Spiritualità: la nuova ondata di consapevolezza degli ultimi venti anni

Il pianeta, come ogni essere vivente, ha la sua spiritualità ma la maggior parte della società sembra non accorgersene affatto. Ogni persona ma anche ogni organizzazione e ogni Stato ha una sua vita spirituale. Ma l’approccio politico ed economico di chi detiene il potere sembra tenere conto solo della materia.

Le politiche degli Stati di tutto il mondo sono una lunga serie di fallimenti. Sembrano concepite apposta per seminare paure e frustrazione. Il ventesimo secolo è stato il secolo con più milioni di morti della storia dell’umanità. Dopo un breve periodo di ripresa nel dopoguerra l’umanità è sprofondata di nuovo nel grigiore, mascherato questa volta da democrazia.

Il vero volto delle democrazie sembra essere solo una consapevolezza dei potenti di non poter esercitare più direttamente la dittatura. Una maschera indossata per evitare la ribellione totale e il fallimento di tutte le politiche più oscure. Guerre, fanatismi, repressione, discriminazioni e crack finanziari: ce n’è per tutti i gusti.

Il contrario della spiritualità: il materialismo globalizzato

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L’orientamento del potere e dei media è di negare completamente l’esistenza della spiritualità. La tv, i giornali e la politica non se ne occupano affatto, tranne qualche piccola rubrica in ultima pagina. Il loro è un atteggiamento di superiorità nei confronti di qualcosa che sembra non utile per risolvere i problemi pratici della società. Cresciuti in uno stile di vita prettamente materialista cerchiamo di soddisfare esclusivamente i nostri bisogni materiali e non riusciamo a interpretare i nostri malesseri.

La finanza e l’economia sembrano togliere sempre di più qualsiasi possibilità ai singoli individui e alle piccole organizzazioni locali. La loro idea è quella di imporre pochi prodotti e poche linee guida a tutti senza possibilità di scelta. Si concentrano tutti sullo scontro di civiltà tra Occidente e Islam provocando guerre e conflitti uno dopo l’altro, mentre la povertà dilaga nei paesi poveri in Occidente si diffondono altri tipi di malattia come la depressione, l’infelicità e la paura continua della crisi economica. Ma perché accade tutto questo? La catastrofe è davvero così globale è inevitabile?

Perché questa energia negativa sembra possedere il potere praticamente di ogni stato del pianeta? Il materialismo cerca di imporsi ovunque come unica realtà: delle forze spirituali che governano i destini del pianeta non si parla affatto nei media mainstream. La televisione e i giornali propongono un flusso di notizie sembra concepito apposta per farci sprofondare in una specie di sonno profondo.

La ripetizione quotidiana e ossessiva di notizie tragiche, eventi drammatici e pessimismo ci colpisce ogni giorno. Attraverso questa ripetizione ossessiva che si protrae nei decenni e racconta solo le vicende più tragiche del materialismo, le nostre energie spirituali si colorano di nero. Lo stordimento audiovisivo di certi film pieni di effetti speciali sembra realizzato proprio sul modello di come il mondo ci viene presentato il mondo dai mezzi di informazione: esplosioni, sensazionalismi, tragedie una dopo l’altra senza la base di nessuna sceneggiatura.

La materia e la casualità degli eventi

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La cultura dominante ci impone fin dalla scuola la filosofia della casualità. Non esiste uno scopo o un disegno preciso delle nostre vite. Gli eventi che si succedono uno dopo l’altro sono solo accadimenti fortuiti, azioni senza collegamento, anarchiche forze della natura che operano senza un fine preciso. I caratteri di una persona, di una famiglia, di un luogo sono casuali, così come le guerre, gli incidenti, il gioco d’azzardo o i flussi migratori.

La reazione di molti a questa mancanza di senso è quella di prendere per sé più roba possibile, accumulare benessere per se stessi e costruire muri per difendersi dall’esterno. Guadagnare tutto quello che c’è da guadagnare con qualsiasi mezzo, fregando gli altri. Buttarsi nella competizione e uscirne vincenti, senza nessuna etica. E’ accaduto nell’alta finanza ai lupi di Wall street di Martin Scorsese e in molti altri settori. Con questa filosofia di vita i disastri si amplificano sempre di più, e non si vede mai la luce in fondo al tunnel.

Tutto questo ci rende schiavi di una vita priva di significato. La spiritualità è quello che serve per tornare liberi: comprendere l’universo nel quale ci troviamo, qual è il suo significato e quali possono essere i nostri veri obiettivi. Come possiamo mettere a fuoco i nostri pensieri, le nostre azioni, i nostri sentimenti in un contesto dove tutto abbia significato? Come possiamo avere ben chiaro in mente quali sono gli obiettivi degni di essere perseguiti?

