La Jetée

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La Jetée è un film di fantascienza del 1962 diretto da Chris Marker. È noto per essere un film sperimentale e unico nel suo genere, poiché è costituito quasi interamente da una serie di fotografie in bianco e nero, con solo poche sequenze di filmato.

La trama del film segue un uomo imprigionato nel futuro post-apocalittico, che viene inviato indietro nel tempo per trovare una soluzione per salvare il suo mondo distrutto. Durante il suo viaggio, incontra una donna di cui si innamora e che lo accompagna nella sua missione.

Ci sono molti temi interessanti e complessi affrontati nel film, tra cui la memoria, il tempo, la realtà e la percezione. La narrazione visuale del film è molto suggestiva e crea un’atmosfera surreale e onirica che si sposa perfettamente con la trama.

La Jetée è stato molto influente nella cinematografia sperimentale e ha ispirato molti registi e artisti nel corso degli anni. Il film è anche noto per essere stato utilizzato come base per il film del 1995 di Terry Gilliam, “L’esercito delle 12 scimmie”.

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Trama

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La Jetée è ambientato in un futuro post-apocalittico, in cui la Terra è stata devastata da una guerra nucleare e l’umanità è costretta a vivere sottoterra. Il protagonista del film, un uomo imprigionato e torturato dalle autorità, viene scelto per partecipare a un esperimento che coinvolge il viaggio nel tempo.

Gli scienziati che conducono l’esperimento inviano l’uomo indietro nel tempo, alla Parigi degli anni ’60, in modo da trovare una soluzione per salvare il mondo distrutto in cui vive. L’uomo si innamora di una donna che incontra durante il suo viaggio nel tempo, ma deve tornare al suo presente per continuare la sua missione.

In seguito, gli scienziati decidono di inviare l’uomo ancora più indietro nel passato, nell’epoca del Medioevo, per cercare di ottenere informazioni sulla causa della guerra nucleare. Durante questo viaggio, l’uomo si rende conto che un uomo che aveva visto da bambino è responsabile della guerra nucleare, e decide di tornare nel suo presente per tentare di prevenire la guerra.

La Jetée è una storia complessa e suggestiva che esplora temi come la memoria, il tempo, la realtà e la percezione, e utilizza la narrazione visuale per creare un’atmosfera onirica e surreale.

Personaggi

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Il film La Jetée presenta pochi personaggi principali, tra cui:

L’Uomo – interpretato da Jean Négroni – il protagonista del film, imprigionato e torturato dalle autorità in un futuro post-apocalittico. Viene selezionato per partecipare a un esperimento che coinvolge il viaggio nel tempo e viene inviato indietro nel tempo alla ricerca di una soluzione per salvare il suo mondo.

La Donna – interpretata da Hélène Chatelain – la donna che l’uomo incontra durante il suo viaggio nel tempo nella Parigi degli anni ’60. Si innamora di lui e lo accompagna nella sua missione.

Gli Scienziati – interpretati da Jacques Ledoux e André Heinrich – gli scienziati che conducono l’esperimento di viaggio nel tempo e che inviano l’uomo indietro nel tempo per trovare una soluzione per salvare il mondo distrutto in cui vive.

L’Uomo al Museo – interpretato da Davos Hanich – l’uomo che l’uomo incontra durante il suo viaggio nel tempo nel Medioevo e che si rivela essere il responsabile della guerra nucleare che ha distrutto il mondo futuro.

Oltre ai personaggi principali, il film presenta anche alcuni personaggi minori e figure di sfondo che appaiono nelle immagini fotografiche del film.

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Produzione

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La Jetée è un film del 1962 diretto da Chris Marker, uno dei più importanti cineasti sperimentali francesi del XX secolo. Il film è noto per essere stato realizzato con una tecnica unica e innovativa, ovvero con la quasi totale assenza di immagini in movimento e con l’uso esclusivo di fotografie in bianco e nero.

La produzione del film è stata particolarmente impegnativa, poiché Marker ha dovuto ricorrere a tecniche molto complesse per creare l’effetto di movimento utilizzando solo le fotografie. Il film è stato girato in un periodo di sei mesi e ha richiesto la realizzazione di oltre 2.000 fotografie, con l’aggiunta di alcune scene in movimento girate su pellicola.

