La Guida ai Migliori Film Storici

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Il cinema storico è molto più di una semplice ricostruzione di eventi passati. Non è un museo di costumi, né una cronaca imparziale di battaglie e re. Nella sua forma più potente, è un atto di interpretazione, il ponte più potente che abbiamo per connetterci emotivamente con chi è venuto prima di noi. È un tentativo di dare un senso non solo a cosa è successo, ma a perché è successo, e cosa significa per noi oggi. Questo genere costringe lo spettatore e il regista a confrontarsi con la domanda più complessa di tutte: dove finisce il fatto documentato e dove inizia la narrazione?

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Ogni film storico, infatti, opera su una tensione fondamentale: quella tra l’autenticità e la necessità drammatica, tra la verità storica e la creazione del mito. I registi più coraggiosi non cercano di fornire una risposta consolatoria, ma di porre domande scomode. Usano il passato come una lente d’ingrandimento per mettere a fuoco le dinamiche di potere, le crisi d’identità e le strutture della memoria che risuonano con un’urgenza immediata nel nostro presente. Il passato, in queste opere, non è un paesaggio morto e polveroso, ma un campo di battaglia attivo per le idee contemporanee.

Collettivamente, i migliori film storici non compongono un archivio di fatti, date e battaglie. Creano piuttosto un “archivio affettivo” del passato. Documentano le strutture emotive, le ansie, le speranze e le oppressioni di un’epoca attraverso l’esperienza soggettiva dei loro protagonisti. Offrono una comprensione della storia non come una serie di eventi ineluttabili, ma come un’esperienza vissuta, spesso dolorosa e contraddittoria. È un cinema che sfida le narrazioni dominanti e ci restituisce un mosaico di passati possibili, unendo la grande visione epica alle più intime produzioni indipendenti.

Aguirre, Furore di Dio (1972)

Aguirre, the Wrath of God (1972) Original Trailer [FHD]

Nella metà del XVI secolo, una spedizione di conquistadores spagnoli discende il Rio delle Amazzoni alla ricerca della mitica città dell’oro, El Dorado. Guidati dal delirante e tirannico Lope de Aguirre, gli uomini sprofondano lentamente nella follia, consumati dalla fame, dalle malattie e dalla spietata ossessione del loro leader. Il viaggio si trasforma in un’inesorabile discesa agli inferi, un’odissea di ambizione e disperazione nel cuore verde e impenetrabile della giungla.

Il capolavoro di Werner Herzog è un film storico che trascende la storia stessa per diventare un’indagine sulla natura della follia e del potere coloniale. . Questa fusione tra narrazione e processo creativo conferisce ad Aguirre un’autenticità quasi documentaristica. La follia di Aguirre non è solo recitata da Kinski, ma è palpabile nell’aria, nel sudore, nello sguardo allucinato degli attori, rendendo il film un’esperienza fisica e psicologica che incarna il delirio di onnipotenza dell’uomo occidentale di fronte a una natura che non può dominare.

Barry Lyndon (1975)

Barry Lyndon (1975) Original Trailer [FHD]

Nell’Irlanda del XVIII secolo, il giovane e ambizioso Redmond Barry è costretto a fuggire dal suo villaggio dopo un duello. La sua vita diventa una picaresca ascesa sociale che lo porta ad arruolarsi nell’esercito britannico, a diventare una spia prussiana e infine a sposare la ricca e nobile Lady Lyndon. Conquistato il titolo e la fortuna, Barry scoprirà che mantenere il proprio status nella rigida società aristocratica è una battaglia più crudele di qualsiasi guerra abbia mai combattuto.

Sebbene realizzato con un budget considerevole, l’approccio di Stanley Kubrick è intrinsecamente autoriale e indipendente nello spirito. Barry Lyndon è l’antitesi del dramma storico convenzionale. Girato interamente a lume di candela grazie a speciali obiettivi sviluppati dalla NASA, il film possiede una bellezza pittorica mozzafiato, con ogni inquadratura che ricorda un dipinto di Hogarth o Gainsborough. Questa estetica non è un mero vezzo, ma uno strumento di critica sociale. La perfezione formale e la voce narrante, distaccata e ironica, creano una distanza critica che espone la vacuità, l’ipocrisia e la brutalità nascoste sotto la superficie elegante dell’aristocrazia europea. La storia di Barry non è un’epopea, ma la cronaca di una caduta annunciata.

I Duellanti (1977)

The Duellists (1977) - Trailer HD 1080p

Durante l’era napoleonica, due ufficiali degli ussari francesi, D’Hubert e Feraud, iniziano una faida per un banale motivo d’onore. Questo scontro iniziale si trasforma in un’ossessione che li consuma per quasi vent’anni, portandoli a sfidarsi a duello in ogni angolo d’Europa, mentre sullo sfondo infuriano le grandi campagne militari di Napoleone. La loro personale guerra privata diventa il filo conduttore delle loro esistenze, un rituale assurdo e inestinguibile.

L’esordio alla regia di Ridley Scott è un’opera di straordinaria bellezza visiva, ispirata alla pittura dell’epoca, che utilizza un conflitto personale per riflettere sull’assurdità del codice d’onore e sulla natura della guerra. Il film non si concentra sulle grandi battaglie napoleoniche, ma le usa come cornice per un dramma intimo e psicologico. L’ossessione che lega i due protagonisti è un microcosmo della follia più grande che sta divorando l’Europa. Scott dimostra come il cinema storico possa esplorare temi universali come l’orgoglio, l’onore e la distruttività maschile attraverso una narrazione focalizzata e minimalista, dove ogni duello è una pennellata che compone un ritratto desolante della condizione umana.

Fitzcarraldo (1982)

Fitzcarraldo (1982) ORIGINAL TRAILER [HD 1080p]

All’inizio del XX secolo, Brian Sweeney “Fitzcarraldo” Fitzgerald, un melomane irlandese ossessionato dall’opera, sogna di costruire un grande teatro lirico nel cuore della giungla amazzonica per farvi cantare il suo idolo, Enrico Caruso. Per finanziare la sua impresa impossibile, decide di avventurarsi in un territorio inesplorato per sfruttare il caucciù. Il suo piano folle prevede di trascinare un’enorme nave a vapore su per una collina, da un fiume all’altro.

