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Film comici italiani da vedere assolutamente

Indiecinema Film Festival 2022

Dal 5 al 26 dicembre guarda i film del festival in streaming: una numerosa selezione dei migliori film indipendenti inediti da tutto il mondo.

Indice dei contenuti

 I film comici italiani sono basati sulla capacità di far ridere le persone con gag fisiche o verbali incentrate sul capovolgere l’ordine prestabilito. Anche se ritenuto un genere minore alcuni di questi film comici, come I mostri di Dino Risi, sono da inserire a nostro avviso tra i migliori film da vedere di tutti i tempi. Il film comico italiano è spesso dissacratorio, cinico e spietato nei confronti della realtà che prende come bersaglio. Il film comico italiano varia dalla commedia all’italiana nell’approccio e anche nella natura della creazione. La commedia all’italiana degli anni sessanta e settanta ha raggiunto spesso livelli che hanno portato la categoria  nell’ambito del film d’essai e d’arte, sia per il linguaggio della regia sia per le interpretazioni sia per la profondità di sguardo.

La commedia all’italiana è diventata famosa nel mondo per la sua capacità di trasformare la tragedia in film divertente, il cinismo e la bestialità dell’essere umano in divertimento. I classici della commedia raccontano personaggi verosimili con un racconto coerente ben sviluppato che può contenere anche elementi drammatici, malinconici o provenienti da altri generi cinematografici. Inoltre la commedia utilizza spesso attori che non sono comici puri, ma provengono spesso da altri generi come il film drammatico

Il film comico può essere molto meno curato nello stile e nella trama, in particolare se è una parodia o una farsa, oltre che basato su un umorismo più incontrollabile e standard, dove l’ottenimento della risata rappresenta il fulcro di ogni scena. Spesso però le categorie del film commedia e del film comico si compongono e si sovrappongono, con confini difficili da definire. Si parla spesso infatti di film comico/commedia armonizzando e riducendo la differenza tra le due categorie.

Guardie e ladri (1951)

Un film comico italiano di culto del 1951 diretto da Steno e Mario Monicelli. Protagonista il popolare comico Totò. Il direttore della fotografia era il futuro regista Mario Bava. Il suo stile è vicino al neorealismo italiano. Lanciato nelle sale cinematografiche italiane nel novembre 1951 e mostrato in concorso al Festival di Cannes nel 1952, il film ha avuto problemi con la censura per il fatto che rappresentava ladri sapienti e poliziotti goffi. Il film è stato un grande successo e una preferenza imprevista da parte della critica. Ladri e poliziotti hanno rappresentato una vera svolta nel mestiere di Totò, tanto che per la prima volta l’attore comico ha avuto solo recensioni favorevoli, e il suo ruolo è considerato tra i migliori della sua carriera.

Il film è ambientato a Roma durante il Piano Marshall. Ferdinando Esposito (Totò) è un ladro che cerca di sostenere la sua famiglia con i suoi furti. Con il suo complice Amilcare (Aldo Giuffrè) finge di aver scoperto un’antica moneta nel Foro Romano e imbroglia un viaggiatore americano, il signor Locuzzo.

Pane, amore e fantasia (1953)

Pane, amore e sogni e fantasia è un film comico italiano del 1953 diretto da Luigi Comencini. Al 4° Festival Internazionale del Cinema di Berlino ha vinto l’Orso d’argento. Il film è ambientato a Sagliena, un villaggio immaginario dell’Italia centrale; Il maresciallo Antonio Carotenuto, un anziano donnaiolo che deve adattarsi alla vita tranquilla e noiosa del paese, si trasferisce qui subito dopo la guerra. Supportato dalla domestica Caramella, il maresciallo dirige la questura locale. Qui incontra “Pizzicarella la Bersagliera”, giovane donna innamorata di nascosto del carabiniere Stelluti. Inizialmente il maresciallo tenta di fidanzarsi con la “Bersagliera”, in quanto Paoletta, sacrestana della parrocchia, ama il carabiniere Stelluti, quest’ultimo però è innamorato della Bersagliera. Grazie all’intervento di don Emidio, che avverte il maresciallo, Stelluti e la Bersagliera si fidanzano mentre il maresciallo, la notte del banchetto di Sant’Antonio, si fidanza con la levatrice del paese: Annarella.

