Intervista al regista Cevahir Çokbilir per Indiecinema Film Festival 2022

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Parla il regista del bellissimo cortometraggio turco “Ant and Human”

Ant and Human del turco Cevahir Çokbilir è uno dei primi corti che abbiamo selezionato, per la nuova edizione di Indiecinema Film Festival. Scarno. Essenziale. Poetico. All’inizio una cruda scena di guerra e la sua inaspettata risoluzione. Due soli protagonisti in scena, circondati da un paesaggio brullo. Un uomo e una formica. Ma così come il microcosmo è sempre in relazione con il macrocosmo, da questo incontro tra creature di dimensioni tanto diverse nasce una piccola lezione di vita, destinata a lasciare il segno. Dopo aver selezionato il film, ne abbiamo voluto parlare direttamente con l’autore…

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Chi è Cevahir Çokbilir

Prima di concentrarci sul  film da noi selezionato per la seconda edizione dell’Indiecinema Film Festival, vorremmo sapere da te, Cevahir Çokbilir, qualche dettaglio in più sugli studi di natura artistica che hai portato avanti in Turchia e sui tuoi primi lavori cinematografici. Abbiamo sentito, ad esempio, di altri cortometraggi che hanno avuto molto successo, entrando in concorso e vincendo premi presso svariati festival… puoi aggiungere intanto qualcosa su queste esperienze?

Volevo studiare musica al Liceo di Belle Arti, ma non mi è stato possibile superare l’esame. Dato che musicisti e insegnanti di musica non hanno grosse garanzie di lavoro, come del resto succede per molti altri settori in Turchia, ho scelto il Dipartimento di Radio, TV e Cinema, andando all’università. Nel 2012 ho completato la mia formazione universitaria presso l’Università di Ankara, proprio nella Facoltà di Comunicazione, Radio, TV e Cinema. Poi ho completato il mio master presso il dipartimento di cinema e TV dell’Istituto di Belle Arti dell’Università di Marmara.

In precedenza ho avuto vari lavori a livello produttivo ed esperienze sul set, ma il primo film che ho diretto è stato bel 2012 un breve documentario chiamato Maşuk. In Anatolia ci sono persone che svolgono il ruolo di “zakir“, suonano il baglama saz, cantano versi e propongono canzoni popolari nel cem (il principale servizio religioso) della tradizione alevita. All’interno di questo film, abbiamo raccontato episodi della vita di un nonno, ormai anziano, che in gioventù aveva sia recitato nelle vesti di “zakir” che suonato il baglama ai matrimoni, mostrando quindi come le tracce di tale cultura in quei villaggi siano adesso sul punto di scomparire.

Questa cultura è anche chiamata “Cultura dell’Amore”. Il nostro amatissimo film documentario è stato proiettato in importanti festival internazionali nel 2012, 2013 e 2014. Abbiamo poi ricevuto 17 premi da festival cinematografici nazionali e internazionali, per i miei cortometraggi Pomegranate Time, realizzato nel 2014, e Snowfall Time, realizzato nel 2018, che si basa sulle esperienze della mia famiglia ai tempi del colpo di stato militare del 12 settembre 1980 in Turchia. Naciye Çokbilir, musicista che è anche mia madre, diplomatasi alla scuola elementare molto in ritardo, dopo il matrimonio, formatasi a livello artistico senza aver ricevuto alcuna istruzione, ha assunto qui il ruolo di attrice protagonista e co-sceneggiatrice.

Abbiamo partecipato a molte proiezioni ed eventi con queste opere, accolte con grande interesse da tutti i festival in cui sono stati selezionati e talvolta premiati nel 2014, 2015, 2016, 2018, 2019, 2020. Abbiamo peraltro incontrato e intervistato gli abitanti poveri dei villaggi, coi bambini stessi di tali paesini, quando istallavamo schermi cinematografici e sistemi audio nei villaggi della regione di Yavuzeli, distretto di Gaziantep, dove ho girato il film.

