Film ed esoterismo: i film iniziatici da vedere

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Esoterismo proviene dal greco esoteros, il significato della parola è conoscenza riservata a pochi. Essoterico invece è la parola che indica una conoscenza accessibile a molti. La caratteristica dell’esoterismo è andare oltre le conoscenze esteriori per accedere ad una verità più profonda, attraverso un percorso di studio ed iniziazione. Ci sono alcuni film che, seppur in apparenza simili a tanti altri, possono essere dei semplici percorsi iniziatici all’esoterismo.

Tutte le religioni, oltre alle conoscenze di base dei fedeli hanno delle conoscenze esoteriche riservate a pochi. Anzi si potrebbe affermare che l’esoterismo è la radice comune, nascosta, di tutte le religioni. Le verità esoteriche sono verità universali comuni a tutte le epoche e a tutte le civiltà, che hanno preso forme diverse nelle diverse religioni comprensibili dalla massa, essoteriche. 

Microcosmo e macrocosmo

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Una delle verità comuni dell’esoterismo e che ogni manifestazione della realtà è identica sia a livello microscopico che a livello macroscopico. Le leggi universali sono le stesse per ogni oggetto ed essere vivente, e sono essenzialmente manifestazioni di un’unica coscienza universale. Piccoli frammenti di un Dio, di un Tutto, di una Intelligenza Cosmica che si manifesta sotto infinite forme. 

Il cambiamento interiore 

L’esoterismo ha come obiettivo la trasformazione alchemica dell’anima e dell’interiorità umana. La trasformazione del piombo in oro nella alchimia medioevale doveva essere praticata in segreto, al riparo dagli sguardi inquisitori della Chiesa Cattolica e Protestante. La trasformazione del piombo in oro è la metafora del cambiamento interiore in cui l’anima abbandona tutto ciò che è materiale grezzo e pesante per acquisire le qualità luminose e preziose dell’oro. 

Esoterismo e angeli

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Un’altra delle caratteristiche fondamentali dell’esoterismo e che riconosce l’esistenza di una gerarchia di entità spirituali. Nella tradizione esoterica il corpo fisico è l’ultima e la meno importante manifestazione dell’esistenza. Andando verso dimensioni spirituali più elevati la materia scompare e la vibrazione diventa sempre più elevata. Le conoscenze occulte esoteriche di tutte le religioni riconoscono anche l’esistenza di una gerarchia angelica, esseri puramente spirituali organizzati secondo una struttura che si potrebbe definire “militare”. 

Esoterismo ed Occidente

Le opere, gli autori e gli argomenti collegati all’esoterismo in Occidente sono innumerevoli. Molte centinaia di libri sono sopravvissuti attraverso i secoli fino ai giorni nostri. Anche testi medioevali come il Malleus Maleficarum, commissionato dalla santa inquisizione per la caccia alle streghe, è considerato un testo di interesse esoterico. L’esoterismo però inizia a diffondersi come disciplina ufficiale in Europa solo alla fine del 1800, qualche anno prima che fosse inventato il Cinematografo. 

Tra i primi mistici a portare l’esoterismo in Europa c’è Helena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, nel 1875. La teosofia è una disciplina esoterica che va alla ricerca delle verità comuni di tutte le religioni, tutte le filosofie, e tutte le scienze della storia dell’umanità. Il suo intento è quello di scavare in profondità e trovare le radici che uniscono tutte queste tradizioni spirituali.  Per Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia, l’esoterismo è una “scienza spirituale”, un’investigazione dei mondi soprasensibili attraverso le facoltà della chiaroveggenza. Per René Guénon l’esoterismo è innanzitutto la “tradizione primordiale”, ossia una dottrina metafisica universale, la cui trasmissione si effettua soprattutto attraverso il linguaggio dei simboli.

Sviluppo dell’esoterismo in occidente

L’esoterismo, molto più sviluppato in Oriente, si diffonde in Occidente solo nel secondo dopoguerra, grazie ad alcuni autori che scrivono testi stupefacenti ed illuminanti. Uno di essi è lo storico delle religioni rumeno Mircea Eliade, che si è occupato di sciamanesimo e alchimia nel suo libro Lo sciamanesimo e le tecniche arcaiche dell’estasi, scritto Nel 1950. Dal suo libro Un’altra giovinezza Francis Ford Coppola trarrà un bellissimo film con lo stesso titolo, interpretato da Tim Roth nel 2007. François Secret scrive la cabala cristiana (Les Kabbalistes chrétiens de la Renaissance, 1964) e nello stesso anno in cui viene distribuito il suo libro diventerà il primo professore di storia dell’esoterismo a Parigi, all’École pratique des hautes études. Il suo successore, alla fine degli anni settanta, sarà Antoine Faivre: il nome diventerà Storia delle correnti esoteriche e mistiche nell’Europa moderna e contemporanea. 

Film ed Esoterismo

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Esoterismo ed immagini in movimento trovano innumerevoli punti di incontro in tutta la storia del cinema. Anzi si potrebbe affermare che il cinema stesso è un’invenzione esoterica, avvenuta in un periodo in cui le verità esoteriche riconoscono uno dei principali punti di svolta della storia dell’umanità, legato alla tecnologia. 

È infatti proprio negli anni in cui è nato il cinema, alla fine dell’Ottocento, che il mondo conosciuto fino a quel momento ha subito trasformazioni radicali inimmaginabili fino a qualche decennio prima. I film che hanno una radice esoterica in senso generale sono migliaia.  Una grande parte dei film d’essai ed intere filmografie di grandi maestri del cinema non sono altro che profonde riflessioni esoteriche trasformate in Arte popolare e rese più accessibili. Chi conosce l’esoterismo però trova negli stessi film dei livelli di lettura molto più ampi e profondi rispetto ad un pubblico che, pur apprezzando l’opera d’arte, non riesce ad accedere a queste comprensioni. 

Anche chi non si è mai occupato di esoterismo e non ha letto mai un libro sull’argomento, inconsapevolmente e inconsciamente, affronta tematiche esoteriche durante la visione di certi film. Molti registi hanno realizzato straordinari film dal significato esoterico pur non avendo nessuna conoscenza della materia. L’esoterismo, in fondo, non è altra che una comprensione più profonda, riservata a pochi, del mondo che ci circonda. Il numero quindi di film esoterici, tra i film da vedere assolutamente, è ampio. Ci limiteremo in questa lista ad indicare alcuni film che trattano l’esoterismo in maniera più diretta. Cioè quei film in cui il regista o lo sceneggiatore rivelano una conoscenza diretta della materia esoterica che hanno inserito consapevolmente nella storia del film o nelle sue immagini. 

