John Ford

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Introduzione

John Ford è stato uno dei più famosi registi, tra i pochi cineasti a vincere 4 Oscar alla regia. Regista già dall’era del cinema muto, John Ford è uno dei più grandi registi più importanti della storia del cinema, riconosciuto un maestro da colleghi come Akira Kurosawa, Martin Scorsese, Sam Peckinpah, Sergio LeoneClint EastwoodWim Wenders, e François Truffaut. I loro film sono stati influenzati dallo stile cinematografico di John Ford. Secondo Orson Welles John Ford è stato il più grande regista di sempre. Della sua lunga e complessa filmografia si sono occupati grandi critici cinematografici, da Truffaut Jean-Luc Godard.

Alla popolarità di John Ford, maestro dei film western, è legata anche alla collaborazione con attori famosi. Il volto che evocano i film di John Ford immediatamente è quello di John Wayne, con cui ha girato 21 film, ma anche Victor McLaglen, Henry Fonda, John Carradine e Lee Marvin.

Chi era John Ford

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John Ford nasce in una famiglia di immigrati irlandesi arrivati negli Stati Uniti nel 1872. La famiglia si stabili nello Stato del Maine e John nacque a Cape Elizabeth, il primo febbraio 1894. Dopo aver frequentato senza troppa convinzione le scuole ed un Accademia Navale lavora per breve tempo in una fabbrica di calzature. Poi decide di raggiungere il fratello Francis Ford che era diventato attore e regista di b-movies presso la Universal. John Ford iniziò a firmarsi con il suo nome nel 1923 dopo aver già diretto una decina di film. Il nome con cui veniva accreditato precedentemente era Jack Ford.

John Ford non ha mai rivelato troppo degli inizi della sua carriera cinematografica. I suoi primi film sono stati per molti anni dichiarati perduti dalla Fox, fino agli anni sessanta e settanta, in cui alcune delle prime opere di John Ford sono state ritrovate. In esse sono già presenti i temi fondamentali della sua filmografia: i valori della vita quotidiana, la famiglia, la patria e l’immigrazione.

All’inizio della sua carriera nel mondo del cinema John Ford fa i lavori più umili all’interno di grandi Studios come trovarobe, assistente alla regia, comparsa, controfigura, attore in piccoli ruoli. La sua esperienza più formativa, come lui stesso racconta, fu quella di comparsa in Nascita di una nazione di David Griffith. John Ford era solo un ragazzino ma sul set fece amicizia con il leggendario regista americano che gli trovò anche un nuovo lavoro quando fu licenziato dal suo incarico di trovarobe. Nei decenni successivi i due registi diventarono molto amici e si frequentarono fino a tarda età.

I primi film

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John Ford riuscì a dirigere il suo primo cortometraggio nel 1917. Era un film intitolato Il tornado, prodotto dalla Universal. Era una sceneggiatura che era stata rifiutata da molti registi e che nessuno voleva realizzare. John Ford non solo diresse il film, ma interpretò anche l’attore protagonista, dando dimostrazione di una grande prestanza fisica. Come stuntman e cowboy girò scene pericolose, saltando perfino da un cavallo su un treno in corsa.

In questo periodo risale l’inizio della collaborazione con l’attore Harry Carey, un interprete teatrale che amava le avventure del west. John Ford e Carey svilupparono una collaborazione artistica vincente. Scrissero insieme decine di sceneggiature utilizzando come base di partenza romanzi western di serie B. Erano dei film che in alcuni casi venivano girati con lo stesso intreccio narrativo in versioni diverse, ambientate in location differenti, in pochi giorni.

Si capisce quindi come John Ford fosse dotato di uno spirito imprenditoriale notevole e di una gran voglia di lavorare. Al contrario non si è mai ritenuto un artista o un intellettuale, ma piuttosto un semplice mestierante. Per tutta la sua carriera ha collaborato sempre con le stesse persone con le quali ha sviluppato un solido rapporto professionale, un clan che ad Hollywood veniva soprannominato la Ford stock company.

Il primo lungometraggio che riuscì a dirigere si chiamava Centro! e fu girato nel 1917 insieme ad Harry Carey. Il film racconta lo scontro tra coltivatori e allevatori di bestiame. In esso è già presente la sensibilità figurativa delle inquadrature e lo stile di regia che porteranno John Ford a realizzare anni più tardi capolavori come Sentieri selvaggi.

Nel 1920 Ford conclude la sua collaborazione con la Universal, con la quale aveva realizzato una trentina di film, e firma un contratto con la Fox, con cui lavorerà per ben 10 anni. In questi film successivi affinerà il suo gusto per l’inquadratura estremamente figurativa, quasi dei quadri in movimento. Spesso si tratta di riprese in campo lungo dove gli spazi e i personaggi sono ben organizzati e ordinati in scenografie tipiche del paesaggio del West.

Il primo film realizzato per la Fox fu intitolato Amici per la pelle ed era la storia di un emarginato che sopravvive con piccoli furti e si redime grazie all’amicizia con un bambino orfano. Il film racconta l’esistenza di due individui emarginati che vengono sbeffeggiati e umiliati dalla società. L’intreccio ricorda vagamente Il monello di Charlie Chaplin. Nel 1923 realizza un film più convincente con attori famosi. Si tratta di Ladro d’amore, ambientato nel sud degli Stati Uniti, tra battelli fluviali e case coloniali dipinte di bianco. Il protagonista è John Gilbert. E’ in questo film che Jack Ford decide di firmarsi per la prima volta come John Ford e fare un salto di qualità.

