René Clair, dalle avanguardie al realismo

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René Clair è nato a Parigi nel 1898. A livello mondiale è considerato uno dei più importanti registi del cinema francese, di cui interpreta e riassume la parte più elevata della storia, ruolo poi assunto da François Truffaut

Chi è René Clair?

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René Clair è molto conosciuto nei paesi anglosassoni e in Italia. Nella sua ricerca di una comicità umana universale al di là della storia e dell’evoluzione tecnica, è l’artista che congiunge Charlie Chaplin a De Sica, molto prima dei giovani arrabbiati della Nouvelle Vague

Il cinema è l’interesse fondamentale dell’intera vita di René Clair. Pratica con entusiasmo sia la critica che la creazione dei film. Uno dei suoi articoli sul cinema s’intitola infatti Il figlio del secolo in attesa di un film. Nello stesso tempo si identifica con gli sviluppi futuri della settima arte quindi sin dall’inizio sceglie uno pseudonimo eloquente che coniuga rinascita e chiarezza. 

Tuttavia non è molto diverso sul piano intellettuale dai compagni dell’avanguardia. Nato e cresciuto nell’ambiente della borghesia commerciale parigina, conosce il fascino ormai declinante della Belle Epoque, le raffinatezze di un simbolismo in declino. Il suo primo scritto pubblicato nel 1916 è un addio a Emile Verhaeren. C’ è anche il dramma della grande guerra che spinge la letteratura a una certa sterilità. 

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L’idea di cinema di René Clair

In questa grande disillusione si avvicina a Delluc, Abel Gance e a personaggi come L’Herbier, che intraprendono la carriera cinematografica prima di lui. D’altra parte è altrettanto vicino al Dadaismo ed a un surrealismo che privilegia il cinema in quanto controcultura, espressione pura dell’inconscio. È appunto questo a rendere singolare la sua situazione. 

A partire dalle cronache del 1922 dal titolo Intransigeant, oppure alla rivista Films, di cui è caporedattore, pur lodando e apprezzando la forza visiva rappresentata dai grandi autori nordamericani come Douglas Fairbanks o Charles Ray, Charlie Chaplin e Stroheim, Claire inizia come un predecessore di Truffaut ad attaccare il cinema francese, una produzione di film inquinata di riferimenti letterari e di velleità artistiche che si nascondono dietro le ricerche plastiche dell’avanguardia. 

René Clair è probabilmente il primo regista-attore cinefilo della storia del cinema. Secondo Clair bisogna tornare all’ispirazione del cinema delle origini, alla tradizione del 1900, occultata dalle pretese del film d’arte. Secondo Clair bisogna andare oltre il linguaggio dall’avanguardia, alla quale conferisce nello stesso tempo una strada dimensione retrospettiva. 

Come se la settima arte potesse rigenerarsi unicamente risalendo alle sue origini, dimenticando tutto quanto appreso e andando alla ricerca della propria maturità per tentativi. Da questa concezione del cinema traggono origine i malintesi relativi ai suoi primi film: essi sembrano l’apice della modernità cinematografica dalla quale invece prendono le distanze. 

I film di René Clair

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Paris qui dort, girato in condizioni estreme grazie al mecenate Henry Diamant Berger, è un film sperimentale che si fa beffe degli eccessi dell’espressionismo e del Gabinetto del dottor Caligari, e ricorre ai trucchi di montaggio più ingenui del cinema delle origini per ravvivare una meraviglia primitiva.

Entr’acte, il soggetto del quale fu buttato giù in poche righe da Francis Picabia, riunisce il clima culturale parigino degli anni folli, da Marcel Duchamp a Marcel Achard, ed i tic della scrittura automatica per ritrovare il ritmo implacabile degli insegnamenti al vecchio stile. 