Un americano a Roma (1954)

Un americano a Roma è un film comico italiano del 1954 diretto da Steno. Il film consiste in una satira dell’americanizzazione. Protagonista Alberto Sordi, con una giovane Ursula Andress in una piccola parte. Sordi ripete il personaggio di Nando Mericoni che aveva interpretato un paio di mesi prima in una puntata del film comico Un giorno in pretura. Il personaggio è infine tornato nel film Di che segno sei di Sergio Corbucci? (1975). Steno dirige un irrefrenabile Alberto Sordi, personaggio che rimarrà nella storia del film comico italiano, un ingannevole e simpatico fannullone alla ricerca di un sogno americano del dopoguerra. 

L’Italia degli anni Cinquanta. L’immagine di sfarzo e lusso, portata dall’arrivo dei soldati americani nel 1944, ha ancora il suo impatto su numerosi giovani italiani. Tra questi c’è Ferdinando “Nando” Mericoni (Alberto Sordi), amante del mondo americano rappresentato nel cinema americano di cui è appassionato fan. Pensando che il suo futuro sia oltre l’Atlantico, Nando, nato e cresciuto a Roma, americanizza la sua vita imitando i rumori della lingua americana e tentando di ricreare un’ambientazione hollywoodiana nel suo spazio, nei suoi imbrogli verso i genitori, e sua moglie Elvira (Maria Pia Casilio), che lo ama nonostante il suo carattere inconcludente.

Miseria e nobiltà (1954)

E’ un film comico italiano del 1954 diretto da Mario Mattoli con Sophia Loren e Totò. La storia è tratta dall’omonima commedia teatrale di Eduardo Scarpetta. Napoli, seconda metà dell’Ottocento: Felice Sciosciamocca, impoverito, tenta di fare lo scrivano per analfabeti, mentre il suo amico Don Pasquale tenta di fare quadri per coppie ricche. Nella casa in cui vivono i 2, le loro mogli iniziano a litigare a causa del fatto che l’appartamento è ipotecato e le donne non hanno soldi per pagare l’affitto. Per fortuna, il ricco Conte Eugenio, innamorato della bella ballerina Gemma, chiede a Pasquale e Felice di inscenare per lui una farsa. Il papà di Gemma desidera incontrare la famiglia di Eugenio, tuttavia capisce che non autorizza la sua relazione amorosa con la ballerina. Eugenio trasforma Don Felice Sciosciamocca in suo zio (il Principe di Casador) e Don Pasquale deve interpretare il vero papà di Eugenio (Ottavio Favetti). 

La banda degli onesti (1956)

Questo film comico italiano,  insieme a Totò, Peppino e la malafemmina, rappresentano i due film più indimenticabili del duo Totò/De Filippo, la trama e gli scenari sono completi e spiccatamente divertenti di concetti paradossali su cui l’istrionica performance dei due attori napoletani finisce per essere davvero straordinaria.

Antonio Bonocore, custode di una struttura a Roma con una moglie tedesca, deve andare al funerale del Sig. Andrea, un anziano affittuario che, prima di morire, lo informa di essere titolare di un bagaglio all’interno con un paio di cliché della Banca d’Italia, di cui era stato a lungo lavoratore, e la carta filigranata per stampare la banconota da 10.000 lire. Il signor Andrea aveva preso questo strumento con l’obiettivo di “vendetta” del suo pensionamento per fare soldi falsi. Non ha mai avuto il coraggio di perseguire il suo obiettivo e, per questo motivo, ha chiesto a Bonocore di gettare la borsa nel fiume. Bonocore, tuttavia, sta attraversando un momento difficile: generalmente una persona onesta, ha rifiutato di farsi complice del revisore contabile Casoria, il nuovo amministratore del condominio, che aveva proposto di fare una serie di truffe.