John Ford ed il Western

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La frase più celebre di John Ford era questa: “Mi chiamo John Ford e faccio western”. Questa frase è molto sbrigativa e significativa. Il regista ha una forte consapevolezza di essere solo un mestierante al servizio di un’industria, che classifica i suoi prodotti in categorie specifiche e generi. Hollywood crea i generi e insieme ai generi cerca gli attori e registi più adatti per realizzarli. 

John Ford non aveva alcuna pretesa artistica di essere un cineasta, autore dei propri film come molti registi europei. Altri registi come lui partecipavano alla creazione di ricchezza della macchina dei sogni ed era al servizio del pubblico, pronto a soddisfare le sue richieste.

Hollywood aveva creato è consolidato il cinema narrativo e gli aveva dato certe regole rigide in cui i film venivano girati. Vietato scoprire e far notare al pubblico i mezzi tecnici del set, vietato agli attori guardare direttamente in macchina, vietati gli errori di continuità che mettono in pericolo la verosimiglianza dell’universo del film. La narrazione classica cerca la totale verosimiglianza dell’universo filmico. Il Western si evolve insieme al cinema narrativo e sono pochi i casi, alla sua nascita, di film western realizzati da produzioni indipendenti.

La nascita del western

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Da La grande rapina al treno del 1903, di Edwin Porter, dai western di Griffith come Il massacro del 1912 e di Thomas H. Ince Il cuore di un indiano del 1912, il genere Western si si afferma come il principale genere che valorizza i codici del cinema narrativo. I film western si basano su un montaggio lineare e un découpage classico, della divisione stereotipata tra buoni e cattivi. 

Si avvale anche di leitmotiv narrativi che ritornano in molte storie, come la ferrovia, il contrasto tra natura e società, tra uomo bianco e pellerossa. Il western racconta la conquista mitica dei territori dell’Ovest e la nascita della nazione americana. Territori selvaggi popolati da personaggi barbarici che devono essere civilizzato. Lo scenario degli sconfinati deserti si oppone a quello delle piccole cittadine. 

In principio il pellerossa è visto sempre come un individuo pericoloso è negativo. Con il passare degli anni questa concezione si attenuerà fino al totale capovolgimento negli anni 70, quando ad apparire come negativo sullo schermo sarà l’uomo bianco. Il cinema Western degli anni trenta e quaranta sarà accusato di imperialismo e di razzismo. Nel 1924 John Ford dirige il suo primo film Il cavallo d’acciaio. John Wayne esordisce nel western sonoro Il grande sentiero The Big Trail del 1930. 

Cecil B. Demille realizza un film che fonde diverse leggende storie ed eroi del west con La conquista del West, The Plainsman, del 1936. Il genere Western esplode grazie a John Ford nel 1939 che realizza il capolavoro Ombre Rosse Stagecoach

Il primo capolavoro di John Ford: Ombre rosse

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Ombre rosse, ispirato a Boule de suif, un racconto di Guy de Maupassant, è la storia di una diligenza in viaggio minacciata dagli indiani sullo sfondo della Monument Valley, un paesaggio da quel momento in poi diverrà molto frequente nei film di genere Western. Nel film si confrontano due archetipi universali. quello del microcosmo e del luogo chiuso sia in senso fisico che morale, sociale e psicologico, e quello del viaggio e degli spazi sconfinati. 

 La Monument Valley è la scenografia perfetta dove si consumano i drammi di nove personaggi in cerca di una nuova consapevolezza della propria vita: Ringo, Dallas, il medico ubriacone Dr Boone, un giocatore misterioso, la moglie incinta di un ufficiale, un venditore di alcolici, un banchiere ladro e i due alla guida della diligenza, lo sceriffo Wilcox e il suo aiutante Buck . L’intimità forzata di questi personaggi nella diligenza e poi nella locanda, fanno esplodere i conflitti che la regia di John Ford mostra in modo impeccabile. I posti a sedere nella diligenza, l’incrocio di sguardi di seduzione, le decisioni da prendere sul viaggio, la condivisione dei pasti in cui emergono visioni contrastanti sul razzismo.

Inquadrature claustrofobiche negli interni e profondità di campo in esterni, musiche che variano rapidamente con i mutamenti dell’azione. Mitica la scena dell’assalto alla diligenza con un cameracar alla velocità di oltre 60 Km orari e l’utilizzo di stuntman, dove il salto acrobatico di un indiano sulla diligenza sarà citato molti anni dopo da Steven Spielberg in I predatori dell’arca perduta.

Civiltà e natura selvaggia

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La diligenza è un mondo chiuso, il mondo della civiltà è popolato da personaggi eterogenei, e attraversa le barbarie, un pezzo di civiltà in viaggio nella natura selvaggia della Valle, continuamente minacciata dall’assalto dei pellerossa. Nello stesso tempo anche le diverse personalità all’interno della diligenza entrano in conflitto tra di loro. Ognuno di questi personaggi rappresenta un modo di vivere, uno stereotipo, un tipo di moralità.