Haxan (1922)

La storia principale del film è ambientata nel XV secolo. Una vecchia mendicante viene accusata di stregoneria. Interrogata e fatta torturare dai frati inquisitori, la donna confessa di aver preso parte al sabba e ne descrive tutti i particolari: l’unzione del corpo, il volo a cavallo della scopa, le danze e i banchetti con i demoni, il bacio sacrilego al Diavolo.

La storia della stregoneria attraverso i secoli è una ricostruzione fatta di una geniale miscela di generi: dal film saggio di avanguardia, mai visto fino a quel momento, al gotico fantastico, fino ad arrivare al film di denuncia sociale. Uno dei più bei film della storia del cinema, pieno di significati esoterici, immagini e volti indimenticabili. 

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I racconti della Luna pallida d’agosto (1953)

Mentre imperversa una guerra sanguinaria nel Giappone medievale in cui interi villaggi vengono distrutti e messi a fuoco, un samurai tenta la fortuna in città per espandere la sua attività di produzione di vasi in terracotta. La moglie rimasta sola viene stuprata dagli invasori. Nel frattempo, dopo varie disavventure, lui conosce una donna giovane, ricca e affascinante. È l’ultima discendente di una nobile famiglia del luogo. I due iniziano a vivere insieme nella lussuosa dimora di lei e il samurai cade in uno stato di totale oblio: si dimentica di sua moglie che lo aspetta e di tutta la sua vita precedente. Film giapponese esoterico sulla possessione demoniaca raccontata sotto forma di passione tra uomo e donna e ambizione. Al contrario di quanto può essere evocato con le parole “possessione demoniaca”, nella mente di un moderno consumatore di film d’orrore, essa è spiegata nella tradizione esoterica come un fenomeno piuttosto comune. Si tratta di scelte e azioni che chiunque può percepire in modo razionale.

Il racconto della Luna pallida d’agosto di Kenji Mizoguchi potrebbe essere benissimo una comune storia che non ha niente di occulto: la storia di un uomo egoista, ambizioso e insensibile che approfitta dell’ incontro con una donna ricca per vivere negli agi, abbandonando la povertà del proprio villaggio e della sua famiglia.  Una storia che in una società materialista come quella contemporanea è considerata la normalità. Magari sono gli stessi genitori a consigliare ai figli determinate scelte più comode. Ma la visione orientale di Mizoguchi prende totale distacco dagli eventi materiali e segue la spiegazione esoterica. Il libero arbitrio del samurai, la sua scelta egoista è solo la facciata della superficie.  Quello che accade è che ci sono entità malefiche in grado di scollegare il corpo eterico di una persona e prenderne il controllo. Il corpo eterico infatti è ciò che collega il nostro corpo fisico ai piani superiori, una specie di interfaccia. Alcune persone, entità, sostanze sono in grado di scollegare questa interfaccia. È la stessa cosa che accade nell’ipnosi, nell’anestesia. In misura minore accade anche nello stato di ebbrezza provocato da alcolici o da droghe. Uno dei film imperdibili della storia del cinema.

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La sopravvissuta (1957)

Una donna viene messa in trance psichica e rimandata indietro nel tempo direttamente nel corpo di uno dei suoi antenati medievali, che è condannata a morire come strega. Fugge e una vera strega di nome Livia (Allison Hayes), che lavora con il diavolo. C’è anche un’altra strega, una canaglia che aiuta Livia, e uno dei sensitivi che fa un viaggio indietro nel tempo con lei. Prodotto e diretto da Roger Corman, questo è un film di serie B insolito e divertente che è un mix di spaventoso: violenza, reincarnazione, viaggi nel tempo, commedia e divertimento. Ci sono scene divertenti con la strega e il folletto che si trasformano in animali, in particolare una coppia di pipistrelli dall’aspetto molto falso. Anche il becchino è divertente con le sue rime e discussioni spiritose, come quando chiama il cimitero la sua “fattoria di carne”.

Il maligno è fantastico, con le sue continue risate e un enorme forcone. Di sabato, convoca un trio di ragazze morte per arrampicarsi dalla tomba e ballare. Il film è particolarmente degno di nota per l’aspetto dell’attrice Hayes, il suo abito molto attillato. Hayes era probabilmente una starlet di film di serie B degli anni ’50, soprattutto per la sua apparizione in L’attacco della donna di 50 piedi. Il film è stato girato in sei giorni con un piano di budget di $ 70.000, in un vecchio supermercato. Ha un culto tra i fan di film spaventosi, drive-in, film indipendenti con budget ridotto. Se ti piace qualcuno di quelli, dopo devi dare un’occhiata. Se apprezzi questo film, potresti anche apprezzare come The Mole People, Attack of the Crab Monsters, The Leach Woman, The Deadly Mantis e Premature Burial.

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La notte del demonio (1957)

Lo psicologo paranormale Dr. John Holden (Dana Andrews) si reca in Inghilterra per indagare e smentire l’esistenza del satanismo e il suo uso da parte del diavolo, Il leader della setta, il dottor Julian Karswell (Niall Macginnis). Holden dovrebbe incontrare molti altri professori, in primo luogo il professor Harrington.

Quando arriva scopre che Harrington è stato effettivamente ucciso quando ha fatto sbattere la sua auto contro un palo elettrico ed è stato fulminato. Holden non sa che un demone invocato da Karswell lo ha eliminato. Holden incontra Karswell e gli fa anche avere una pergamena che è una maledizione fatale, un diavolo di fuoco usato per distruggere gli avversari. Holden incontra anche Joanna Harrington (Peggy Cummins), la nipote del professore morto, e indagano sui dettagli riguardanti la morte di suo zio e se gli aspetti paranormali siano reali. Alla fine una serie di strani eventi portano Holden a credere di dover restituire la pergamena entro 2 giorni per evitare la maledizione. Questo è un thriller psicologico di primo piano creato in Gran Bretagna con un cast e una sceneggiatura fantastici che si concentra sull’atmosfera con scene spaventose. Le tre stelle principali sono tutte superbe. Andrews interpreta l’insegnante esitante che si basa solo sul ragionamento e su ciò che può essere visto, credendo alla fine nella maledizione demoniaca e anche nella stregoneria prima che sia troppo tardi.