Totò, Peppino e la malafemmina (1956)

Totò e De Filippo raggiungono il top in questo film comico con alchimie a livelli epocali, un copione pieno di vigore, discussioni divertenti e scene da antologia. Il film è diretto da Camillo Mastrocinque nel 1956 ed è anche interpretato dal popolare cantante Teddy Reno che canta alcuni dei suoi brani insieme a Malafemmena, il lavoro più noto di Totò come cantautore. È stato il film dell’anno con il maggior incasso in Italia con un incasso di 1.751.000.000 di lire italiane (circa 40 milioni di euro nel 2009).

I fratelli Antonio (Totò) e Peppino (Peppino De Filippo) Caponi sono borghesi proprietari terrieri residenti nell’Italia meridionale. Antonio prende i soldi del suo avaro fratello. Gianni (Teddy Reno), figlio della loro sorella Lucia (Vittoria Crispo), sta studiando medicina a Napoli, quando si innamora di Marisa (Dorian Gray), una ballerina, e la segue a Milano. La notizia viene data alla famiglia con una lettera riservata e i 3 fratelli si recano a Milano nel tentativo di interrompere la relazione, che ritengono dannosa. Antonio e Peppino tentano di tenere Marisa lontano da Gianni, ma lui la incanta fino alle lacrime con la melodia “Malafemmina”.

I soliti ignoti (1958)

Cast eccezionale, gag irresistibili, protagonisti notevoli e un fantastico Vittorio Gassman, I soliti ignoti è sicuramente un classico senza età, da vedere e rivedere come pochi classici di Totò. Eccellenza della messa in scena e dell’alchimia di un cast che opera in simbiosi con l’aggiunta, per non perdersi nulla, di un “cameo” del formidabile Totò.

E’ un film comico italiano del 1958 diretto da Mario Monicelli, uno dei film di culto del cinema italiano. Il film è una storia divertente su un gruppo di piccoli ladri sfigati che tentano di svaligiare un banco dei pegni a Roma. I 5 sfortunati potenziali rapinatori sono interpretati da Vittorio Gassman, Renato Salvatori, Carlo Pisacane, Tiberio Murgia e Marcello Mastroianni. Le carriere attoriali sia di Gassman che di Mastroianni furono sostanzialmente aiutate dal successo del film – Gassman in particolare, dato che prima di questo momento non era ritenuto idoneo per film comici. 

I due marescialli (1961)

I due marescialli è un film comico italiano del 1961 scritto e diretto da Sergio Corbucci. Il film è stato un successo, con 2.765.531 spettatori e un incasso complessivo di 536.513.000 lire.

In Italia, per tutto il 1943, 2 uomini si scontrano durante la battaglia dei nazisti e degli alleati americani. Antonio Capurro è un ladro che si traveste da prete per i furti alle stazioni ferroviarie; Vittorio Cotone è un maresciallo dei carabinieri che sta inseguendo Antonio, che alla fine, per un malinteso, è obbligato a farlo maresciallo. Antonio è entusiasta della nuova visita, mentre Vittorio si traveste da prete. I 2, ai tempi della proclamazione di Badoglio, vengono maltrattati da nazisti e fascisti per il fatto che nascondono un partigiano, un soldato americano e una signora ebrea che sta preparando lo sbarco alleato.

I mostri (1963)

I mostri è un film comico/commedia all’italiana del 1963 del regista Dino Risi. Il film ebbe un notevole successo in Italia. Fu censurato in Spagna. Nel 1977 fu girato un seguito candidato all’Oscar, intitolato I nuovi mostri. Il film comprende numerosi episodi in cui i protagonisti Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman sono gli interpreti principali. Gli stili delle narrazioni sono progettati per fornire un’immagine chiara delle pratiche, dei vizi, delle infedeltà della maggior parte degli italiani negli anni Sessanta. Indubbiamente i personaggi e le circostanze divertenti sono messi in scena in un modo che tocca i limiti più estremi della satira: si tratta di uno dei film da vedere assolutamente, un capolavoro del genere comico. La satira degli episodi colpisce personaggi di ogni genere e classe sociale, politici e poliziotti che abusano del loro potere e le classi medie.

