Foglie al vento

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Foglie al vento è un film drammatico del 2023 scritto e diretto da Aki Kaurismäki. Il film è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2023, dove ha vinto il Premio della Giuria.

La trama del film è semplice e lineare: due persone sole, Ansa e Taisto, si incontrano per caso una notte a Helsinki. Ansa è una commessa licenziata, Taisto è un operaio disoccupato. I due si innamorano a prima vista, ma il loro rapporto è ostacolato da una serie di circostanze: l’alcolismo di Taisto, i numeri di telefono persi, il non conoscere nomi o indirizzi reciproci, e la tendenza generale della vita a porre ostacoli a chi cerca la propria felicità.

Nonostante le difficoltà, Ansa e Taisto non si arrendono e continuano a cercare di stare insieme. Il loro amore è puro e sincero, e alla fine riesce a superare tutti gli ostacoli.

Il film è caratterizzato dal tipico stile di Kaurismäki, che si basa su una combinazione di ironia, realismo e poesia. Le immagini sono spesso malinconiche e nostalgiche, ma allo stesso tempo trasmettono un senso di speranza e ottimismo.

Foglie al vento è un film romantico e commovente, che racconta la storia di due persone che trovano l’amore in un mondo difficile. È un film che parla di speranza, di seconde possibilità e della forza dell’amore.

Ecco alcuni dei temi principali del film:

  • L’amore come forza salvifica: Ansa e Taisto trovano l’amore in un momento difficile della loro vita, e questo amore li aiuta a superare le difficoltà e a trovare la felicità.
  • La speranza: nonostante le difficoltà, Ansa e Taisto non si arrendono e continuano a sperare di stare insieme.
  • La seconda possibilità: Ansa e Taisto hanno entrambi commesso degli errori, ma si rendono conto di essere fatti l’uno per l’altro e hanno la possibilità di ricominciare insieme.

Foglie al vento è un film che ha ricevuto un’accoglienza positiva da parte della critica. Il film è stato elogiato per la sua storia toccante, le immagini malinconiche e la colonna sonora nostalgica.

Trama di Foglie al vento

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Foglie al vento inizia con un’inquadratura di Ansa (Alma Pöysti), una donna sola che vive in un piccolo appartamento a Helsinki. Ansa lavora come commessa in un supermercato, ma viene licenziata quando viene scoperta a portare a casa cibo scaduto.

Una sera, Ansa si reca in un bar per bere qualcosa. Lì incontra Taisto (Jussi Vatanen), un operaio disoccupato. Taisto è un uomo gentile e premuroso, e Ansa è subito attratta da lui. I due si innamorano a prima vista.

Ansa e Taisto si vedono più volte, ma il loro rapporto è ostacolato da una serie di circostanze. Taisto ha problemi di alcolismo, e spesso si ubriaca e perde la testa. Ansa non conosce il nome o l’indirizzo di Taisto, e lui non conosce il suo. E la vita, in generale, ha un modo di mettere ostacoli sulla strada di chi cerca la felicità.

Nonostante le difficoltà, Ansa e Taisto non si arrendono. Continuano a cercare di stare insieme, e il loro amore è puro e sincero.

Un giorno, Ansa e Taisto si incontrano per caso in un cinema. I due vanno a casa insieme, e la loro relazione si approfondisce.

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Produzione

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La produzione di Foglie al vento è iniziata nell’agosto 2022 e si è conclusa nel dicembre dello stesso anno. Il film è stato girato interamente a Helsinki, in Finlandia.

La produzione è stata curata dalla casa di produzione finlandese Sputnik Oy, in collaborazione con la casa di distribuzione italiana Lucky Red. Il budget del film è stato di circa 2 milioni di euro.

La regia è stata affidata a Aki Kaurismäki, uno dei registi finlandesi più importanti e apprezzati a livello internazionale. Kaurismäki è noto per il suo stile cinematografico caratteristico, che si basa su una combinazione di ironia, realismo e poesia.

I protagonisti del film sono Alma Pöysti e Jussi Vatanen. Pöysti interpreta Ansa, una donna sola che cerca l’amore. Vatanen interpreta Taisto, un uomo gentile e premuroso che lotta contro l’alcolismo.

Le riprese del film sono state realizzate in diversi luoghi di Helsinki, tra cui il quartiere di Kallio, il centro storico e il porto. Il film è stato girato con un tono malinconico e nostalgico.

La colonna sonora del film è stata composta da Kaurismäki stesso. La colonna sonora è caratterizzata da musiche blues, che contribuiscono a creare l’atmosfera melanconica del film.

Foglie al vento è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2023, dove ha vinto il Premio della Giuria. Il film è stato distribuito in Italia a partire dal 21 dicembre 2023.