Jacques Tourneur

Macginnis è decisamente notevole nel ruolo di Karswell, interpretando il cattivo leader del culto. È fiducioso e desidera che Holden capisca che la stregoneria è reale, dando una serie di dimostrazioni dei suoi poteri durante il film.  Il suo personaggio è una rappresentazione del satanista realmente esistito Aleister Crowley. Cummins è inoltre eccezionale interpretando il personaggio del credente che tenta di persuadere Holden che sta accadendo qualcosa di malvagio e che è in pericolo. Ci sono due versioni di questo film. La versione britannica si chiama Night of the Demon e ha una durata di 96 minuti, mentre la variazione americana è stata lanciata come Curse of the Demon e aveva una durata di 81 minuti. C’erano molte preoccupazioni sulla produzione tra il regista e il produttore, in particolare se rivelare la vera setta satanica. La maggior parte delle riprese dei demoni sono state fatte dopo che il regista ha terminato la produzione.

In un’intervista del regista Jacques Tourneur, ha affermato che “Le scene in cui si vede davvero il demone sono state girate senza di me. Tutte tranne una. Ho girato la sequenza nel bosco in cui Dana Andrews è inseguita da una specie di nuvola. In un vari incontri Tourneur ha chiarito: “Volevo, proprio alla fine, quando il treno passa, includere solo 4 fotogrammi della bestia … eppure dopo aver completato il film, tornato negli Stati Uniti, il produttore inglese ha realizzato quella cosa orribile: il mostro. Se ti piace l’horror psicologico, o i film sui diavoli e sulla stregoneria, allora devi assolutamente vedere questo.

La maschera del demonio (1960)

Nel 1630 in Moldavia, le streghe Asa Vajda (Barbara Steele) e Javuto vengono condannate a morte dal fratello di Asa e dall’Inquisizione. Vengono torturate, marchiate con la lettera “S” di Satana e mi viene messa una maschera di ferro inchiodata al viso. 200 anni dopo, tornano dal regno morti, quando un gruppo di professionisti medici scopre il luogo di sepoltura e danneggia accidentalmente la croce e il pannello di vetro. Uno dei medici professionisti si taglia sul vetro e il suo sangue fa tornare in vita la strega. Evoca Javuto con la strategia di drenare il sangue della sua parente, la principessa Katia (interpretata anche da Steele), al fine di ottenere la vita eterna. Questo è un horror gotico creato in Italia che è considerato una delle straordinarie opere d’arte del cinema horror. Fa uso di un mix di atmosfera, suono, sangue e i suoi ambienti da film gotico. Ricorda gli eccellenti film horror in bianco e nero degli anni ’30 come Dracula, e avrebbe anche luogo per influenzare i film spaventosi della Hammer a cui sicuramente si ispira. È degno di nota per essere il lancio alla regia di Mario Bava e dell’attrice Barbara Steele, entrambi per lo più associati allo stile horror. Bava avrebbe poi diretto film degni di nota Black Sabbath, Il corpo e la frusta, Sangue e pizzo nero, Kill Baby, Kill, A Bay of Blood, Lisa e il diavolo. Steele finì per essere riconosciuta per il suo fascino sorprendente, gli occhi grandi e i capelli scuri ed è apparsa in numerosi film dell’orrore, da Pit and the Pendulum, The Horrible Dr. Hichcock, The Ghost, Castle of Blood, An Angel of Satana e la maledizione dell’altare rosso. Steele riesce nel suo ritratto delle personalità in conflitto, cambiando i volti dall’innocente principessa alla strega cattiva.

Ci sono molte scene notevoli, costituite dall’apertura in cui la strega viene torturata e uccisa. Ci sono ottime riprese ravvicinate della maschera di ferro e dei chiodi al suo interno, mentre si torna alle inquadrature della strega mentre la maschera si avvicina a lei. Poi c’è una scena mentre le martellano la maschera sul viso e il sangue fuoriesce. Ci sono anche una serie di scene impressionanti in cui le tolgono la maschera e scorpioni appaiono dai suoi occhi vuoti, quindi una serie di scene che rivelano la sua rigenerazione. C’è anche una grande scena in cui Javuto esce dalla tomba in cui è nascosta, con la maschera ancora inchiodata alla testa. Il film è liberamente basato su un racconto russo chiamato The Viy, che in seguito avrebbe ricevuto un adattamento russo il titolato Viy (1967) che era fedele al suo materiale di riferimento. Le scene esterne e alcune scene interne furono girate dagli studi di Scalera Film, mentre le scene interne sono state girate in un castello nel comune di Arsoli, in Italia. Il film ha avuto un discreto successo in Italia e anche negli Stati Uniti, ma ha ottenuto critiche molto positive e ha anche un forte culto tra i fan dell’horror. 

Manos, Le mani del destino (1966)

È incredibilmente brutto, il re dei brutti film. È considerato il film più orribile mai realizzato, facendo sembrare Plan 9 From Outer Space un capolavoro epico. Ha tutto ciò che soddisferà i fan dei film negativi: recitazione terribile, cattiva illuminazione, discussioni risibili e cattive, situazioni sbalorditive, illuminazione pessima e scarsi effetti speciali. La storia coinvolge un componente di una famiglia che si perde durante le vacanze e finisce per rimanere in una residenza che ospita un culto infernale, tra cui un leader del culto sosia di Freddy Mercury, e un cattivo scagnozzo chiamato Torgo che ha enormi ginocchia. Il film è stato girato con un budget di $ 19.000.

A volte sembra di vedere un film tranquillo, con solo la musica della colonna sonora in riproduzione. Il montaggio è approssimativo a causa del fatto che è stato girato utilizzando una cinepresa Bell & Howell da 16 mm, che può avere solo 32 secondi di filmato alla volta. L’illuminazione è pessima. C’è anche una scena in cui puoi vedere il microfono del film sul lato destro. Riuscì a ottenere la circolazione ma in realtà non fece nulla così come fu praticamente trascurato fino alla sua apparizione nel Mystery Science Theatre 3000. Quell’episodio composto da Manos è considerato uno dei più efficaci della collezione oltre a trasformare in film di culto questo film incredibilmente brutto. Quindi, se sei un seguace di film scadenti, questo è per te.

