Film indipendenti e cult

Cos’è il buddismo, come nasce, le sue dottrine e 3 documentari per capirlo meglio

Il buddismo è una delle principali religioni mondiali ispirata ad una tradizione molto antica e dagli insegnamenti di Gautama il Buddha, e nel mondo sono circa 400 milioni i suoi seguaci. È praticato soprattutto in Sri Lanka, Thailandia, Cambogia, Laos, Birmania, Bhutan e Mongolia, Cina e Tibet. È la religione di stato in Cambogia e Bhutan. 

Il buddismo è una serie di pratiche, discipline, scritti e tradizione orale tramandati e filtrati da diverse culture orientali nel corso dei millenni, con una grande varietà di ramificazioni. Questi insegnamenti sono riuniti in scritture chiamate Canoni: i principali sono il Canone Pali, il Canone cinese e il Canone tibetano. 

Oltre che una religione è considerato anche una filosofia esistenziale che ispira uno stile di vita non materialista, rivolto alla compassione, all’altruismo e alla meditazione. Ci sono diversi tipi di buddismo, ognuno nato della cultura del paese in cui si è sviluppato. 

Il buddismo non è focalizzato sulla fede in un Dio ma si concentra su alcune discipline che consentono la trascendenza verso i mondi superiori. La meta principale del buddismo è l’illuminazione raggiungibile da qualsiasi essere umano. La meditazione è lo strumento principale attraverso cui prendere conoscenza con il mondo esterno ed interno e raggiungere il centro di se stessi ed il proprio equilibrio interiore. Attraverso la meditazione possiamo liberarci del nostro ego e sviluppare l’amore e la compassione verso gli altri e la nostra felicità. Il Dharma secondo il buddismo è la via che porta all’illuminazione. 

Chi è il fondatore del buddismo e dove nasce

dove-nasce-buddismo

Il Buddhismo nasce in India, nel VI secolo a.C.. e fu creato da Gautama il Buddha. La vita del Buddha non ha testimonianze storiche concrete ed è rimasta avvolta nel mistero. La scoperta di alcuni reperti archeologici ha fatto supporre che sia nato nel Nepal meridionale, a Lumbini, intorno all’anno 565 a.C.. 

In alcune versioni dei Canoni buddisti troviamo informazioni sulla sua vita. La nascita del Buddha fu preceduta da miracoli e premonizioni: durante molte incarnazioni il suo spirito aveva raggiunto una grande consapevolezza ed era pronto per l’illuminazione. Prima di essere soprannominato il Buddha il suo nome era Siddartha Gautama ed era un ricco principe, figlio di un importante re dell’India settentrionale e di una regina di grande bellezza. La donna partorisce il Buddha in un bosco a seguito di un sogno in cui un elefante bianco la penetrava senza alcun dolore. Appena nato il piccolo Buddha disse:

“Per conseguire l’Illuminazione io sono nato, per il bene degli esseri senzienti; questa è la mia ultima esistenza nel mondo” 

Durante i festeggiamenti per la nuova nascita un vecchio saggio di nome Asita fece l’oroscopo al nuovo nato e scoppiò in lacrime. Disse che il destino del bambino era di diventare un monarca universale o un saggio destinato ad indicare al mondo la via dell’illuminazione. Le sue erano contemporaneamente lacrime di gioia e di dispiacere. Gioia per il fatto che fosse nato un essere così straordinario. Dispiacere per il fatto che, essendo già vecchio, non avrebbe potuto assistere alla realizzazione del Buddha che avrebbero cambiato il mondo. 

La madre morì 7 giorni dopo il parto. Il padre, negli anni successivi, fu molto preoccupato che la profezia del vecchio Asita si avverasse: era un re guerriero e voleva che il figlio diventasse un guerriero come lui. Siddartha senza conoscere nulla di ciò che esisteva fuori dalla sua dimora regale, si avventurò fuori ad esplorare il mondo, e vide un vecchio mendicante e un cadavere. Conobbe la vecchiaia e la morte e ne rimase così turbato da riflettere a lungo sul senso della vita umana. Decise così a 29 anni, di lasciare la sua famiglia e le sue ricchezze per viaggiare e vivere in povertà assoluta come un asceta. Abbandonò la sua casa di notte con il suo cavallo bianco, mentre tutti dormivano. 

Soggiornò presso diversi asceti come Āḷāra Kālāma che gli insegnarono ad esplorare il suo inconscio e la pratica della meditazione, la verità della nullità attraverso la quale è possibile conseguire la liberazione. Dopo molte esperienze capì che il piano materiale aveva una certa importanza e non era possibile arrivare ad uno stato di illuminazione con problemi continui di fame e sofferenza del corpo. La sua illuminazione avvenne nel villaggio di Bodhgaya, nell’odierno Stato del Bihar, dopo un lungo periodo di meditazione sotto un albero, il cosiddetto albero del bodhi. 