Come per Aguirre, anche in Fitzcarraldo Werner Herzog fonde cinema e vita in un’impresa produttiva epica e pericolosa. La nave che si vede nel film fu realmente trascinata su per una collina, senza effetti speciali, incarnando fisicamente il delirio di onnipotenza del suo protagonista. Il film diventa così una potente metafora della lotta dell’uomo contro la natura e, più in profondità, del rapporto tra l’arte e la follia. Fitzcarraldo non è un colonialista avido, ma un sognatore la cui passione artistica assume le proporzioni di una hybris titanica. È un film storico che non racconta un evento, ma lo mette in scena, interrogando il costo e l’assurdità dei grandi sogni.

Mishima – Una Vita in Quattro Capitoli (1985)

Mishima: A Life in Four Chapters (1985) ORIGINAL TRAILER [HD 1080p]

Il film esplora l’ultimo giorno di vita del celebre scrittore giapponese Yukio Mishima, intrecciandolo con flashback in bianco e nero della sua giovinezza e con rappresentazioni stilizzate e teatrali di tre dei suoi romanzi. La narrazione converge verso il suo atto finale: il tentativo di colpo di stato e il suicidio rituale (seppuku) compiuto nel 1970. Il film è un complesso ritratto della sua ricerca di unione tra arte, vita e azione politica.

Paul Schrader realizza una biografia non convenzionale che frantuma la linearità temporale per restituire la complessità psicologica e filosofica del suo soggetto. Invece di raccontare la vita di Mishima, il film ne evoca l’essenza, mostrando come la sua ossessione per la bellezza, il corpo e la morte si sia riflessa tanto nella sua arte quanto nelle sue scelte esistenziali. La colonna sonora ipnotica di Philip Glass e la scenografia visionaria di Eiko Ishioka trasformano la storia in un’esperienza estetica totalizzante. Mishima è un esempio magistrale di come il cinema d’autore possa affrontare una figura storica non attraverso la cronaca, ma attraverso un’immersione profonda nel suo universo interiore.

Una visione curata da un regista, non da un algoritmo

In questo video ti spiego la nostra visione

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Orlando (1992)

Orlando (1992) Theatrical Trailer

La storia segue Orlando, un giovane nobile dell’Inghilterra elisabettiana a cui la regina Elisabetta I ordina di non invecchiare mai. Miracolosamente, Orlando attraversa quattro secoli di storia britannica, vivendo avventure, amori e delusioni. A metà del suo viaggio, durante una missione diplomatica a Costantinopoli, si risveglia trasformato in una donna. Questa metamorfosi gli permette di sperimentare la storia da una prospettiva completamente nuova, mettendo in discussione le convenzioni sociali su genere, potere e identità.

. La narrazione non è un resoconto di eventi, ma un viaggio filosofico e visivamente sontuoso attraverso le epoche. Tilda Swinton, con la sua presenza androgina, incarna perfettamente la natura mutevole di Orlando. Il film utilizza il passato per decostruire le nozioni rigide di genere, dimostrando come esse siano costrutti sociali che cambiano con il tempo. Orlando è una celebrazione della trasformazione e una critica brillante di una storia scritta quasi esclusivamente da e per gli uomini.

Alexander Nevsky

Alexander Nevsky
Ora disponibile

Storico, guerra, di Sergei Eisenstein, Unione Sovietica, 1938.
Il film racconta la tentata invasione di Novgorod nel XIII secolo da parte dei Cavalieri Teutonici del Sacro Romano Impero e la loro sconfitta da parte del Principe Alexander Nevsky (1220-1263). I Cavalieri Teutonici dominano la città e attaccano Pskov con l'aiuto del traditore Tverdilo e ne massacrano la popolazione. Di fronte alla resistenza dei boiardi e dei mercanti di Novgorod, sollecitati dal monaco Anania, Nevskij raduna la gente comune di Novgorod e nella definitiva Battaglia del Ghiaccio, sulla superficie del lago ghiacciato Chudskoe, battono i tedeschi. La storia termina con la riconquista di Pskov, dove vengono liberati i soldati di fanteria ed i cavalieri tedeschi saranno tenuti in ostaggio.

Eisenstein ha realizzato il film in associazione con Dmitri Vasilyev e con una sceneggiatura scritta insieme a Pyotr Pavlenko; i due sono stati assunti dalla produzione per assicurarsi che il regista non si perdesse nel "formalismo" e per far svolgere le riprese secondo un programma ragionevole. Alexander Nevsky è stato il primo e il più popolare dei 3 film sonori di Eisenstein, ed è attualmente considerato tra i 100 film più belli mai realizzati e tra i 10 migliori film di guerra russi. Alexander Nevsky è meno sperimentale nella sua struttura narrativa rispetto ai film precedenti di Eisenstein; racconta una storia con un unico arco narrativo e si concentra su un personaggio principale. Gli effetti speciali e la fotografia erano all'avanguardia. Il film raggiunge il culmine nella sequenza di mezz'ora della Battaglia del ghiaccio, con la colonna sonora minacciosa e travolgente di Prokofiev, una scena che da allora è stato un modello per battaglie in film storici e anche di fantascienza. Questa sequenza culminante è stato la prima ad essere filmata e, considerando che è stato girata durante una torrida stagione estiva in un'area fuori Mosca, il direttore della fotografia Eduard Tisse ha dovuto ricreare la luce invernale con l'uso di un filtro sull'obbiettivo della cinepresa, dipingendo tutti gli alberi di azzurro e coprendoli con il gesso, realizzando un orizzonte artificiale con la sabbia e costruendo lastre di ghiaccio finte con asfalto e vetro fuso.