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Il primo film Cevahir Çokbilir

Il mio film Snowfall Time è anche quello che ho girato come tesi di laurea. Oltre a questi lavori, al diploma e ad alcune conferenze, ho anche composto la musica del film Chaos di Semir Aslanyürek. Chaos è stato inoltre proiettato al 42° Montreal World Film Festival. Poiché mia madre è musicista, ho svolto l’incarico di direttore musicale nelle loro registrazioni in studio e ho fatto anche il regista di video musicali.

Suono il baglama saz e la chitarra. Nella tradizione dell’alevismo anatolico, uno strumento come il baglama si trova in ogni casa. Essendo cresciuto con le canzoni popolari, il mio legame con la musica è innato. Sul mio canale YouTube, puoi guardare i film da me girati  – l’ultimo non l’ho ancora pubblicato, perché la partecipazione ai festival del nostro Ant and Human è ancora in corso – e al contempo puoi guardare videoclip di canzoni e ballate popolari, che ho diretto e cantato io stesso.

In sintesi, per me è molto prezioso aver partecipato a molteplici festival e ricevuto premi per i film che ho realizzato, sicché le storie che ho raccontato sono arrivate a migliaia di persone e sono state apprezzate. Se tale percorso festivaliero è fonte di grandi motivazioni, per un regista che non è ancora approdato al primo lungometraggio, il fatto che i film inclusi nelle selezioni dei festival cinematografici non trovino poi in Turchia molto spazio nelle sale cinematografiche e raggiungano quindi pochissimi spettatori, è anch’esso un fattore importante, da tenere in conto sia nel realizzare film che nell’inviarli ai festival.

Ne consegue infatti qualche svantaggio, allorché uno vorrebbe che la propria opera fosse guardata da un pubblico più ampio possibile. È stata una risposta un po’ lunga, grazie per essere stato paziente, fino a qui. Ma penso che di risposte lunghe ne darò anche altre (sorride).

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Il film Ant and Human

Ad ogni modo, la risposta così lunga e interessante mi è piaciuta, davvero. Venendo ora ad “Ant and Human”, come è nata l’ispirazione per questo lavoro? Noi del festival abbiamo apprezzato molto i temi esplorati nel cortometraggio. Ci è sembrato di scorgere, tra l’altro, un’allegoria del Karma, che emergerebbe sia dal destino del personaggio in scena, sia dal confronto tra l’estremamente piccolo e l’estremamente grande… siete dunque partiti da considerazioni di natura filosofica, spirituale?

La risposta a questa domanda vi viene data da mio zio Şahin Çokbilir, che è l’attore principale e sceneggiatore del nostro film, ed è anche un musicista. Ecco perciò cosa posso riferire su ciò che ha ispirato il nostro film Ant and Human: Mantenendosi al di sopra della natura, l’uomo fa guerre per dominare tutto, in ogni campo. Sta per distruggere sia la natura che se stesso. La fame è il fenomeno più evidente. I bambini sono da ciò i più colpiti. Tutto questo lampeggiava davanti ai miei occhi. Ho buttato giù questo script per provare a spiegarlo. In questo senso, la sceneggiatura è emersa come avviluppata spiritualmente e filosoficamente. Volevo spiegare che le guerre distruggeranno il nostro mondo, che dovremmo coesistere con gli altri esseri viventi, in natura, e che possiamo sopravvivere solo se ci sosteniamo a vicenda. Allora amiamo gli altri come amiamo noi stessi. Voglio dire, grandi o piccoli, abbiamo tutti bisogno l’uno dell’altro.

In effetti avevamo notato che l’attore del corto porta il tuo stesso cognome. E abbiamo sentito anche che, nei lavori precedenti, hai spesso collaborato con tua madre. Quindi la vostra è una famiglia di artisti, tutti interessati a vario titolo all’arte cinematografica? E hai appena confermato che c’è un’altra passione in comune, la musica… giusto?