La colonna sonora del film è stata composta da Trevor Duncan, con l’aggiunta di alcune musiche di Mozart e Brahms. La voce narrante del film è stata fornita da Jean Négroni.

La Jetée è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes nel 1962 e ha ottenuto un grande successo di critica, grazie alla sua innovativa tecnica di realizzazione e alla sua complessa trama. Il film è stato influente nella cinematografia sperimentale e ha ispirato molti registi e artisti nel corso degli anni.

Distribuzione e accoglienza 

La Jetée è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes nel 1962, dove ha suscitato l’interesse della critica internazionale e ha vinto il premio della giuria. Il film ha poi avuto una distribuzione limitata in Francia e in altri paesi europei, ma è stato accolto con entusiasmo dal pubblico e dalla critica.

Negli anni successivi, La Jetée è stato considerato uno dei film sperimentali più importanti e influenti mai realizzati, grazie alla sua tecnica di realizzazione innovativa e alla sua complessa trama. Il film ha influenzato molti registi e artisti nel corso degli anni, diventando un classico del cinema d’autore.

Oltre al successo di critica, La Jetée è stato anche un successo commerciale, incassando molto più del previsto per un film sperimentale a basso budget. Il film è stato distribuito in molti paesi e ha ottenuto un grande seguito tra gli appassionati del cinema d’avanguardia.

Oggi, La Jetée è considerato un classico del cinema sperimentale e viene spesso citato come uno dei film più importanti e influenti della storia del cinema. Il film è stato restaurato e rimasterizzato in varie occasioni ed è ancora oggi oggetto di studio e di riflessione da parte di critici, studiosi e appassionati del cinema.

Stile del film

La Jetée è un film sperimentale che utilizza una tecnica di realizzazione innovativa, basata sull’uso esclusivo di fotografie in bianco e nero. La maggior parte del film è composta da una serie di fotografie statiche, che vengono presentate in successione per creare l’effetto di movimento. Questa tecnica conferisce al film un’atmosfera onirica e surreale, creando un’esperienza visiva molto particolare.

Il film utilizza anche una narrazione non-lineare, saltando avanti e indietro nel tempo e creando un effetto di discontinuità. Questo stile narrativo si combina con la tecnica di realizzazione delle fotografie per creare un’esperienza visiva molto intensa e complessa, che richiede allo spettatore di essere molto attento e concentrato.

La colonna sonora del film è composta da una combinazione di effetti sonori, musica classica e dialoghi in francese. La voce narrante del film è utilizzata in modo molto efficace per creare un’atmosfera misteriosa e inquietante, che si combina perfettamente con le immagini statiche delle fotografie.

Lo stile di La Jetée è molto sperimentale e innovativo, utilizzando tecniche che non erano comuni nel cinema dell’epoca. Questo ha permesso al film di distinguersi dagli altri film del suo tempo e di diventare un classico del cinema d’autore.

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Il regista

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Chris Marker, nato il 29 luglio 1921 e deceduto il 29 luglio 2012, è stato un regista, sceneggiatore, scrittore, fotografo e artista francese, considerato uno dei più importanti cineasti sperimentali del XX secolo.

Marker ha iniziato la sua carriera nel mondo del cinema negli anni ’50, lavorando come assistente regista e girando alcuni documentari. Nel 1958 ha girato il suo primo cortometraggio, intitolato Les statues meurent aussi, che è stato un grande successo di critica e ha suscitato l’interesse del pubblico per il suo approccio innovativo al cinema documentario.

Dopo il successo di Les statues meurent aussi, Marker ha continuato a lavorare come regista e ha realizzato una serie di film sperimentali e documentari che lo hanno reso famoso in tutto il mondo. Oltre a La Jetée, tra i suoi film più famosi si possono citare Sans Soleil (1983), A Grin Without a Cat (1977) e Le Joli Mai (1963).

Oltre alla sua carriera nel cinema, Marker ha lavorato anche come scrittore, pubblicando numerosi libri e saggi sulla cultura e la politica, e come fotografo, realizzando diverse mostre e progetti fotografici.

Chris Marker è stato una figura di spicco nella cultura francese e internazionale, amato sia dal pubblico che dalla critica per la sua innovazione, creatività e originalità. La sua morte nel 2012 è stata sentita in tutto il mondo come una grande perdita per il mondo del cinema e dell’arte.

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