LINGUA: russo
SOTTOTITOLI: italiano

La Regina Margot (1994)

La regina Margot (film 1994) TRAILER ITALIANO

Nella Francia del 1572, sconvolta dalle guerre di religione, la cattolica Margherita di Valois, detta Margot, viene data in sposa all’ugonotto Enrico di Navarra per sigillare una pace precaria. Il matrimonio, celebrato a Parigi, si trasforma in un bagno di sangue con il massacro della Notte di San Bartolomeo. In questo clima di intrighi di corte, tradimenti e violenza, Margot si ritrova intrappolata tra la sua leale famiglia e un’inaspettata passione per un soldato protestante.

Patrice Chéreau dirige un dramma storico carnale, viscerale e brutale, che spoglia il XVI secolo di ogni romanticismo. Il film si concentra sulla fisicità dei corpi: il sangue, il sudore, il sesso e la morte sono rappresentati con un realismo crudo e quasi insopportabile. La violenza non è solo politica e religiosa, ma è inscritta nella carne dei personaggi. La Regina Margot è un’opera potente che mostra come il potere si eserciti attraverso il controllo e l’annientamento dei corpi, trasformando la grande storia delle guerre di religione in un incubo claustrofobico e personale.

Dead Man (1995)

Dead Man (1995) Official Trailer - Johnny Depp Movie HD

William Blake, un contabile di Cleveland, si avventura nel selvaggio West per un nuovo lavoro, ma si ritrova rapidamente ferito a morte e in fuga dopo un alterco. Viene soccorso da un nativo americano di nome Nessuno, che crede erroneamente che Blake sia l’omonimo poeta e pittore inglese. Insieme, intraprendono un viaggio spirituale e psichedelico attraverso una frontiera americana desolata e surreale, incontrando personaggi bizzarri mentre Blake si avvicina inesorabilmente al suo destino.

Jim Jarmusch decostruisce il genere western con un’opera in bianco e nero, ipnotica e filosofica. Dead Man è un anti-western che smantella il mito della frontiera come luogo di eroismo e progresso, rappresentandola invece come un purgatorio brutale e caotico. La colonna sonora improvvisata da Neil Young alla chitarra elettrica aggiunge un ulteriore strato di anacronismo e malinconia. Il film è un viaggio iniziatico verso la morte, che riscrive la storia americana dalla prospettiva dei suoi emarginati e offre una profonda meditazione sulla violenza, la spiritualità e la poesia in un mondo privo di senso.

Underground (1995)

Underground – Emir Kusturica – Official Re-Release Trailer

Due amici, Blacky e Marko, sono partigiani e profittatori nella Belgrado occupata dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo la guerra, Marko inganna Blacky e un intero gruppo di persone, convincendoli a rimanere nascosti in un seminterrato per decenni, continuando a produrre armi mentre lui si arricchisce e fa carriera nel regime di Tito. La loro storia personale diventa una grottesca allegoria della storia della Jugoslavia, dalla resistenza alla Guerra Fredda fino alle guerre balcaniche.

Il capolavoro di Emir Kusturica, vincitore della Palma d’Oro a Cannes, è un’epopea surreale, caotica e tragicomica. Il film utilizza la farsa e l’eccesso per raccontare il trauma di una nazione. La storia della Jugoslavia non viene presentata come una cronaca lineare, ma come un carnevale febbrile e doloroso, pieno di vita e di morte. Underground è un esempio potente di come il cinema possa utilizzare l’allegoria e il grottesco per affrontare ferite storiche troppo complesse e dolorose per essere raccontate con il linguaggio del realismo. È un lamento funebre mascherato da festa.

La Sottile Linea Rossa (1998)

The Thin Red Line Official Trailer #1 - Terrence Malick Movie (1998)

Durante la Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di soldati americani viene inviato a combattere nella decisiva battaglia di Guadalcanal, nel Pacifico. Attraverso i pensieri e le riflessioni interiori di diversi personaggi, dal soldato semplice all’ufficiale, il film esplora non tanto l’azione bellica quanto l’impatto spirituale e psicologico della guerra sugli uomini e il loro rapporto con una natura tanto meravigliosa quanto indifferente alla loro sofferenza.

Il ritorno di Terrence Malick alla regia dopo vent’anni è un film di guerra che si trasforma in un poema filosofico. A differenza dei film bellici tradizionali, La Sottile Linea Rossa non si concentra sull’eroismo o sulla strategia, ma sull’esperienza trascendentale e interiore del conflitto. La guerra diventa un pretesto per meditare su questioni esistenziali: la natura del male, la perdita dell’innocenza, la ricerca di un significato in un mondo dominato dalla violenza. La fotografia lirica e le voci fuori campo creano un’opera contemplativa che eleva il film storico a una dimensione spirituale.

Bruto

Bruto
Ora disponibile

Spettacolo teatrale, di Nicola Fano e Simon Domenico Migliorini, Italia, 2022.
Il protagonista è Bruto, il celebre ideatore, con Cassio, della congiura delle Idi di Marzo del 44 a.C., l’uccisore di Cesare. Egli entra in scena chiamando a gran voce Cassio, il suo alter ego: ci troviamo a Filippi, dove entrambi i congiurati hanno già combattuto e perduto contro le truppe di Marco Antonio, resosi garante della giustizia nei confronti di Cesare e di Roma. La storia scritta sui libri si materializza sul palcoscenico con le parole di Shakespeare, parole infinite, immortali, eterne. Lo spettatore ascolta, gli appare un simbolico campo di battaglia e di morti su cui Bruto, sconfitto, ferito, quasi morente, striscia e invoca e si guarda intorno stranito, sconvolto all’apparizione del fantasma di Cesare.