Già, ne ho parlato un po’ nella risposta alla tua prima domanda. Mia madre è una donna che si è formata nel campo della musica contando solo sulle proprie energie, ed attualmente produce album e singoli, canzoni e brani popolari. Sebbene mio zio abbia avuto esperienze teatrali già durante gli anni dell’università, ha iniziato a fare musica professionalmente nel 1991 con l’album Entering a Heart con Yunus Emre e Pir Sultan. Ha molti dischi all’attivo. Sebbene gli stili e i gusti di noi tre differiscano, abbiamo le stesse radici, in quanto veniamo dalla tradizione turkmena alevita, una tradizione secolare in cui saz baglama e canzoni popolari creavano un fitto dialogo praticamente in ogni casa. La musica è una passione, uno stile di vita, non solo per mia madre e mio zio, ma per quasi tutta la nostra famiglia.

Lo stile di Ant and Human

In “Ant and Human” vi è uno stile di ripresa contemplativo, incentrato su paesaggi, silenzi e spazi interiori. È questa la tua poetica, allora? Ed è stata influenzata in qualche modo dai grandi autori turchi del passato o del presente, come Nuri Bilge Ceylan?

Secondo il copione, abbiamo un cast molto ristretto. Un umano e una formica. Pertanto, al fine di stabilire al meglio l’atmosfera realistica della storia, abbiamo cercato di realizzare la fotografia e il sound design in un modo che amplificasse l’effetto della storia sul pubblico. Come si può vedere nei miei film precedenti, sono solito adottare lunghi piani-sequenza, riprese panoramiche e attenzione per il paesaggio, scene oniriche proprio mentre creo situazioni drammatiche. Impossibile poi non lasciarsi ispirare da Nuri Bilge Ceylan. Allo stesso tempo, Yılmaz Güney, Abbas Kiarostami, Andrey Tarkovsky, Theodoros Angelopoulos sono tra i principali registi da cui sono stato influenzato.

La sequenza d’apertura del film mostra una situazione di violenza, di guerra. Cosa pensi del clima che si è respirato in questi anni, tra Europa e Medio Oriente, coi recenti avvenimenti in Ucraina che stanno creando un carico di angoscia ancora maggiore?

All’inizio del film, volevo girare la scena che rappresentasse una situazione di guerra e che pensavo avrebbe rafforzato l’effetto del film, con un gruppo più numeroso di soldati. Tuttavia, abbiamo adeguato tale spunto ai limiti posti dalle possibilità economiche del film. Per quanto riguarda le guerre… Il 2 luglio 1993 in Turchia si verificò un massacro, noto anche come massacro di Sivas o massacro di Madımak. Artisti e intellettuali turchi furono bruciati vivi o comunque uccisi. È un segno nero nella storia umana. Vorrei condividere con voi la prima strofa dell’opera di Aşık Nesimi ÇimenPeace Pigeon“, si tratta di uno degli artisti e poeti popolari bruciati lì, che può estendersi facilmente alle guerre in Ucraina, Europa e Medio Oriente, diciamo ovunque nel mondo. Il poema dice:

“Lasciate che le amicizie si creino, che la gente rida

Che la colomba della pace voli nel mondo

Perisca il male, muoia l’inimicizia

Che la colomba della pace voli nel mondo

Lasciate che si creino amicizie, che la gente rida

Lasciate che le guerre finiscano, che le persone non muoiano

Nesimi vi dice, o costruttori di missili

assassini spietati e crudeli

Lasciate che tutte le persone vivano

Che la colomba della pace voli nel mondo

Lasciate che si creino amicizie, che la gente rida

Lasciate che le guerre finiscano, in modo che le persone non muoiano”

Quanto è significativo, riguardo al momento che stiamo attraversando, vero? Consentitemi di completare la risposta alla vostra domanda con una citazione dal poema Peace, del poeta greco Yannis Ritsos:

La pace è il sogno del bambino.