Se fino ad un certo punto della nostra vita abbiamo avuto l’impressione di commettere solo errori a cui dover poi faticosamente porre rimedio, un approccio spirituale può offrirci una visione più chiara di quello che è davvero importante. E’ necessario andare oltre lo sguardo alla superficie piatta delle cose e prendere consapevolezza che esistono molte dimensioni e connessioni che sono dietro le apparenze.

La spiritualità e i suoi canali

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Gli scienziati che credono nell’analisi della materia sostengono che per analizzare qualcosa bisogna selezionarla in unità sempre più piccole. Ma cosa succede alla fine quando arriviamo a qualcosa di infinitamente piccolo e non più analizzabile? Succede che quella cosa sparisce, non esiste più. Scopriamo che in profondità è solo energia. Abbiamo l’intuizione che la materia proviene da qualche altra parte, da un’altra dimensione.

Con un approccio spirituale diventa possibile dare una risposta all’infinitamente piccolo, a quelle particelle che sembrano uscire fuori dal nulla. La spiritualità è appunto lo strumento per mettersi in contatto con questa dimensione. E’ la stessa dimensione del nostro pensiero nella forma più nobile e positiva. Il pensiero è un frequentatore abituale dei mondi spirituali dove tutto ciò che è materia viene progettato e creato.

Incominciando a capire che tutto quello che viene all’esterno nasce nel mondo interiore e che anche gli eventi collettivi e sociali hanno origine dal mondo spirituale allora la prospettiva cambia nettamente. Ogni tanto ecco che ci vengono incontro delle strane intuizioni. Coincidenze, momenti di luce, nuove comprensione che fanno nascere in noi il sospetto che la vita materiale non sia tutto.

Qualcuno ignora questi segnali e se ne dimentica subito dopo. Qualcun altro inizia a cercarne di nuovi e a seguire le loro indicazioni. La vita spirituale sta avendo in questi ultimi anni una crescita in molti paesi del mondo senza precedenti. Una grossa parte dell’umanità non è più disposta a credere alle bugie del materialismo.

La verità è che ogni evento della vita non va interpretato solo attraverso la materia. Malessere, dolore o malattia andrebbe interpretati in un’ottica spirituale, perché è da lì che vengono le cause. Moltissima gente sta incominciando a capire che è l’anima a pilotare gli eventi del mondo materiale e che molti problemi possono essere risolti alla radice solo guardando dentro il mondo spirituale.

Il mondo della spiritualità influenza la materia

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Ci sono terapeuti spirituali in grado di identificare le vere cause di una malattia nell’aura spirituale che cieconda ogni essere umano, attraverso i Chakra, i punti del nostro corpo collegati all’energia spirituale. Quando il chakra è soffocato o assorbe energia negativa questa disfunzione si manifesta nel corpo fisico come malattia.

Riconoscendo le cause spirituali è possibile estirpare la malattia alla radice. Ma la medicina occidentale si occupa poco o nulla di questi metodi. Anche in questo settore l’approccio è quasi esclusivamente materialista. Si identifica il pezzo del corpo malato e si cerca di curarlo. Se la diagnosi è grave si cerca di cambiarlo completamente con un pezzo nuovo. Ma gli sforzi di riconoscere le radici spirituali di una malattia e di curarla con questo approccio sono una pratica riconosciuta solo in Oriente.

L’energia spirituale dentro di noi opera attraverso i suoi canali di collegamento al corpo fisico. Bloccando questi canali si può ottenere un indebolimento dell’individuo e la sua totale incapacità di reagire a certe situazioni. I poteri negativi usano sistematicamente la loro conoscenza del mondo spirituale per ottenere certi effetti. Il mondo spirituale invisibile non dirige solo le esistenze individuali, ma anche quelle dei territori, delle città e delle nazioni. L’anima individuale diventa un’anima collettiva nelle organizzazioni sociali ad ogni livello.

La crescita della spiritualità oggi

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Da circa vent’anni c’è un esplosione di interesse verso le tematiche spirituali che si sta esprimendo sotto svariate forme. New Age, yoga, libri, seminari, meditazione. Un grande risveglio di coscienza sta avvenendo un po’ ovunque nel mondo. Più il teatro dei media e del potere diventa drammatico e violento più un numero crescente di persone decide di dire basta.

