horror che folle di gente faceva la fila per vedere alle proiezioni di mezzanotte. Un film cult è una connessione profonda: trasforma i suoi contenuti, che sono icone di un certo periodo storico, di un movimento, di una sottocultura, di un sentimento generazionale, in contenuti senza tempo.

Film cult maledetti?

cult-maledetti

Ci sono centinaia di film maledetti che vengono definiti cult solo perché il loro contenuto è fuori dalla norma, come certi horror eccezionalmente violenti, ma non stabiliscono una connessione duratura e profonda con i loro fan. Anche se hanno fornito un eccezionale intrattenimento non arrivano fino alla loro interiorità, e dopo un poco di tempo evaporano.

Film cult: insuccessi poi riscoperti

Film-cult

Ci sono poi film cult che hanno avuto un drammatico insuccesso al botteghino e sono stati poi riscoperti molti anni dopo. Oppure opere prime o seconde di registi in quel momento sconosciuti che poi sono diventati molto famosi. Un film cult deve essere necessariamente “maledetto”. No.

Si possono definire sicuramente film cult perché questi registi sono appunto oggetto di culto per i loro fan, e i loro primi film lo sono ancora di più dei film successivi che hanno avuto successo. Quasi fossero riservati ad un ristretto circolo di illuminati, veri adoratori del maestro.

Ad esempio due maestri come David Lynch e Brian De Palma hanno realizzato all’inizio della loro carriera dei film a basso costo che sono diventati dei cult: Eraserhead e il Fantasma del palcoscenico. Questi film rappresentano qualcosa in più dei successivi.

È come conoscere i grandi registi durante la loro gioventù, un incontro tra studenti universitari, avere con loro un rapporto semplice e amichevole. Oppure in alcuni casi può significare conoscere il loro lato oscuro o il periodo della loro carriera creativa in cui avevano ancora uno stile grezzo e ingenuo. Film meno riusciti e meno conosciuti ma che i fan adorano per dimostrare che la loro adorazione è superiore a quella di tutti gli altri fan del maestro.

Insomma abbiamo capito che nei film cult esiste un rapporto tra discepolo e maestro di carattere quasi religioso. In questi film il maestro-regista trasmette qualcosa di unico al discepolo, il discepolo ne fa tesoro. Il maestro è stato in grado di cristallizzare nel proprio film il suo fan, il gruppo per cui egli sente un senso di appartenenza, forse un intero periodo storico.

Perché sa che quel qualcosa non è riservato a tutti. È qualcosa che non tutti possono comprendere fino in fondo. Il significato quindi che attribuisco io alla definizione film cult non può essere applicato a Guerre Stellari o ad Indiana Jones.

Il significato di film cult è sinonimo di capolavoro del cinema?

Film-cult

Mentre un cult movie è un termine generale che può riferisci ad ogni tipo di film, anche commerciale, soprattutto negli Stati Uniti, i cinefili, e più in generale gli europei, preferiscono il termine film cult. Un film cult per gli amanti del cinema, i cinefili, gli aspiranti filmmaker e gli addetti ai lavori, invece, può essere ancora qualcosa di diverso: forse è semplicemente un film che è rimasto nella storia del cinema perché è un capolavoro.

Forse in pochi se ne erano accorti al tempo della sua uscita nelle sale cinematografiche. Forse il suo linguaggio innovativo che lo ha reso un capolavoro lo ha fatto scambiare per un film mediocre. E’ una cosa ricorrente nella storia del cinema. Pubblico e critica non esitano a stroncare film diversi, innovativi, non allineati con le preferenze dominanti.

Potremmo dire, quindi, che la grande ambiguità di interpretazione del termine cult movie è dovuta a questo: è l’amore e la fede a creare film di culto.

Se un uomo ama viaggiare con la sua Harley Davidson il suo cult movie sarà Easy Rider. Per lo studioso di cinema neorealista il cult movie sarà Roma città aperta di Rossellini. Se ami le storie degli artisti manipolati dal potere allora sarà il Fantasma del palcoscenico di Brian De Palma.

Non esiste una definizione oggettiva di cult movie perché ognuno ha il proprio film cult, che tocca le corde più intime della sua anima. Se proprio fossi costretto a dare un significato di cult movie definitivo direi questo: un film cult è un film che tocca profondamente le corde dell’ anima di molte persone, e nello stesso tempo segna un momento storico e la storia del cinema.

In questo modo la cerchia dei cult movie si riduce drasticamente. Un film può toccare la nostra anima. Ma quanti nello stesso tempo hanno segnato un momento storico, un movimento, una generazione, e sono stati anche riconosciuti i capolavori cinematografici? Pochi. Molto pochi.

Donnie Darko, ad esempio, è un cult movie? Si, perché in esso, anche se non si fa un riferimento preciso ad un momento storico o ad una sottocultura, si riconosce un preciso target di persone: gli adolescenti, e gli adulti rimasti adolescenti, che vivono le stesse sensazioni tormentate, oscure, inesplicabili trattate nel film. Un cult movie riesce a creare un misterioso legame emotivo e spirituale con un certo target di persone che lo guardano.

Un cult movie spesso rappresenta una sottocultura. Che non è il paradosso della sottocultura che diventa mainstream, come la Beat Generation. È una sottocultura piccola, ristretta, che ha segnato solo un breve periodo, ma che in quel film è diventata senza tempo.

Possiamo definire i popolari capolavori della storia del cinema dei cult movie? Alcuni si, altri no, perché mancano di questa caratteristica: influenzare un gruppo limitato di persone appartenenti ad una sottocultura, uno stile di vita, una moda, un’epoca. Facendo sì che quello stile quella moda quella cultura si trovi a vivere per sempre nel film, senza tempo.

Ma cos’è davvero un cult movie?

E allora cult cosa significa? La caratteristica del cult movie quindi è trascendere il tempo per diventare icona di un determinato fenomeno, per il quale un gruppo di persone sente un legame speciale, un vero e proprio culto. Quel fenomeno e quel legame hanno infinite variabili e questo spiega l’ambiguità del termine cult movie.

Una visione curata da un regista, non da un algoritmo

In questo video ti spiego la nostra visione

SCOPRI LA PIATTAFORMA
Immagine di Fabio Del Greco

Fabio Del Greco

Lascia un commento