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Entr’acte

Il giovane cineasta si impegna in una sepoltura delle avanguardie, in una decomposizione dei principi fondanti del movimento cinematografico. Fin dall’inizio giustifica la ammirevole definizione che André Bazin fornisce della sua arte “La stilizzazione dei personaggi e delle situazioni, la riduzione del mondo a congiuntura morali, coincide splendidamente in René Clair con l’essenza stessa del cinema, che è immagine e movimento”. 

La sua opera è quella di un moralista, perché ha saputo ritrovare la morale del cinema. È da moralista che Clair svela nel romanzo Adams, del 1926, gli artifici incantatori di Hollywood, e in una conferenza del 1927 rivendica Il Cinematografo contro lo spirito

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Paris qui dort

Dopo alcuni film di transizione di cui il più riuscito è probabilmente quello meno ambizioso, La proie du vent, conferma il suo status di autore in negativo con due adattamenti da Labiche: Un chapeau de paille d’Italie e Les deux timide. In essi dimostra le risorse autosufficienti dell’immaginario mentale a cui affida il compito di risuscitare una retorica del vaudeville ormai in frantumi, ossia la fantasia delle vecchie pellicole Pathé. 

Con il successo di questi film René Clair diventa il portavoce di un cinema francese in piena crisi d’identità, ripiegato su un’età dell’oro da sogno anteriore al 1914. Da allora, con Feyder negli Stati Uniti, e Gremillon ed Epstein emarginati, Clair è l’unico a garantire la continuità di una seconda avanguardia riconciliata con il realismo ma intenta a perseguire al di là del sonoro la componente onirica associata all’arte cinematografica del muto. 

Aggira l’ostacolo della pesantezza e del budget necessario della registrazione sonora in presa diretta utilizzando la traccia audio in maniera totalmente diversa: l’immagine non coincide con il suono, gli attori dialogano attraverso una porta a vetri o nell’oscurità, il sonoro di un incontro di rugby fa da sfondo alla contesa per una giacca. Egli ricorre alla musica come filo conduttore del racconto, ma anche creando un piccolo mondo dove sopravvivono i microcosmi del sogno dei suoi primi film. Con l’associazione di figure simpatiche ed anacronistiche coltiva l’utopia di una comunità di compagni ai margini della storia

Il realismo poetico

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Per le vie di Parigi

Con una squadra di collaboratori come George Perinal, Lazar Meerson e Maurice Jabert, ricostruisce negli studi Tobys di Epinay la quintessenza della Francia, dominata da luce benevola e astrazione senza asprezze. Il tono del film Sotto i tetti di Parigi è precisato fin dall’inizio: con una carrellata spettacolare che passa in rassegna tutti gli abitanti di un caseggiato, accompagnata da un ritornello che sale dalla strada, René Clair inaugura con qualche anno di anticipo il Realismo poetico, reso in seguito popolare dai suoi assistenti Marcel Carné e Lacombe, prolungando però la finzione di una società ancora omogenea. 

Questo spiega il dialogo sommerso dalla musica o della metafora visiva ed il successo formidabile del film all’estero. Poi superato nel 1931 da quello di Il Milione, un nuovo adattamento di un vaudeville, un inseguimento in cui René Clair sostituisce al testo un soggetto improvvisato e modellato su strofe poetiche che si integrano nella scena. 

Trasferisce nel film sonoro la formula di Un chapeau de paille d’Italie e inventa una commedia musicale alla francese destinata a restare un successo senza futuro anche nella sua opera: A me la libertà e l’ultimo miliardario rivelano un divario crescente tra questa poesia da operetta e l’incupimento dell’orizzonte sociale e politico. L’irruzione di macchinismo e totalitarismo sono oggetto di un gioco anarchico sulle rappresentazioni. 

Dopo questo periodo realizza il suo capolavoro assoluto, Per le vie di Parigi. Evocazione minimalista di una Parigi che è una specie di Paradiso Perduto, nel quale René Clair racconta con estremo rigore un mondo sparito per sempre. Il successo di L’ultimo miliardario lo induce ad accettare l’invito di Alexander Korda a lavorare in Gran Bretagna. Lì realizza due godibili satire del macabro anglosassone Il fantasma galante e Vogliamo la celebrità, nelle quale ricompare il suo gusto per i racconti di fantasmi.