Bruto è Simon Domenico Migliorini, che dice, geme, grida, modula quelle frasi della tragedia shakespeariana e le fa sue, come sono state generate, anche nell’adattamento dal “Giulio Cesare” di Shakespeare, dalla penna del drammaturgo Nicola Fano, che ha lavorato sul testo mettendo a fuoco la figura più controversa, quella del capo dei congiurati, dell’assassino di Cesare, appositamente per Migliorini, che ancora sopra vi ha studiato ed approfondito testo e personaggi. Ma qui Bruto, nello snodarsi dello spettacolo, diventa anche Macbeth, anche Enrico V, anch’essi tiranni, anch’essi assassini, soldati, coraggiosi o vigliacchi, grandi o infami, in un fluire di parole e celeberrime frasi, dette, piante, recitate, soffiate, sussurrate, urlate da Simone Migliorini che con questa prova si conferma un interprete di alto livello. Quel che colpisce è la capacità del protagonista di tramutarsi, di volta in volta, da Bruto in altri personaggi, perfino in Marco Antonio. Gli basta un cambio di costume, in scena. Ed è qui che Bruto guarda Antonio negli occhi e Antonio scruta Bruto, sdoppiati dallo stesso interprete in un virtuosismo che gli è estremamente congeniale. L’attore è capace di saper essere, insieme, colui che uccide e colui che esalta l’ucciso; colui che è in preda a dubbi e rimorsi ma è fiero d’amore per Roma e per la sua libertà e colui che esalta e celebra il trucidato Cesare davanti al popolo, con in mano il suo testamento, nella celeberrima Orazione che è da sempre cavallo di battaglia dei più grandi attori.

LINGUA: italiano

Il Mestiere delle Armi (2001)

Il Mestiere Delle Armi - Trailer Legendado

Nel 1526, Giovanni de’ Medici, noto come Giovanni dalle Bande Nere, guida le truppe papali contro i lanzichenecchi dell’imperatore Carlo V. Giovane e impetuoso, Giovanni è un maestro della guerra tradizionale, basata sulla cavalleria e sullo scontro corpo a corpo. Tuttavia, si trova ad affrontare un nemico dotato di una nuova e devastante tecnologia: le armi da fuoco. La sua lotta contro questo nuovo modo di combattere segna simbolicamente la fine di un’era e l’inizio della modernità bellica.

Ermanno Olmi realizza un film storico di un rigore filologico e di una bellezza formale assoluti. Lontano da ogni spettacolarizzazione, il film ricostruisce il Rinascimento con un’attenzione quasi documentaristica ai dettagli, ai costumi, alle armi e alla luce. La narrazione si concentra sul punto di svolta tecnologico che rese obsoleta la guerra cavalleresca. Il Mestiere delle Armi è una riflessione malinconica sulla fine di un mondo e sulla disumanizzazione della guerra. Olmi non celebra la battaglia, ma ne mostra la brutale e fredda meccanica, offrendo un ritratto potente di un momento cruciale della storia occidentale.

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Le Invasioni Barbariche (2003)

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Rémy, un professore di storia cinico e libertino, sta morendo di cancro in un ospedale di Montréal. Il figlio Sébastien, un uomo d’affari pragmatico e distante, torna da Londra per assisterlo. Per alleviare le sofferenze del padre, Sébastien riunisce al suo capezzale la vecchia cerchia di amici, intellettuali e amanti di Rémy. Le loro conversazioni, piene di ricordi, dibattiti e ironia, diventano un modo per fare i conti con il passato, sia personale che collettivo.

Denys Arcand crea un film in cui la “grande storia” del XX secolo (il comunismo, il fascismo, le utopie fallite) si dissolve nei ricordi e nelle conversazioni private di un gruppo di amici. Il titolo si riferisce sia alla malattia che invade il corpo di Rémy, sia agli “barbari” (simboleggiati dal pragmatismo del figlio e dagli eventi dell’11 settembre) che stanno soppiantando la vecchia cultura intellettuale. È un film storico profondamente umano e commovente, che suggerisce che la storia non risiede nei libri, ma nelle storie che ci raccontiamo, nelle relazioni che costruiamo e nel modo in cui affrontiamo la fine.

I Diari della Motocicletta (2004)

The Motorcycle Diaries (2004) Official Teaser Trailer - Gael García Bernal Movie HD

Nel 1952, due giovani studenti argentini, Ernesto Guevara e Alberto Granado, partono per un viaggio in motocicletta attraverso il Sud America. Quella che inizia come un’avventura spensierata alla ricerca di divertimento e donne si trasforma gradualmente in un viaggio di scoperta. Attraverso l’incontro con minatori sfruttati, lebbrosi emarginati e le vestigia di antiche civiltà, il giovane Ernesto inizia a sviluppare una coscienza sociale e politica che lo trasformerà nell’icona rivoluzionaria conosciuta come “Che”.

Walter Salles evita l’agiografia e sceglie di raccontare la micro-storia di un’icona prima che diventasse tale. Il film non è un biopic politico, ma un road movie sulla presa di coscienza. La forza del film risiede nel suo approccio umanista: non vediamo il rivoluzionario, ma l’uomo. La macchina da presa cattura la bellezza mozzafiato dei paesaggi sudamericani, che fanno da contraltare alla povertà e all’ingiustizia sociale che i due amici incontrano. È un ritratto intimo e toccante di come l’esperienza diretta del mondo possa plasmare un destino e cambiare il corso della storia.

Il Nastro Bianco (2009)

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In un piccolo villaggio protestante nel nord della Germania, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, una serie di strani e crudeli “incidenti” turba la quiete apparente della comunità. Un medico cade da cavallo a causa di un filo teso, un fienile viene incendiato, un bambino viene torturato. Il maestro di scuola locale cerca di indagare, ma si scontra con un muro di silenzio, ipocrisia e autoritarismo. I sospetti ricadono sul coro di bambini del villaggio, educati secondo rigidi principi di purezza e disciplina.

Michael Haneke dirige un capolavoro in un bianco e nero austero e agghiacciante, che indaga le radici del totalitarismo. Il film non offre risposte facili, ma suggerisce che il male che esploderà con il nazismo non nasce dal nulla, ma viene coltivato in un terreno fertile di repressione, umiliazione e violenza psicologica. La comunità, governata dal barone, dal pastore e dal medico, è un microcosmo della società patriarcale e autoritaria che genererà mostri. È un film storico che non mostra l’evento, ma ne analizza la genesi, ponendo una domanda terribile: da dove viene il male?