Le streghe (1966)

Gwen Mayfield (Joan Fontaine) è in viaggio missionario in Africa quando incontra un evento di praticanti del voodoo e soffre di un esaurimento nervoso. Ritorna in Inghilterra e prende un posto di insegnante in una piccola città, sperando di riprendersi dalle sue esperienze traumatiche. Comincia a trovare eventi insoliti che accadono in città; una donna con la mano maciullata, un gatto domestico che la segue in giro, un bambino in coma, una bambola voodoo con degli spilli, il ragazzo e la sua mamma sono morti dopo una conversazione con una delle donne anziane, il papà del bambino annega, viene calpestata da un gruppo di pecore, regredisce dopo aver visto la maschera voodoo che c’era in Africa. Tutti questi eventi la portano a scoprire che esiste una congrega di streghe che intende avere una vergine tra i loro rituali. Il film è un film horror britannico prodotto da Hammer Films, che divenne famosa per i suoi film spaventosi dagli anni ’50 agli anni ’70. Si basa sull’esclusivo The Devil’s Own di Norah Lofts. Il film è molto più basato sulla trama ed è ha combustione lenta, poiché le cose strane accadono lentamente all’insegnante nel suo nuovo ambiente e lei inizia a mettere insieme i pezzi del puzzle.

Gli ultimi venti minuti del film sono indimenticabili: scopriamo cosa sta succedendo in questa comunità. Fontaine fornisce una solida performance nella sua ultima apparizione in un ruolo da protagonista. È nota per le apparizioni in Rebecca, Suspicion, This Above All e The Constant Nymph. Ci sono immagini che si distinguono nel film. La grande maschera voodoo che Mayfield vede inizialmente quando è in Africa, quando gli africani irrompono in città. Dopodiché riemerge in una scena in cui è in Inghilterra e la costringe anche a tornare in una struttura sanitaria. C’è anche la scena in cui viene calpestata dalla pecora e cade nel fango, cosa insolita vedere una celebrità fare un’impresa del genere per un film. È anche significativa per la presenza di un’antagonista femminile e di una protagonista femminile, con il principale ruolo maschile che interpreta un ruolo debole e vulnerabile. Questo è un tesoro piuttosto dimenticato dagli archivi di Hammer, spesso trascurato per la collezione di Dracula e per altri film. Dovresti guardarlo se sei un fan di Hammer Films, horror o stregoneria. Se ti piace, potrebbero piacerti anche The Devil Rides Out, Dracula: Prince of Darkness, To The Devil a Daughter e The Wicker Man.

Qualcosa di strano (1967)

Una storia strana e ribollente di un amore folle che crolla attraverso il soprannaturale. Un uomo ferito da una caduta di linea elettrica negozia con una strega per recuperare il suo aspetto; in cambio dovrebbe accettare di diventare l’amante della strega. Anche lui ha poteri psichici. Viaggiano di città in città, affrontando crimini, che consistono nel sbarazzarsi di un fantasma e scoprendo anche un serial killer. Allo stesso modo, questo film folle consiste in un insolito mix di sesso, omicidio, LSD, luci psichedeliche, arti marziali, sedute spiritiche, agenti federali e jazz.

Includi il mix di pessime prestazioni, abiti esagerati e a basso costo e hai anche un eccellente film a basso budget. Qualcosa di strano è stato diretto da Hershell Gordon Lewis, che è stato riconosciuto per film senza scrupoli a basso budget come Blood Feast, Two Thousand Maniacs, The Wizard of Gore, Color Me Blood Red e The Gruesome Twosome. Se ti piacciono i film di exploitation, spaventosi, cruenti o economici, allora dovresti vederlo.

Il grande inquisitore (1968)

Nel 1645, l’Inghilterra sta attraversando una guerra civile e vi sono sconvolgimenti sociali e politici. Ciò sta causando conflitti nelle città locali poiché gli uomini ne approfittano e sono in grado di acquisire potere sfruttando le superstizioni della stregoneria. Uno di questi uomini è il cacciatore di streghe Matthew Hopkins (Vincent Price), che gira per le piccole città dei paesi abusando dell’ammissione delle presunte streghe. Allo stesso modo abusa dei suoi poteri per atti sessuali e guadagni finanziari. Quando un pastore viene maltrattato e impiccato da Hopkins, il fidanzato di sua nipote promette di rintracciarlo e ucciderlo. Il film è una visione realistica e cupa di ciò che è accaduto durante quel periodo, con numerose scene di violenza, tormento, omicidio e stupro.

Il film è degno di nota per numerosi fattori. Presenta una bella interpretazione di Price nei panni del malvagio Hopkins che si comporta come se riconoscesse che i suoi strani esami da stregoneria sono frodi, ma fa il lavoro per i vantaggi invece che per una convinzione di giustizia morale. Price ha raccontato che tutti gli attori sul set hanno avuto un momento difficile con il regista, Michael Reeves, incapace di comunicare con gli attori. Il nome del film è stato modificato per la circolazione americana in The Conqueror Worm, in modo da coincidere con i film di Edgar Allen Poe di Price. Ha incassato in America circa $ 1.500.000.  Ha conservato un seguito di culto a causa della sfortunata morte del regista, i seguaci dell’horror, i seguaci della stregoneria e anche i fan di Vincent Price. Se ti piace uno di questi, allora dovresti dare un’occhiata, è considerato un classico dell’horror britannico.

La montagna sacra (1973)

Un vagabondo che somiglia molto a Gesù Cristo vaga per una grande città fino a salire in cima a una torre dove trova un laboratorio alchemico. L’alchimista che dirige il laboratorio, interpretato dallo stesso regista Alejandro Jodorowsky, gli presenta sette personaggi potenti che dominano i principali settori commerciali del pianeta Terra. Essi rappresentano venia gramma delle 7 parti della personalità. Gesù, L’Alchimista e i 7 personaggi potenti intraprendono un viaggio verso la montagna sacra per cercare il segreto dell’immortalità. 

Film pieno di significati esoterici e cabalistici, girato con uno stile bizzarro e grottesco. Alejandro Jodorowsky, influenzato dallo studio dei tarocchi, porta l’attenzione alla composizione figurativa delle immagini fino all’eccesso: anche in inquadrature che durano pochi secondi è possibile trovare molti dettagli dal significato simbolico, non facilmente comprensibili ad una prima visione. Si tratta di un film colossal con scenografie e costumi strabilianti, migliaia di comparse, concepito come spettacolo cinematografico e intrattenimento solo ad un livello molto superficiale. In realtà si potrebbe passare molto tempo a guardarlo e riguardarlo, scoprendo ogni volta nuovi significati esoterici. 

Guarda La montagna sacra

L’Inquilino del terzo piano (1976)

“L’Inquilino del terzo piano” (titolo originale: “Le Locataire”) è un film del 1976 diretto da Roman Polanski. Il film è un thriller psicologico esoterico e fa parte di una trilogia non ufficiale insieme a “Repulsion” (1965) e “Rosemary’s Baby” (1968), entrambi diretti dallo stesso Polanski e con temi simili di alienazione e paranoia.