Militari, criminali e banchieri che rispecchiano moralità e immoralità, corruzione e lealtà. Alcuni rappresentano i valori riconosciuti dalla collettività e le sue aspirazioni; altri le richieste indipendenti dell’individuo. Lo spessore di Ombre rosse sta proprio nell’evolversi di questi personaggi da una visione del mondo all’altra e nel loro cambiamento interiore. 

Ombre rosse è una grande epopea sugli spazi immensi dell’ovest e la missione della creazione di un mondo legale che trionfa sugli istinti selvaggi. Il film è intriso di valori come onore e lealtà dell’individuo e della comunità, popolato dagli archetipi e degli stereotipi che daranno vita e ispireranno i film western successivi.

Pur conservando tutti i canoni del cinema classico hollywoodiano il film porta uno sguardo più ampio e più profondo, lo sguardo morale che usa la profondità di campo per descrivere i sentimenti e le emozioni dei personaggi, riuscendo a diventare un mito universale. 

Sentieri selvaggi

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Nel 1956 John Ford firma un altro capolavoro del genere western, Sentieri selvaggi. Dopo la fine della guerra di Secessione, Ethan torna a casa dalla sua famiglia. Un giorno arriva alla fattoria il reverendo Clayton e convince Ethan a unirsi al loro gruppo per combattere gli indiani che rubano il bestiame. Inizia una lotta tra bianchi e indiani, con ripetuti assalti dei pellerossa alla fattoria fino al massacro dei genitori di Ethan e al rapimento delle figlie Lucy e Debbie. La ricerca delle ragazze per riportarle a casa durerà anni.

Considerato dalle istituzioni cinematografiche americane come uno dei più bei film della storia del cinema, il film è basato su un romanzo di Alan Le May e su eventi di rapimenti fatti dagli indiani realmente accaduti. La forza del film sta, come in altri film di John Ford, nelle spettacolari scenografie naturali, nel simbolismo tragico evocato dai deserti e dagli spazi sconfinati. Il film è una tragedia che esplora approfonditamente tutti i temi del mito del West e gli archetipi culturali americani: il conflitto tra regole e morale, violenza e libertà, esigenza di costruire una comunità e le tensioni individualistiche, la mescolanza delle razze, villaggio e natura selvaggia, desiderio di vagabondare senza meta e il valore della famiglia.

I personaggi del film sono meno stereotipati e semplificati rispetti agli altri film di John Ford, la divisione tra bene e male non è netta. Ethan è un uomo ambiguo, fragile e pericoloso allo stesso tempo, lacerato interiormente da tensioni interiori opposte. Gli indiani sono crudeli ma allo stesso tempo rappresentano un mondo selvaggio in decadenza, destinato alla fine dall’avanzare della legge e dalla civiltà. 

Gli altri film di John Ford

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Ford realizza numerosi altri film, da Sfida infernale Darling Clementine, del 1946 a Rio Bravo Rio Grande del 1950. Gli ultimi film western degli anni 60 sono ormai western crepuscolari come come L’uomo che uccise Liberty Valance The Man Who shot Liberty Valance del 1962. 

I personaggi di John Ford si ripetono film dopo film. Sono eroi classici che incorporano in sé dei valori ed hanno un modo di pensare molto americano. Se vogliamo essere specifici, un modo di pensare molto alla Roosevelt. Una poetica lirica ed epica universale fuori dal tempo. John Ford crea uno stile semplice e rigoroso fatto di campi lunghi che valorizzano le grandi scenografie naturali che diventano protagoniste indispensabili del western. 

Nel 1939 Ford realizza Alba di Gloria con Henry Fonda un commovente ritratto di Abraham Lincoln da giovane. Si tratta del film La più grande avventura, il primo progetto a colori della sua carriera. I personaggi sono tratteggiati in maniera estremamente semplice e stereotipata, senza complessità. John Ford realizza anche film al di fuori del genere western, ma sempre di matrice esplicitamente rooseveltiana, come Furore del 1940, La via del tabacco Tobacco road del 1941, e Com’era verde la mia valle del 1941.

Il regista sviluppa una poetica e una sua personale riflessione sul conflitto tra uomo e natura, tra comunità sociale e individuo, tra singolo e collettività. John Ford riesce quindi all’interno di un meccanismo industriale e impersonale come quello dello studio System a diventare un autore con una propria personalità e una propria poetica. 

La guerra ed i documentari

Nel 1941 lavorò per l’esercito realizzando film documentari di propaganda e documentari storici. Nel 1942 partecipò alla battaglia delle Midway. rimanendo ferito ad un braccio mentre filmava gli avvenimenti. Il documentario La battaglia delle Midway è un importante testimonianza dell’evento storico. Poi realizzò il documentario didattico Sex Hygiene, sempre commissionato dall’esercito per prevenire le malattie con trasmissione sessuale. Il documentario fu proiettato nelle caserme e presso le basi militare per istruire i soldati.

Poi realizza un altro documentario, December 7th, con materiale di repertorio girato durante L’attacco di Pearl Harbour. Dopo la guarigione dalle ferite di guerra John Ford si dedicò a reperire documenti filmati che servivano per il processo di Norimberga.