Giovanni Alighieri, del fu Dante

Giovanni Alighieri, del fu Dante
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Dramma, di Paolo Pasquini ed Enzo Aronica, con Massimo Popolizio, Italia, 2021.
Il protagonista dell'opera inglese è un anziano, che in occasione del suo ultimo compleanno decide di ascoltare i nastri magnetici che ha registrato negli anni: la voce che ascolta è quella di un giovane ancora fiducioso nella vita. Una primissima teoria sulla presenza di un terzo figlio di Dante, insieme al popolare Pietro oltre che a Jacopo, risale al 1921, anno del sesto centenario della morte del Poeta. A causa dell'improvvisa morte del ricercatore, la sua esplorazione ha però visto la luce solo nel 2016, con la rivista del Nuovo Codice Diplomatico Dantesco. Riguardo Giovanni solo due sono i documenti che ne attestano l’esistenza, ma quanto ad Antonia si è a lungo creduto che questa coincidesse con la figura di Suor Beatrice, resa celebre da un incontro con Boccaccio: Alessandro Barbero, nel suo ultimo lavoro Dante, dimostra però l’impossibilità di un cambio di nome dopo aver preso i voti, in quanto tale usanza non era frequentata all’epoca. Accanto a questa preziosa osservazione si stagliano altre considerazioni biografiche, le quali hanno reso plausibile l’ipotesi che Antonia e Beatrice fossero appunto due figlie distinte di Dante. Da tre figli, dunque – Pietro, Jacopo e Antonia – si arriverebbe a cinque: Giovanni, Pietro, Jacopo, Antonia e Beatrice.

Resta nell'ambito della ricerca e dello studio lo spettacolo Giovanni Alighieri, del fu Dante: in esso si utilizzano strumenti dell'epoca come il registratore e consigli per l'opera teatrale Krapp's Last Tape di Samuel Beckett. Giovanni Alighieri, del fu Dante è un lavoro che nasce come spettacolo teatrale, per dialogare con un pubblico online e come discussione specifica oltre che implicita di cui il teatro può astenersi dal fare a meno. Parliamo di un lavoro che ha saputo adattarsi a un mezzo nuovo per il teatro, impostogli dalla situazione di emergenza sanitaria, e che ha finito per rivelarsi come se l'audiovisivo fosse sempre stata la sua vera propria dimensione. La notevole musica composta da Marco Schiavoni e i dipinti italiani di artisti come Bicchi, Diotti, Cassioli, Monti, Previati e anche Scaramuzza - proiettati sui vecchi libri della Sala dei Venti, luogo delle riprese dello spettacolo, mettono in scena un ambiente surreale, spesso unico e denso, che compensa l'assenza della dimensione teatrale. Massimo Popolizio, protagonista dello spettacolo, interpreta lo studioso del Poeta, il cui obiettivo è far rivivere Giovanni, il primogenito di Dante e Gemma Donati, che per secoli è rimasto nell'oscurità; è in realtà a Giovanni che lo studioso rivela le sue idee e supposizioni, al punto da instaurare con lui un tipo di interazione a volte anche affettuosa.

LINGUA: italiano

Valhalla Rising (2009)

Valhalla Rising - Official Trailer

Nell’anno 1000, un guerriero muto e con un occhio solo, chiamato One-Eye, è tenuto prigioniero da un capo tribù scozzese e costretto a combattere in incontri mortali. Dopo essere riuscito a fuggire, si unisce a un gruppo di crociati cristiani che intendono raggiungere la Terra Santa. Il loro viaggio per mare, avvolto nella nebbia, li porterà invece verso una terra sconosciuta e ostile, una sorta di inferno verde dove affronteranno i propri demoni interiori.

Nicolas Winding Refn crea un film storico brutale, esistenziale e quasi astratto. Con dialoghi ridotti al minimo e una narrazione ellittica, Valhalla Rising è un’esperienza sensoriale e viscerale. Non c’è alcun tentativo di ricostruzione storica accurata; l’epoca vichinga è piuttosto un pretesto per un viaggio psichedelico e violento nel cuore della mascolinità e della fede. Il film è diviso in capitoli dai titoli evocativi (“Ira”, “Il Guerriero Silenzioso”) e procede per visioni e scoppi di violenza stilizzata. È un’opera radicale che trasforma la storia in un incubo primordiale.

Un Profeta (2009)

A Prophet (2009) Modern Trailer | Tahar Rahim

Malik El Djebena, un giovane franco-arabo analfabeta, viene condannato a sei anni di prigione. Fragile e solo, viene preso sotto l’ala protettrice del boss della mafia corsa, César Luciani, che lo costringe a compiere una serie di missioni brutali. Lentamente, Malik impara a leggere, a scrivere e a navigare le complesse dinamiche di potere della prigione, sviluppando un proprio piano per emanciparsi e costruire il suo impero criminale.

Il film di Jacques Audiard, pur essendo ambientato nel presente, funziona come un potente film storico sul microcosmo sociale. La prigione è rappresentata come uno specchio della società francese contemporanea, con le sue tensioni razziali, le sue gerarchie di potere e le sue dinamiche post-coloniali. L’ascesa di Malik non è solo la storia di un criminale, ma un’allegoria della lotta per l’identità e l’autodeterminazione di un emarginato. Audiard mescola un realismo crudo con elementi quasi onirici, creando un gangster movie che è anche una profonda analisi sociologica.

The Assassin (2015)

The Assassin Official Trailer 1 (2015) - Hou Hsiao-Hsien Movie HD

Nella Cina del IX secolo, durante la dinastia Tang, Nie Yinniang viene addestrata fin da bambina per diventare un’assassina infallibile al servizio di una monaca che vuole eliminare i governatori corrotti. Dopo aver fallito una missione per un momento di pietà, viene messa alla prova con un compito ancora più difficile: tornare nella sua provincia natale e uccidere l’uomo a cui era stata promessa in sposa, ora un potente leader militare.