René Clair a Hollywood

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Dieci piccoli indiani

Ma quando gli viene in mente l’idea di un improbabile Neorealismo con Air pur del 1939, tentativo interrotto come 10 anni prima il progetto di Un’inchiesta è aperta, la guerra Lo costringe ad un altro esilio a Hollywood, dove utilizza con notevole efficacia quello che verrà definito dagli americani il Clair’s touch. Si confronta con gli stereotipi del cinema di genere statunitense: la commedia sentimentale in L’ammaliatrice, l’apologo fantastico in Ho sposato una strega e Avvenne domani, il mystery in Dieci piccoli indiani

Il suo stile rimane quello dell’ironia francese ma il prezzo da pagare è un severo controllo della sua indipendenza creatrice, un’ossessione sempre più radicata per la meccanica, la pianificazione del processo creativo e la sceneggiatura. I film francesi del dopoguerra affascinano soprattutto per la meticolosa qualità della costruzione: la sua creatività e ormai totalmente dedicata a variare le tematiche affrontate in passato perfezionando il proprio stile. 

La fedeltà degli artigiani del cinema primitivo come in Il silenzio è d’oro, Il fantasma faustiano come metafora frustrata del cinema in La bellezza del diavolo, in cui evoca i pericoli del nucleare. La risalita nel tempo e gli stereotipi dell’inconscio in La bella di notte, il racconto a ritroso anteriore alla guerra nel 1914 in Grandi manovre

Pur ricostituendo una troupe di attori con i quali esiste una certa complicità come Gerard Philippe, René Clair sembra voler rientrare nell’ambito del cinema di qualità dominato dalla nostalgia del 1900 e ben presto oggetto di denigrazione da parte dei colleghi più giovani. Paradosso crudele perché Clair è il primo autore a pieno titolo del cinema francese in grado di imporre il comando di un unico individuo in tutte le fasi creative. 

Ma questo essere autore totale non si manifesta tanto nella valorizzazione della regia o nella direzione degli attori, ma nella preparazione scrupolosa della sceneggiatura che gli consente di cautelarsi dalle incognite del montaggio. Succede spesso che nel dopoguerra René Clair affidi la realizzazione di una sequenza agli assistenti alla regia. 

La sua autorialità si fonde con un’idea molto letteraria della pratica cinematografica, concepita sempre di più come un passaggio necessario per incarnare con gli attori ed il mondo reale un sogno sempre sfuggente, quello di un film. il fatto che sia il primo cineasta eletto all’Accademia Francese, come il ritorno ai lavori da uomo di lettere con adattamenti teatrali, raccolte di racconti, evocazioni della propria carriera in un testo intitolato Il cinema di ieri, il cinema di oggi, tracciano un divario profondo con le nuove generazioni. 

È la coerenza di una visione troppo idealistica della settima arte che la storia ed i fatti reali bocceranno completamente. Si afferma invece un cinema codificato dai generi e da un linguaggio standardizzato, dove a causa della pubblicità e delle esigenze di business, non è neanche più possibile fare una distinzione tra film d’essai e film commerciali. 

I film di René Clair

Entr’acte (1924)

Entr’acte è un cortometraggio muto del 1924 diretto da René Clair, girato in soli due giorni. Il film è considerato un classico del cinema dadaista e una delle opere più significative delle avanguardie francesi.

Il film è diviso in due parti. La prima parte è una sequenza di immagini surreali e bizzarre, tra cui un uomo che cammina sui tetti di Parigi, un gruppo di pupazzi con teste a palloncino che si gonfiano e si sgonfiano e un ballerino che danza su un vetro visto dal basso.

