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Cinema iraniano, guida essenziale ai film ed ai registi

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Indice dei contenuti

Tra i film imperdibili della storia del cinema i film iraniani hanno un ruolo importante. Mentre l’occidente vive una fase di declino artistico che sembra inesorabile in confronto al fermento degli anni 60 e 70, alcuni paesi orientali e medio orientali sembrano sempre più orientati a creare film d’essai e interessanti sperimentazioni artistiche. E’ il caso del cinema iraniano.

La causa probabilmente è da cercare nelle condizioni di vita difficili, spesso ai limiti della sopravvivenza. Più un paese sembra avere un rapporto difficile con il benessere materiale più sembra produrre un cinema estremo, nuovo, necessario, di sopravvivenza spirituale

Il cinema iraniano è considerato tra i più importanti cinema d’essai del mondo, e ha raggiunto la sua massima notorietà durante gli anni 90. La programmazione delle sale cinematografiche è dominata dai film commerciali iraniani come i film western. La produzione di film d’autore è molto vivace, specialmente nel settore indipendente dove vengono realizzati film destinati ad un circuito home video. 

Alcuni film vengono proiettati in festival internazionali e vengono programmati nei cinema iraniani, diventando più popolari. Ad esempio film come “I’m Taraneh, 15” di Rassul Sadr Ameli, “Under the skin of the City” di Rakhshan Bani-Etemad, “Marooned in Iraq” di Bahman Ghobadi e “Women’s Prison” di Manijeh Hekmat.

Film iraniani commerciali

Il cinema iraniano commerciale è sconosciuto in Occidente e non viene esportato. Si rivolge ad un pubblico di età giovane sotto i 30 anni, ed è un cinema studiato appositamente per il pubblico locale. 

Si differenzia in tre categorie diverse. Film che parlano della rivoluzione iraniana del 1979 e sulla guerra Iran-Iraq. Sono film pieni di patriottismo e dogmi religiosi. Ad esempio titoli come Eagles, Barzakhiha, The Viper, Dadshah , Boycott , Duel , Taraj , Ekhrajiha , The Glass Agency , Kani Manga , Ofogh , Bashu, the Little Stranger , Leily Ba Man Ast , M come in Mother e The Night Bus .

I film iraniani di maggior successo sono prevalentemente commedie romantiche commerciali. Dopo la guerra la gente ha sempre cercato nel cinema un’evasione e delle storie sentimentali per sognare ad occhi aperti. Questo genere di film, dagli anni 80 in poi, incassa più di tutti gli altri. 

Ad esempio film come La Lucertola , La Velata Blu , Ghermez , Leila , Outsiders , Char Changooli , Kolah Ghermezi e Pesar Khaleh , Kolah Ghermezi e Bache Naneh , L’Attore , Ejareh-Nesheenha , Shokaran , Dayere Zangi , Acquario , Cessate il fuoco , No Men Consentito, L’uomo mutato , Ciarlatano , Il regno di Salomone , Pattuglia di guida , Uccisione di cani pazzi , Una separazione e silenzio! Girls Don’t Scream. Questi sono film realizzati dopo la rivoluzione che hanno ottenuto record di incassi al botteghino. 

Per un lungo periodo il volto più amato del cinema commerciale iraniano è stato l’attore Mohammad Ali Fardin. Era considerato però un personaggio scandaloso dai conservatori islamici dopo la rivoluzione del 1979: era interprete di personaggi sempre in cerca di forti emozioni, alcol, droga, donne, locali notturni. 

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Mohammad Ali Fardin

Un personaggio studiato appositamente per avere successo che faceva sognare il pubblico dei cinema iraniani con uno stile di vita occidentale dissoluto e peccaminoso. Il governo islamico ha bloccato i suoi film e gli ha impedito di lavorare, ma la popolarità dell’attore è rimasta intatta fino alla morte. 

Al suo funerale era presente una vera e propria folla popolare. Mohammad Ali Fardin ha rappresentato per il pubblico cinematografico iraniano quello stile di vita che è impossibile ottenere in Iran, a cui tutt’ora la popolazione anela. Quando c’è povertà e conflitto è normale desiderare un maggiore benessere materiale, anche se il modello proposto dall’occidente sembra essere un modello di autodistruzione. Ma in questo momento non esistono altri modelli. 

Durante gli anni del conflitto, thriller come Senator , The Eagles , Boycott , The Tenants e Kani Manga occuparono la prima posizione al botteghino dei cinema.

Ufficialmente il governo iraniano disdegna il cinema americano ma non impedisce di distribuirlo in Iran. La critica del governo e della religione islamica è che il cinema americano non è un cinema portatore di valori, ma un prodotto commerciale fine a se stesso, senza etica e morale. Nonostante ciò la maggior parte dei film che circolano nei cinema e nei negozi homevideo iraniani sono film statunitensi che riscuotono enorme successo. 