La pace è il sogno che vede tua madre.

La pace sono le parole d’amore cantate sotto gli alberi.

…”

Dovremmo conoscere il valore della pace. Chiudiamo allora con “l’italiano” Cicerone: “Meglio la pace peggiore della guerra più giusta“.

Cevahir-Çokbilir

I film indipendenti in Turchia

Un’ultima domanda, riguardante in parte anche il nostro festival, che inizialmente nasce per supportare i migliori risultati del cinema indipendente made in Italy: qual è la situazione in Turchia, a livello economico e pratico, per chiunque voglia produrre “indie movies”?

Ad uno dei più importanti registi del cinema turco, Derviş Zaim, dopo che un suo film venne proiettato anni fa all’Antalya Golden Orange Film Festival, lo studente di turno del dipartimento di cinema nella rituale intervista chiese: “Quali sono le qualità di base, che un regista dovrebbe avere per fare un film?” Lui rispose così. 1- Una bella storia e sceneggiatura. 2- Buona capacità di regia. 3 E, soprattutto, la capacità di trovare denaro.

Se non sai come trovare i tuoi fondi e gli sponsor, per fare un film indipendente in Turchia, rimane tutto un po’ difficile. Sebbene le istituzioni statali quali ad esempio la Direzione Generale del Cinema del Ministero della Cultura forniscano una quantità significativa di supporti alla produzione di documentari, cortometraggi, animazioni e lungometraggi, questi fondi potrebbero non risultare sufficienti, durante il completamento del processo di produzione del tuo film.

Anche se in qualche modo riesci a completare il processo produttivo, inutile pensare di distribuire l’opera in tutte le sale cinematografiche del paese; e se riesci a raggiungere il 5% delle sale cinematografiche e ad incontrare così il pubblico, questo è già un numero molto buono. In altre parole, non dovresti mai dimenticare che non potrai trarre profitto dal botteghino, quando inizi a girare il film.

Il cinema mainstream e “nazional-popolare” ottiene quasi tutti gli incassi al botteghino. Sia le sale che il sistema distributivo che l’insufficiente supporto alla produzione rendono quasi impossibile per i registi indipendenti continuare a fare film. Il nostro piccolo film Ant and Human è prodotto dalla Repubblica Turca. Un cortometraggio sostenuto dalla Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura e del Turismo. Allo stesso tempo, il comune di Worms dalla Germania lo ha sostenuto.

Ant and Human è stato paradossalmente uno dei 2 progetti di cortometraggi più sostenuti in Turchia, quando ha ricevuto il finanziamento di base. L’importo del supporto era di 20.000 Lire Turche. Quando lo valutiamo con il cambio odierno, corrisponde a 1450 Dollari Americani. Con un budget del genere, riferito alla realizzazione di un cortometraggio, non si sarebbe nemmeno sicuri di poter pagare l’iscrizione ai festival cinematografici più importanti del panorama mondiale. Io e mio zio, attore e sceneggiatore del corto, abbiamo finito così per coprire l’80% del budget totale del film.

Inoltre, per continuare la tua vita, devi anche sostenere spese quotidiane come l’affitto della casa, l’elettricità, il gas naturale, l’acqua e internet. Quando lavori in qualsiasi attività con una media di almeno 8-10 ore al giorno, lo stipendio medio mensile varia qui tra 310 e 350 USD. Diciamo che sei riuscito a soddisfare i tuoi bisogni primari come affitto casa, elettricità, gas naturale, acqua e internet con 250 dollari, con l’importo rimanente devi soddisfare altri bisogni primari come alimentazione, abbigliamento e socializzazione.

Quindi, in conclusione, se la tua famiglia non era in partenza molto ricca e non hai ereditato da una famiglia davvero benestante, se non riesci poi a trovare fondi seri, devi fare uno sforzo sovrumano per fare un film indipendente in Turchia.

Stefano Coccia           

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