Tratto dal romanzo “Le Locataire chimérique” di Roland Topor, il film racconta la storia di Trelkovsky, interpretato dallo stesso Roman Polanski, un giovane impiegato polacco che si trasferisce in un appartamento vuoto a Parigi. Man mano che si adatta alla sua nuova casa, Trelkovsky scopre che l’ex inquilino, una giovane donna, ha tentato il suicidio gettandosi dalla finestra. Questo evento innesca una serie di eventi strani e inquietanti, e Trelkovsky inizia a sentirsi ossessionato dalla figura della donna e dai vicini di casa che sembrano avere un comportamento sempre più strano.

Il film esplora i temi dell’alienazione sociale, dell’identità personale, e si svolge in una atmosfera inquietante e claustrofobica. Man mano che la paranoia di Trelkovsky cresce, il confine tra la sua realtà e la sua immaginazione diventa sempre più labile, portandolo a dubitare della sua sanità mentale.

“L’Inquilino del terzo piano” è stato elogiato dalla critica per la sua regia impeccabile di Polanski, la sua interpretazione magnetica e il suo stile unico. Il film offre una riflessione sulla natura umana, l’ossessione e la paura del diverso. È una visione disturbante e coinvolgente che affascina gli spettatori con le sue complessità psicologiche e simboliche.

Tuttavia, è importante notare che il film è stato anche oggetto di controversie in quanto Polanski, il regista e interprete principale, è stato coinvolto in uno scandalo giuridico legato a reati sessuali nel 1977, poco dopo l’uscita del film. Questo ha avuto un impatto sul modo in cui alcune persone hanno interpretato e giudicato il film negli anni successivi. Nonostante ciò, “L’Inquilino del terzo piano” rimane un’opera cinematografica di grande rilevanza e valore artistico.

Il cielo sopra Berlino (1987)

Due angeli chiamati Damiel e Cassiel vagano nella città di Berlino invisibili: osservano i berlinesi e ascoltano i loro pensieri. Siamo alla metà degli anni 80, poco prima del crollo del muro di Berlino. Gli angeli incontrano alcuni uomini sul loro percorso. Ad esempio Homer, che come il poeta greco Omero sogna la pace e cerca la Potsdamer Platz, una piazza che prima della Seconda guerra mondiale era una delle più belle d’Europa. Al suo posto trova un luogo degradato, una terra di nessuno, e il Muro di Berlino coperto di graffiti.

Il capolavoro di Wim Wenders e probabilmente uno dei film più esplicitamente esoterici. È abbastanza chiaro dalla trama e della visione del mondo che il regista conoscesse bene molti aspetti dell’esoterismo prima di girare il film. I temi trattati sono infatti tra quelli fondamentali delle conoscenze occulte: i corpi invisibili e le entità di differenti piani di realtà, le gerarchie angeliche, l’attrazione verso l’incarnazione e la materia. 

L’ottavo giorno (1996)

“L’ottavo giorno” (titolo originale: “Le Huitième Jour”) è un film del 1996 diretto da Jaco Van Dormael, regista belga noto per il suo stile poetico e surreale. La pellicola è una commedia drammatica che affronta temi di amicizia, tolleranza e diversità.

La storia segue due personaggi principali, Georges (interpretato da Daniel Auteuil) e Harry (interpretato da Pascal Duquenne). Georges è un uomo d’affari di successo, stressato e ossessionato dal lavoro, mentre Harry è un giovane con la sindrome di Down. Le loro vite si incrociano casualmente quando Georges fugge da una riunione d’affari e finisce per incontrare Harry, che sta scappando da un istituto per disabili.

Tra i due nasce un’amicizia speciale e sorprendente. Georges decide di prendersi una pausa dal lavoro e trascorre con Harry un’avventura spontanea di una settimana, vivendo ogni momento come un’opportunità per apprezzare la vita e scoprire l’innocenza e la gioia che possono essere trovate nelle piccole cose.

Il film è notevole per la sua interpretazione autentica di Pascal Duquenne, un attore con la sindrome di Down che ha vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes come Miglior Attore per la sua performance. La sua presenza sullo schermo e la sua interpretazione emozionante hanno toccato il cuore del pubblico e contribuito a rendere il film un successo sia a livello nazionale che internazionale.

“L’ottavo giorno” è un film coinvolgente che affronta temi di empatia, umanità e accettazione delle diversità. Con un equilibrio tra commedia e dramma, il film invita gli spettatori a riflettere sulle priorità della vita e sulla bellezza delle connessioni umane. È una tenera celebrazione della vita e un inno alla capacità di vedere il mondo con occhi nuovi.

Strade perdute (1997)

“Strade perdute” è un film del 1997 scritto e diretto da David Lynch, noto per il suo stile surrealista e le atmosfere disturbanti. Il film è considerato un thriller psicologico e un mistero neo-noir, caratterizzato da una trama complessa e simbolica.

La storia si concentra su Fred Madison, interpretato da Bill Pullman, un sassofonista di successo. Fred e sua moglie Renee, interpretata da Patricia Arquette, iniziano a ricevere delle videocassette misteriose che mostrano la loro casa da diverse angolazioni, lasciando intendere che qualcuno li sta spiando. Nel corso degli eventi, Fred si trova coinvolto in una serie di omicidi, tra cui quello di sua moglie Renee.

In seguito all’omicidio di Renee, Fred viene arrestato e condannato per il crimine, ma in prigione sembra subire un’esperienza di metamorfosi. Mentre è in cella, si trasforma magicamente in un giovane meccanico di nome Pete Dayton, interpretato da Balthazar Getty. Pete inizia a vivere una vita completamente diversa da quella di Fred, senza alcuna memoria del suo passato.

Man mano che la trama si sviluppa, il confine tra realtà e illusione diventa sempre più sfumato. Il film presenta una serie di elementi onirici, dualità dei personaggi e simboli enigmatici, caratteristici dello stile di Lynch. La colonna sonora di Angelo Badalamenti contribuisce a creare un’atmosfera inquietante e surreale che avvolge lo spettatore in un labirinto di mistero e ambiguità.

“Strade perdute” è stato accolto con reazioni miste dalla critica, ma è diventato un cult movie per i fan di David Lynch e ha guadagnato un seguito di appassionati dello stile surreale e psicologico del regista. Il film offre una narrativa non lineare, un viaggio emozionale e una serie di interpretazioni e teorie ambigue, lasciando agli spettatori la libertà di trarre le proprie conclusioni su ciò che è reale e ciò che è fantastico.

