I film da non perdere sulla vecchiaia

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Il cinema ha spesso raccontato la vecchiaia attraverso figure iconiche: il nonno saggio, il mentore burbero, la matriarca amorevole. Queste immagini familiari, radicate nel nostro immaginario, hanno dato vita a storie potenti e universali. Ma l’ultima, complessa stagione della vita è anche un territorio di profonda introspezione, un palcoscenico denso di dramma e rivelazioni inaspettate.

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Esiste infatti un cinema che ha saputo guardare alla senilità non come a un epilogo, ma come a un confronto con l’essenza stessa dell’esistenza. È un cinema che non teme di affrontare la mortalità, la fragilità del corpo e della mente, la solitudine lancinante e il potere capriccioso della memoria.

Questa guida è un viaggio attraverso l’intero spettro di queste narrazioni. È un percorso che unisce i grandi capolavori che hanno definito il genere alle più sconosciute produzioni indipendenti. Opere che trasformano l’invecchiamento in un potente terreno di esplorazione esistenziale, utilizzando la figura dell’anziano come una lente d’ingrandimento attraverso cui esaminare la condizione umana nella sua interezza, le crepe di una società e l’essenza stessa di cosa significhi vivere.

I Maestri del Passato: Sguardi Fondamentali sulla Senilità

Prima di esplorare le derive contemporanee, è necessario rendere omaggio a tre opere capitali che hanno gettato le basi per la rappresentazione cinematografica della vecchiaia, definendo un canone estetico e tematico che ancora oggi influenza i registi di tutto il mondo.

Umberto D. (1952)

Capolavoro assoluto del Neorealismo italiano, il film di Vittorio De Sica segue la disperata lotta per la sopravvivenza di Umberto Domenico Ferrari, un anziano funzionario statale in pensione. Con una misera pensione, cerca di mantenere la propria dignità di fronte alla povertà schiacciante, all’indifferenza della sua padrona di casa e alla solitudine di una Roma del dopoguerra che non ha più posto per i suoi anziani.

L’analisi di De Sica e del suo sceneggiatore Cesare Zavattini è spietata e commovente. La regia si sofferma sui gesti minimi, sulle routine quotidiane che diventano rituali di una disperazione silenziosa. La celebre sequenza della giovane serva Maria che si sveglia all’alba non è una divagazione, ma il cuore pulsante del film: un’altra vita ai margini, un’altra solitudine che risuona con quella di Umberto. Il rapporto con il cane Flike, lontano da ogni facile sentimentalismo, rappresenta l’ultimo legame affettivo in un mondo che ha smarrito la propria umanità.

Il posto delle fragole (Smultronstället) (1957)

Wild Strawberries - Ingmar Bergman - Official trailer - Smultronstället

Un lungo viaggio in auto da Stoccolma a Lund, intrapreso dall’anziano e illustre professor Isak Borg per ricevere un’onorificenza accademica, si trasforma in un pellegrinaggio interiore. Attraverso sogni, incubi e incontri casuali, Borg è costretto a confrontarsi con il proprio passato, i rimpianti, gli amori perduti e i fallimenti emotivi di una vita spesa all’insegna del rigore intellettuale ma segnata da un’arida freddezza.

Ingmar Bergman orchestra una sinfonia magistrale che fonde realismo e surrealismo onirico. I sogni di Borg sono tribunali dell’inconscio in cui viene giudicato per la sua incapacità di amare. Questo film sulla terza età è una profonda meditazione sulla mortalità e sulla memoria, che esplora la possibilità di una riconciliazione finale con se stessi. Bergman ci suggerisce che non è mai troppo tardi per guardarsi allo specchio e chiedere perdono, anche se solo al fantasma della propria giovinezza.

Viaggio a Tokyo (Tōkyō Monogatari) (1953)

Tokyo Story - Official Trailer

Un’anziana coppia, Shūkichi e Tomi Hirayama, lascia il piccolo villaggio di Onomichi per visitare i figli a Tokyo. Scopriranno, con garbata delusione, che i figli, un medico e una parrucchiera, sono troppo assorbiti dalle loro vite frenetiche per dedicare loro del tempo. L’unica a mostrare un affetto sincero è la vedova del loro figlio morto in guerra, Noriko.

Yasujirō Ozu, con il suo stile inconfondibile fatto di inquadrature statiche ad altezza tatami e un ritmo contemplativo, cattura la malinconia agrodolce del divario generazionale. Il film è una delle più struggenti riflessioni sulla dissoluzione dei legami familiari tradizionali nel Giappone del dopoguerra. La rassegnazione silenziosa dei genitori di fronte all’inevitabile scorrere del tempo e al cambiamento dei costumi sociali è un potente commento sulla modernità e sul suo prezzo umano.