Hou Hsiao-hsien realizza un wuxia (film di cappa e spada cinese) che sovverte completamente le convenzioni del genere. Invece di concentrarsi sull’azione e sui combattimenti, il film privilegia la contemplazione, l’atmosfera e la bellezza visiva. La trama è subordinata all’estetica: lunghi silenzi, inquadrature pittoriche e una meticolosa ricostruzione storica creano un’esperienza immersiva e quasi meditativa. The Assassin è un film storico che diventa poesia visiva, dove la storia non è un racconto di eventi, ma uno stato d’animo, un paesaggio interiore riflesso nella magnificenza della natura e nell’eleganza formale della corte Tang.

Embrace of the Serpent (2015)

Embrace of the Serpent Official Trailer 1 (2016) - Nilbio Torres, Jan Bijvoet Movie HD

Il film intreccia due storie, a quarant’anni di distanza l’una dall’altra, che seguono Karamakate, uno sciamano amazzonico e ultimo sopravvissuto del suo popolo. In entrambe le linee temporali, accompagna due scienziati occidentali, prima il tedesco Theodor Koch-Grünberg e poi l’americano Richard Evans Schultes, lungo il Rio delle Amazzoni alla ricerca della yakruna, una pianta sacra con potenti proprietà curative e allucinogene. Il viaggio diventa un confronto tra culture e una testimonianza della devastazione del colonialismo.

Girato in un bianco e nero onirico e maestoso, il film di Ciro Guerra adotta una prospettiva radicalmente diversa, raccontando la storia della colonizzazione dal punto di vista indigeno. La giungla non è uno sfondo esotico, ma un’entità viva, un archivio di conoscenze e spiritualità che l’uomo bianco non può comprendere, ma solo sfruttare e distruggere. Embrace of the Serpent è un lamento per un mondo perduto e un atto d’accusa contro la violenza culturale del colonialismo, un’opera potente che riscrive la storia dell’esplorazione come una storia di perdita.

I bambini di Hiroshima

I bambini di Hiroshima
Ora disponibile

Dramma, di Kaneto Shindō, Giappone, 1952.
Takako Ishikawa è un insegnante al largo della costa di Hiroshima e non è tornato nella sua città colpita dalla bomba atomica da 4 anni. Il suo viaggio a Hiroshima diventa un viaggio nella sua patria distrutta, alla ricerca di vecchi amici sopravvissuti. La città è stata quasi ricostruita, ma la tragedia è ancora molto presente: i volti sfigurati, le membra rattrappite, le donne sterili e i bambini minorati senza allegria. In un vecchio cieco accompagnato dal nipote Taro Takako riconosce il servitore della propria famiglia, distrutta con la casa.

Film girato con sobrietà, mostra la tragedia della bomba solo in un breve flashback dalla protagonista in pochi secondi di immagini allucinanti. La breve scena però rimane sempre presente nella mente di lei come nella mente dello spettatore. Il tono di Kaneto Shindo non è quello di un resoconto storico ma quello di un'emozione lirica intensa e trattenuta, che cerca la sua essenza nei dettagli. Nel cielo, finalmente, un aereo passa: gli occhi della maestra sono colmi d'angoscia, quelli del bambino sono soltanto puri e curiosi. In concorso al Festival di Cannes del 1953, girato nel dopoguerra quando il dolore era ancora fresco, ricco di atmosfere cupe e realistiche. Shindo, morto a 100 anni nel 2012, meno conosciuto in Occidente di Mizoguchi, Kurosawa, realizza il suo capolavoro con questo film.

LINGUA: giapponese
SOTTOTITOLI: italiano, inglese

L’Amore Folle di Vincent Van Gogh (2016)

Loving Vincent Trailer #1 (2017) | Movieclips Indie

Un anno dopo la morte di Vincent van Gogh, il postino Roulin incarica suo figlio Armand di consegnare l’ultima lettera del pittore a suo fratello Theo. Armand, inizialmente riluttante, intraprende un viaggio che lo porta a incontrare le persone che hanno popolato gli ultimi giorni di vita di Vincent. Attraverso i loro ricordi, spesso contraddittori, cerca di ricostruire il mistero della sua morte, scoprendo la complessità e la passione dell’uomo dietro l’artista.

Questo film è un’impresa artistica senza precedenti: è il primo lungometraggio interamente dipinto su tela. Ogni singolo fotogramma è un quadro a olio realizzato nello stile di Van Gogh da un team di oltre cento artisti. Il risultato è una biografia impressionista che non si limita a raccontare la vita dell’artista, ma immerge lo spettatore nel suo universo visivo. La storia dell’arte diventa un’esperienza sensoriale, un thriller investigativo che si svolge all’interno dei quadri stessi. È un omaggio commovente e tecnicamente sbalorditivo che celebra il potere trasformativo dell’arte.

Lady Macbeth (2016)

Lady Macbeth Official US Release Trailer 1 (2017) - Florence Pugh Movie

Nell’Inghilterra rurale del 1865, la giovane Katherine è intrappolata in un matrimonio senza amore con un uomo più anziano e indifferente. Soffocata dalla noia e dalle rigide convenzioni sociali, inizia una relazione passionale con un giovane stalliere. Questa trasgressione scatena in lei una determinazione spietata e una sete di libertà che la porterà a compiere atti sempre più violenti e scioccanti per proteggere la sua nuova indipendenza.

William Oldroyd dirige un thriller psicologico in costume che è una feroce critica al patriarcato. Il film spoglia il dramma d’epoca di ogni romanticismo, trasformandolo in una storia di ribellione femminile brutale e amorale. Florence Pugh offre un’interpretazione magnetica, incarnando una donna che rifiuta il ruolo di vittima e si trasforma in carnefice. Lady Macbeth utilizza il rigore formale dell’ambientazione vittoriana per creare un contrasto stridente con la violenza primordiale che esplode al suo interno, offrendo un ritratto complesso e disturbante di una donna che lotta per la propria liberazione con ogni mezzo necessario.

La Morte di Stalin (2017)

The Death of Stalin Trailer #1 (2018) | Movieclips Trailers

Mosca, 1953. Dopo aver subito un ictus, il dittatore Joseph Stalin muore. Nelle ore e nei giorni successivi, i membri del suo Comitato Centrale, tra cui Krusciov, Malenkov, Beria e Molotov, si lanciano in una lotta di potere caotica e spietata per conquistare la successione. Tra intrighi, tradimenti e decisioni assurde, il film mette in scena la paralisi e il terrore di un regime totalitario privato del suo tiranno.