Donnie Darko (2001)

“Donnie Darko” è un film del 2001 diretto e scritto da Richard Kelly. Questo film è una miscela di generi, tra cui dramma, thriller psicologico, fantascienza e commedia nera. È diventato un cult movie grazie alla sua trama complessa, personaggi ben sviluppati e temi esistenziali affrontati in modo unico.

La storia segue Donnie Darko, interpretato da Jake Gyllenhaal, un adolescente problematico e introspettivo che inizia a sperimentare visioni di un coniglio gigante di nome Frank. Questa strana figura gli predice la fine del mondo tra 28 giorni, 6 ore, 42 minuti e 12 secondi. Le apparizioni di Frank spingono Donnie in un percorso complesso e bizzarro in cui inizia a indagare il significato delle sue visioni e la realtà in cui vive.

Il film esplora temi di viaggi nel tempo, destino, realtà alternativa e la lotta contro il senso di alienazione e incomunicabilità sociale. Mentre la trama si sviluppa, Donnie scopre segreti sconvolgenti che coinvolgono i membri della sua famiglia, i suoi amici e la comunità in cui vive.

“Donnie Darko” è noto per la sua narrazione non lineare, le sottotrame intricate e le complesse connessioni tra i personaggi. La sua trama enigmatica e aperta all’interpretazione ha generato numerose teorie tra i fan, alimentando un’ampia discussione e analisi online.

Il film ha ottenuto recensioni positive dalla critica per la sua originalità, la regia di Kelly e la performance impressionante di Jake Gyllenhaal. Anche se non ha avuto un grande successo al botteghino al momento dell’uscita, “Donnie Darko” è diventato col tempo un cult movie amato da molti, soprattutto tra i fan di film con tematiche filosofiche e complessità narrative.

Mulholland Drive (2001)

“Mulholland Drive” è un film del 2001 diretto da David Lynch. Considerato uno dei capolavori del regista, il film appartiene ai generi del thriller psicologico, del mistero e del dramma, caratterizzato dalla tipica atmosfera surreale e onirica che contraddistingue le opere di Lynch.

La trama segue la storia di una giovane donna senza memoria, interpretata da Naomi Watts, che viene trovata ferita e in stato confusionale sulla strada di Mulholland Drive, a Los Angeles. La donna viene ribattezzata “Rita” dopo aver visto un poster del film “Gilda” con protagonista Rita Hayworth. In cerca di aiuto, Rita si rifugia presso l’appartamento di Betty Elms (interpretata sempre da Naomi Watts), un’aspirante attrice giunta a Los Angeles per cercare fortuna.

Insieme, Betty e Rita cercano di scoprire l’identità della donna ferita e il motivo del suo coinvolgimento in una misteriosa vicenda di omicidio. Nel corso della ricerca, si susseguono una serie di eventi enigmatici e di incontri con personaggi strani e inquietanti, lasciando spazio a una molteplicità di interpretazioni e significati.

“Mulholland Drive” è noto per la sua trama complessa e non lineare, che si snoda tra la realtà e il sogno, tra la luce e l’oscurità, sfidando lo spettatore a districarsi tra piani temporali diversi e scene apparentemente sconnesse. Il film si avvale delle tipiche immagini disturbanti e della colonna sonora inquietante tipiche di David Lynch, contribuendo a creare un’atmosfera avvolgente e ipnotica.

Il film ha ricevuto recensioni entusiastiche dalla critica e ha vinto il premio per la Migliore Regia al Festival di Cannes nel 2001. Pur non avendo avuto un grande successo commerciale all’uscita, nel corso degli anni “Mulholland Drive” è diventato un film di culto ed è considerato uno dei migliori lavori di David Lynch. È una delle pellicole più analizzate e discusse nella storia del cinema, apprezzata per la sua complessità narrativa e la capacità di stimolare la mente dello spettatore.

The Fountain – L’albero della vita (2006)

“The Fountain – L’albero della vita” (titolo originale: “The Fountain”) è un film del 2006 scritto e diretto da Darren Aronofsky. Questo film si inserisce nei generi del dramma, della fantascienza e della filosofia, ed è noto per la sua narrazione non lineare e le tematiche esistenziali e metafisiche che affronta.

La trama del film ruota attorno a tre linee temporali interconnesse che seguono tre personaggi principali:

  1. Nel XVI secolo, il conquistador spagnolo Tomas Verde (interpretato da Hugh Jackman) parte in una missione per trovare l’Albero della Vita, credendo che possa concedere l’immortalità alla regina Isabella (interpretata da Rachel Weisz).
  2. Nel XXI secolo, Tommy Creo (interpretato ancora da Hugh Jackman) è un brillante scienziato che cerca una cura per il cancro della sua amata moglie, Izzi (interpretata ancora da Rachel Weisz), che sta morendo. Izzi, nel frattempo, sta scrivendo una storia chiamata “The Fountain”, che riflette temi di immortalità e rinascita.
  3. In un futuro distante, un uomo soprannominato “Bubbolo” (interpretato ancora da Hugh Jackman) viaggia nello spazio con un albero contenente il DNA di Izzi, sperando di piantarlo su un pianeta morente per dare vita a un nuovo albero.

Le tre trame si intrecciano tra passato, presente e futuro, e si rincorrono attraverso temi di amore, morte, rinascita e accettazione della finitezza della vita. Il film esplora la ricerca della vita eterna e la lotta umana contro la morte, proponendo una riflessione filosofica sulla natura dell’esistenza e della mortalità.

“The Fountain – L’albero della vita” è stato apprezzato per la sua visione artistica, le performance di Hugh Jackman e Rachel Weisz, e la colonna sonora emotivamente coinvolgente di Clint Mansell. Tuttavia, il film è stato accolto con reazioni contrastanti dalla critica e dal pubblico, in parte a causa della sua trama intricata e dei temi complessi che affronta. Con il passare del tempo, il film ha guadagnato una seguente di fan appassionati che apprezzano la sua profondità filosofica e la sua estetica unica.

Primo morso (2006)

Gus è un uomo affascinante che lavora come cuoco in un ristorante orientale a Montreal. Il suo capo lo manda in una remota isola della Thailandia per incontrare un maestro della cucina zen e migliorare la qualità dei suoi piatti. Lì incontra una strana donna chiamata Lake che vive in una grotta e lo informa che il maestro di cucina Zen è morto. Gus va a vivere nella caverna e inizia una storia d’amore con Lake. Lake non desidera che Gus se ne vada, ma Gus sente di aver bisogno di fuggire dall’isola e che la sua vita è in pericolo.