Viaggiando e fermandosi per studiare da diversi maestri Gautama apprese da loro la pratica del digiuno e dell’auto macerazione del corpo, ma continuava a non essere soddisfatto dei risultati. Alla fine comprese che con il corpo in pessime condizioni non era possibile raggiungere l’illuminazione, e tornò ad una dieta normale, provocando l’allontanamento degli asceti che frequentava. 

Gautama il Buddha e l’illuminazione

illuminazione-buddha

A 35 anni, nel 530 a.C. In una notte di luna piena di maggio, sotto un albero di fico nei pressi di Bodh Gaya, Gautama meditò tutta la notte e si illuminò raggiungendo il Nirvana. Le settimane successive restò in meditazione sotto diversi alberi, riflettendo sul fatto se avesse dovuto diffondere al mondo la sua comprensione. 

Una comprensione che era impossibile da afferrare con la mente, che va al di là di ogni razionalità e si può solo sperimentare. Il racconto narra che Brahma Il signore del mondo venne a supplicarlo di diffondere la sua comprensione affinché il maggior numero di uomini potesse fare esperienza del Dharma. Così il Buddha iniziò a diffondere i suoi insegnamenti sul Nirvana in India. 

Dopo l’illuminazione il Buddha fece il discorso di Benares, un sermone che illustra la via di mezzo e dal quale Buddismo prende le sue basi fondamentali. La via di mezzo consiste evitare ogni tipo di eccesso nella propria vita e raggiungere il giusto equilibrio. 

Dottrine tipiche del buddismo

dottrine-buddismo

La base del buddismo è la trasmissione orale della tradizione: non esiste un vero e proprio testo sacro del buddismo, ma una serie di insegnamenti scritti in lingue antiche come il sanscrito. Gli insegnamenti fondamentali del Buddha sono le quattro nobili verità e il nobile ottuplice sentiero. Alcuni punti fondamentali sono:

La verità dell’origine della sofferenza: la sofferenza si crea nel desiderio verso i piaceri materiali o nell’ attaccamento al piano fisico. Tutti i legami con il mondo materiale possono essere causa di sofferenza se non prendiamo da essi il dovuto distacco. Dice il Buddha: “l’unione con quel che non si ama è dolore, la separazione da quel che si ama è dolore, il non ottenere ciò che si desidera è dolore”

La verità dell’impermanenza: tutto nel mondo fisico è mentale è soggetto a decadimento e da una nascita ed una fine. La verità della fine della sofferenza: la sofferenza si dissolve con l’assenza del desiderio. La verità della vacuità: gli oggetti non hanno consistenza propria ma sono energia con un legame di interdipendenza. 

In questo modo è possibile raggiungere l’illuminazione, il Nirvana, che si può ottenere con una disciplina ed un costante addestramento, attraverso il progressivo distaccamento dal piano materiale. 

Il Buddha non nega l’esistenza delle divinità dalle precedenti tradizioni come quella vedica. Anzi, afferma con forza che i Veda esistono, ma l’attenzione del buddismo non è focalizzata sull’adorazione di un Dio. Secondo il buddismo le divinità non possono fare nulla per salvare gli esseri umani dal Samsara, il ciclo di morte e rinascita, e portarli verso l’illuminazione. 

Il buddismo sostiene la legge del Karma, il principio di causa ed effetto. Il significato di Karma è azione. Ogni azione provoca una causa ed un effetto che si ripercuoterà sulle nostre vite con il passare degli anni o nelle successive reincarnazioni. La qualità positiva o negativa delle azioni quindi influisce sulla nostra vita futura, determinando felicità o infelicità. 

Se percorriamo la giusta via fatta di azioni positive ci possiamo avvicinare sempre di più all’illuminazione fino a raggiungerla, altrimenti cadiamo sempre più in basso sul piano di inconsapevolezza. I nostri problemi alla nostra sofferenza secondo il buddismo dipendono esclusivamente da noi stessi e non da cause esterne. 