Armando Iannucci applica il suo geniale stile satirico alla storia sovietica, creando una commedia nera esilarante e terrificante. Il film utilizza la satira politica come uno strumento affilato per svelare l’assurdità e la brutalità del potere totalitario. I dialoghi veloci e brillanti e le performance di un cast eccezionale trasformano i gerarchi sovietici in personaggi da farsa, senza mai dimenticare l’orrore reale che si nasconde dietro le loro macchinazioni. La Morte di Stalin dimostra come l’umorismo possa essere un’arma potente per demistificare la storia e rivelare la banalità del male.

La Favorita (2018)

THE FAVOURITE | Official Trailer | FOX Searchlight

All’inizio del XVIII secolo, l’Inghilterra è in guerra con la Francia e la fragile e capricciosa regina Anna siede sul trono. A governare di fatto il paese è la sua amica e consigliera Lady Sarah Churchill. L’equilibrio di potere viene sconvolto dall’arrivo a corte di Abigail Masham, cugina di Sarah, una giovane serva ambiziosa e scaltra. Mentre Abigail si insinua nelle grazie della regina, tra le due donne si scatena una guerra senza esclusione di colpi per diventare la favorita.

Yorgos Lanthimos decostruisce il dramma in costume, trasformandolo in una commedia nera acida, grottesca e spietata sul potere, il sesso e l’inganno. L’uso di lenti grandangolari che distorcono gli spazi sfarzosi della corte e i dialoghi moderni e volgari demoliscono ogni patina di nobiltà. Il film non si interessa alla politica della guerra, ma alla guerra psicologica che si combatte nelle stanze del potere. È un ritratto crudele e brillante di tre donne che usano ogni arma a loro disposizione per sopravvivere e dominare in un mondo governato dagli uomini.

I dieci comandamenti

I dieci comandamenti
Ora disponibile

Drammatico, Storico, di Cecil B. De Mille, Stati Uniti, 1923.
Classico del cinema muto è la prima versione de "I dieci comandamenti" diretta e prodotta da Cecil B. De Mille. Un film che, per l'epoca, fu un colossal di proporzioni enormi. De Mille spese 1,4 milioni di dollari, costruendo una città egizia nei pressi di Guadalupe, in California. Statue colossali, piramidi, templi e altre costruzioni rappresentarono una vera e propria meraviglia della finzione cinematografica. Per evitare che una scenografia di tale ricchezza venisse usata da altri registi De Mille, al termine delle riprese, preferì distruggere tutto quanto.

LINGUA: inglese
SOTTOTITOLI: italiano

Roma (2018)

ROMA | Official Trailer | Netflix

Ambientato a Città del Messico nei primi anni ’70, il film segue un anno nella vita di Cleo, una giovane domestica di origine mixteca che lavora per una famiglia borghese nel quartiere di Roma. Mentre la famiglia affronta i propri tumulti interni, come la separazione del padre, la vita di Cleo viene sconvolta da una gravidanza inaspettata e da eventi politici violenti, come il massacro del Corpus Christi.

Alfonso Cuarón attinge ai suoi ricordi d’infanzia per creare un’opera monumentale e profondamente intima. Girato in un bianco e nero luminoso e digitale, Roma è un film in cui la memoria personale si intreccia inestricabilmente con la storia nazionale. La narrazione si concentra sulla prospettiva di Cleo, una figura spesso invisibile sia nella società che al cinema, rendendola il cuore emotivo e il testimone silenzioso di grandi sconvolgimenti privati e pubblici. È un atto d’amore verso le donne che hanno cresciuto il regista e un potente esempio di come la micro-storia possa illuminare la macro-storia.

Ritratto della Giovane in Fiamme (2019)

PORTRAIT OF A LADY ON FIRE - Official Trailer – In Theaters 12.6.2019

Su un’isola isolata in Bretagna, alla fine del XVIII secolo, la pittrice Marianne viene incaricata di realizzare il ritratto di nozze di Héloïse, una giovane donna appena uscita dal convento e destinata a un matrimonio che non desidera. Poiché Héloïse si rifiuta di posare, Marianne deve osservarla di giorno per dipingerla di nascosto di notte. Tra le due donne nasce un’intimità fatta di sguardi, gesti e parole, che si trasforma in un amore intenso e proibito.

Céline Sciamma riscrive la storia dell’arte e del desiderio attraverso uno sguardo squisitamente femminile (“female gaze”). Il film non è solo una storia d’amore, ma una profonda riflessione sul processo creativo, sul rapporto tra artista e musa e sulla memoria. La narrazione sovverte la dinamica di potere tradizionale, trasformando la creazione del ritratto in un atto di collaborazione e amore reciproco. Con una fotografia che evoca la pittura dell’epoca e una sceneggiatura di rara intelligenza emotiva, il film crea un “archivio affettivo” del desiderio femminile, raccontando una storia che la storia ufficiale ha quasi sempre cancellato.

The Lighthouse (2019)

The Lighthouse | Official Trailer 2 HD | A24

Alla fine del XIX secolo, due guardiani del faro, il veterano Thomas Wake e il novellino Ephraim Winslow, vengono inviati su un’isola remota e battuta dalle tempeste al largo delle coste del New England. L’isolamento, il duro lavoro e i segreti che entrambi nascondono li spingono lentamente verso la paranoia, l’allucinazione e una folle discesa nella violenza, alimentata dall’alcol e da tensioni omoerotiche represse.

Il secondo film di Robert Eggers è un horror psicologico che attinge a piene mani dal folklore marittimo, dalla letteratura di Melville e Lovecraft e dall’estetica del cinema espressionista tedesco. Girato in un bianco e nero claustrofobico e con un formato quasi quadrato, The Lighthouse è un’immersione totale nella psiche maschile. La ricostruzione storica è meticolosa, soprattutto nel linguaggio arcaico e gergale dei dialoghi, ma serve a creare un’atmosfera senza tempo. Il film utilizza il contesto storico per esplorare temi universali come la mascolinità tossica, la solitudine e la follia.