Il ritorno al Western

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Dopo la guerra torno subito a realizzare western con Sfida infernale, nel 1946. Anche in questo film Ford utilizza famose canzoni popolari del West come La canzone della mamma e Bill sei grande. Sfida infernale si ispira la storia di Wyatt Earp e alla sfida all’ok Corral. E’ la storia del leggendario sceriffo interpretato nel film da Henry Fonda che Ford descrive nella sua vita quotidiana senza cucirgli addosso lo stereotipo dell’eroe. Wyatt Earp ha un desiderio di vendetta contro coloro che gli hanno ucciso il fratello, ma rinuncia e sceglie la strada della legalità. La violenza e le sparatorie sono filmate senza retorica e spettacolarizzazione, come delle sequenze inevitabilmente necessarie.

Il film successivo, Croce di fuoco, fu girato nel 1947 e prodotto da John Ford stesso con la casa di produzione fondata insieme a Marian Cooper, la Argosy picture. Ma il film fu un insuccesso e Ford decise di tornare a lavorare per le grandi case di produzione.

Un altro tema fondamentale del cinema di John Ford è il viaggio. I suoi film sono vere e proprie odissee. Viaggi di contadini che abbandonano terre aride in cerca di una vita migliore, marinai che attraversano gli oceani. Spesso le vicende delle storie personali dei protagonisti si incrociano con i cambiamenti di un’intera comunità. I personaggi dei film di John Ford sono spesso consapevoli della loro responsabilità sociale ed hanno un forte senso di appartenenza ad un gruppo. Su questi temi realizza una trilogia che lo riporta al successo. Nel 1940 gira Il lungo viaggio di ritorno, mentre nel 1949 e nel 1950 dirige i due film I Cavalieri del Nord Ovest e Rio Bravo. John Ford torna ad avere grande popolarità presso il pubblico.

Ultimi film

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Nel 1951 realizzò per conto della Marina statunitense il documentario di This is Corea. Nel 1952 invece gira Un uomo Tranquillo ambientato in Irlanda e vince un nuovo Oscar come miglior regista. Nel 1953 realizza un remake di un suo film di venti anni prima, Il giudice, con il nuovo titolo Il sole splende in alto. Nel 1955 gira il suo primo film con la tecnica del cinemascope: La lunga linea grigia. Seguono La nave matta di Mister Roberts, nel 1955. Al contrario delle idee della produzione Ford vuole ancora una volta come protagonista il suo amico e collaboratore Henry Fonda, mentre la Warner avrebbe preferito Marlon Brando. Il film fu avvelenato da una serie di conflitti e di divergenze con la produzione e l’attore finì con l’abbandonare il set, lasciando il ruolo a Mervyn LeRoy.

Nel 1960 John Wayne gira La battaglia di Alamo come produttore, attore e regista. Il film è l’ultimo esempio di western classico. Un nuovo tipo di film western si affermò negli anni ’60. John Ford non si fece trovare impreparato. Realizzò con James Stewart Cavalcarono insieme, nel 1961, sul tema del razzismo. Poi L’uomo che uccise Liberty Valance (1962), che racconta la violenza che si impadronisce della società. Il grande sentiero, del 1964, riflette sullo sterminio dei nativi americani, mentre il film seguente, Il magnifico irlandese (1965) fu un ritorno all’Irlanda. Dopo aver lavorato per tre mesi alla sua pre-produzione, Ford partì per l’Irlanda girare il film. Ma dopo due sole settimane fu costretto ad abbandonare il set per motivi di salute, e la regia fu affidata a Jack Cardiff.

La carriera registica di John Ford si concluse con un clamoroso insuccesso di critica e di pubblico nel 1966, con Missione in Manciuria. Ford non potè più avvicinarsi ai set cinematografici: le regole rigide dei contratti assicurativi con lo Studio lo proibirono a causa del peggioramento della sua salute. Così John Ford abbandonò per sempre il cinema, Nel 1973 morì di cancro a Palm Springs.

I migliori film di John Ford

Il giudice (1934)

“Il giudice” è un film del 1934 diretto da John Ford. Questo è un classico film americano che mescola commedia e dramma. La trama ruota attorno al giudice Billy Priest, interpretato da Will Rogers, un personaggio eccentrico e amato dalla comunità del sud degli Stati Uniti. Il film segue le sue avventure mentre cerca di far rispettare la legge nella sua piccola città e risolvere le questioni locali con umorismo e saggezza.

Il personaggio di Priest è noto per la sua capacità di mantenere l’ordine in tribunale, ma anche per la sua simpatia e la sua abilità nel risolvere i problemi delle persone con un tocco umano. La storia si svolge in un contesto sudista post-guerra civile, il che aggiunge un elemento di sfida al suo ruolo di giudice.

Il film è noto per la performance eccezionale di Will Rogers nel ruolo del giudice Priest. È una storia coinvolgente che combina momenti divertenti con tocchi di emozione e riflessione. “Il giudice” è un classico del cinema americano che ha resistito alla prova del tempo ed è ancora apprezzato dagli amanti del cinema.

La pattuglia sperduta (1934)

“La pattuglia sperduta” è un film del 1934 diretto da John Ford. Questo film, noto anche come “The Lost Patrol” in inglese, è un avvincente dramma bellico ambientato durante la Prima Guerra Mondiale.

La trama segue un gruppo di soldati britannici intrappolati nel deserto del Medio Oriente. Dopo la morte del loro ufficiale, il sergente Brown, interpretato da Victor McLaglen, assume il comando della piccola pattuglia. Tuttavia, presto si trovano circondati dai nemici e costretti a cercare rifugio in un’oasi isolata. La tensione cresce mentre cercano di resistere agli attacchi nemici e cercano di mantenere la loro sanità mentale in mezzo al deserto implacabile.

