Howard Hawks, il suo cinema ed i film da vedere assolutamente

Howard Hawks è nato in una famiglia benestante del Wisconsin il 30 maggio 1896. Si laurea in ingegneria meccanica e diventa aviatore durante la prima guerra mondiale. Successivamente diventa impiegato dell’Industria aeronautica. Poi si trasferisce a Los Angeles dove conosce Douglas Fairbanks, amico e socio di Charlie Chaplin con il quale creò la United Artists. Howard e Douglas condividono la passione per il tennis e diventano amici. Fairbanks lo fa assumere come trovarobe alla Famous Player-Lasky. 

Gli capita di dirigere la prima scena per caso, mentre era sul set de The Little Princess con l’attrice Mary Pickford, la moglie di Douglas Fairbanks. Il regista ha un malore e gli chiedono di girare una scena. Durante la Prima Guerra Mondiale fu scritturato dalla Paramount ma il successo arriva a metà degli anni Venti con il contratto della Fox. Diventerà uno degli autori più significativi nell’ambito della Hollywood del cinema classico

È un uomo che ama il rischio e le imprese avventurose. Questa propensione si nota fin dai suoi primi film come Bolidi da corsa (The Road to glory), del 1926, e nei film di aviazione successivi come avventurieri dell’aria, Only Angels have Wings, del 1939. Il successo arriva nel 1932 con il gangster movie Scarface, di cui ben De Palma gira un celebre remake negli anni 80 con Al Pacino. Successivamente realizza Noir e Western come Acque del Sud (To have and have not) del 1944, da un romanzo di Ernest Hemingway, con Humphrey Bogart e Lauren Bacall. 

Howard Hawks e il western

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Uno dei generi preferiti di Howard Hawks è il western. E’ diventato molto conosciuto per i cinque film girati con John Wayne. Uno è un film d’avventura moderno e quattro sono classici film di cowboy. I titoli dei western sono: Il fiume rosso nel 1948, prima esperienza nel western per Hawks, è forse la sua produzione più riuscita in questo genere. Un dollaro d’onore (Rio Bravo) del 1959, un film che ha lo stesso respiro mitico del cinema di John Ford, nel quale i personaggi sono caratterizzati con grande verità psicologica. El Dorado del 1966, con una delle migliori canzoni del cinema western, è una specie di remake di Rio Bravo. Rio Lobo del 1970, ambientato durante la guerra civile, ultimo film della della carriera del regista. Il grande maestro del Western Sergio Leone ha dichiarato diverse volte di essersi ispirato alle atmosfere crepuscolari dei suoi film.

Howard Hawks e la commedia

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Ma è nel genere della commedia che Howard Hawks da il meglio di sé. Dal film muto Capitan Barbablù (A girl in every port) del 1928 a Ventesimo secolo (Twentieth Century), del 1934, una commedia drammatica ambientata nel mondo del teatro e del cinema. Con il film Susanna invece inventa un ritmo narrativo brillante che diventerà il tratto predominante delle sue commedie successive: La signora del Venerdì (His Girl Friday), del 1940, Colpo di fulmine (Balls of Fire), del 1941; Venere e il professore (A song is Born), del 1948; Io ero uno sposo di guerra (I was a mail War bride) del 1949; Il magnifico scherzo (Monkey business) del 1952. Seguono Gli uomini preferiscono le bionde (Gentlemen prefer Blondes) del 1953 e Lo sport preferito dall’uomo (Mans favorite sport), del 1964. 

Howard Hawks visto dai registi della Nouvelle Vague

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Anche Howard Hawks è tra quei registi mestieranti di Hollywood rivatalutati anni dopo dai critici cinematografici della Nouvelle Vague. Il gruppo di registi e critici francesi formato da Jacques Rivette, François Truffaut, Claude Chabrol, Eric Rohmer, Jean Luc Godard e altri è stato l’artefice della rivalutazione del cinema americano classico soprattutto in riferimento a registi come Howard Hawks, Nicholas Ray, Otto Preminger e Alfred Hitchcock. 

Pur facendo un cinema completamente diverso i teorici dei Cahiers du cinéma avevano un’idea di cinema che coglieva nella produzione di un cineasta cose che gli altri non vedevano. Anche se al servizio di un’industria come quella di Hollywood, dei codici e dei generi dello studio System, alcuni registi dell’industria hollywoodiana come Howard Hawks hanno delle caratteristiche, uno stile autoriale all’interno delle logiche dei generi, sia sul piano tematico che sul piano della scrittura e dello stile. 