Primo morso è un film indipendente canadese estremamente originale che attraversa vari stili cinematografici nella sua narrazione, passando improvvisamente dal romanticismo al thriller all’horror. Tra magia nera, storie d’amore e isole tropicali, Primo morso è l’odissea di un uomo che resta detenuto in una trappola da cui non può più scappare, perso tra passioni e cibi esotici.

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Synecdoche, New York (2008)

“Synecdoche, New York” è un film del 2008 scritto e diretto da Charlie Kaufman, noto per le sue trame complesse e i temi esistenziali profondi. Questo film appartiene al genere drammatico e si distingue per la sua natura surreale e metafisica.

La trama segue la vita di Caden Cotard, interpretato da Philip Seymour Hoffman, un regista teatrale ipocondriaco e insicuro che vive a Schenectady, nello stato di New York. Dopo aver ottenuto una sovvenzione artistica importante, Caden decide di mettere in scena un’opera teatrale epica e ambiziosa. La produzione diventa una rappresentazione in continua evoluzione della sua vita, che coinvolge un cast sempre più vasto di personaggi che interpretano le persone reali della sua vita.

Il film esplora temi di identità, creatività, relazioni umane, l’effetto del tempo sulla vita e la natura stessa dell’arte. La linea tra finzione e realtà diventa sempre più labile, poiché il confine tra l’opera teatrale di Caden e la sua vita personale si confonde, portando alla perdita di senso della realtà stessa.

“Synecdoche, New York” si avvale di un’impostazione surreale e di una narrazione enigmatica, che si snoda in modo intricato e coinvolgente. Il film è noto per la sua profondità filosofica e le molteplici interpretazioni che può suscitare. La performance di Philip Seymour Hoffman è stata particolarmente elogiata e ha contribuito a rendere il film un’esperienza coinvolgente e intensa per il pubblico.

Il film ha ricevuto recensioni positive dalla critica per la sua originalità, la regia di Charlie Kaufman e la forza delle interpretazioni del cast. Tuttavia, a causa della sua complessità e dei temi introspettivi, il film potrebbe non essere di facile comprensione per tutti gli spettatori. Nonostante ciò, “Synecdoche, New York” è considerato un lavoro cinematografico innovativo e avvincente, apprezzato da coloro che cercano film che sfidano le convenzioni e offrono una riflessione profonda sulla vita e l’arte.

Enter the Void (2009)


“Enter the Void” è un film del 2009 scritto e diretto da Gaspar Noé, regista argentino noto per il suo stile audace e provocatorio. Il film è un’esperienza visiva e psichedelica, e si inserisce nei generi del dramma, del thriller psicologico e della fantascienza.

La storia segue la vita di Oscar, interpretato da Nathaniel Brown, un giovane tossicodipendente americano che vive a Tokyo, insieme alla sua sorella Linda, interpretata da Paz de la Huerta. Oscar è coinvolto nel traffico di droga e, in seguito a una retata della polizia, si ritrova intrappolato in un bagno con una dose letale di droga. Mentre muore, la sua coscienza sembra staccarsi dal suo corpo e diventa uno spettatore del mondo intorno a lui.

Da questo punto in poi, gran parte del film è presentato attraverso il punto di vista soggettivo della coscienza di Oscar in viaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti. La telecamera si muove attraverso spazi e luoghi in modo fluido e sconnesso, creando un’esperienza visiva intensa e ipnotica.

“Enter the Void” esplora temi di morte, reincarnazione, spiritualità e il concetto di karma. Il film affronta la percezione della vita e della morte in modo sperimentale e provocatorio, sfidando le convenzioni narrative e portando gli spettatori in un viaggio psichedelico e allucinante.

Il film è stato lodato per la sua audacia e la sua innovativa tecnica cinematografica. Tuttavia, è anche stato oggetto di controversie a causa delle sue immagini esplicite, del linguaggio e delle tematiche forti. “Enter the Void” è un film che polarizza il pubblico, poiché alcuni lo apprezzano per la sua visione unica e provocatoria, mentre altri lo trovano troppo disturbante o difficile da seguire.

In ogni caso, “Enter the Void” rimane un’opera cinematografica avvincente e originale, che offre un’esperienza visiva e concettuale unica per coloro che sono disposti ad affrontare una narrazione sperimentale e provocatoria.

Mr. Nobody (2009)

“Mr. Nobody” è un film del 2009 diretto da Jaco Van Dormael, lo stesso regista de “L’ottavo giorno” (1996) menzionato in precedenza. Questo film appartiene ai generi del dramma, della fantascienza e della romanticità, ed è noto per la sua complessità narrativa e le riflessioni filosofiche sulla vita e sulle scelte.

La storia si svolge in un futuro distopico in cui la scoperta dell’immortalità ha portato all’esistenza di un uomo di nome Nemo Nobody, interpretato da Jared Leto, l’ultimo essere umano mortale sulla Terra. L’uomo è anziano e sta cercando di raccontare la sua storia e le sue scelte di vita a un giornalista. Tuttavia, la sua memoria è frammentata e incerta, e quindi Nemo inizia a raccontare diverse versioni della sua vita, ognuna delle quali si basa su scelte differenti che avrebbe potuto fare in passato.

Il film esplora il concetto delle possibilità infinite e delle diverse diramazioni della vita che si aprono a seguito delle scelte che facciamo. Ogni versione della storia di Nemo è una realtà alternativa, e il film illustra come la sua vita potrebbe essere stata se avesse fatto scelte diverse in amore, carriera e famiglia.

“Mr. Nobody” è un viaggio emozionante attraverso il tempo e lo spazio, in cui il passato, il presente e il futuro si intrecciano, portando a una riflessione profonda sull’esistenza, sulla memoria e sulla natura effimera della vita umana.

Il film è stato apprezzato dalla critica per la sua originalità e il suo stile visivamente affascinante. La performance di Jared Leto nel ruolo di Nemo Nobody è stata particolarmente elogiata, mostrando la sua versatilità come attore.

“Mr. Nobody” è un film che invita lo spettatore a riflettere sulla propria vita, le scelte fatte e le strade non percorse. È una meditazione sulla natura del tempo e sulle infinite possibilità che si aprono di fronte a noi, lasciando la mente dello spettatore piena di domande e suggestioni dopo la visione.