Film americani come quelli di Steven Spielberg, di Brian De Palma, di Mel Gibson, la saga di 007, compongono la maggior parte della quota di mercato cinematografico in Iran, ed hanno un enorme successo, soprattutto tra i giovani. Anche la televisione li trasmette regolarmente per sfruttare la loro audience. 

New Wave del cinema iraniano

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The Cow

la New Wave iraniana è stato il movimento artistico più importante del cinema iraniano, a partire dall’inizio degli anni sessanta. Come film capostipite del movimento viene indicato il documentario House is black di Forough Farrokhzad.

Forough Farrokhzad, House is black

Forough Farrokhzad è stata un’importante poetessa iraniana che ha vissuto la sua gioventù in conflitto con il regime iraniano per le sue idee a favore dei diritti della donne. Le sue poesie trattavano principalmente il sentimento della libertà negata e l’esigenza di sottrarsi ai rigidi valori tradizionali.

All’inizio degli anni 60, dopo aver studiato il cinema in Europa, la poetessa ha la possibilità di girare un documentario su una casa di ricovero per lebbrosi commissionato dal governo iraniano. Ne viene fuori uno straordinario film poetico, The house is black che dà lo spunto a molti registi e poeti di creare film d’essai nuovi.

Guarda House is Black

Il movimento poi inizia finalmente nel 1964 con il film Hajir Darioush, basato sul romanzo l’amante di Lady Chatterley. 

Nel 1968 esce il film Shohare Ahoo Khanoom diretto da Davoud Mollapour. Nel 1969 esce nei cinema The Cow, diretto da Dario Mehrjui seguito dal film di Masoud Kimiai intitolato Qeysar.

The Cow

The Cow e la storia di un povero paesano di un villaggio sperduto nell’iran che ha come ragione di vita e di unico sostentamento la sua mucca. Per ragioni misteriose, quando è in viaggio fuori casa, la mucca muore.

Al suo ritorno tutti i compaesani cercheranno di nascondiglielo per non dargli un tragico dispiacere. Lentamente l’uomo sprofonda nella pazzia e si trasforma egli stesso nella mucca.

Guarda il film

Poi è il momento di Nasser Taqvai con il film Tranquillità in presenza di altri. La New Wave diventa una tendenza culturale e artistica, a cui si interessano intellettuali famosi.

La New Wave cinematografica degli anni 60 coinvolge anche l’Iran, spargendosi dalla Francia in vari paesi del mondo. I primi registi della New Wave iraniana sono Forough Farrokhzad , Sohrab Shahid Saless ,Bahram Beizai e Parviz Kimiai. 

Gli Anni Sessanta sono un periodo in cui il pubblico e i registi di tutto il mondo mettono in discussione i contenuti che gli vengono proposti dell’industria. C’è un’aria di rinnovamento che si trasmette, appunto, come una nuova onda. 

I registi più importanti che si sono affermati nella New Wave iraniana nel corso degli anni sono Abbas Kiarostami, Jafar Panahi, Majid Majidi, Bahram Beizai, Dario Mehrjui, Mohsen Makhmalbaf, Khosrow Sinai, Sohrab Shahid-Saless, Parviz Kimiavi, Samira Makhmalbaf, Amir Naderi, e Abolfazl Jalili. Hanno trattato la politica, la filosofia e la cultura iraniana come non era mai avvenuto prima. 

Il clima artistico in Iran era cambiato a partire dal colpo di stato del 19 agosto 1953. Era iniziato un grande fermento, soprattutto grazie al periodo d’oro della letteratura persiana. Questo fermento è culminato negli anni sessanta con la creazione di diversi movimenti artistici e della New Wave iraniana. Un tipo di film che potremmo definire postmoderni. 

I film iraniani della New Wave hanno uno stile fortemente ispirato al Neorealismo italiano, Ma si differenziano per alcune caratteristiche. I film neorealisti raccontano la realtà ma con attori e finzione. Il cinema iraniano si identifica con le modalità di produzione del miglior cinema indipendente, dove non c’è un netto confine tra documentario e finzione, tra realtà e messa in scena. 

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Il cinema iraniano della New Wave arriva ad influenzare i film europei come ad esempio alcune produzioni di Michael Winterbottom. Un esempio di questo tipo di cinema nella produzione indipendente italiana più recente è ad esempio La donna dello smartphone di Fabio del Greco, Appennino di Emiliano Dante, e molti altri film indie italiani che fanno della realtà il loro punto di forza. 