L’armata Brancaleone (1966)

L’armata Brancaleone è un film comico italiano lanciato il 7 aprile 1966, scritto dal duo Age & Scarpelli e diretto da Mario Monicelli. Include Vittorio Gassman nel ruolo principale. Ha partecipato al Festival di Cannes del 1966. Il termine Armata Brancaleone è usato ancora oggi in italiano per indicare un gruppo di individui messi insieme malamente ed equipaggiati male. Brancaleone è un vero e proprio nome storico, che in gergo araldico indica la zampa dei leoni. Brancaleone degli Andalò fu governatore di Roma nel medioevo.

Il film si apre con una cittadina italiana presa d’assalto da una banda di predoni ungheresi. Quando gli stupri e gli omicidi sono finiti, un cavaliere tedesco arriva ed uccide senza paura i fuorilegge. Mentre si sta riprendendo dalle ferite, viene aggredito da 2 degli abitanti del villaggio e uno dei ladri. Gettano il cavaliere ferito in un fiume. Gli aggressori tentano di vendere l’armatura e le armi del cavaliere a un avaro mercante ebreo che scopre tra i suoi possedimenti una lettera del Sacro Romano Imperatore, che approva al cavaliere il feudo di Aurocastro, cittadina pugliese. 

Fantozzi (1975)

Paolo Villaggio crea la maschera cinematografica italiana più apprezzata di sempre, il commercialista Ugo Fantozzi. Il primissimo libro come protagonista di Fantozzi, uscito nel 1971, supera il milione di copie mentre il primo film della serie cinematografica, lanciato nel 1975, finì per essere un enorme successo. Fantozzi è ormai un termine del vocabolario italiano: l’aggettivo “fantozziano” è radicato nel linguaggio, il suo volto rivela perennemente la vita terribile, e per questo “mostruosamente” comica del servile commercialista Ugo Fantozzi.

Amici miei (1975)

La “Supercazzola”, entrata anch’essa nel lessico italiano come l’aggettivo “fantozziano” legato al film Fantozzi, rappresenta lo spirito implacabile di apprendista che il Conte Mascetti di Ugo Tognazzi e la simpatica brigata dei suoi amici (Gastone Moschin , Philippe Noiret, Duilio Del Prete e Adolfo Celi) inaugurano in quella che finirà per essere una trilogia. Mario Monicelli dirige questo primo film tra rozzi scherzi chiamati “zingarate” e minuti di malinconia e amarezza in questo film comico italiano degli anni Settanta in nome del disincanto, del cinismo e dell’incapacità di diventare adulti.

Il 2° Tragico Fantozzi (1976)

Il secondo tragico Fantozzi è un film comico italiano lanciato nel 1976. È il secondo film della leggenda dello sfigato e servile impiegato Ugo Fantozzi, interpretato dal suo creatore, Paolo Villaggio. Fantozzi sta facendo gli straordinari per assicurarsi i favori del Mega-Direttore Duca-Conte Ingegnere” Semenzara che sta tradendo sua moglie, ed è persino obbligato dai suoi colleghi a tornare a lavorare nelle tipiche ore diurne. Il CEO Semenzara è uno scommettitore e giocatore di poker estremamente superstizioso. Fantozzi viene scelto per accompagnarlo a Monte Carlo, dove gli viene richiesto di toccarsi il sedere, essere calpestato e bere litri d’acqua solo per motivi di superstizione. Il Duca-Conte perde tutti i suoi soldi incolpando Fantozzi. Fantozzi torna a casa completamente paralizzato, e viene curato dalla moglie Pina con tessuti bollenti a un livello di temperatura altissima, che causa “allucinazioni mistiche” di San Michele che rivelano la sua imminente gravidanza.

