Attori famosi nella Hollywood degli anni 30 e 40: lo star system e il divismo.

Come nasce Il divismo cinematografico

Gli attori famosi, lo Star System e Il divismo sono uno dei principali fenomeni del cinema industriale e commerciale che all’opposto del cinema indipendente e d’arte si assicura la partecipazione dei divi nelle proprie produzioni per attrarre le masse nelle sale cinematografiche. 

L’eterno conflitto tra questi due tipi di film così diversi sembra riproposti anche nel settore attoriale. Mentre nelle produzioni indipendenti il protagonista che attrae il pubblico è l’artista-cineasta, nel cinema mainstream il cineasta diventa il regista-impiegato e passa decisamente in secondo piano. 

Il cinema americano degli anni 30 e 40 si struttura a Hollywood come sistema verticale e oligopolio gli Studios controllano i film dalla loro ideazione fino alla scrittura alla produzione e alla distribuzione nelle sale. I grandi studi cinematografici sono anche proprietari di catene di sale cinematografiche che vengono costruite in tutti gli Stati Uniti e che detengono il controllo di più del 90% di tutto il mercato dei film. 

Il sonoro e gli attori famosi

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Gli studi che controllano il mercato all’inizio degli anni trenta sono la Paramount, la MGM, La Fox, la Warner e l’ultima arrivata RKO. Si investono budget importanti per la ricerca, lo sviluppo e il perfezionamento del cinema sonoro. I grandi Studios consentono una veloce transizione del cinema muto soprattutto per interessi di business. Il cinema sonoro infatti ampliava ancora di più il pubblico che affluiva nelle sale cinematografiche e consentiva di seguire una storia con un’apparenza di realtà prima impossibile, in un’ottica più razionale e narrativa. 

L’obiettivo pubblicitario degli Studios è quello di costruire un aura di mito quasi soprannaturale su ogni divo. Una strategia che richiede investimenti a lungo termine e un brand ben studiato per ogni divo, da associare a un certo genere cinematografico e ad una certa tipologia di film. 

Attori famosi, brand e star system

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Gli Studios prendono letteralmente volti comuni e li trasformano in divi del grande schermo. I loro volti sono sempre illuminati da una luce quasi divina affinché il pubblico li percepisca come degli Dei, delle vere e proprie icone religiose a cui restare fedele, film dopo film. La fidelizzazione del pubblico è la strategia principale dell’industria cinematografica hollywoodiana e dello star system

Un processo di divinizzazione nei confronti delle masse per certi versi molto simile alle strategie che applicavano gli imperatori come Alessandro Magno o Augusto. Bisognava costruire un’immagine soprannaturale di sé che promettesse un ponte di comunicazione con i Paradisi superiori. 

Le origini dello Star System e del divismo le troviamo molti anni prima in Francia con i film prodotti da Les film d’Art, una produzione indipendente creata dagli attori francesi di teatro più famosi per fare concorrenza ai grossi film della Gaumont e della Pathè, i Studios francesi che stavano monopolizzando il mercato e stavano mettendo a rischio distensione il cinema indipendente. Un’esperienza però che era restata isolata e che non si era trasformata in sistema. 

I primi attori famosi francesi

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Il primo divo della storia del cinema e forse Max Linder che interpreta una serie di cortometraggi per la Pathé tra il 1905 e il 1911 senza rendersi conto negli anni di diventare lentamente una divo in tutta Europa. Se ne rende conto durante un viaggio a Barcellona quando viene assalito improvvisamente da una folla di migliaia di fans in cerca di autografo. 

Resosi conto della sua enorme popolarità tornò in Francia e chiese alla sua casa di produzione una paga molto più alta. La Pathé fu costretta a concedergliela perché era da lui che dipendeva il successo dei nuovi film da realizzare. Il potere dei divi dal punto di vista contrattuale ad Hollywood negli anni 30 e 40 incominciava ad essere di un certo spessore. Mentre il regista era considerato un semplice impiegato intercambiabile che doveva occuparsi della confezione tecnica e artistica del film, il volto del divo affermato era qualcosa da cui non si poteva prescindere e che assicurava il successo della produzione. 

Max Linder funziona perché non c’è distanza tra i personaggi che interpreta e il suo modo di essere nella vita reale. Appare al pubblico come un parente o un vicino di casa di talento per cui si nutre una profonda ammirazione e nello stesso tempo si ha familiarità. 

I primi attori famosi italiani

Anche in Italia negli anni 10 ci sono accenni allo Star System con dive come Eleonora Duse. Personaggi che non sono attori ma vere e proprie star della scena politica e culturale italiana, come Gabriele D’Annunzio, appaiono in primo piano sulle locandine dei film, anche se hanno scritto solo un paio di dialoghi. Mentre del regista e dei volti meno conosciuti non c’è traccia nel materiale pubblicitario. Anche in Italia il cinema viene sfruttato soprattutto a fini di propaganda e come macchina per fare soldi. 