Queste tre opere, pur appartenendo a cinematografie e movimenti diversi, convergono su un punto fondamentale: utilizzano la figura dell’anziano come un sismografo morale della società. La solitudine di Umberto, i rimpianti di Isak e la delusione dei coniugi Hirayama non sono solo drammi individuali, ma sintomi di un mondo in rapida trasformazione che sta perdendo la capacità di prendersi cura dei propri anziani e, per estensione, della propria memoria collettiva. La vecchiaia non è il problema in sé, ma la condizione che rende i protagonisti dolorosamente consapevoli di un fallimento più ampio: quello di una società che non è più in grado di offrire loro un posto, un significato o una dignità.

II. L’Amore ai Tempi del Crepuscolo: Intimità, Sacrificio e Memoria

L’amore nell’ultima fase della vita è un territorio complesso, dove l’intimità si scontra con la fragilità del corpo, e il peso di una vita intera di ricordi può diventare una presenza ingombrante. Il cinema d’autore contemporaneo esplora queste dinamiche con una sensibilità e un coraggio rari, mostrando come l’amore possa diventare l’ultimo, estremo atto di resistenza contro la dissoluzione.

Una visione curata da un regista, non da un algoritmo

In questo video ti spiego la nostra visione

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Amour (2012)

Palma d’Oro a Cannes, il capolavoro di Michael Haneke è un’opera di un rigore quasi insopportabile. Anne e Georges, due colti insegnanti di musica in pensione, vedono il loro amore messo alla prova più dura quando lei viene colpita da un ictus che la paralizza progressivamente. Il loro appartamento parigino diventa un mondo chiuso, un teatro della sofferenza, della cura e della dignità.

Haneke rifiuta ogni sentimentalismo per porre allo spettatore una domanda etica fondamentale: come si gestisce la sofferenza della persona amata quando ogni speranza è perduta? Il film è un’analisi chirurgica dell’amore come atto di cura estrema, un legame che si spinge fino al sacrificio finale per preservare la dignità di chi non è più in grado di difenderla. È un film difficile, che ci costringe a confrontarci con la nostra stessa mortalità e con i limiti dell’amore di fronte alla malattia.

45 Anni (45 Years) (2015)

45 Years (2015) Official Trailer

Alla vigilia della festa per il loro 45° anniversario di matrimonio, Kate e Geoff ricevono una lettera. Il corpo di Katya, la prima fidanzata di Geoff, è stato ritrovato perfettamente conservato nei ghiacci delle Alpi, dove era morta in un incidente 50 anni prima. Questa notizia, un fantasma dal passato, incrina le fondamenta di una vita intera.

Il film di Andrew Haigh è un thriller psicologico mascherato da dramma coniugale. Attraverso la straordinaria interpretazione di Charlotte Rampling, assistiamo al lento insinuarsi del dubbio, della gelosia e della terrificante consapevolezza che il passato non è mai veramente passato. La memoria di un amore giovanile, congelata nel tempo, diventa una presenza più reale e potente di 45 anni di vita condivisa, mettendo in discussione l’identità stessa della coppia.

Il mio giardino persiano (Keyke Mahboobe Man) (2024)

MY FAVOURITE CAKE Trailer (2024) Drama Movie

Mahin è una donna di settant’anni, vedova da trenta. Vive sola a Teheran da quando i figli si sono trasferiti all’estero. Stanca della solitudine, un giorno decide di rompere la monotonia e di riaprirsi alla vita e all’amore. L’incontro con un tassista coetaneo, Faramarz, innesca una notte di confidenze, balli e libertà ritrovata.

Questo film iraniano, diretto da Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha, è un piccolo gioiello di coraggio e delicatezza. Un gesto privato, come invitare un uomo a casa per una cena, diventa un atto di ribellione silenziosa e gioiosa contro le restrizioni sociali e religiose dell’Iran contemporaneo. È un inno universale al diritto alla felicità a qualsiasi età, un promemoria che il desiderio e la vitalità non hanno data di scadenza.

In queste opere, l’amore in età avanzata non è mai un idillio pacificato, ma un campo di battaglia. La minaccia non è esterna, ma interna: è la malattia che disgrega l’identità, un fantasma del passato che riscrive la memoria condivisa, o un regime sociale che nega il diritto al desiderio. L’amore diventa così l’ultimo atto di resistenza contro la dissoluzione del sé, una lotta attiva per la conservazione della memoria e per l’affermazione della propria umanità contro le forze disgregatrici del tempo, della malattia o della società.

III. La Mente Labirintica: Demenza, Identità e Realtà Soggettiva

Rappresentare il declino cognitivo è una delle sfide più ardue per un cineasta. Come tradurre in immagini la perdita di memoria, la confusione, la dissoluzione dell’identità? I film seguenti non si limitano a descrivere la demenza dall’esterno, ma tentano l’impresa audace di immergere lo spettatore nell’esperienza soggettiva della malattia, utilizzando linguaggi cinematografici innovativi e radicali.

The Father – Nulla è come sembra (2020)

Lucky - Official Trailer

Anthony ha ottant’anni, vive da solo nel suo appartamento di Londra e rifiuta tutte le badanti che sua figlia Anne cerca di imporgli. Ma la sua percezione della realtà sta iniziando a vacillare. Chi sono le persone che entrano ed escono da casa sua? E quella casa è davvero la sua?