Il film è noto per la sua atmosfera claustrofobica e per la rappresentazione dei conflitti tra i membri della pattuglia mentre cercano di sopravvivere e di scoprire cosa sta accadendo. È un’analisi intensa della psicologia umana sotto pressione in situazioni di guerra.

La performance degli attori è eccellente, e la regia di John Ford contribuisce a creare un’atmosfera avvincente. “La pattuglia sperduta” è un film memorabile che esplora i temi della lealtà, dell’isolamento e della sopravvivenza in un ambiente ostile durante la guerra.

Il traditore (1935)

“Il traditore” è un film del 1935 diretto da John Ford. In inglese, questo film è conosciuto come “The Informer”. Si tratta di un dramma avvincente che esplora il tema della tradizione e del tradimento in un contesto politico e sociale.

La trama segue Gypo Nolan, interpretato da Victor McLaglen, un uomo disoccupato e alcolizzato che vive a Dublino durante il periodo dell’indipendenza irlandese. Gypo tradisce il suo amico e compagno di fazione, Frankie, consegnandolo alla polizia britannica in cambio di una ricompensa. Questa decisione lo tormenterà profondamente mentre cerca di fuggire alla sua coscienza e di continuare a vivere.

Il film offre uno sguardo intenso sulla lotta per l’indipendenza dell’Irlanda e sulle conseguenze personali e morali delle scelte dei personaggi. Victor McLaglen offre una performance straordinaria nel ruolo di Gypo, un uomo tormentato dalla sua stessa codardia e tradimento.

“Il traditore” è noto per la sua atmosfera cupa e per il modo in cui esplora le emozioni umane in situazioni estreme. La regia di John Ford contribuisce a creare un’ambientazione autentica e coinvolgente. È un film che continua a essere apprezzato per la sua profondità emotiva e le sue interpretazioni memorabili.

La più grande avventura (1939)

“La più grande avventura” è un film del 1939 diretto da John Ford. In inglese, questo film è noto come “Drums Along the Mohawk”. Si tratta di un’avventura epica ambientata nella valle del fiume Mohawk durante la guerra d’indipendenza americana.

La trama segue una giovane coppia, Gilbert Martin, interpretato da Henry Fonda, e Lana, interpretata da Claudette Colbert, che si trasferiscono nella frontiera della valle del Mohawk per iniziare una nuova vita. Tuttavia, devono affrontare le sfide e i pericoli della frontiera selvaggia, compresi gli attacchi dei nativi americani e i conflitti con le milizie britanniche durante la guerra d’indipendenza.

Il film offre una rappresentazione affascinante della vita sulla frontiera durante un momento cruciale nella storia degli Stati Uniti. La regia di John Ford cattura magnificamente gli scenari naturali e le sfide affrontate dai coloni. Henry Fonda e Claudette Colbert offrono performance eccezionali nei ruoli principali.

“La più grande avventura” è una storia di coraggio, amore e resilienza in un momento storico tumultuoso. È un film che mescola abilmente l’epica con il dramma personale, offrendo uno sguardo coinvolgente nell’America coloniale durante la sua lotta per l’indipendenza.

Alba di gloria (1939)

“Alba di gloria” è un film del 1939 diretto da John Ford. In inglese, questo film è noto come “Young Mr. Lincoln”. Si tratta di un biografico-drammatico che esplora la giovinezza e le prime esperienze politiche di Abraham Lincoln, uno dei presidenti più iconici degli Stati Uniti.

La trama segue Abraham Lincoln, interpretato da Henry Fonda, mentre inizia la sua carriera legale e politica nella cittadina di New Salem, Illinois. Il film offre uno sguardo alla sua abilità come avvocato difensore e alle sfide che deve affrontare nel sistema giudiziario dell’epoca. Lincoln emerge come un uomo di principi, con una profonda dedizione alla giustizia e alla verità.

La performance di Henry Fonda nel ruolo di Lincoln è notevole e cattura l’essenza del futuro presidente mentre lotta per rappresentare i suoi clienti e per difendere ciò in cui crede. Il film mescola abilmente elementi di biografia con dramma e offre uno sguardo coinvolgente alle radici della carriera politica di Lincoln.

“Alba di gloria” è un ritratto affascinante di un giovane Abraham Lincoln che inizia a plasmare il suo destino e il destino degli Stati Uniti. La regia di John Ford contribuisce a creare un’atmosfera autentica e coinvolgente, rendendo il film un’opera memorabile.

Ombre rosse (1939)

“Ombre rosse” è un film del 1939 diretto da John Ford. In inglese, questo film è noto come “Stagecoach”. Si tratta di un western classico che ha contribuito a ridefinire il genere e ha lanciato la carriera di John Wayne come attore principale.

La trama segue un gruppo di persone eterogenee che si ritrovano a viaggiare insieme su una diligenza attraverso il pericoloso territorio dell’Ovest selvaggio. Tra i passeggeri c’è un fuorilegge in fuga, un medico, una prostituta, un giocatore d’azzardo e altri personaggi vari. Mentre il viaggio procede, devono affrontare insidie come attacchi degli indiani e banditi.

John Wayne interpreta il ruolo di Ringo Kid, un fuorilegge in cerca di vendetta contro una banda di criminali. La sua performance ha contribuito a definire il suo status di icona del cinema western.