La seconda parte è una parodia di un balletto, con un cacciatore che spara a un uccello, un prestigiatore che fa sparire un elefante e una ballerina che viene rapita da un extraterrestre.

Entr’acte è un film sperimentale e provocatorio, che ha sfidato le convenzioni del cinema dell’epoca. Il film è stato elogiato per il suo uso innovativo di immagini e tecniche, e per il suo spirito dissacrante.

Le immagini surreali e bizzarre di Entr’acte sono state ispirate dai dipinti di Salvador Dalí e René Magritte. La parodia del balletto è un’acuta critica all’arte convenzionale.

Entr’acte è un film che ha avuto un’influenza significativa sul cinema successivo. Il film è stato ammirato da registi come Luis Buñuel, Jean-Luc Godard e Stanley Kubrick.

Parigi che dorme (1925)

Parigi che dorme” è un cortometraggio muto francese del 1925 diretto da René Clair. Il film è ambientato a Parigi e racconta la storia di una città che viene improvvisamente addormentata da un misterioso raggio.

Il film inizia con Albert, il guardiano notturno della Torre Eiffel, che si sveglia e scopre che la città è completamente deserta. Le persone sono immobilizzate nelle loro posizioni, come statue. Albert si imbatte in un gruppo di persone che sono sfuggite all’incantesimo, tra cui un pilota di aereo, una giovane donna e un ricco signore. Insieme, cercano di scoprire chi o cosa ha causato questo fenomeno.

Parigi che dorme” è un film sperimentale e innovativo. Clair utilizza una serie di tecniche innovative, tra cui il montaggio parallelo, le inquadrature fisse e la prospettiva distorta, per creare un’atmosfera surreale e onirica. Il film è anche un’acuta critica alla società moderna, che viene rappresentata come un luogo di alienazione e solitudine.

La Tour (1928)

La Tour è un cortometraggio muto francese del 1928 diretto da René Clair. Il film è un documentario sulla Torre Eiffel, uno dei simboli più iconici di Parigi.

Il film inizia con una panoramica della Torre Eiffel, che viene poi esplorata da una serie di angolazioni e prospettive. Il film si concentra sui dettagli architettonici della torre, come le sue travi in ferro, le sue scale e le sue passerelle.

La Tour è un film poetico e contemplativo che celebra la bellezza e l’ingegneria della Torre Eiffel. Il film è anche un tributo a Parigi, una città che è stata a lungo associata alla torre.

Il film è stato girato in un solo giorno e ha un budget di soli 10.000 franchi. La Torre è stata un successo commerciale e critico, e ha contribuito a consolidare la reputazione di Clair come uno dei più importanti registi del cinema muto francese.

Il fantasma del Moulin Rouge (1925)

Il fantasma del Moulin Rouge (Le Fantôme du Moulin-Rouge) è un film muto del 1925 diretto da René Clair. Il film è un melodramma fantascientifico ambientato a Parigi.

La storia segue Julien Boissel, un deputato che, convinto che la fidanzata non lo ami più, si reca al Moulin Rouge per affogare i suoi dispiaceri nell’alcol. Lì viene avvicinato da un misterioso dottore che sostiene di poterlo aiutare liberandogli l’anima dal corpo.

Julien accetta l’offerta e si reca nella proprietà isolata del misterioso Dr. Renault, le cui strane esperienze di ipnosi libeano l’anima di Julien dal suo corpo.

Reso incorporeo e invisibile, Julien se ne va in giro per Parigi facendo scherzi agli spaventati abitanti. Durante le sue scorribande scopre che la fidanzata lo ama ancora, ma che il padre di lei, dietro ricatto, è costretto a darla in sposa a un ricco editore privo di scrupoli.

Il film è un tipico esempio del cinema muto francese degli anni ’20. Clair utilizza una serie di tecniche innovative, tra cui il montaggio parallelo, le inquadrature fisse e la prospettiva distorta, per creare un’atmosfera surreale e onirica.