La patata bollente (1979)

Hot Potato è un film comico italiana del 1979 diretto da Steno. Il film parla con umorismo di una serie di problemi come l’omofobia nella sinistra politica, la violenza degli Anni di piombo, la cultura operaia e la sostenibilità dell’eurocomunismo.

Bernardo Mambelli soprannominato “il Gandi” (Renato Pozzetto) è un militante e pugile del PCI che lavora in un colorificio milanese. Una notte vede tanti fascisti picchiare un ragazzo (Massimo Ranieri). Salva l’uomo e lo porta a casa sua per scoprire che è Claudio, un omosessuale. Senza un posto dove andare, Claudio inizia a rimanere a casa di Bernardo, tuttavia una serie di idee sbagliate comuni portano i suoi amici oltre che sua moglie Maria (Edwige Fenech) a pensare che sia effettivamente “diventato gay”. 

Ricomincio da tre (1981)

È un film comico italiano del 1981 diretto, co-sceneggiato e interpretato da Massimo Troisi nel suo lancio nel cinema. Il film è stato premiato con 2 David di Donatello come Miglior Film e Miglior Attore. 

Gaetano è un timido ragazzo napoletano che vive nel sud Italia con la sua famiglia: un fratello, una sorella, sua madre e il suo papà, un uomo molto cattolico che in realtà ha perso il suo braccio destro, e si confida in un miracolo dalla Madonna delle spade per riaverlo. Annoiato ed esausto per l’estremo provincialismo del suo “entourage”, e per il suo lavoro in una fabbrica di generi alimentari, Gaetano sceglie di fare l’autostop fino alla città più moderna e cosmopolita di Firenze. Lì incontra una splendida donna, Marta, e si innamorano. 

Il marchese del grillo (1981)

Il Marchese del Grillo è un film comico italiano del 1981 diretto da Mario Monicelli, con Alberto Sordi come protagonista. Il film illustra episodi di inizio Ottocento della vita di un nobile a Roma. Liberamente basato sui racconti folcloristici dell’autentico Onofrio del Grillo, che visse nel diciottesimo secolo, questo personaggio interpreta una varietà di gag, uno dei quali include anche Papa Pio VII. 

Roma, Anno di Nostro Signore 1809. Il Papa Pio VII con i suoi ministri e cardinali esercita il potere spirituale e temporale dello Stato Pontificio in Italia. Il marchese Onofrio del Grillo è tra i suoi favoriti, ma anche il peggiore di tutta la nobiltà. Da nobile ricco e fortunato, Onofrio non esita a fare brutti scherzi al popolo senza preoccuparsi delle ripercussioni. In un’occasione, quando viene arrestato a una cena con delinquenti, si presenta alla popolazione con un discorso ripugnante, dichiarando che la sua nobiltà gli permette di fare ciò che desidera, cosa che loro, essendo poveri, non sono degni di fare.

Non ci resta che piangere (1984)

Film comico italiano di culto con un binomio impareggiabile, Roberto Beniigni e Massimo Troisi, nel miglior equilibrio tra estro toscano e vigore napoletano. Nel film ci sono battute e gag che entrano nella creatività comica, vedi la scena “Un fiorino!”, Il “Ricordati che devi morire!”, ammonizione ad un Troisi fin troppo rispettoso (“Sì, sì… no… adesso me lo segno.”). E ovviamente l’omaggio a Totò e Peppino con la lettera a Savonarola.

L’addetto alle pulizie del collegio Mario (Massimo Troisi) e l’istruttore Saverio (Roberto Benigni) rimangono in automobile al passaggio di una ferrovia, in attesa del passaggio del treno. Siamo  nella campagna toscana, nel 1984. Saverio soffre per la debolezza della sorella Gabriellina visto che il suo compagno l’ha lasciata 3 anni fa e chiede anche a Mario di sposarla, con grande irritazione di Mario. Poiché il custode dice che molti treni stanno arrivando prima che possano passare, entrambi decidono di guidare su una strada polverosa.  Subito dopo, l’auto si guasta e inizia a piovere.  

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