Oltre la nebbia (2017)

Thriller indipendente del 2017 girato in Italia da Giuseppe Varlotta. Una settimana prima di Pasqua un grande attore scompare dal set dove si gira un film storico. Un investigatore privato viene immediatamente incaricato di indagare sui fatti accaduti. Fin dall’inizio egli prova l’inquietante percezione di essere in qualche modo coinvolto nelle vicende trascorse dell’uomo scomparso. I luoghi, tra cui un’ex fabbrica di cioccolato, dove anni prima una bambina era morta in circostanze misteriose, sono intrisi di segni esoterici.

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Mistero di un impiegato (2019)

Mistero di un impiegato è la storia dell’impiegato Giuseppe Russo che conduce una vita estremamente omologata e consumistica. Egli scopre improvvisamente di non conoscere realmente la propria identità. La sua identità non è altro che un fantoccio costruito dalla società che lo circonda, moglie e familiari compresi.  Un film sul tema del controllo che il potere può esercitare in modo pervasivo sull’essere umano comune, attraverso la tecnologia ed i condizionamenti culturali. Un film potente e profetico che avremmo definito distopico fino a pochi anni fa. Ora invece ci siamo dentro e cose precedentemente percepite come assurde, eventi che sembrano usciti dal cinema di fantascienza diventano la normalità. 

I riferimenti esoterici da decifrare sono molti, a cominciare dall’incontro col vagabondo, in cui possiamo ritrovare la verità esoterica tramandata nei millenni dell’incontro con un maestro invisibile, entità che vive nelle zone più lontane nel nostro inconscio. Fino ad arrivare nel finale al mito della caverna di Platone, che oggi è raccontato dell’esoterismo moderno come il luogo segreto della nostra anima dove troviamo l’accesso all’aldilà ed alle dimensioni senza tempo. 

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Casa occupata (2020)

Una grande stanza, un pianista solitario, una misteriosa presenza e il mondo fuori, entro strade solitarie, attorno a una piscina, lungo un fiume, sempre lei, ancora lei. Vacui ricordi di una storia d’amore. Un assiduo gioco di specchi attende l’uomo, quando a bussare alla sua porta sarà una strana donna fin troppo somigliante all’anima che dimora nella sua casa. 

Un film che può attivare interessanti spunti di riflessione esoterici. Amiamo la vita ma qualcosa in fondo alla nostra anima ci fa sentire insoddisfatti, come in gabbia. L’uomo non è mai soddisfatto della sua vita materiale, della sua esperienza fisica. Dentro di lui, anche se seppellita da grandi strati di vita consumistica dove l’imperativo è godere, brucia la fiamma dell’anelito all’immortalità.  Secondo la tradizione esoterica l’essere umano è infatti immortale, la vita fisica è solo una breve parentesi fatta di infinite reincarnazioni. In questa prospettiva si spiegano molte cose, come ad esempio l’insoddisfazione che rimane anche se raggiungiamo la ricchezza, la notorietà, l’affetto e l’amore. L’obiettivo finale raccontato attraverso la Tradizione antica infatti è quello di trascendere, per accedere ai piani superiori. Quanto l’amore terreno può entrare in accordo con un percorso iniziatico? 

La quinta stagione (2012)

In un piccolo paese delle Ardenne vive una comunità che sta per festeggiare la fine dell’inverno con il tradizionale falò. Un ragazzo ed una ragazza stanno scoprendo l’amore ed il desiderio. Nel villaggio arriva anche Pol, un apicoltore nomade, che si insedia al centro del paese nella sua roulotte, insieme al figlio disabile. L’allegria della festa svanisce quando avviene un fatto strano, interpretato dai paesani come un cattivo presagio: il fuoco del rogo non si accende. Il villaggio diventa in breve tempo a una terra desolata, la natura sembra impazzita. Le api di Pol scompaiono, il terreno non produce più i suoi frutti, gli alberi muoiono e cadono.

Siamo davvero liberi e l’uomo può seguire i suoi desideri, qualunque essi siano? Secondo la tradizione esoterica non è così. L’universo è un universo gerarchico, potremmo definirlo militare. L’universo esiste dentro una matrice, ed ogni forma esistente è controllata da questa matrice. Concetto raccontato in modo banale e spettacolarizzato, con una visione distopica e negativa, nel famoso film Matrix. In realtà la matrice di cui parla l’esoterismo non ha niente di negativo: è una struttura matematica.  L’uomo non è un essere di pari grado con chi governa l’universo, e attraverso il suo libero arbitrio interpretato in modo errato può creare danni irreparabili. Questo accade perché non viene rispettata una delle regole universali principali: pensare ed agire in modo etico. Molti esseri umani, specialmente quelli al potere, non sanno neanche cosa significa questa parola.  Pensare ed agire in modo etico significa lavorare per la crescita della civiltà e dei valori. L’uomo raramente riesce ad agire in modo etico con un progetto a lungo termine. Ci sono delle brevi parentesi di lucidità, che producono risultati straordinari, e poi il buio. Agire in modo non etico significa agire contro le leggi universali.  In un mondo contro le leggi universali anche la natura potrebbe ribellarsi e non fare più quello che diamo per scontato. La natura potrebbe non prendersi più cura di noi. È l’uomo potrebbe continuare ad accumulare Karma negativo per i prossimi secoli. 

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Corona Days (2020)

Un uomo resta bloccato solo a casa da solo, a causa del lockdown per l’epidemia di Covid-19. È un momento per fare un bilancio esistenziale, elaborare il lutto della perdita del padre, e sognare viaggi in luoghi lontani ed esotici. Mentre in TV la propaganda diffonde la paura e i bollettini di morte, e le strade sono pattugliate dalle forze armate. Un silenzio irreale, mai sentito prima, ad ogni ora del giorno e della notte. I dubbi però che penetrano attraverso notizie contraddittorie sono davvero tanti. Nel frattempo arriva la primavera e anche semplicemente osservare un fiore che sboccia diventa un atto di libertà. 

Esiste davvero la solitudine oppure è solo uno stato di coscienza? Quale potrebbe essere la lezione che il genere umano deve imparare dalla pandemia di coronavirus? Che cosa significa elaborare il lutto di un genitore in una società che sembra sempre più fuori controllo? Un film che riflette a fondo su uno dei concetti fondamentali dell’esoterismo: tu non sei il tuo corpo. Non c’è bisogno di spostarsi fisicamente per viaggiare attraverso mondi sconosciuti e sorprendenti. Non c’è bisogno a volte tra le persone di incontrarsi e comunicare fisicamente. La comunicazione può venire anche su piani più sottili dell’esistenza, al di là del tempo e dello spazio. 

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