Il viaggio immaginario (1926)

Il viaggio immaginario (Le Voyage imaginaire) (1926) è un film muto francese del 1926 diretto da René Clair. Il film è un fantasy musicale che racconta la storia di un giovane impiegato di banca che si addormenta e sogna di viaggiare in un mondo fantastico.

Il film inizia con Jean, un giovane impiegato di banca, che è innamorato di Lucie, una graziosa dattilografa. Tuttavia, i colleghi di Jean, Albert e Auguste, sono anche interessati a Lucie. Un giorno, Jean si addormenta alla scrivania e inizia a sognare.

Nel suo sogno, Jean incontra una fata che lo porta in un mondo fantastico. Il mondo è pieno di creature magiche, come gnomi, folletti e draghi. Jean vive una serie di avventure, tra cui un incontro con un pirata, una fuga da un drago e un ballo con una principessa.

Alla fine del sogno, Jean si sveglia e scopre che il mondo fantastico era solo un sogno. Tuttavia, il suo sogno gli ha insegnato che l’amore è la cosa più importante nella vita.

La preda del vento (1927)

La preda del vento (La Proie du vent) (1927) è un film muto francese del 1927 diretto da René Clair. Il film è un melodramma romantico ambientato in un paese straniero in rivolta.

La storia segue Pierre Vignal, un ingegnere aeronautico francese, che si reca nel paese straniero per esplorare nuove rotte per la compagnia aerea per cui lavora. Lì, si innamora di Hélène, una giovane donna che è coinvolta nella rivolta.

Pierre e Hélène si sposano in segreto, ma il loro amore è ostacolato dalla contessa Elisabeth, la madre di Hélène, che è un’alleata del governo oppressivo. La contessa fa arrestare Pierre, e Hélène è costretta a fuggire.

Pierre riesce a evadere dalla prigione e si unisce ai ribelli. Hélène, nel frattempo, viene catturata dalla contessa e portata al castello di famiglia.

Un cappello di Paglia di Firenze (1928)

Un cappello di paglia di Firenze (Un chapeau de paille d’Italie) (1928) è un film muto francese del 1928 diretto da René Clair. Il film è una commedia basata sull’omonima commedia del 1851 di Eugène Labiche e Marc-Michel.

La storia segue Fadinard, un giovane uomo che sta per sposarsi. Durante il viaggio verso la cerimonia nuziale, il cavallo di Fadinard mangia il cappello di paglia di una donna, Anaïs. La donna, sposata e non può tornare a casa senza il suo cappello, quindi esige che Fadinard le trovi un sostituto.

Fadinard trascorre il resto del film alla ricerca di un nuovo cappello, mentre cerca di mantenere la sua cerimonia nuziale in orario. Lungo la strada, incontra una serie di personaggi eccentrici, tra cui un cappello folle, un marito geloso e un gruppo di pompieri cantanti e danzanti.

Un cappello di paglia di Firenze è un classico esempio del cinema muto francese. Il film è noto per la sua azione frenetica, il suo humor slapstick e il suo uso innovativo della cinematografia.

I due timidi (1928)

I due timidi (Les Deux Timides) (1928) è un film muto francese del 1928 diretto da René Clair. Il film è una commedia romantica che racconta la storia di due uomini timidi che si innamorano della stessa donna.

La storia segue Jules Frémissin, un giovane avvocato che è terrorizzato dal pubblico parlare. La sua timidezza gli costa il suo primo caso in tribunale, e lo costringe a ritirarsi nella sua casa di campagna.

Un giorno, Jules incontra Cécile, la figlia di un proprietario terriero locale. Cécile è anche timida, e i due si innamorano a prima vista. Tuttavia, la loro timidezza li impedisce di esprimere i loro sentimenti l’uno per l’altro.

Nel frattempo, il signor Garadoux, un uomo arrogante e prepotente, cerca di conquistare Cécile. Garadoux è un uomo sicuro di sé, e la sua sicurezza attira Cécile.