Tratto dalla sua stessa opera teatrale, il film di Florian Zeller è un’esperienza cinematografica rivoluzionaria. La scenografia, i personaggi e la cronologia degli eventi cambiano continuamente, senza preavviso, costringendo lo spettatore a vivere in prima persona la confusione e l’angoscia del protagonista. La performance di Anthony Hopkins, premiata con l’Oscar, è un tour de force che ci porta nel cuore di una mente che si sta sgretolando, rendendo tangibile l’orrore di non potersi più fidare dei propri ricordi e delle proprie percezioni.

Vortex (2021)

Vortex by Gaspar Noé Trailer #1 (2022) | Movieclips Indie

Un’anziana coppia vive i suoi ultimi giorni in un appartamento parigino ingombro di libri, ricordi e disordine. Lei, ex psichiatra, è affetta da una forma avanzata di demenza. Lui, critico cinematografico, cerca di portare a termine il suo ultimo libro mentre la salute del suo cuore peggiora. Il loro figlio, un ex tossicodipendente, cerca di aiutarli, ma è a sua volta sopraffatto.

Gaspar Noé, noto per il suo cinema provocatorio, firma la sua opera più matura e compassionevole. Utilizzando uno split-screen per quasi tutta la durata del film, Noé ci mostra simultaneamente le vite parallele e sempre più distanti dei due protagonisti. Non è un mero virtuosismo tecnico, ma un potente strumento formale per rappresentare la solitudine condivisa, la divisione percettiva e l’impossibilità di comunicare quando la realtà di uno non corrisponde più a quella dell’altro.

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Relic (2020)

RELIC [2020] Official Trailer

Quando l’anziana Edna scompare misteriosamente, sua figlia Kay e sua nipote Sam si recano nella sua isolata casa di campagna per cercarla. Edna riappare qualche giorno dopo, ma qualcosa in lei è cambiato. Una presenza oscura sembra essersi impossessata della casa e della sua mente, manifestandosi attraverso una sinistra muffa nera che si espande sui muri.

Questo horror psicologico australiano è una delle più potenti e terrificanti metafore della demenza mai viste sullo schermo. La regista Natalie Erika James utilizza gli elementi del genere per visualizzare il decadimento fisico e mentale. La casa, con i suoi corridoi labirintici e le sue stanze in decomposizione, diventa la rappresentazione fisica della mente di Edna, un luogo un tempo familiare che si trasforma in un territorio ostile e irriconoscibile.

Arrugas (Wrinkles) (2011)

Wrinkles Official Trailer (2014) - Tacho González Spanish Animation Movie HD

Emilio, un direttore di banca in pensione, viene portato in una casa di riposo dalla sua famiglia dopo le prime avvisaglie di Alzheimer. Lì fa amicizia con il suo compagno di stanza, Miguel, un argentino cinico e scaltro che gli insegna i trucchi per sopravvivere alla monotonia della vita nell’istituto. Ma la malattia di Emilio progredisce, minacciando di portarlo al temuto “piano di sopra”, dove vengono trasferiti i casi senza speranza.

Tratto dalla pluripremiata graphic novel di Paco Roca, questo film d’animazione spagnolo per adulti affronta il tema della demenza con una delicatezza, un umorismo e una dignità straordinari. L’animazione permette di visualizzare le fughe nella fantasia dei personaggi, i loro ricordi e il processo soggettivo della perdita di memoria, offrendo uno sguardo profondamente umano su una malattia che troppo spesso viene raccontata solo attraverso la sofferenza.

Clouds of Sils Maria (2014)

RELIC [2020] Official Trailer

Maria Enders, un’attrice di fama internazionale, viene invitata a recitare nel remake della pièce teatrale che la rese celebre vent’anni prima. All’epoca interpretò Sigrid, una giovane e ambiziosa assistente che seduce e porta al suicidio la sua datrice di lavoro, Helena. Ora, le viene offerto il ruolo di Helena. Mentre si prepara per la parte con la sua giovane assistente, Valentine, i confini tra vita e finzione iniziano a confondersi.

Il film di Olivier Assayas è una raffinata riflessione metacinematografica sull’invecchiamento, l’identità e il passare del tempo. Il confronto tra Maria e la nuova, giovane attrice che interpreterà Sigrid diventa un doloroso specchio delle sue ansie sulla perdita di rilevanza e sul confronto con una nuova generazione. È un’analisi acuta del modo in cui l’arte e la vita si intrecciano, e di come i ruoli che interpretiamo finiscono per definire chi siamo.