Distribuzione

La distribuzione di Foglie al vento è stata curata dalla casa di distribuzione italiana Lucky Red, in collaborazione con la casa di distribuzione tedesca The Match Factory.

Il film è stato presentato in anteprima il 22 maggio 2023 in concorso al 76º Festival di Cannes, dove ha vinto il Premio della Giuria.

Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche finlandesi a partire dal 15 settembre 2023.

La distribuzione del film in Italia è iniziata il 21 dicembre 2023. Il film è stato proiettato in più di 200 sale cinematografiche italiane.

Il film è stato distribuito anche in altri paesi, tra cui Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti e Canada.

Foglie al vento è stato un successo commerciale, incassando oltre 10 milioni di euro a livello globale.

Accoglienza

Foglie al vento ha ricevuto un’accoglienza positiva da parte della critica. Il film è stato elogiato per la sua storia toccante, le immagini malinconiche e la colonna sonora nostalgica.

Al Festival di Cannes 2023, il film ha vinto il Premio della Giuria. Il presidente della giuria, Vincent Lindon, ha definito il film “una storia d’amore semplice e commovente, raccontata con grande sensibilità e poesia”.

La critica italiana ha anche apprezzato il film. Il quotidiano “La Repubblica” ha scritto: “Un film malinconico e poetico, che racconta la storia di due persone che cercano l’amore in un mondo difficile”. Il settimanale “L’Espresso” ha invece affermato: “Un film che resta nel cuore, perché parla di amore, speranza e seconde possibilità”.

Il pubblico ha anche risposto positivamente al film. Il film ha incassato oltre 10 milioni di euro a livello globale, diventando il film più visto dell’anno al cinema in Finlandia.

Ecco alcuni commenti specifici della critica su Foglie al vento:

  • Vincent Lindon, presidente della giuria del Festival di Cannes 2023: “Una storia d’amore semplice e commovente, raccontata con grande sensibilità e poesia”.
  • La Repubblica: “Un film malinconico e poetico, che racconta la storia di due persone che cercano l’amore in un mondo difficile”.
  • L’Espresso: “Un film che resta nel cuore, perché parla di amore, speranza e seconde possibilità”.
  • The Hollywood Reporter: “Un film toccante e malinconico, che esplora la complessità dell’amore e della perdita”.
  • The New York Times: “Un film poetico e commovente, che parla della forza dell’amore”.

Il regista di Foglie al vento

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Il regista di Foglie al vento è Aki Kaurismäki, uno dei registi finlandesi più importanti e apprezzati a livello internazionale. Kaurismäki è nato a Helsinki nel 1957. Ha iniziato la sua carriera cinematografica negli anni Ottanta, dirigendo una serie di film indipendenti che hanno riscosso un grande successo di critica.

I film di Kaurismäki sono caratterizzati da un stile cinematografico unico, che si basa su una combinazione di ironia, realismo e poesia. I suoi film sono spesso ambientati in Finlandia, e raccontano le storie di personaggi semplici e anticonformisti, che vivono ai margini della società.

Tra i film più importanti di Kaurismäki ricordiamo Crime and Punishment (1983), Ariel (1988), The Match Factory Girl (1990), Leningrad Cowboys Go America (1989), The Man Without a Past (2002), The Other Side of Hope (2017) e The Unknown Known (2017).

Kaurismäki ha ricevuto numerosi premi per il suo lavoro, tra cui il Leone d’Oro alla carriera al Festival di Venezia nel 2007.

Recensione

di Fabio Del Greco

È un grande piacere vedere al cinema il nuovo film di Aki Kaurismaki, poter ammirare un linguaggio cinematografico  semplice e potente, che in questo momento storico rischia l’estinzione e l’oblio. 

Il regista svela con omaggi cinefili i suoi miti: Robert Bresson e Jean Luc-Godard. Anche se appare piuttosto improbabile e ironico che “I morti non muoiono” di Jim Jarmusch ricordi “Diario di un curato di campagna”, come dice uno spettatore all’uscita del malinconico cinema Ritz. In quello scambio di battute sembra che Kaurismaki voglia dire divertito: in un film ognuno ci vede quello che vuole. 

Foglie al vento di Kaurismaki è un film potente per il pubblico di oggi, nel senso che è un vero e proprio shock cinematografico: è l’esatto opposto del grande campione unico del cinema mondiale di oggi, Christopher Nolan. L’esatto opposto di un cinema roboante che vuole stordire gli spettatori con forzature sonore e visive, con un montaggio adrenalinico, con grandi effetti speciali, grandi storie che si basano su modelli commerciali e grandi attori, nella tradizione tipica del cinema americano mainstream. Un cinema che alla fine lascia piuttosto freddi con la sua incapacità di cogliere le sfumature più sottili dell’essere umano. 