Jules e Cécile si trovano a competere per l’affetto di Cécile. Tuttavia, la loro timidezza li rende entrambi incapaci di vincere la sua mano.

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Sotto i tetti di Parigi (1930)

Sotto i tetti di Parigi (Sous les toits de Paris) (1930) è un film musicale francese del 1930 diretto da René Clair. Il film è una storia d’amore ambientata nel quartiere operaio di Belleville a Parigi.

La storia segue Albert Préjean, un giovane uomo che si innamora di Pola Illéry, una bella ragazza che vive nello stesso edificio. L’amore di Albert e Pola è minacciato dall’arrivo di Gaston Modot, un uomo ricco che è anch’egli attratto da Pola.

Albert e Pola devono superare una serie di ostacoli per stare insieme, tra cui la povertà, la disoccupazione e la gelosia di Gaston Modot. Tuttavia, il loro amore reciproco è forte e alla fine trovano un modo per essere felici insieme.

Sotto i tetti di Parigi è un film fondamentale nella storia del cinema. È stato il primo film francese a utilizzare il suono sincronizzato ed è considerato uno dei più grandi musical di tutti i tempi. Il film è noto anche per la sua rappresentazione realistica della vita operaia a Parigi negli anni ’30.

Il milione (Le Million) (1931)

Il milione (Le Million) (1931) è un film muto francese del 1931 diretto da René Clair. Il film è una commedia musicale che racconta la storia di un artista squattrinato che trova un biglietto vincente della lotteria.

La storia segue Michel, un giovane artista che vive in un appartamento a Parigi con Prosper, un altro artista. Michel è innamorato di Béatrice, una ballerina, ma è troppo timido per dichiararsi.

Un giorno, Michel trova un biglietto della lotteria vincente da un milione di franchi. Michel è euforico, ma presto scopre che il biglietto è stato rubato.

Michel inizia una frenetica ricerca del biglietto, mentre cerca di mantenere la sua relazione con Béatrice. Lungo la strada, incontra una serie di personaggi eccentrici, tra cui un rigattiere, una lattaia e un macellaio.

Il milione è un classico esempio del cinema muto francese. Il film è noto per la sua azione frenetica, il suo umorismo slapstick e il suo uso innovativo della cinematografia.

A me la libertà (1931)

A me la libertà (À nous la liberté) (1931) è un film muto francese del 1931 diretto da René Clair. Il film è una commedia satirica che racconta la storia di due amici, Emile e Louis, che scappano dalla prigione per vivere una vita libera e senza compromessi.

La storia segue Emile e Louis, due amici che lavorano in una fabbrica di giocattoli. I due sono insoddisfatti della loro vita e sognano di essere liberi.

Un giorno, Emile e Louis decidono di fuggire dalla prigione. I due si nascondono in un carro di giocattoli e riescono a fuggire.

Emile e Louis si ritrovano in un mondo nuovo, dove possono finalmente essere liberi di essere se stessi. I due si uniscono a una banda di vagabondi e vivono una vita avventurosa.

Tuttavia, la libertà non è sempre facile. Emile e Louis devono affrontare una serie di sfide, tra cui la fame, la povertà e la polizia.

Alla fine, Emile e Louis trovano il modo di essere liberi e felici. I due si sposano e aprono una propria fabbrica di giocattoli, dove possono finalmente lavorare in libertà.

A me la libertà è un classico esempio del cinema muto francese. Il film è noto per la sua satira sociale, il suo umorismo slapstick e il suo uso innovativo della cinematografia.

Per le vie di Parigi (1933)

Per le vie di Parigi (Quatorze Juillet) (1933) è un film francese del 1933 diretto da René Clair. Il film è una commedia musicale che racconta la storia di due giovani innamorati, Anna e Jean, che si perdono di vista durante il ballo del 14 luglio a Parigi.