Questi film rappresentano un’evoluzione cruciale nel modo in cui il cinema racconta la demenza. Spostano il punto di vista dall’osservatore esterno all’esperienza interna del malato. Non si limitano a “descrivere” la confusione, ma la “fanno vivere” allo spettatore attraverso strategie formali radicali. Il cinema diventa così uno strumento per mappare una coscienza che si dissolve, dimostrando che per rappresentare onestamente la perdita della realtà, a volte è necessario rinunciare a una rappresentazione oggettiva della realtà stessa, frammentando la narrazione per rispecchiare la frammentazione della mente.

IV. Rituali di Passaggio: Viaggi, Eredità e Riconciliazioni

L’avvicinarsi della fine spesso innesca un bisogno di movimento, non solo fisico ma anche interiore. Un viaggio per chiudere i conti, un’ultima avventura per sentirsi vivi, un percorso per lasciare un’eredità o per trovare una tardiva riconciliazione. I film di questa sezione esplorano la vecchiaia come un pellegrinaggio, un rituale di passaggio verso l’accettazione e la pace.

Lucky (2017)

Lucky - Official Trailer

Lucky è un novantenne ateo, burbero e fieramente indipendente che vive in una sperduta cittadina nel deserto. La sua routine è scandita da yoga mattutino, passeggiate, cruciverba e accese discussioni filosofiche al bar locale. Una banale caduta in casa lo costringe per la prima volta a fare i conti con la propria fragilità e l’imminenza della morte.

Questo film è il testamento spirituale del suo leggendario protagonista, Harry Dean Stanton, alla sua ultima, magnifica interpretazione. È una meditazione poetica e ironica sulla mortalità, la spiritualità e il significato dell’esistenza. Attraverso incontri con i bizzarri abitanti della città, Lucky intraprende un viaggio interiore che lo porta dall’ateismo dogmatico a una forma di accettazione quasi zen. Il film ci insegna che l’illuminazione può arrivare anche a novant’anni, magari sorridendo di fronte al “vuoto”.

Nebraska (2013)

Nebraska Official Trailer

Woody Grant, un anziano alcolizzato del Montana, è convinto di aver vinto un milione di dollari a un concorso a premi e vuole a tutti i costi andare in Nebraska a ritirare la vincita. Per assecondarlo e impedirgli di mettersi in pericolo, suo figlio David, di mezza età e con una vita insoddisfacente, decide di accompagnarlo in auto.

Girato in un bianco e nero malinconico e spazzato dal vento, il film di Alexander Payne è un road movie familiare tanto amaro quanto tenero. Il viaggio diventa l’occasione per David di scoprire un passato del padre che non conosceva, fatto di amori, eroismi di guerra e tradimenti. È un film sulla dignità, sul bisogno di sentirsi importanti almeno una volta nella vita, e sul rapporto padre-figlio, che trova in un gesto finale di affetto una commovente e silenziosa riconciliazione.

The Straight Story (Una storia vera) (1999)

Official Trailer THE STRAIGHT STORY (1999, Richard Farnsworth, Sissy Spacek, David Lynch)

Quando Alvin Straight, un contadino di 73 anni dell’Iowa, viene a sapere che suo fratello Lyle, con cui non parla da dieci anni, ha avuto un infarto, decide di andare a trovarlo in Wisconsin. Poiché non ha la patente e la vista debole, Alvin affronta il viaggio di quasi 400 chilometri a bordo del suo piccolo trattore tosaerba.

David Lynch abbandona le sue atmosfere surreali e inquietanti per dirigere il suo film più lineare e commovente, basato su una storia vera. Il lento viaggio di Alvin attraverso i paesaggi del Midwest americano diventa un’odissea epica sulla testardaggine, il rimorso e il bisogno di riconciliazione. Ogni incontro lungo la strada è una tappa di un percorso di riflessione sulla vita, la famiglia e la mortalità, che culmina in un incontro finale di una semplicità e potenza disarmanti.

Another Year (2010)

Another Year - Official Trailer (HD)

Tom e Gerri sono una coppia felicemente sposata sulla soglia della pensione. La loro casa accogliente e il loro giardino rigoglioso sono un porto sicuro per una serie di amici e parenti infelici, soli e spesso disperati, tra cui Mary, una collega di Gerri divorziata e alcolizzata, e Ken, un vecchio amico obeso e depresso.

Mike Leigh, maestro del realismo sociale britannico, scandisce il film attraverso le quattro stagioni di un anno, usandole come metafora del ciclo della vita. L’opera è un’esplorazione profonda e agrodolce della felicità e della solitudine in età matura. La stabilità di Tom e Gerri funge da specchio che riflette, a volte crudelmente, il fallimento e la disperazione degli altri, ponendo domande complesse sull’amicizia, l’empatia e i limiti della nostra capacità di aiutare chi amiamo.

Questi viaggi, siano essi su un trattore, in un’auto sgangherata o semplicemente attraverso le stagioni di un anno, rappresentano il tentativo finale dei protagonisti di dare un senso alla propria esistenza. Non si tratta di cercare risposte definitive, ma di compiere un gesto, di intraprendere un’azione che possa riscattare una vita di silenzi, rimpianti o solitudine. In questo cinema, il movimento diventa una forma di preghiera laica, un modo per dire: “Sono ancora qui, e la mia storia non è ancora finita”.