Il buddismo Zen

buddismo-zen

il buddismo Zen si riferisce ad un insieme di scuole buddiste giapponesi, coreane e vietnamite fondate dal monaco indiano Bodhidharma. il termine Zen in sanscrito significa visione. Negli insegnamenti del Buddha la visione è la consapevolezza progressiva che deriva dagli stati di coscienza superiori e la comprensione che si ottiene dal samadhi, cioè la concentrazione che si raggiunge con la meditazione e la calma. Dallo zen fu creato nelle scuole giapponesi il termine zazen, che indica la tipica postura in cui ci si siede durante la meditazione. Il buddismo Zen si diffuse dapprima nelle isole giapponesi e successivamente in Giappone per mezzo di alcuni monaci cinesi che viaggiarono in quel territorio.

Il buddismo Zen si diffuse in occidente intorno al 1890 nella città di Chicago, grazie ai coniugi Russell ed a dei circoli cristiani che promossero le loro pratiche buddiste. Successivamente a New York, nel 1931, fu creata la società buddista d’America. Anche a San Francisco e a Los Angeles si diffusero diversi gruppi di meditazione Zen per i giovani americani gestiti da maestri orientali. Solo alla fine degli anni sessanta però compaiono i primi maestri Zen occidentali nella città di San Francisco e alle Hawaii. Alla fine degli anni ’60 si diffuse anche in Europa, a Parigi, grazie al monaco Taisen Deshimaru, che raccolse intorno a sé molti discepoli europei del buddismo Zen.

Il buddismo Zen si differenzia del buddismo perché rifiuta di riconoscere autorità alle scritture buddiste tradizionali. Riconosce la loro importanza, come ad esempio nel caso del Sutra del loto, ma come unico fondamento indica l’esperienza diretta del Satori. Il Satori è la comprensione della realtà, guardare ed arrivare a comprendere la propria natura, la visione del cuore delle cose e la consapevolezza che la realtà, il cosmo, noi stessi e tutte le cose fanno parte di un tutto che trova la sua forma nella concetto di vacuità. Il Satori si distingue dal Nirvana: mentre quest’ultimo è un distacco definitivo dal mondo materiale il Satori promuove una partecipazione attiva e consapevole al mondo, se percepito nella sua dimensione di vacuità.

Il concetto di vacuità è stato spiegato in Occidente tramite la fisica quantistica grazie al fisico italiano Carlo Rovelli. La teoria afferma che la realtà è originata da un vuoto quantistico composta da particelle interdipendenti in un intreccio unico. Lo stesso concetto che affermava il Buddha dicendo che ogni cosa non ha vita propria ma tutte le cose esistono in relazione con il tutto.

3 documentari da non perdere sul Buddismo

Talking with Buddha

documentario-buddismo

Cos’è il buddhismo tibetano? Un documentario che ti porta in viaggio tra i monasteri buddisti tibetani per incontrare alcuni dei grandi maestri del buddismo, sullo sfondo delle montagne dell’Himalaya e del canto ipnotico dei mantra. Un film per trasformare l’energia negativa in positiva. Per la maggior parte dei laici, il buddhismo tibetano è una fede misteriosa, tuttavia esso è più una scienza che una religione, e ci apre la porta verso la felicità e la pace attraverso la quale tutti possono entrare. 

Zen mind

documentario-buddismo-zen

The Zen Mind è un affascinante viaggio attraverso il Giappone per esplorare lo zen nel suo habitat naturale. Dal trambusto dell’ora di punta Tokyo alle tranquille montagne di Kyoto. Dai centri zen nascosti ai grattacieli della città allo zendo in un monastero sperduto, in un mondo inaccessibile e sconosciuto. È un mondo in cui la ricchezza materiale viene scambiata con ricchezza spirituale. Un diario di viaggio per esplorare la pratica dello zen moderno.

Sulle orme di Buddha

documentario-buddha

Sulle orme del Buddha è un viaggio attraverso l’India che ripercorre lo stesso percorso che Gautama il Buddha ha fatto per arrivare all’illuminazione. Siddhartha Guatama visse 2500 anni fa in un’antica terra chiamata Magadha, conosciuta oggi come Bihar, lo stato più povero dell’India. Nacque a Lumbini (oggi Nepal) in una nobile famiglia. All’età di ventinove anni rinunciò a ogni ricchezza e, come un vagabondo senzatetto, si mise alla ricerca della natura della nostra esistenza. Per cercare la verità. Per sei anni ha vagato come uno Shramana senzatetto, come un ricercatore spirituale.

Scopri tutti i documentari

Condividi l'articolo

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Indiecinema

Indiecinema

Autore dell'articolo

Iscriviti alla Newsletter

Resta aggiornato sui nuovi articoli, nuovi film in uscita, festival, promo, eventi… e molto altro!

Iscriviti alla Newsletter

Resta aggiornato sui nuovi articoli, nuovi film in uscita, festival, promo, eventi… e molto altro!