“Ombre rosse” è noto per la regia innovativa di John Ford e per la sua capacità di creare personaggi sfaccettati in un contesto di frontiera. Il film è stato un successo e ha influenzato molti futuri western. È considerato uno dei capolavori del genere e un punto di riferimento nel cinema western classico.

Furore (1940)

“Furore – The Grapes of Wrath” è un film del 1940 diretto da John Ford. Si tratta di un adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto da John Steinbeck. Il film è ambientato durante la Grande Depressione e segue la storia della famiglia Joad, interpretata da Henry Fonda nel ruolo principale, mentre cerca di sopravvivere e trovare lavoro in California dopo essere stata costretta a lasciare l’Oklahoma a causa di dissesti economici e ambientali.

Il film esplora temi come la lotta per la sopravvivenza, la solidarietà familiare e la disuguaglianza sociale. È noto per la sua potente critica sociale e politica dell’epoca e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui due Premi Oscar, uno per la miglior regia a John Ford e uno per la miglior attrice non protagonista a Jane Darwell, che interpretava la madre della famiglia Joad.

Lungo viaggio di ritorno (1940)

“Lungo viaggio di ritorno” è un film sul mare del 1940 diretto da John Ford. Il film è basato su quattro opere teatrali di Eugene O’Neill e racconta la storia di un gruppo di marinai a bordo di una nave mercantile durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il film esplora le vite e le relazioni dei marinai mentre attraversano pericolosi mari e affrontano le sfide del loro lavoro. È noto per le sue rappresentazioni realistiche della vita a bordo di una nave e per le performance degli attori, tra cui John Wayne, che interpreta uno dei marinai.

Com’era verde la mia valle (1941)

“Com’era verde la mia valle” è un film del 1941 diretto da John Ford.

Il film racconta la storia di una famiglia gallese che vive in una città mineraria durante la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo. È narrato dal punto di vista di Huw Morgan, il figlio più giovane della famiglia, interpretato da Roddy McDowall. Il film esplora temi di comunità, tradizione, cambiamento e lotta dei lavoratori.

“Com’era verde la mia valle” ha vinto cinque Premi Oscar, inclusi quelli per il Miglior Film e la Miglior Regia per John Ford. È un film ammirato per la sua rappresentazione della vita in una comunità mineraria gallese e per la sua toccante narrazione familiare.

I sacrificati (1945)

“I sacrificati” è un film del 1945 diretto da John Ford.

Questo film è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e segue le vicende della Squadriglia PT-boat 41, un gruppo di imbarcazioni da guerra leggere utilizzate nelle operazioni militari nel Pacifico. Il film si concentra sulla loro lotta e sacrificio mentre cercano di difendere le Filippine dall’avanzata delle forze nemiche giapponesi.

“I sacrificati” è noto per la sua rappresentazione realistica delle operazioni navali durante la guerra e per le interpretazioni di attori come John Wayne e Robert Montgomery. Rende omaggio agli sforzi coraggiosi e spesso poco riconosciuti dei soldati impegnati in missioni pericolose.

Sfida infernale (1946)

“Sfida infernale” è un film del 1946 diretto da John Ford.

Il film è un western classico e racconta la storia dello sceriffo Wyatt Earp, interpretato da Henry Fonda, che arriva a Tombstone, in Arizona, per imporre la legge e l’ordine in una città dominata dalla violenza e dal caos. La trama si concentra sulla rivalità tra Wyatt Earp e il famigerato pistolero Doc Holliday, interpretato da Victor Mature.

“Sfida infernale” è apprezzato per la sua rappresentazione iconica del Far West e delle leggende dell’Ovest americano. Il film mescola elementi di dramma, azione e romanticismo ed è considerato uno dei capolavori del genere western.

Croce di fuoco (1947)

“Croce di fuoco” è un film del 1947 diretto da John Ford. Questo dramma affronta temi di redenzione e sacrificio. La trama segue la storia di un prete, interpretato da Henry Fonda, che si impegna a riformare un gruppo di criminali in una località remota.

Il film esplora il conflitto tra il desiderio del prete di guidare questi uomini verso la retta via e la loro resistenza a cambiare. La tensione aumenta quando un criminale pericoloso, interpretato da Ward Bond, viene coinvolto nel gruppo.

“Croce di fuoco” è noto per le interpretazioni di Henry Fonda e Ward Bond, nonché per la regia di John Ford. La storia offre una riflessione profonda sul potere della fede e della redenzione.

Il massacro di Fort Apache (1948)

“Il massacro di Fort Apache” è un film del 1948 diretto da John Ford.

Questo film è il primo della cosiddetta “Trilogia della Cavalleria” di John Ford e presenta una storia ambientata nel West durante il periodo post-Guerra Civile. Il plot ruota attorno al comandante del Fort Apache, il tenente colonnello Owen Thursday, interpretato da Henry Fonda, e alle tensioni tra i soldati dell’esercito e le tribù indiane locali.

“Il massacro di Fort Apache” esplora temi complessi come l’orgoglio militare, il rispetto verso le culture indigene e la leadership. Il film è noto per le sue interpretazioni di attori come John Wayne e Henry Fonda e per la sua critica sottolineata nei confronti delle politiche governative dell’epoca nei confronti delle tribù indiane.