V. Dinamiche Familiari: Conflitti, Segreti e Legami Indissolubili

La famiglia è il primo teatro della nostra esistenza, un luogo di affetti ma anche di conflitti irrisolti, segreti e aspettative deluse. Quando si invecchia, queste dinamiche spesso si acuiscono. Le riunioni familiari diventano occasioni per bilanci, confronti e, a volte, per svelare verità a lungo taciute. I film di questa sezione esplorano la complessità dei legami familiari attraverso la lente della terza età.

Still Walking (Aruitemo Aruitemo) (2008)

STILL WALKING Trailer (2008) - The Criterion Collection

La famiglia Yokoyama si riunisce per commemorare l’anniversario della morte del figlio maggiore, Junpei, annegato quindici anni prima per salvare un ragazzo. Durante una giornata estiva, tra la preparazione del cibo, conversazioni apparentemente banali e piccoli riti familiari, emergono lentamente le tensioni, i risentimenti e i rimpianti che covano sotto la superficie.

Hirokazu Kore-eda, con la sua sensibilità quasi documentaristica, costruisce un ritratto familiare di una profondità e complessità straordinarie. Ispirato alla sua esperienza personale, il film esplora il lutto, la memoria e il modo in cui le famiglie sono tenute insieme tanto dall’amore quanto da un tessuto di piccole crudeltà e delusioni. È un’opera che, come quelle di Ozu, trova il dramma universale nei dettagli della vita quotidiana.

The Farewell (2019)

The Farewell | Official Trailer HD | A24

La famiglia di Billi scopre che l’amata nonna, Nai Nai, ha un cancro terminale e solo poche settimane di vita. Secondo la tradizione cinese, decidono di non dirle la verità per non farla soffrire. Organizzano un finto matrimonio del cugino come pretesto per riunire tutta la famiglia, sparsa per il mondo, e darle un ultimo, inconsapevole addio.

Basato su “una bugia vera” della vita della regista Lulu Wang, il film è una commedia toccante e intelligente che esplora lo scontro culturale tra l’approccio occidentale, basato sulla verità a tutti i costi, e quello orientale, che privilegia il benessere emotivo collettivo. Il rapporto tra Billi (un’intensa Awkwafina) e sua nonna è il cuore pulsante di un’opera che riflette sull’identità, sulle radici e sul significato di famiglia in un mondo globalizzato.

Toni Erdmann (2016)

Toni Erdmann | Official US Trailer (2016)

Winfried, un anziano insegnante di musica con un debole per gli scherzi e i travestimenti, è preoccupato per sua figlia Ines, una consulente aziendale tutta d’un pezzo che sembra aver perso la gioia di vivere. Per cercare di riconnettersi con lei, si presenta a Bucarest, dove lei lavora, e si inventa un alter ego: Toni Erdmann, un life coach stravagante con parrucca e denti finti.

Questa commedia tedesca di quasi tre ore è un’opera geniale, esilarante e profondamente commovente sul rapporto padre-figlia e sull’alienazione della vita moderna. Attraverso una serie di situazioni imbarazzanti e surreali, il film critica la disumanità del mondo aziendale e celebra il potere liberatorio della follia e dell’amore paterno. È un film che ci ricorda che a volte, per ritrovare se stessi, bisogna avere il coraggio di essere ridicoli.

A Separation (Una separazione) (2011)

A Separation | Official Trailer HD (2011)

Simin vuole lasciare l’Iran con sua figlia per offrirle un futuro migliore, ma suo marito Nader si rifiuta di partire per non abbandonare il padre anziano, malato di Alzheimer. La loro separazione innesca una catena di eventi che coinvolge la badante di estrazione umile assunta da Nader, portando a un conflitto di classe, religioso e morale che finisce in tribunale.

Il capolavoro di Asghar Farhadi, vincitore dell’Oscar, è un thriller morale di una complessità e tensione straordinarie. La malattia del padre non è il tema centrale, ma il catalizzatore che fa esplodere le contraddizioni di una società e le fragilità dei singoli individui. Ogni personaggio ha le sue ragioni, e il film si rifiuta di emettere giudizi, lasciando lo spettatore a confrontarsi con dilemmi etici senza facili soluzioni.

La famiglia, in questo cinema, non è mai un rifugio idilliaco. È un sistema complesso, un organismo vivente che porta con sé le cicatrici del passato e le incertezze del futuro. I protagonisti anziani di questi film non sono patriarchi o matriarche che dispensano saggezza, ma figure che, con la loro sola presenza, costringono le generazioni più giovani a fare i conti con la propria storia, le proprie scelte e la propria mortalità.

VI. Documentare la Vita: Sguardi Veri sulla Terza Età

Il cinema documentario offre una finestra unica e potente sulla realtà dell’invecchiamento. Senza la mediazione della finzione, questi film ci portano direttamente nelle vite, nelle case e nei pensieri degli anziani, rivelando storie di resilienza, solitudine, creatività e amore. Sono opere che sfidano gli stereotipi e ci costringono a guardare alla terza età con occhi nuovi.