I critici cinematografici iraniani colgono nel film moderno iraniano la possibilità di liberarsi dalla rappresentazione univoca dell’uomo islamico. Si tratta finalmente di raccontare l’individuo nel flusso della storia e non all’interno di rappresentazioni religiose. 

la terza generazione di registi-autori iraniani è formata da nomi come Rafi Pitts, Bahman Ghobadi, Maziar Miri, Asghar Farhadi, Mani Haghighi e Babak Payami, Saman Salur e Abdolreza Kahani.

Cinema d’arte popolare iraniano 

Insieme alla New Wave ed ai film d’essai iraniani esiste un cinema popolare d’arte rivolto ad un pubblico più vasto. Si tratta di registi che non si rivolgono ad un pubblico raffinato intellettuale ma ad un pubblico popolare pur conservando uno stile poetico e artistico. 

Nasser Taghvaee e Ali Hatami sono i più noti registi di cinema popolare d’essai. Darius Mehrjui realizza anche film che sono considerati appartenenti alla New Wave. Il demone e il calvo Hassan, Adamo ed Eva, La storia del pescatore, La città delle arance e Talismano sono alcuni dei film popolari d’essai di Hatami.

Film iraniani al femminile 

Dopo l’ascesa della popolarità del Cinema d’essai iraniano nelle scuole di cinema del paese si diplomano ogni anno molte donne. Il cinema femminile iraniano vive una stagione d’oro, con registi come Samira Makhmalbaf, che ha realizzato il suo primo film, The Apple, quando aveva solo 17 anni. Ha vinto poi il Premio della giuria a Cannes nel 2000 per il suo film successivo, The Blackboard.

Le registe donne iraniane più importanti, conosciute dentro e fuori dall’Iraq, sono Rakhshan Bani-Etemad, Samira Makhmalbaf, Tahmineh Milani, Niki Karimi. 

Marjane Satrapi, regista di animazione e illustratrice, vincitrice di premi al festival di Cannes ed al festival di Rotterdam. Tahmineh Milani, vincitrice di importanti premi nei Festival arabi e orientali e vincitrice del Los Angeles Film Festival per The Unwanted Woman Movie, film del 2005.

Rakhshan Bani-Etemad ha iniziato la sua carriera nel 1995 con il suo film The Blue-Veiled al Locarno Film Festival. Da quel momento i suoi film successivi sono stati selezionati nei più importanti festival internazionali, come il Festival di Mosca e il festival del cinema di Torino. Il suo film Tales è stato selezionato alla mostra del cinema di Venezia nel 2014. 

Altre donne registe pluripremiate del cinema iraniano sono: Manijeh Hekmat ed i film Zendane Zanan, Pouran Derakhshandeh. Niki Karimi, Marzieh Meshkini, Hana Makhmalbaf. 

Film di guerra iraniani

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Il cinema di guerra iraniano è nato durante il conflitto Iran-Iraq. Sono stati realizzati alcuni film particolarmente ispirati e poetici come In the Alleys of Love (1990), di Khosrow Sinai. Il film è stato prodotto dal governo iraniano ma ha avuto diverse difficoltà nella realizzazione. 

Il cinema di guerra iraniano ha sempre avuto l’obiettivo di diffondere messaggi propagandistici, dove la guerra è vista in maniera positiva, come una missione per il miglioramento della società. Ma film come Tears of Cold e Duel hanno superato questa visione omologata imposta dal governo.

Molti registi di film di guerra del cinema italiano hanno avuto un notevole successo. Ecco la lista dei principali. 

Morteza Avini, famoso per il documentario di guerra Ravayat-e Fath. Shahriar Bahrani ha diretto il film L’attacco a H3. Mohammad Bozorgnia è il suo film Jang-e naftkesh-ha. Ahmad Reza Darvish con il film Duello. Seifollah Dad e il film Kani Manga. Samuel Khachikian e il film Eagles. Ebrahim Hatamikia ed I suoi film Mohajer, Az Karkheh ta Rhein, Booy-E Pirahan-E Yusef, The Glass Agency e Che. Mohsen Makhmalbaf per il film Le nozze della Beata. Rasoul Mollagholipour per Safar be Chazabeh e Mim Mesle Madar. Ali Shah Hatami per Akharin Shenasaee. Kamal Tabrizi per Dar Maslakh-e Eshgh e Leily Ba Man Ast. Kiumars Pourahmad per L’autobus notturno. Behzad Behzadpour per Khodahafez Rafigh. 

