La piacevolissima conversazione da noi avuta con la regista bulgara, autrice del documentario “Flying with Fins” in concorso ad Indiecinema Film Festival
Flying with Fins, documentario in concorso alla quarta edizione di Indiecinema Film Festival, è stato proiettato a Roma giovedì 2 ottobre 2025. Il pubblico del Circolo ARCI Arcobaleno alla Garbatella ha reagito con grande curiosità alla visione del film, elogiandone le non comuni qualità visive e narrative, appassionandosi molto alla figura e al percorso creativo dell’artista Alzek Misheff. Siamo pertanto lieti di poter finalmente condividere l’intervista avuta proprio in questi giorni con l’autrice, la talentuosa documentarista bulgara Maria Averina!

In Bulgaria un’eccellente tradizione documentaristica
Come giornalista, seguendo ogni anno il Trieste Film Festival così attento alle cinematografie dell’Europa orientale, ho notato che la Bulgaria ha una scuola, una tradizione di documentaristi molto preparati, creativi e con idee interessanti. Come ti sei avvicinata al cinema documentario? E i tuoi studi in Filologia Slava hanno influenzato i temi che affronti?
Sono davvero felice che tu abbia notato che in Bulgaria esiste “una scuola, una tradizione di documentaristi molto preparati e creativi”! In realtà, un fatto interessante è che anche in epoca comunista esistevano documentari piuttosto coraggiosi e complessi. Oggi questa antica tradizione si è arricchita di nuove scoperte estetiche e approcci, nel nuovo cinema documentario bulgaro. Quando ho iniziato il mio primo Master in Regia, sapevo già che mi sarei occupata di documentari. Non riesco a spiegarne esattamente il motivo, è stata una sensazione del tutto intuitiva che è rimasta la stessa negli ultimi 19 anni. Gli studi di Filologia Slava hanno influenzato gli argomenti che tratto forse proprio perché offrono una cultura molto ampia e tendono a rendere più curiosi del mondo che ci circonda, della vita culturale, delle complessità della natura umana.
Tra i tuoi film precedenti, degno di nota è il documentario “From Cremona to Cremona”, anch’esso vincitore di importanti premi. Di cosa parla? Rappresenta un primo segnale, dunque, del tuo interesse particolare per l’Italia?
From Cremona to Cremona è un film su giovani liutai bulgari che vivono tra Cremona, in Italia, e una piccola città in Bulgaria, Kazanluk, dove si trova una fabbrica di violini chiamata “Cremona”. I personaggi del film vivono tra queste due “Cremona” alla ricerca di un significato, di una realizzazione professionale e di felicità nelle proprie esistenze. È un film sulle scelte di vita e sul prezzo che si paga per esse. Ho visitato l’Italia e ho anche lavorato per un po’ nell’azienda commerciale di alcuni amici in Italia anni fa e amo molto il vostro paese! Ma la cosa strana è che è per puro caso che gli ultimi due miei film siano stati girati, in parte, proprio in Italia. Non ho cercato opportunità di girare proprio lì, è successo e basta, a causa delle traiettorie di vita dei personaggi.

L’incontro con Alzek Misheff
Venendo finalmente a “Flying with Fins,” come è avvenuto il tuo primo incontro con l’artista Alzek Misheff? E come è nata l’idea di fare un documentario su di lui?
L’idea del film è venuta alla sceneggiatrice, Mariana Svetoslavova, giornalista che aveva scoperto Alzek Misheff su Facebook tramite amici comuni. Mariana mi ha trovato, mi ha mostrato il suo articolo su Alzek Misheff e sono rimasto incuriosito dalla sua vita come anche dal cambiamento del suo punto di vista sull’arte contemporanea.
Nel film gli incontri con le persone più vicine all’artista, o con coloro che possono testimoniarne il valore e il ruolo davvero unico nel mondo dell’arte, sono molto belli. Cosa puoi dirci a riguardo?
Sì, questi incontri sono stati molto emozionanti e importanti per Alzek Misheff. Tutti i suoi amici sono tra i più importanti intellettuali bulgari. Purtroppo, alcuni di loro nel frattempo sono deceduti… Alzek Misheff e i suoi cari amici sono stati molto generosi con noi e ci hanno permesso di filmare tutti i loro incontri, che sono stati veramente emozionanti, poiché si incontravano per la prima volta dopo 50 anni.

La cura formale e l’accoglienza ai festival
Un’altra cosa che ci è piaciuta molto, proprio grazie alla splendida fotografia e a quel montaggio che crea continui collegamenti tra passato e presente, è il tuo modo di filmare gli spazi, sia in Italia che in Bulgaria, sia negli interni che negli esterni. Come ti relazioni con le location delle riprese e con il montaggio?
Grazie per la domanda! Questo film è stato realizzato con una squadra straordinaria! I due operatori di macchina Georgi Bogdanov e Boris Missirkov hanno grande talento, con una spiccata sensibilità per gli spazi, perciò dobbiamo a loro tutta questa bellezza e poesia cinematografica. La montatrice del film, Nina Altaparmakova, è una delle migliori montatrici in Bulgaria e ha contribuito parecchio a creare questo spazio cinematografico integrato in cui passato e presente, Italia e Bulgaria, si intrecciano in modo così fluido. Insieme a Nina abbiamo cercato la poesia e la bellezza di ogni inquadratura e abbiamo cercato di capire come potesse corrispondere a quella successiva, finché l’intera storia del film non ha acquisito questo senso di continuità.
L’ultima domanda riguarda l’accoglienza ricevuta finora dal tuo film, soprattutto in merito alla partecipazione ai festival o ad altri eventi in Italia e in Bulgaria. Sappiamo, ad esempio, che solamente per quanto concerne l’Italia, oltre alla proiezione di Indiecinema Film Festival, ne sono state organizzate altre proprio di recente.
Una visione curata da un regista, non da un algoritmo
In questo video ti spiego la nostra visione
Il film è stato accolto molto bene in Bulgaria sia dal pubblico che dalla critica cinematografica. Finora ha ricevuto 7 premi nazionali e un premio internazionale. Il film ha avuto al momento quasi 40 proiezioni in Bulgaria (a Sofia, in altre città e persino in villaggi). In Italia, di recente, sono state organizzate due proiezioni ad Acqui Terme, la città in cui Alzek Misheff vive da 30 anni. Una delle proiezioni si è svolta in una sala cinematografica riservata principalmente agli studenti di una scuola d’arte locale, ed è andata molto bene. Gli studenti hanno posto molte domande alla fine e sono rimasti colpiti dal fatto che un pittore così talentuoso, con una vita artistica così ricca, vivesse nella loro città. La seconda proiezione è stata organizzata ancora una volta dal comune di Acqui Terme ed è andata anch’essa molto bene. La comunità culturale che ha assistito alla proiezione, e che sa cosa sta facendo attualmente Alzek Misheff, è rimasta stupita dai grandi progetti artistici internazionali che ha realizzato in passato, sia in Europa che in America.