Dick Johnson Is Dead (2020)

Dick Johnson is Dead / Trailer / 28th Ji.hlava IDFF

La documentarista Kirsten Johnson sa che suo padre, Dick, sta per morire. Affetto da demenza, il suo tempo sta per finire. Per affrontare l’inevitabile perdita, Kirsten decide di “uccidere” suo padre più e più volte, ma solo per finta, sullo schermo. Insieme, mettono in scena una serie di morti fantasiose e incidenti tragicomici, sperando che il cinema possa aiutarli a esorcizzare il dolore.

Questo documentario è un’opera straordinariamente originale, divertente e straziante. Mescolando realtà e finzione, Johnson crea un amorevole e creativo tributo a suo padre, esplorando il modo in cui usiamo le storie e le immagini per affrontare la mortalità. È un film che ride in faccia alla morte, pur riconoscendone il potere devastante, e celebra la vita fino all’ultimo, assurdo, magnifico istante.

The Mole Agent (El agente topo) (2020)

Trailer El Agente Topo

Un investigatore privato deve verificare se una sua cliente, ospite in una casa di riposo in Cile, sia maltrattata. Per farlo, assume un “agente segreto”: Sergio, un vedovo di 83 anni, che si infiltra nella struttura come nuovo residente. Armato di occhiali con telecamera e di una goffaggine disarmante, Sergio inizia la sua indagine.

Quello che inizia come un bizzarro spy movie si trasforma presto in un’osservazione tenera e profonda sulla solitudine e l’amicizia nella terza età. Sergio scopre che il vero “crimine” commesso in quella casa di riposo non è l’abuso fisico, ma l’abbandono e la solitudine. Il film di Maite Alberdi è un documentario commovente e pieno di umorismo che ci fa innamorare dei suoi protagonisti e riflettere sul modo in cui la nostra società tratta i suoi anziani.

Il Tempo Rimasto (2021)

The Time You Left (Official Trailer)

Un viaggio nel tempo e nella memoria attraverso i volti e i racconti di un gruppo di anziani. Persone che sono state bambine ieri e che oggi portano sul viso e nelle parole le tracce di una vita intera, le gioie, i dolori, le guerre e le trasformazioni di un Paese.

Il documentario di Daniele Gaglianone è un’opera poetica e necessaria che esplora il dialogo tra ciò che è stato e ciò che resta. Attraverso fotografie, ricordi e silenzi, il film costruisce un mosaico della memoria collettiva italiana, invitandoci a prenderci il tempo per ascoltare. È un atto di resistenza contro la fretta del presente, un omaggio alla saggezza e alla resilienza di una generazione che ha ancora molto da raccontare.

Le quattro volte (2010)

The Turin Horse - Trailer

In un piccolo villaggio medievale della Calabria, la vita di un anziano pastore si intreccia con quella di un capretto appena nato, di un abete maestoso e del carbone prodotto dalla legna. Il film segue il ciclo della vita e della natura, suggerendo una visione pitagorica della trasmigrazione dell’anima attraverso il regno umano, animale, vegetale e minerale.

L’opera di Michelangelo Frammartino è un documentario che sconfina nella favola e nella meditazione filosofica. Quasi completamente privo di dialoghi, il film si affida alla potenza delle immagini e dei suoni della natura per raccontare i cicli eterni dell’esistenza. L’anziano pastore non è solo un individuo, ma la prima tappa di un viaggio cosmico, un anello di una catena che lega tutte le creature e gli elementi in un’unica, misteriosa danza.

Il documentario, in queste sue diverse forme, ci dimostra che la realtà dell’invecchiamento è più ricca, complessa e sorprendente di qualsiasi finzione. Questi film non si limitano a osservare, ma partecipano, dialogano e celebrano le vite dei loro soggetti. Ci insegnano che ogni anziano è una biblioteca di storie, un archivio di memoria vivente, e che ascoltare queste storie è un modo per comprendere meglio non solo il passato, ma anche il nostro presente e il nostro futuro.

VII. Orizzonti Lontani: La Vecchiaia nel Cinema del Mondo

L’esperienza dell’invecchiamento è universale, ma ogni cultura la vive e la rappresenta in modo unico. Uscire dai confini del cinema occidentale ci permette di scoprire prospettive diverse sulla famiglia, la comunità, la spiritualità e il ruolo dell’anziano nella società. Questa selezione offre uno sguardo su come registi di diverse nazionalità hanno affrontato il tema della terza età.

Whisky (2004)

Whisky - 2004 - Trailer

Jacobo, il laconico e solitario proprietario di una fabbrica di calzini a Montevideo, sta per ricevere la visita del fratello Herman, un industriale di successo che vive in Brasile. Per non sfigurare, Jacobo chiede alla sua fedele e altrettanto silenziosa dipendente, Marta, di fingersi sua moglie per qualche giorno.