Altri film di guerra popolari

Altri film di guerra popolari del cinema iraniano sono: Goodbye Life diretto da Ensieh Shah-Hosseini, Heeva , Mazrae-ye pedari e Safar be Chazabeh diretto da Rasoul Mollagholipour , Kirkuk Operation , Hoor on Fire e Kani Manga diretto da Seifollah Dad. Che, Az Karkheh ta Rhein, Mohajer e The Red Ribbon diretto da Ebrahim Hatamikia. Grande tamburo sotto il piede sinistro diretto da Kazem Masoumi. Gilaneh, di Rakhshan Bani-Etemad. Il terzo giorno diretto da Mohammad Hossein Latifi. La ricompensa del silenzio, di Maziar Miri. Sizdah 59 diretto da Saman Salur. La regina, regia di Mohammad Ali Bashe Ahangar. Mardi shabih-e baran diretto da Saeed Soheili. Bashu, il piccolo straniero diretto da Bahram Beyzai. Snake Fang diretto da Masoud Kimiai e Hoor dar Atash diretto da Azizollah Hamidnezhad.

Cinema iraniano di animazione 

Gli artisti iraniani hanno un’antichissima tradizione nella realizzazione delle animazioni. A Teheran si svolge un importante festival del cinema di animazione. I principali registi al cinema di animazione iraniano sono: Noureddin Zarrin-Kelk, Bahram Azimi, Ali Akbar Sadeghi. 

Influenza francese sulla New Wave iraniana 

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Abbas Kiarostami

ll cinema iraniano della New Wave ha avuto un forte collegamento con la Nouvelle Vague francese. Molti studenti iraniani degli anni 50 e 60 emigravano in Francia per studiare e l’ambasciatore iraniano delle Nazioni Unite Fereydoun Hoveyda aveva un ruolo importante nella scena della cultura francese. In particolare era molto conosciuto nel mondo del cinema ed era amico di Francois Truffaut. Contribuì a creare la famosa rivista Le Cahier du cinema e lavorò anche con il regista italiano Roberto Rossellini ci fu un ponte quindi tra la cultura del Cinema del Francese e la cultura del cinema iraniano.

La fidanzata di Jacques Prévert Shusha Guppy, era una cantante e regista iraniana. Il compositore dei primi film di Francois truffaut e Jean Luc Godard era Serge Rezvani, poeta iraniano nato a Teheran. Farah Diba Ha studiò all’accademia delle Belle Arti in Francia ed è diventato membro permanente di essa. Altri artisti iraniani hanno iniziato la loro carriera artistica in Francia, come Robert Hossein.

La censura nel cinema iraniano

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Il cinema iraniano ha sempre goduto dell’attività di innumerevoli artisti di grande valore, ma essi si sono dovuti regolarmente confrontare con le rigide regole della censura, prima e dopo la rivoluzione. Alcuni registi iraniani hanno avuto difficoltà a distribuire i loro film all’estero. Il film pioniere della New Wave iraniana The Cow, del 1969, di Dariush Mehrjui, è stato prodotto dallo Stato. Ma lo stesso stato lo ha censurato al momento della distribuzione perché lo Scià non voleva che si diffondesse quella visione della vita rurale in un momento in cui la priorità era l’immagine progressista dell’Iran. Il film e i suoi premi nei festival ha infastidito a lungo il regime.

Dopo la rivoluzione iraniana molti registi sono stati vittima della censura, che si è andata attenuando dopo il 1987. L’applicazione delle regole è spesso arbitraria: alcuni film vengono bloccati, altri hanno il permesso di essere esportati all’estero. I criteri di valutazione sono piuttosto incoerenti. tutti i film di Jafar Panahi sono stati bloccati dalla censura. Molti dei film di Mohsen Makhmalbaf sono vietati in Iran, come ad esempio Time of Love, a causa di scene erotiche e per punti di vista critici sulla rivoluzione. La regista femminista Tahmineh Milani è stata messa in carcere per aver realizzato il film La metà nascosta perché il suo contenuto è stato ritenuto antirivoluzionario. Molti artisti e registi iraniani hanno chiesto la sua scarcerazione che è avvenuta dopo 8 giorni di reclusione.

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Jafar Panahi in Taxi Teheran

In Nargess , Rakhshan Bani-Etemad, un’altra regista donna iraniana, mette in discussione la morale della società, spingendosi ai limiti dei codici della censura. Abbas Kiarostami è un regista famoso in Europa ma il governo islamico ha sempre bloccato la proiezione di suoi film. In Iran i suoi lavori sono reperibili solo tramite DVD illegali e proiezioni clandestine. 

Kiarostami non ha le idee ben chiare su cosa non piace al governo dei suoi film e dice: “Penso che non capiscono i miei film e quindi mi impediscono di distribuirli nel caso in cui ci sia un messaggio che non vogliono far uscire”. Nonostante Kiarostami è sempre voluto rimanere in Iran per creare i suoi nuovi film. Dice: “Oggi la cosa più importante è che nonostante ci sia la censura i registi iraniani possono fare il loro lavoro e superare le difficoltà. Le difficoltà sono sempre esistite nel nostro paese e il nostro ruolo è superarle.

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