I cavalieri del Nord Ovest (1949)

“I cavalieri del Nord Ovest” è un film del 1949 diretto da John Ford.

Questo è il secondo film della “Trilogia della Cavalleria” di John Ford e presenta il leggendario attore John Wayne nel ruolo del capitano Nathan Brittles, un ufficiale dell’esercito degli Stati Uniti durante le guerre indiane. Il film è ambientato poco dopo la sconfitta di Custer nella Battaglia di Little Bighorn.

“I cavalieri del Nord Ovest” è noto per la sua rappresentazione iconica del Far West e della cavalleria dell’esercito, oltre alle interpretazioni memorabili degli attori. Il titolo fa riferimento a una donna nativa americana che indossa un nastro giallo in segno di affetto. Il film esplora temi di onore, dovere e le sfide di un mondo in rapido cambiamento.

La carovana dei mormoni (1950)

“La carovana dei mormoni” è un film del 1950 diretto da John Ford.

Il film segue un gruppo di mormoni che si dirigono verso la Valle del Salto del Fiume Verde in Utah alla ricerca di una nuova terra promessa. Sono guidati da Travis Blue, interpretato da Ben Johnson, e Sandy Owens, interpretato da Harry Carey Jr. Lungo il percorso, incontrano una varietà di personaggi e affrontano sfide nel selvaggio West.

“La carovana dei mormoni” è noto per la sua rappresentazione autentica del periodo storico e per la sua narrazione pacifica e umanistica. Il film cattura la bellezza e le difficoltà del viaggio in carovana attraverso il deserto e le montagne mentre esplora temi di fede, amicizia e tolleranza.

Un uomo tranquillo (1952)

“Un uomo tranquillo” è un film del 1952 diretto da John Ford.

Il film è una commedia romantica che narra la storia di Sean Thornton, interpretato da John Wayne, un ex pugile americano che si trasferisce in Irlanda per iniziare una nuova vita. Qui, si innamora di Mary Kate Danaher, interpretata da Maureen O’Hara. Tuttavia, il loro amore è ostacolato da complicazioni legate alle tradizioni e alla cultura irlandese.

“Un uomo tranquillo” è noto per la sua pittoresca ambientazione in Irlanda e per le interpretazioni dei suoi attori principali. Il film è una storia di amore, orgoglio e riconciliazione, con una buona dose di humor. È considerato uno dei capolavori di John Ford.

Mogambo (1953)

“Mogambo” è un film del 1953 diretto da John Ford.

Il film è un remake del classico del 1932 “Red Dust” e presenta una trama ambientata nella giungla africana. La storia ruota attorno a un trio amoroso composto da Victor Marswell, interpretato da Clark Gable, Linda Nordley, interpretata da Grace Kelly, e Eloise “Honey Bear” Kelly, interpretata da Ava Gardner. Victor è un cacciatore di animali selvaggi, Linda è una donna in cerca di avventura e Honey Bear è una cantante di night club. La loro interazione in un ambiente remoto e pericoloso forma il nucleo del film.

“Mogambo” è noto per le interpretazioni dei suoi attori principali e per la sua avventurosa ambientazione africana.

La nave matta di Mister Roberts (1955)

“La nave matta di Mister Roberts” è un film del 1955 diretto da John Ford e Mervyn LeRoy.

Il film è basato su una commedia teatrale ed è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale a bordo di una nave da trasporto militare nel Pacifico. La storia si concentra sul personaggio di Mister Roberts, interpretato da Henry Fonda, un ufficiale di nave desideroso di combattere ma costretto a occuparsi di compiti amministrativi mentre sogna di essere trasferito su un’unità combattente.

“La nave matta di Mister Roberts” è noto per il suo umorismo militare e per le performance degli attori, tra cui Henry Fonda, James Cagney e Jack Lemmon, quest’ultimo vincitore di un Premio Oscar per il suo ruolo. Il film mescola abilmente il comico con il drammatico mentre esplora le dinamiche a bordo di una nave durante la guerra.

La lunga linea grigia (1955)

“La lunga linea grigia”, diretto da John Ford nel 1955, è un coinvolgente dramma bellico che narra la storia di un gruppo di cadetti dell’Accademia Militare degli Stati Uniti a West Point e del loro devoto comandante, interpretato da Tyrone Power.

La trama segue la vita e le carriere dei cadetti, con particolare attenzione a Marty Maher, interpretato da Tyrone Power, un immigrato irlandese che diventa il maggiordomo dell’accademia e guida i cadetti con saggezza e dedizione. Il film esplora le sfide e le vittorie di questi giovani uomini mentre si preparano a diventare ufficiali militari.

“La lunga linea grigia” celebra l’importanza dell’amicizia, dell’educazione militare e dell’onore. La pellicola, diretta dal celebre regista John Ford, è basata sulla vera storia di Maher e offre un affascinante sguardo nell’Accademia Militare di West Point.

Sentieri selvaggi (1956)

“Sentieri selvaggi” è un film del 1956 diretto da John Ford.

Il film è un western epico che narra la storia di Ethan Edwards, interpretato da John Wayne, un ex soldato confederato che cerca di ritrovare sua nipote Debbie, rapita da una tribù Comanche. La ricerca dura anni, e Ethan è guidato dalla determinazione di riportare a casa Debbie, anche se ciò significa intraprendere un viaggio attraverso paesaggi selvaggi e pericolosi.