Questa tragicommedia uruguaiana di Juan Pablo Rebella e Pablo Stoll è un capolavoro di umorismo impassibile e malinconia sottile. Con dialoghi ridotti al minimo e un’attenzione quasi ossessiva alla routine e alla monotonia, il film dipinge un ritratto indimenticabile della solitudine e dell’incomunicabilità. La finzione messa in scena dai due protagonisti diventa un’occasione per immaginare una vita diversa, un breve spiraglio di calore in un’esistenza grigia e ripetitiva.

Ida (2013)

Ida by Pawel Pawlikowski official trailer

Polonia, 1962. Anna è una giovane novizia cresciuta in un convento. Prima di prendere i voti, la madre superiora la spinge a conoscere la sua unica parente in vita: la zia Wanda, un’ex procuratrice comunista, disillusa e alcolizzata. Wanda le rivela che il suo vero nome è Ida Lebenstein e che è ebrea. Insieme, le due donne intraprendono un viaggio per scoprire cosa accadde alla loro famiglia durante l’occupazione nazista.

Il film di Paweł Pawlikowski, vincitore dell’Oscar, è un’opera di una bellezza formale abbagliante, girata in un bianco e nero austero e in formato 4:3. Il viaggio di Ida e Wanda è un confronto tra fede e disincanto, silenzio e memoria storica. La figura di Wanda, una donna anziana che porta il peso di un passato tragico e di scelte impossibili, è un personaggio indimenticabile che incarna le ferite e le contraddizioni della storia polacca del XX secolo.

A Torinói Ló (Il cavallo di Torino) (2011)

The Turin Horse - Trailer

Ispirato all’episodio che si dice abbia causato il crollo mentale di Friedrich Nietzsche, il film immagina la vita del cocchiere e di sua figlia nei sei giorni successivi. In una fattoria isolata e spazzata da un vento incessante, i due ripetono gesti quotidiani sempre uguali, mentre il mondo intorno a loro sembra spegnersi lentamente: il cavallo si rifiuta di mangiare, il pozzo si prosciuga, il fuoco non si accende più.

L’ultimo, apocalittico film del maestro ungherese Béla Tarr è un’esperienza cinematografica estrema. Girato in soli 30, ipnotici piani sequenza in bianco e nero, è una parabola desolata sulla fine dell’esistenza e sulla fatica del vivere. La vecchiaia del cocchiere e la sua lotta quotidiana contro una natura ostile diventano una metafora della condizione umana ridotta alla sua essenza più cruda: la pura e semplice, disperata resistenza.

About Endlessness (Sull’infinitezza) (2019)

About Endlessness - Official Trailer

Una voce narrante femminile ci guida attraverso una serie di quadri viventi, brevi vignette che catturano momenti di vita quotidiana intrisi di bellezza e crudeltà, splendore e banalità. Un prete che ha perso la fede, un uomo che incontra un vecchio compagno di scuola che non lo saluta, una coppia che fluttua sopra una città in rovina.

Il regista svedese Roy Andersson, con il suo stile unico e inconfondibile, crea un’opera che è allo stesso tempo una commedia surreale e una profonda meditazione filosofica sulla vulnerabilità dell’esistenza. Molti dei suoi personaggi sono anziani o di mezza età, figure perse in un mondo pallido e purgatoriale, che incarnano la fragilità, il dubbio e la ricerca di un senso. È un cinema che trova l’universale nel dettaglio, l’eterno nell’effimero.

Aurora (2010)

Aurora [2010] trailer

Viorel, un uomo di 42 anni, vaga per Bucarest con un fucile da caccia. Lo seguiamo nelle sue azioni quotidiane, apparentemente banali e sconnesse, che lentamente costruiscono la tensione verso un atto di violenza inspiegabile.

Il secondo capitolo della trilogia “Sei storie dalla periferia di Bucarest” di Cristi Puiu è un film ostico e radicale. Il protagonista non è anziano, ma il suo vagare apatico e la sua incapacità di comunicare il proprio malessere lo rendono una figura che incarna un tipo di “vecchiaia” esistenziale, un esaurimento della spinta vitale. Puiu, maestro del Nuovo Cinema Rumeno, ci costringe a osservare, senza spiegazioni psicologiche, il vuoto e la disperazione che possono nascondersi dietro la normalità, offrendo un ritratto spietato dell’alienazione nella società post-comunista.

Attraversare queste cinematografie significa arricchire la nostra comprensione della vecchiaia, liberandola da una prospettiva unicamente occidentale. Questi film ci mostrano come la senilità possa essere un tempo di resa dei conti con la storia collettiva, un’esperienza di desolazione cosmica o un’occasione per una comicità surreale. Ci ricordano che, in ogni angolo del mondo, l’ultima fase della vita rimane un mistero profondo, un terreno fertile per le domande più essenziali sulla nostra esistenza.

