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Fernand Leger, le opere del Cubismo e il film Ballet Mecanique

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Nato nel 1881 Fernand Leger è uno dei più registi più importanti della storia del cinema. Comincia come disegnatore dello studio di un architetto di Parigi nel 1903. È stato un artista molto eclettico, creatore di cartoni di arazzi e di vetrate, decoratore, ceramista, scultore, disegnatore, illustratore, costumista, scenografo.

Figlio di un allevatore Normanno riesce a trasferirsi a Parigi dove viene ammesso all’Ecole des Beaux-Arts e frequenta l’accademia Julian e il Louvre. Nel 1911 espone al Salon des Indépendants il dipinto Nudi nella foresta insieme ad altre opere dei colleghi Robert Delaunay, Albert Gleizes, Henri Le Fauconnier, Jean Metzinger. Nasce il dibattito e le polemiche che diffondono il termine di cubismo. L’evoluzione dello stile di Fernand Leger è alimentata dal vivace clima artistico parigino: si ispira all’impressionismo, ai fauves e ai quadri di Paul Cézanne,

Fernand Leger e il Cubismo

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Intorno al 1907 nasce il Cubismo. Fernand Leger si unisce a Picasso e a Braque. Condivide con loro il rifiuto del l’imitazione, del sentimento del soggetto in favore dell’oggetto ordinario e dell’artificio vivente contro natura morta. Fernand Leger preferisce i colori primari  le forme curve coniche cilindriche. 

Con il quadro La Donna in blu, presentata al Salon d’Automne del 1912, Léger sperimenta l’arte astratta, dove i personaggi diventano nature morte, case e alberi. Questa ricerca raggiunge il suo apice nel lungo ciclo dei Contrasti di forme, tra il 1913 ed il 1914.

Quando scoppia la guerra Leger è chiamato al Fronte. Rimane intossicato dai gas nella battaglia di Verdun. Durante la convalescenza studia le forme cubiste ed il mondo popolare delle industrie e del lavoro: Leger si trasforma in una sorta di “costruttore”. 

Il suo obiettivo non è realizzare un motore funzionante, ma inserire il meccanismo dentro un flusso estetico e di forme. In queste opere la presenza umana non è presente, i protagonisti sono le macchine, simbolo del lavoro dell’uomo, della tecnologia e del nuovo secolo.

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Questo metodo di produzione artistica si aggancia alle teorie del futurismo, secondo cui le nuove arti di avanguardia dovevano eliminare il soggetto umano e l’introspezione del mondo interiore con il ritmo e le forme degli oggetti meccanici. Un’arte ispirata dai principi della fisica meccanica. 

Nel dopoguerra si riconosce in quella estetica meccanica che vede vari sviluppi in tutta Europa. Nei suoi quadri l’oggetto quotidiano seriale spettacolarizzato dell’arte delle vetrine negli affissi pubblicitari, nei grandi magazzini, prende vita propria con all’automazione e viene esentato dal suo valore strumentale. Viene celebrato per le sue qualità estetiche come oggetto e come spettacolo. La figura umana, quando appare, si ritrova parificata agli oggetti e ad essi confusa. 

Le opere di Fernand Leger

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Ballet Mecanique rappresenta un film di avanguardia che che il frutto di questa ricerca artistica. Nel 1924 Fernand Leger conosce già il cinema e ne è affascinato. Già prima della guerra con i compagni dell’avanguardia frequenta le sale cinematografiche di Parigi. Resta folgorato da Charlot di Charlie Chaplin partecipa alle riunioni di Ricciotto Canudo. 

Nel 1919 per l’amico Blaise Cendrars disegna un libro La fine del mondo filmato dall’angelo di notre-dame. Nel 1920 realizza diverse tavole per uno Charlot. Si tratta di una poesia filmica ma anche del progetto di un film mancato. Realizza quindi una marionetta assemblando legno colorato in vista di un film d’animazione: Charlot cubist, altro film mancato. La marionetta viene riciclata per prologo ed epilogo di Ballet Mecanique. 

Nel 1922 disegna scenografie e costumi per i balletti svedesi. Decisivo il film Roue, del 1923, di Abel Gance, di cui disegna il manifesto. Fernand Leger scrive in quell’occasione, collaborando a l’affiche del film: “Primo piano, frammento meccanico fisso e mobile, proiettato ad un ritmo accelerato, che giunge allo stato simultaneamente e che schiaccia, elimina l’oggetto umano.”

Ballet Mecanique

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Mentre prepara Ballet Mecanique Fernand Leger allestisce una scenografia per Futurismo nel 1924, di Marcel l’Herbier. Si occupa della creazione del laboratorio del protagonista, l’ingegner Norsen con uno stile cubista vicino ai suoi quadri meccanici. 

Crea il montaggio accelerato della sequenza finale del film sperimentato in La Roue, e qui portato all’eccesso. Così il film di L’Herbier risulta come la versione estesa di Ballet Mecanique il film di Leger è una sintesi del Futurismo.

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Fernand Leger si proibisce di narrare una storia. In Ballet Mecanique mostra un’azione drammatica o una documentazione della realtà. I protagonisti assoluti sono gli oggetti e il ritmo. Il film ha una struttura in 7 parti. In ciascuna di esse appaiono oggetti d’uso comune ed elementi meccanici senza profondità, inquadrati in piano ravvicinato. 

Sono frammenti di macchine, utensili, moltiplicati con immagini prismatiche, associati secondo materiali e per analogia e contrasti di forme. L’oggetto perde il suo valore utilitaristico e acquista valore plastico. Nel 1923 Leger può vantarsi di essere il primo ad aver saputo trarre dall’elemento meccanico moderno delle realizzazioni pittoriche.

Fernand Leger e il cinema

Ora con il cinema, meccanismo per eccellenza, può conferire movimento ai suoi elementi meccanici. La scomposizione cubista dell’oggetto nello spazio trova un supporto notevole nella durata dell’inquadratura ed il ritmo del montaggio. Il cinema dona bellezza dinamica all’oggetto secondo la legge del ritmo meccanico. Il ritmo interno, con il montaggio di oggetti statici, imita il ritmo esterno fino a diventare ipercinetico.

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Il cinema è il mezzo più adeguato a riprodurre la percezione moderna veloce. Ballet Mecanique viene realizzato in stretta collaborazione con un operatore americano Dudley Murphy. Nel film appare Katherine Murphy e Kiki de Montparnasse. I suoi occhi sono disegnati, le sue labbra anche. Certe riprese sono state fatte da Man Ray. Le immagini caledoscopiche sono un’invenzione Ezra Pound. George Antheil compone la colonna sonora del film. Ballet Mecanique è stato rimane più volte da Fernand Léger. 

Lo stile di Fernand Léger

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Fernand Leger raggiunge in questi anni di attività la semplificazione delle forme estrema. Non esiste più alcun riferimento con la realtà esterna e le forme si trasformano in spazi uniformemente colorati e illuminati da una luce piena. 

L’arte di Fernand Léger non è frutto di improvvisazione ma di un’attenta e lunga pianificazione, supportata da studi e riflessioni razionali. Léger parte da una serie di disegni e progetti ed elabora le possibilità, prima di creare la versione definitiva dell’opera.

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