First Cow (2019)

First Cow Trailer #1 (2020) | Movieclips Indie

Nell’Oregon degli anni ’20 del XIX secolo, ai margini della frontiera americana, un cuoco solitario di nome “Cookie” Figowitz stringe amicizia con King-Lu, un immigrato cinese in fuga. I due decidono di mettersi in affari insieme, preparando e vendendo delle frittelle deliziose. Il loro ingrediente segreto è il latte rubato nottetempo dall’unica mucca presente nel territorio, di proprietà del ricco e potente Chief Factor. Il loro piccolo successo attira l’attenzione e mette a rischio la loro impresa e le loro vite.

Kelly Reichardt offre una visione gentile e malinconica del West, lontana da ogni epica. Il film è una delicata storia di amicizia maschile e, al tempo stesso, una sottile ma acuta critica alle origini del capitalismo americano. La frontiera non è un luogo di opportunità eroiche, ma un sistema precario in cui la sopravvivenza dipende da piccoli atti di collaborazione e la ricchezza si basa sullo sfruttamento. First Cow è un’opera minimalista e profondamente umana che dimostra come anche la più piccola delle storie possa contenere una grande verità sulla storia.

Il Monaco

Il Monaco
Ora disponibile

Thriller, dramma, storico, di Dominik Moll, Francia, Spagna, 2011.
Nella Spagna del XVII secolo un bambino viene abbandonato davanti al portone di un monastero. Da adulto diventerà il padre cappuccino Ambrosio. Cresciuto con i frati, è stimato per essere sempre stato un uomo di Dio incorruttibile, di grande rigore morale e spirituale. Ambrosio è un esempio per gli altri. Egli però si trova improvvisamente ad affrontare le tentazioni a causa di un uomo che arriva nel convento. Si chiama Valerio e nasconde il suo vero volto dietro una maschera perché è rimasto sfigurato in un incendio. Ospitato nel monastero, rivela di essere, in realtà, Matilde, una donna innamorata di lui. Ambrosio vorrebbe farla andare via dal monastero e scacciare la tentazione. ma la donna è dotata di poteri diabolici, e Ambrosio rimane succube dei piaceri della carne, fino a compiere peccati sempre peggiori. Inizia a desiderare anche l'innocente Antonia, e abusa di lei con l'aiuto di Matilde e dei suoi poteri demoniaci. Il monaco è un romanzo gotico del 1796 scritto da Matthew G. Lewis, un libro fondamentale per il movimento surrealista. Dopo più di un secolo dalla sua pubblicazione Antonin Artaud e Luis Bunuel cercarono realizzare da esso un adattamento cinematografico senza riuscirci. Il primo a trasformare in film il romanzo è il regista francese Dominik Moll, nel 2011. Scritto dal regista con Anne-Louise Trividic, Il monaco è un film gotico che intreccia eros, perdizione e discesa agli inferi, interpretato con maestria da Vincent Cassel, usando come metafora fotografica i forti contrasti tra luce e oscurità. Film cupo, onirico e denso di esoterismo. Citazioni del cinema delle origini e scene spettacolari si fondono per confluire in un finale esplosivo di grande cinema.

Spunto di riflessione
Allontanandosi dal mondo non si allontanano le tentazioni del mondo. Attraverso il senso di colpa del peccato e la repressione degli istinti si ottiene l'effetto opposto: le tentazioni e gli istinti esplodono e finiscono per dominare. Le tentazioni e le passioni più basse svaniscono non allontanandosi dal mondo ma restando nel mondo con maggiore consapevolezza di sé.

LINGUA: italiano

Quo Vadis, Aida? (2020)

Quo Vadis, Aida? - Official Trailer

Luglio 1995, Srebrenica. Aida è un’interprete che lavora per le Nazioni Unite nella base olandese dove migliaia di civili bosniaci hanno cercato rifugio dall’avanzata dell’esercito serbo-bosniaco. Mentre la situazione precipita e le forze dell’ONU si dimostrano impotenti, Aida si lancia in una corsa disperata contro il tempo per cercare di salvare suo marito e i suoi due figli dalla carneficina imminente, usando le sue credenziali per navigare nel caos burocratico e militare.

Il film di Jasmila Žbanić è la cronaca quasi documentaristica di un genocidio, un’opera di una tensione insostenibile e di un’importanza storica cruciale. La narrazione adotta il punto di vista di Aida, trasformando un evento storico in un thriller mozzafiato e in un dramma familiare straziante. Il film non indulge nella violenza esplicita, ma ne mostra i meccanismi burocratici e l’orrore imminente, rendendolo ancora più terrificante. È un’opera necessaria che affronta una ferita aperta della storia europea recente con lucidità, coraggio e una profonda umanità.

The Green Knight (2021)

The Green Knight | Official Trailer HD | A24

Durante il giorno di Natale, alla corte di Re Artù, una misteriosa creatura arborea, il Cavaliere Verde, lancia una sfida: chiunque riuscirà a sferrargli un colpo potrà tenersi la sua ascia, ma dovrà accettare di ricevere un colpo identico un anno e un giorno dopo. L’impulsivo Gawain, nipote di Artù, accetta e lo decapita. Un anno dopo, Gawain deve intraprendere un viaggio pericoloso e onirico per onorare il patto e affrontare il suo destino.

. Il film è visivamente sbalorditivo, un’opera d’arte fantasy che privilegia l’atmosfera e il simbolismo rispetto alla narrazione tradizionale. La storia di Gawain non è una ricerca di gloria, ma un’esplorazione delle proprie paure e inadeguatezze. The Green Knight utilizza il passato mitico per porre domande profondamente moderne su cosa significhi essere un uomo e un eroe in un mondo complesso e ambiguo.

Una visione curata da un regista, non da un algoritmo

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Immagine di Adele Resilienza

Adele Resilienza

Laureata in giurisprudenza, grafologa, sceneggiatrice, scrittrice, storica e critica cinematografica dal 2010.

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