VIII. L’Orrore della Fragilità: La Vecchiaia nel Cinema di Genere

Il cinema horror e di genere ha spesso utilizzato la figura dell’anziano come fonte di terrore, dal nonno cannibale al vecchio custode di segreti indicibili. Ma un filone più recente e sofisticato ha iniziato a usare gli strumenti del genere in modo metaforico, per esplorare le paure reali e profonde legate all’invecchiamento: la perdita di controllo sul proprio corpo e sulla propria mente, la decadenza fisica e la paura di diventare un peso per gli altri.

Old People (2022)

Old People 2022 Trailer YouTube | Horror Movie

Ella torna al suo villaggio natale per il matrimonio della sorella, portando con sé i suoi due figli. La festa viene brutalmente interrotta quando gli anziani residenti della casa di riposo locale, abbandonati e dimenticati dalla società, si trasformano in furiosi assassini, scatenando una notte di terrore e vendetta contro le generazioni più giovani.

Questo horror tedesco disponibile su Netflix utilizza la struttura di uno zombie movie per veicolare un messaggio sociale tanto semplice quanto efficace. La ribellione degli anziani non è soprannaturale, ma è la conseguenza dell’abbandono e della solitudine. Il film, pur con i suoi limiti, trasforma la rabbia repressa di una generazione dimenticata in una furia omicida, una metafora cruda e diretta del conflitto generazionale e del modo in cui la società moderna emargina i suoi membri più fragili.

The Taking of Deborah Logan (2014)

The Taking of Deborah Logan Official Trailer #2 (2014) - Horror Movie HD

Una troupe di studenti sta girando un documentario su Deborah Logan, un’anziana donna affetta da Alzheimer. Inizialmente, i suoi comportamenti bizzarri vengono attribuiti alla malattia. Presto, però, la troupe si rende conto che qualcosa di molto più antico e malvagio si sta impossessando di lei, trasformando il suo declino cognitivo in un’agghiacciante discesa nell’orrore.

Questo found footage è uno degli esempi più efficaci di come l’horror possa esplorare la demenza. Il film gioca abilmente sull’ambiguità tra i sintomi della malattia e i segni di una possessione soprannaturale, rendendo ancora più terrificante la perdita di identità della protagonista. La trasformazione di Deborah da dolce nonna a creatura mostruosa è una potente allegoria della paura e dell’incomprensione che spesso circondano le malattie neurodegenerative.

Late Phases (2014)

Late Phases Official Trailer 1 (2014) - Horror Movie HD

Ambrose, un veterano del Vietnam cieco e burbero, si trasferisce in una comunità per anziani dove i residenti vengono misteriosamente attaccati e uccisi da quella che sembra essere una bestia feroce. Ambrose si rende presto conto che i suoi nuovi vicini nascondono un terribile segreto legato alla luna piena e decide di prepararsi per un’ultima, sanguinosa battaglia.

Unendo il film di lupi mannari con il dramma sulla terza età, Late Phases è un’opera di genere originale e sorprendente. Il protagonista, interpretato da un magnifico Nick Damici, è un eroe anziano e disabile che rifiuta di essere una vittima. La sua lotta contro i licantropi diventa una metafora della battaglia contro la decadenza fisica e la rassegnazione, un’affermazione potente della volontà di combattere fino alla fine, anche quando il corpo sembra aver ceduto.

Bubba Ho-Tep (2002)

Bubba Ho-tep Official Trailer #1 - Bruce Campbell Movie (2002) HD

In una casa di riposo del Texas, un uomo anziano che sostiene di essere il vero Elvis Presley (scampato alla morte scambiandosi con un imitatore) si allea con un altro residente, un uomo di colore che crede di essere John F. Kennedy, per combattere una mummia egizia che si nutre delle anime degli anziani ospiti.

Questo cult movie diretto da Don Coscarelli è una delle opere più bizzarre e geniali mai realizzate sulla vecchiaia. Con una performance leggendaria di Bruce Campbell nel ruolo di Elvis, il film è una commedia horror esilarante e, a suo modo, profondamente toccante. È una riflessione sulla perdita di identità, sulla celebrità e sulla dignità, che ci dice che non si è mai troppo vecchi per essere degli eroi e salvare il mondo, anche se solo quello di una squallida casa di riposo.

In questo cinema, l’orrore non è solo un pretesto per spaventare, ma diventa un linguaggio per esprimere l’inesprimibile. La trasformazione mostruosa, la possessione, la lotta contro creature soprannaturali diventano potenti metafore delle battaglie interiori che si combattono durante la vecchiaia. Questi film ci mostrano che la paura più grande non è quella dei mostri, ma quella di perdere se stessi, di essere dimenticati, di diventare invisibili. E ci ricordano che, anche nella fragilità, può nascondersi una forza inaspettata e un coraggio eroico.

Una visione curata da un regista, non da un algoritmo

In questo video ti spiego la nostra visione

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Immagine di Fabio Del Greco

Fabio Del Greco

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