La reazione sbagliata al materialismo è che ogni tanto qualcuno decide di fare un cambiamento radicale, e se ne va in una grotta su una montagna a fare l’asceta. Oppure abbandona la famiglia per dedicarsi al volontariato in Africa. E lì, lontano da tutto, finisce per inaridire il suo cuore. Non è allontanandosi dal proprio lavoro, dalla propria famiglia e dalla quotidianità che si ottiene il contatto vero con la propria spiritualità.

Si tratta invece di fare un cambiamento interiore di incominciare a guardare la quotidianità con occhi diversi. Di agire in maniera diversa. Il mondo materiale non ha molto significato se non lo osserviamo da una prospettiva spirituale. La strategia migliore è quella di rimanere in equilibrio, tra spirito e materia. Improvvisamente ci accorgiamo che esiste un senso generale delle cose, che esiste un piano positivo e che possiamo crearlo nella nostra vita di tutti i giorni, integrando il nostro lato materiale e quello spirituale.

Questa percezione si diffonde sempre di più a livello individuale ma non ancora ha successo a livello collettivo. La vita interiore di ognuno di noi non appartiene a nessuna religione organizzata. Qualsiasi religione in cui crediamo può esserci di grande aiuto se la nostra ricerca è individuale. La spiritualità nasce e si trasforma nel nostro mondo interiore. Gli eventi esterni possono fungere solo da catalizzatore, se li sappiamo interpretare.

Spiritualità e cinema

Il fatto interessante è che il cinema ci ha consentito di scoprire i mondi sconosciuti della spiritualità orientale che da un po’ di tempo ha sommerso come una grande onda anche l’Occidente. Abbiamo finalmente potuto vedere le immagini, i volti e i luoghi di quella spiritualità lontana di cui avevamo letto solo nei libri. Come spesso accade le produzioni mainstream hanno trattato l’argomento nella maniera più superficiale possibile, ricorrendo ai cliché e alle idee confezionate per il pubblico di massa.

Ma ci sono autori, cineasti e documentaristi che esplorano la realtà spirituale in modo più approfondito. C’è una vastissima letteratura sul tema della spiritualità che possiamo trovare nelle librerie. Ma il cinema se n’è occupato molto meno, preferendo i grandi temi con cui è più facile reperire il budget necessario per la produzione. Oppure raccontando storie di leader spirituali che però non hanno un impatto diretto sul bisogno di spiritualità delle persone.

Grandi cineasti dello spirito

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Uno dei film moderni più significativi sulla spiritualità che siano stati girati è Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, un film che sviluppa un concetto fondamentale del mondo invisibile: il collegamento tra materia e spirito. Cosa significa essere un angelo e assistere alle sofferenze degli uomini, sperando che riescano a cavarsela? Quanto è terribile assistere impotenti alla vittoria del male? E quanto è attraente tornare a vivere in quel mondo dei sensi e delle passioni per un angelo? Secondo Wenders i nostri angeli custodi ci guardano amorevolmente e tifano per noi, ma non intervengono: è nostra responsabilità fare un salto di qualità e acquisire consapevolezza.

Il grande cinema della spiritualità appartiene sicuramente a grande parte della filmografia di Bresson e di Bergman. Il primo è autore di uno stile scarno ed essenziale, un cinema con una forte componente religiosa, Cristiano e giansenista, alla costante ricerca della Grazia. I suoi temi sono la perdita dell’innocenza, la ribellione a Dio, la distruzione sociale ad opera dell’uomo, la solitudine che incontra il Male. Il secondo ha raccontato in modo esemplare la crisi esistenziale dell’uomo con film di amore e morte, viaggi tormentati alla ricerca di Dio. Un cinema filosofico ed esistenzialista, capace di risvegliare la coscienza, votato alla solitudine e alla ricerca in sé stessi.

In tempi più recenti anche alcuni documentari stanno dando un grande contributo alla conoscenza della spiritualità. Film che ci trasportano nelle pratiche dello Yoga o che ci fanno conoscere la filosofia Zen, girati con l’intento di portare queste conoscenze ad un pubblico più vasto possibile, con la possibilità anche di applicare queste discipline alla vita quotidiana.

E’ il momento giusto per usare il cinema per raccontare la spiritualità nel modo giusto, per creare più consapevolezza. Non c’è più bisogno di star o effetti speciali per convincere un pubblico che vuole saperne di più in maniera più autentica. La spiritualità è la luce che illumina le cose e il cinema è l’arte della luce, e non a caso i suoi inventori si chiamavano Lumière.

Fabio Del Greco

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