Appare chiaro quindi fin dagli anni 10 che i film sono avvantaggiati dal divismo, dalle Star e dai volti popolari ben riconoscibili e familiari per il pubblico. Un modo di concepire e di produrre il film che incomincia ad allontanarsi da quello degli artisti e degli artigiani delle origini. Gli ingredienti principali del film diventano un genere ben riconoscibile gradito dal pubblico, attori famosi e ricche produzioni che consentono immagini spettacolari e fotografia sfavillante. Il teatro di posa e laboratorio artigianale di Méliès è ormai un lontano ricordo: bisognerà attendere Gli anni sessanta affinché gli artigiani del cinema a tornino sulla scena. 

La loro capacità di reggere questo stile di vita da star del cinema, il loro volto sognante, l’empatia che riescono a stabilire con il pubblico sono quasi sempre più importanti del talento attoriale. Se si possono avere entrambe le cose è meglio, ma non sono rari i casi di divi che piacciono molto al pubblico ma non sanno affatto recitare, quasi pupazzi da sistemare sul set come marchio di garanzia per il successo. 

Gli attori famosi e il mercato cinematografico

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Spesso ai divi non era richiesta una capacità di recitazione particolare, ma piuttosto una certa prestanza fisica, come ad esempio nei film Western o in certi prodotti esotici e avventurosi dove dovevano fare sfoggio della loro bellezza fisica. Oltre agli studi maggiori esistevano alcune società indipendenti e altre che producevano esclusivamente film minori e di serie B, come La Republic e la Monogram. 

Le diverse tipologie di produzione si dividono il mercato in modo piuttosto preciso: le Major si occupano di film con grande budget e programmano gli spettacoli nei teatri più prestigiosi: le produzioni indipendenti si occupano dei teatri di provincia è più piccoli; produzioni specializzate in film di serie B programmano gli ultimi spettacoli della giornata. 

Tutta l’organizzazione della produzione cinematografica americana avviene in un’ottica finanziaria coinvolgendo anche le banche. Nulla è lasciato al caso e lo studio di produzione e il produttore sono gli unici responsabili dell’esito del film. In un contesto così orientato al guadagno la libertà creativa dei registi è molto limitata. 

Non sono rari i casi anche di cineasti di grande talento che vengono bruscamente sostituiti durante la realizzazione di un film perché stanno sforando il budget o perché stanno realizzando un prodotto troppo artistico e personale. Come ad esempio il caso di Erich Von Stroheim, a cui vennero sottratti e mutilati al montaggio quasi tutti i suoi film. 

Le componenti fondamentali invece sono i generi cinematografici, Il divismo e le caratteristiche scenografiche e di confezione del film. In ogni studio ci sono professionalità altamente specializzate nei vari settori del processo produttivo. La qualità delle immagini dei film classici di Hollywood deve essere sempre perfetta, ed ogni studio ha un suo marchio riconoscibile: la montagna della Paramount il leone della MGM lo scudo della Warner il mondo della Universal eccetera. Anche la luce e la fotografia dei singoli Studios è diversa ed è un mezzo per portare il pubblico in atmosfere differenti. 

I legami dei divi con gli Studios

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I produttori hollywoodiani degli anni trenta e quaranta guardano esclusivamente all’ottimizzazione dei profitti e non c’è spazio per la sperimentazione. Ogni studio però si specializza in un certo tipo di genere cinematografico e ogni studio stipula contratti a lungo termine con certi tipi che diventano un secondo marchio riconoscibile. Il pubblico associa i loro volti al marchio degli studi. Si ritrovano così in qualche modo imprigionati in dei ruoli limitati che in studi gli assegnano in base ai successo ottenuti precedentemente. Capita raramente a Hollywood che un attore famoso possa sperimentarsi in interpretazioni completamente diverse. 

Anche i registi diventano specializzati in film di un certo genere e con un certo look, legate anche loro con contratti a lungo termine con gli Studios. Ad esempio i film di Raoul Walsh, John Ford o di Hawks sono film che hanno come protagonisti esclusivamente uomini, storie di un certo genere prodotte dalla Fox. Pure il pubblico identifica nella MGM il genere romantico di George Cukor o Clarence Brown

Questa organizzazione dei divi dei registi in generi e codici ben predefiniti riguarda anche la distribuzione nelle sale. Studi come la Paramount si rivolgono ad un pubblico metropolitano più disinvolto e trasgressivo, la MGM ad un pubblico di prima visione in cerca di film sfarzosi e colossali, le produzioni indipendenti e di film di serie B si rivolgono a piccoli teatri di nicchia o sale cinematografiche di provincia. 