Kaurismaki strizza invece l’occhio all’amico del cinema indipendente Jarmush, che pur utilizzando star e operando all’interno del sistema del cinema statunitense con tutto una serie di compromessi e di concessioni allo spettacolo cinematografico per un pubblico sempre più profondamente ipnotizzato, riesce ancora a realizzare una perla del cinema indipendente come Patterson. 

Forse Foglie al vento non è un film riuscito come Patterson, ma lo stile di Kaurismaki va oltre, è un film fuori dal tempo, totalmente indipendente, senza nessun attore famoso, come tutti i suoi film, in cui le lunghe inquadrature fisse ci permettono di far vagare il nostro sguardo e di scrutare i dettagli, di soffermare la nostra percezione su lievi effetti sonori come il frizzare della schiuma della birra versata nel bicchiere. 

Ma il pubblico di oggi è ancora capace di far vagare lo sguardo dentro un’inquadratura che dura 30 secondi alla ricerca dei piccoli dettagli e dei piccoli suoni che testimoniano i moti dell’anima dei personaggi? È ancora capace di contemplare con calma le luci al neon che si accendono nel crepuscolo freddo, i volti strani e gli sguardi fissi degli avventori del pub, di apprezzare una recitazione bressoniana svuotata di ogni enfasi? 

Foglie al vento colpisce anche per l’estrema semplicità della trama e la rinuncia a qualsiasi climax o scena madre finale ad effetto. Tutto avviene con una semplicità ed una linearità estrema che nei film oggi è davvero cosa insolita. Anche da questo punto di vista lo stile del cinema di Kaurismaki si avvicina a quello di Bresson, pur avendo visioni del mondo completamente diverse. Nelle storie di entrambi i registi non c’è alcuna complessità della trama ma solo gli eventi lineari del destino, spesso crudele. 

I perdenti proletari di Kaurismaki si muovono in un mondo gelido, violento e grottesco, popolato da sfruttatori cinici, in cui il lavoro non è altro che ricatto e schiavitù, e dove il tempo libero è riempito dalle notizie di guerra, dalle luci tristi della sera, da serate nel pub in cui annegare nell’alcol e nella solitudine. Una trappola che i personaggi sopportano con stoico eroismo quotidiano.

Il mondo del regista però ha una grazia malinconica, una poesia della vita che si manifesta nelle immagini, nelle improvvise accensione musicali, nell’ironia degli umani che nonostante le condizioni difficili si rifiutano di soffrire e procedono inarrestabili nel compiere le loro azioni. Il cinema di Kaurismaki infatti è assolutamente un cinema d’azione in cui le inquadrature, le scene e le sequenze precedono una dopo l’altra, pur nella loro lentezza contemplativa, come treni in corsa, con dialoghi ridotti al minimo o assenti. Cinema puro.

E infatti singolare come il regista riesce a rendere le sue creazioni ritmicamente perfette, con un crescendo lentissimo che culmina in finali che pur essendo completamente anti spettacolari e non esplosivi riescono a coinvolgere. Il crescendo del ritmo e della storia non è mai evidente, rimane nascosto, eppure la temperatura emotiva silenziosamente sale fino a raggiungere livelli che le più mirabolanti scene d’azione finale del cinema mainstream non riescono nemmeno a sfiorare. 

Foglie al vento è un film che fa bene al pubblico e che rinvigorisce la voglia di fare un cinema veramente indipendente, creativo, personale, artistico e artigianale. Un cinema di bottega che oggi è davvero qualcosa che viene continuamente messo alla prova, con un pubblico completamente ipnotizzato dal cinema spettacolare, algoritmico e artificiale prodotto dalle grandi aziende multinazionali. Produzioni che in qualche modo con i loro prodotti vorrebbero coprire anche la fascia di pubblico che va a guardare i film di Aki Kaurismaki, con i loro nuovi “finti” artisti del cinema d’autore

Io penso che il futuro del cinema invece sia proprio nelle mani di registi come Aki Kaurismaki. Un cinema totalmente personale, senza star famose, che da valore con la durata alle immagini, alle luci, ai volti, alle atmosfere. Un cinema fatto col cuore che parla di esseri umani in modo totalmente sincero, senza filtri, senza manipolazioni narrative finalizzate ad incassare più denaro. Oggi, con le nuove tecnologie di ripresa e di montaggio si può produrre un film a costo irrisorio e mi auguro che a breve ci possano essere 100, 1000 Kaurismaki. 

E mi auguro che sui grandi schermi delle multisale potremo vedere proiettati film come questi, fatti di immagini semplici, oneste, poetiche, che sono più spettacolari di qualsiasi scena di un film di Christopher Nolan o di qualche altro campione unico, star irraggiungibile del Nuovo Cinema Mondiale. E magari parlare col regista dopo il film davanti una buona pinta di birra. 

Fabio Del Greco

Fabio Del Greco

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