“Sentieri selvaggi” è uno dei film più celebri del genere western e di John Ford. È noto per la sua rappresentazione complessa dei personaggi e per le sue riflessioni sul razzismo e sulle relazioni interculturali.

L’ultimo urrà (1958)

“L’ultimo urrà” è un film del 1958 diretto da John Ford.

Il film è basato sul romanzo di Edwin O’Connor ed è una satira politica che narra la storia di Frank Skeffington, interpretato da Spencer Tracy, un carismatico sindaco di una città di provincia che cerca di essere rieletto per un quarto mandato. Il film esplora il mondo della politica locale, le dinamiche di potere e le sfide che Skeffington deve affrontare nella sua campagna elettorale.

“L’ultimo urrà” è noto per la performance di Spencer Tracy nel ruolo del sindaco e per la sua riflessione sulla politica e sulla moralità. Il film affronta temi universali legati alla politica e all’ambizione umana.

L’uomo che uccise Liberty Valance (1962)

“L’uomo che uccise Liberty Valance” è un film del 1962 diretto dal regista John Ford. Questo capolavoro del cinema western offre uno sguardo profondo e complesso sulla natura della giustizia, della legge e dell’eroismo.

La storia si svolge in una piccola città chiamata Shinbone, dove il giovane avvocato Ransom Stoddard, interpretato da James Stewart, arriva con l’obiettivo di portare la legge e l’ordine. Tuttavia, la città è dominata dal temibile e spietato fuorilegge Liberty Valance, interpretato da Lee Marvin. Ciò scatena un conflitto tra la forza della legge rappresentata da Stoddard e la violenza di Valance.

Il film esplora temi profondi, come il potere della verità e della rettitudine contro la brutalità e l’ingiustizia. La tensione tra Stoddard e Valance culmina in un epico duello che rimarrà nella memoria degli spettatori. La pellicola è impreziosita dalle straordinarie interpretazioni di Stewart e John Wayne, che interpreta Tom Doniphon, un personaggio chiave nella storia.

La narrazione si svolge principalmente attraverso flashback mentre Stoddard racconta la sua versione dei fatti al giornalista locale, interpretato da Carleton Young. Il film sfida il concetto di eroismo e rivela il coraggioso atto di Stoddard nel titolo stesso, “L’uomo che uccise Liberty Valance”, sottolineando l’importanza della verità anche quando questa svela un’icona del passato.

Il grande sentiero (1964)

“Il grande sentiero” è un film del 1964 diretto da John Ford. Questo epico western affronta tematiche complesse e commoventi mentre narra la storia del popolo Cheyenne e della loro marcia per ritornare nella loro terra natia.

La trama si sviluppa durante il periodo dell’espansione verso l’ovest degli Stati Uniti e segue un gruppo di Cheyenne guidati da Dull Knife, interpretato da Gilbert Roland, e da Little Wolf, interpretato da Ricardo Montalbán, che fuggono dalla loro riserva in Oklahoma per tornare alla loro terra d’origine nel Wyoming. Lungo il percorso, affrontano numerosi ostacoli, tra cui l’ostilità del governo federale e dei soldati dell’esercito. Il film mette in evidenza il loro spirito di resistenza e la lotta per la sopravvivenza.

John Ford, maestro del genere western, offre una visione sensibile e profonda di questa storia, affrontando questioni di ingiustizia storica e sofferenza umana. La pellicola presenta un cast eccezionale, tra cui Richard Widmark, Carroll Baker e James Stewart, che contribuiscono a rendere questo film una riflessione toccante sulla perseveranza e sulla dignità umana.

Il magnifico irlandese (1965)

“Il magnifico irlandese” è un film del 1965 che racconta la vita dello scrittore irlandese Sean O’Casey, interpretato da Rod Taylor. La trama è ambientata nella Dublino degli inizi del XX secolo e segue la giovane vita di O’Casey, i suoi primi passi nella scrittura e il suo coinvolgimento nel teatro dell’epoca.

Il film esplora il talento e la passione di O’Casey per la scrittura, nonostante le difficoltà e le sfide che deve affrontare nel contesto politico e sociale dell’Irlanda dell’epoca. La sua visione e la sua voce uniche nel teatro diventano un veicolo per esprimere le speranze e le lotte del popolo irlandese.

L’interpretazione di Rod Taylor nei panni di Sean O’Casey è notevole e offre uno sguardo intimo sulla vita e sull’arte di uno dei più grandi drammaturghi irlandesi del XX secolo.

Missione in Manciuria (1966)

“Missione in Manciuria”, diretto da John Ford nel 1966, è un dramma ambientato in Cina durante il periodo dell’inizio del XX secolo. Il film racconta la storia di un gruppo di sette donne missionarie cristiane che lavorano in una remota missione in montagna.

La trama si concentra sulle sfide e le difficoltà che queste donne devono affrontare mentre cercano di diffondere la loro fede e aiutare la popolazione locale. La situazione diventa ancora più complessa quando il gruppo deve difendersi da una banda di predoni nomadi. Il film esplora temi di coraggio, sacrificio e resilienza mentre queste donne cercano di sopravvivere in un ambiente ostile.

“Missione in Manciuria” è noto per la regia di John Ford e le straordinarie interpretazioni del cast, tra cui Anne Bancroft e Sue Lyon. Il film offre una riflessione profonda sulla forza della fede e sulla determinazione umana.

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