Howard Hawks, un autore dentro i codici degli Studios

I film dunque venivano visti dai teorici dei Cahiers du Cinéma nella loro natura linguistica e nella loro logica interna di racconto e messa in scena. Jacques Rivette amava sottolineare in modo fuori dagli schemi che il cinema di Howard Hawks proponeva una definita morale, con un uso sapiente del tempo e dello spazio, senza utilizzare flashback o ellissi. Il cinema di Howard Hawks si basa sulla continuità e nessun personaggio si muove senza che lo spettatore possa seguirlo senza ambiguità. Nel film non avviene nulla che anche lo spettatore non possa conoscere. Ogni inquadratura, spiega Rivette, possiede la natura di una parte del corpo, perfetta e naturale, semplice e profonda allo stesso tempo. 

I registi ribelli della Nouvelle Vague hanno sempre teorizzato concetti estremi e, in qualche caso, forzatamente controcorrente. In qualche modo anche se loro facevano un cinema di avanguardia è grazie alla loro convinta rivalutazione del cinema classico hollywoodiano se il linguaggio moderno dei film è diventato incentrato sul racconto tradizionale sperimentando e rischiando sempre meno. Ma la loro analisi delle poetiche dei registi narrativi e classici non è ribellione fine a se stessa. 

Lo stile di Howard Hawks

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Howard Hawks attraversa i generi cinematografici in un arco di 50 anni, dagli anni 20 agli anni 70, e sperimenta la sua attività in ogni tipo di produzione: il gangster movie, il noir, il western, la commedia… di volta in volta si impadronisce dei codici di ogni genere e lo fa proprio nei limiti della Libertà concessa dagli Studios. La sua è un’opera vasta e complessa, nella quale emergono le sue principali tematiche e interessi: l’amicizia virile e la misoginia nel Noir e nel Western, l’identità maschile e quella femminile nella commedia. 

Lo stile di Howard Hawks e semplice e si concentra sul racconto, senza orpelli stilistici in storie che descrivono la società e il costume americano. Una regia asciutta che racconta l’essenziale. Le inquadrature durano il tempo necessario e gli stacchi e i passaggi da una scena all’altra sono sempre ben nascosti, le regole della continuità sono rigorosamente rispettate. In alcuni casi però questa semplicità narrativa produce risultati straordinari come in Susanna, del 1938.

La commedia di Howard Hawks si inserisce nel filone della cosiddetta commedia sofisticata. Film ironici e allusivi sul rapporto tra uomo e donna che rivelano tic, tabù e conformismi sociali, culturali e sessuali. Il linguaggio è leggero veloce e fluido e i film sono estremamente godibili. La commedia sofisticata americana degli anni 30 e 40 è caratterizzata da personaggi alto borghesi o aristocratici è ambientata in location lussuose. I dialoghi di Susanna sono brillanti e il film è pieno di azione e dinamismo. Il genere commedia sofisticata si riferisce non solo ai personaggi e alle ambientazioni, ma anche allo stile cinematografico e narrativo che ha una costruzione più complessa del racconto. Le scene sono spesso allusive. 

Scarface – Lo sfregiato

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Film Cult da cui De Palma ha tratto il remake degli anni 80 con Al Pacino, una versione moderna diventata molto più conosciuta dell’originale. Scarface racconta la ricerca ossessiva al potere del boss della malavita Tony Camonte e il suo percorso di autodistruzione dopo l’omicidio del suo migliore amico a causa della gelosia verso la sorella Cesca. Ambientato a Chicago, la scena finale, diversamente dalla versione di De Palma, descrive l’assalto della polizia, e non di bande rivale nel narcotraffico, a casa di Tony. Lo sfregiato muore ucciso da uno scontro a fuoco insieme alla sorella come nel remake. Il film fu realizzato nel 1930 ma le ripetute censure nei ritardarono l’uscita nelle sale cinematografiche al 1932.

Susanna!

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Un film realizzato con una grande sceneggiatura di Dudley Nichols e Hagar Wild, con dialoghi serrati e allusivi. Una storia piena di equivoci e catastrofi che si susseguono ad un ritmo vertiginoso. Susanna rappresenta uno dei vertici della poetica di Howard Hawks e diventa il prototipo della commedia sofisticata per i film successivi. Howard Hawks è in grado di inventare gag visive e verbali particolarmente riuscite, e film diventerà un modello invitato più volte fino ad un vero e proprio remake intitolato Ma papà ti manda sola (What’s up Doc?), del 1972, di Peter Bogdanovich.

La storia dell’imbranato paleontologo David Huxley interpretato da Gary Grant e scandita da un montaggio frenetico e travolgente, mentre il personaggio viene travolto dall’amore della svampita e irresistibile ereditiera su Susan Vance, Katherine Hepburn. Ma dietro l’apparenza leggera della commedia sofisticata Howard Hawks mette in gioco temi filosofici di matrice kantiana, focalizzandosi su tema della felicità pura e senza scopo: la vita non ha un senso né una missione da compiere se non quella della leggerezza e dell’essere felici. 