Il declino del cinema d’arte

Tutta la strategia di produzione dei film e ordinata in base a budget, stili, generi e divi, con una logica di produzione seriale e consumistica del prodotto cinematografico. Il concetto di film come opera d’arte con cui era nato il cinema a Parigi e si era diffuso in Europa cade totalmente nell’oblio nella fabbrica dei sogni di Hollywood. Una fabbrica che crea e monopolizza l’immaginario di tutto il mondo. I film d’arte e di avanguardia si riducono drasticamente: risulta sempre più difficile produrre e il pubblico preferisce al 90% andare a vedere i film classici di Hollywood. 

Come era accaduto per il sonoro l’affermazione e la crescita dell’industria del cinema hollywoodiano e dello Studio System segna uno spartiacque nella storia dei film: da quegli anni in poi la concezione dello spettacolo cinematografico per il pubblico cambia definitivamente e continuerà ad essere così fino ad oggi per la maggior parte di spettatori di tutto il mondo. 

Ne abbiamo la conferma attraverso piattaforme di streaming che hanno ereditato la produzione industriale e standardizzata di Hollywood attraverso forme di intrattenimento seriali, le serie TV, oggi popolari in tutto il mondo, dove ogni forma di sperimentazione artistica si è praticamente azzerata. Sono prodotti che vi attualizzano in chiave moderna i film della vecchia Hollywood, eliminando anche quel margine di creatività e fermento che i grandi registi europei obbligati a cercare lavoro oltreoceano portavano nella Città degli Angeli. 

Gli artigiani e gli artisti del cinema saranno costretti a integrarsi nell’industria americana o a cambiare lavoro. Personaggi solitari avulsi da un sistema da catena di montaggio sono ora inconcepibili e senza un mercato. Molti attori saranno costretti a fare i divi e interpretare personaggi e cliché ben precisi. In cambio di questo a Hollywood scorre un fiume di soldi per tutti. 

Attori famosi e generi cinematografici

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I generi cinematografici a cui siamo abituati oggi dunque non sono una reale esigenza dell’arte cinematografica, ma un metodo di codifica e di pianificazione industriale ispirato dalle categorie narrative e letterarie. Hollywood ha bisogno di creare dinamiche, valori, stereotipi culturali, mode e iconografie in una maniera estremamente schematica per targettizzare il pubblico di ogni produzione di film. 

Senza questo schema di generi cinematografici gli studi sarebbero costretti a muoversi nel territorio della creazione artistica pura, dell’ignoto e del cinema d’autore in cui è molto difficile assegnare un target ben definito e raggiungerlo con le campagne pubblicitarie e del marketing. La creazione artistica è di fatto un processo misterioso che si collega al mondo spirituale e non è possibile effettuare nessuna previsione. 

Lo Star System ed i generi cinematografici sono strettamente collegati tra loro e le produzioni sono pianificate in un’ottica a lungo termine, con contratti specifici che impediscono ai vivi di passare da uno studio all’altro. Musical, Noir, Western, Horror. Ogni studio si specializza in alcuni generi ben precisi e offre al pubblico i volti ben riconoscibili dello star System, da ritrovare film dopo film. 

Il cinema di avanguardia nello star system

Per fortuna, grazie al talento e alla testardaggine di molti registi e sceneggiatori che lavorano a Hollywood In quegli anni, come Fritz Lang, F.W. Murnau e molti altri, nascono numerosi capolavori e anche film piuttosto originali. L’unico margine di innovazione si trova all’interno di ogni singola produzione, quando c’è un regista interessato a portare avanti un certo progetto in maniera differente, spesso al costo di dure lotte con il produttore, con i divi, con la rigidità del meccanismo in cui lavora. 

Alcuni divi dello Star System hollywoodiano hanno una vita davvero difficile. Storditi dagli scandali che gli studi creano attorno alla loro vita privata e alla loro vita sentimentale, accecati dal successo e dalla ricchezza, perdono il contatto con la realtà e in alcuni casi vanno incontro a fini tragiche. Come quella di James Dean o di Marilyn Monroe

Bisognerà aspettare un movimento di avanguardia di successo in tutto il mondo come la Nouvelle Vague affinché il pubblico incominci ad accettare una percezione diversa degli attori nei film. Gli attori di successo cessano di essere quei divi standardizzati e artificiali dello Star System. Diventano professionisti capaci di trasformarsi di film in film e di lavorare oltre i generi. Il cinema d’autore, indipendente e artistico possono finalmente tornare a incontrare i grandi attori, star che non sono solo pupazzi da piazzare sotto le luci di un set. Attori che oltre il loro volto e il loro sex appeal apportano il loro enorme talento nel cinema. 

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