Il conflitto è tra l’intellettuale che vive prigioniero della dimensione grigia e asessuata della sua mente senza una vitalità reale, in compagnia di “pupazzi” come il brontosauro che studia e la sua fidanzata frigida, e la vivacità della adorabile e viziata Susan portatrice di caos e disordine in un universo rigidamente ordinato, in compagnia del suo leopardo. Questo conflitto tra grigione mentale e vitalità, rigore e caos, repressione ed espressione può essere letto a diversi livelli. Mentre Howard Hawks sceglie sempre uomini per i suoi film western e di azione, al centro delle sue commedie ci sono sempre e solo donne. L’uomo subisce irreparabilmente il fascino della donna, che porta un lato emotivo incontrollabile nella sua vita, insieme al caos. 

In Susanna le donne sono due e sono simboli dell’antitesi tra freddezza e calore, dovere e piacere. Il conflitto si allarga nei due animali posseduti dalle donne, il brontosauro e il leopardo, e fino all’evoluzione narrativa. Dalla vita della città, dai limiti della cultura passiamo alla campagna e alla fusione con la natura, in un recupero dell’esistenza come fonte di piacere fine a se stessa. Il leopardo viene liberato e torna allo stato selvaggio mentre il brontosauro crolla e viene distrutto. I dialoghi sono scritti in maniera esemplare con grande raffinatezza. Le trame secondarie sono dense di allusioni e doppi sensi che si prestano a svariate interpretazioni. Anche le gag fisiche rimangono ambigue e allusive. 

La signora del venerdì

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Adattamento di una popolare commedia teatrale, La signora del Venerdì, è un film che ha come protagonisti due cinici giornalisti che hanno suscitato molta ironia nel mondo del giornalismo americano. Walter Barnes, interpretato da Cary Grant, è il direttore di un importante quotidiano e vuole a tutti i costi riconquistare la sua ex moglie, che sta per sposarsi di nuovo. Le assegna un’inchiesta e poi fa di tutto per rendergli la vita difficile, ma finisce lui stesso per mettersi nei guai. Il titolo si ispira al personaggio del servo del romanzo Robinson Crusoe, un modo di dire per definire una tipologia di donna che è una specie di servitrice tuttofare.

Il mio corpo ti scalderà

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Film western del 1943 con scene particolarmente riuscite con Jane Russell. In questo caso Howard Hawks è co-regista. Doc arriva in città per cercare il cavallo che gli hanno rubato e incontra un suo vecchio amico Lo sceriffo Pat Garrett. Mentre scopre che il suo cavallo è stato rapito da Billy the Kid, con il quale sta diventando amico, aiuta il criminale a scappare dallo sceriffo Pat e poi lo affida alle cure della sua donna. I due però finiscono per innamorarsi.

Il grande sonno

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Il più famoso noir con protagonista l’investigatore privato Philip Marlowe. Basato su un celebre romanzo del grande scrittore Raymond Chandler uscito alcuni anni prima, è una produzione del 1946 con protagonisti Humphrey Bogart e Lauren Bacall. l’indagine si svolge intorno a un misterioso Racket di estorsioni, delitti e ricatti.  Inizialmente sembra solo un caso facile di debiti da gioco ma la situazione si complica progressivamente. 

Il magnifico scherzo

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Divertente commedia con l’interpretazione di uno scimpanzè rimasta nell’immaginario del cinema americano. Girata nel 1952 con Cary Grant che interpreta il chimico Barnaby Vulton. Egli Inventa un elisir di giovinezza molto efficace ma che finisce nelle mani sbagliate. Dopo una serie di disavventure l’elisir viene preso da altri personaggi, compresa la sua segretaria, interpretata da Marilyn Monroe, che regrediscono lentamente allo stadio infantile.

Gli uomini preferiscono le bionde

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E’ un adattamento cinematografico di un musical del 1949 interpretato da Jane Russell e Marilyn Monroe. Le due donne sono due showgirl amiche. Una è fidanzata con un uomo molto ricco e vuole fare la sua scalata sociale attraverso il matrimonio. La seconda invece cerca un tipo bello e atletico. Un viaggio in Francia scatenerà una serie interminabile di incidenti ed equivoci.

Lo sport preferito dall’uomo

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Una delle sue commedie più riuscite di Hawks, realizzata nel 1964 con l’attore Rock Hudson. Roger lavora nel settore della pesca e vende articoli sportivi in un negozio quando il suo capo gli propone di partecipare ad una competizione di pescatori. Roger però è totalmente inesperto e raccoglie competenze superficiali parlando con i suoi clienti. Si troverà in una serie di irresistibili disavventure.

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