La storia segue Anna, una fioraia, e Jean, un autista di taxi. I due si incontrano al ballo del 14 luglio e si innamorano a prima vista. Tuttavia, si perdono di vista nel caos del ballo.

Anna e Jean cercano di ritrovarsi, ma vengono ostacolati da una serie di eventi, tra cui la povertà, la disoccupazione e la gelosia.

Alla fine, Anna e Jean trovano il modo di stare insieme. I due si sposano e vivono felici per sempre.

Per le vie di Parigi è un film classico del cinema francese. Il film è noto per la sua musica, le sue coreografie e il suo uso innovativo della cinematografia.

L’ultimo miliardario (Le Dernier Milliardaire) (1934)

L’ultimo miliardario (Le Dernier Milliardaire) (1934) è un film francese del 1934 diretto da René Clair. Il film è una commedia satirica che racconta la storia di un ricco banchiere che perde tutto il suo denaro durante la Grande Depressione.

La storia segue Banco, un banchiere miliardario che vive in un’enorme villa. Banco è un uomo egoista e arrogante che non si preoccupa dei bisogni degli altri.

Un giorno, la Grande Depressione colpisce il mondo e Banco perde tutto il suo denaro. Banco è costretto a lasciare la sua villa e a vivere per strada.

In strada, Banco incontra una serie di personaggi eccentrici che gli insegnano a essere più gentile e compassionevole.

Alla fine, Banco trova un nuovo lavoro e un nuovo amore. Banco ha imparato la lezione e ha trovato la felicità.

L’ultimo miliardario è un classico esempio del cinema francese degli anni ’30. Il film è noto per la sua satira sociale, il suo umorismo slapstick e il suo uso innovativo della cinematografia.

Il fantasma galante (1935)

Il fantasma galante (The Ghost Goes West) (1935) è un film commedia britannico diretto da René Clair. Il film racconta la storia di un fantasma scozzese che viene trasportato negli Stati Uniti insieme al castello in cui vive.

Il film segue Donald Glourie, un lord scozzese che vive nel suo castello insieme al suo fantasma, Lord Kilwillie. Un giorno, Donald è costretto a vendere il castello a un gruppo di americani che vogliono trasportarlo negli Stati Uniti.

Il castello viene smontato e trasportato negli Stati Uniti, dove viene ricostruito in Florida. Il fantasma di Lord Kilwillie viene trasportato insieme al castello.

In Florida, il fantasma di Lord Kilwillie incontra un gruppo di americani eccentrici, tra cui Peggy Martin, una giovane ereditiera, e Mr. Martin, suo padre.

Il fantasma di Lord Kilwillie è inizialmente diffidente nei confronti degli americani, ma alla fine impara ad apprezzarli. Il fantasma di Lord Kilwillie aiuta Peggy Martin a risolvere i suoi problemi e trova anche l’amore.

Il fantasma galante è un film classico del cinema britannico. Il film è noto per il suo umorismo, la sua satira sociale e l’uso innovativo della cinematografia.

Vogliamo la celebrità (1938)

Vogliamo la celebrità (1938) è un film commedia musicale britannico diretto da René Clair. Il film vede protagonisti Jack Buchanan e Maurice Chevalier nei panni di due cantautori squattrinati che escogitano un piano per ottenere fama e fortuna fingendo un omicidio.

Il film inizia con Teddy Enton e François Verrier, due cantautori insuccessi che sono disperati per sfondare. Pensano a un piano per fingere un omicidio, con Teddy che finge di essere la vittima e François che finge di essere l’assassino. Credono che lo scandalo genererà pubblicità e li porterà al successo.

Teddy scompare e François viene arrestato e processato per omicidio. Tuttavia, il piano va a monte quando Teddy viene rapito da un gruppo di criminali. François viene infine assolto per omicidio, ma è ancora in pericolo dai criminali.

Alla fine, Teddy viene salvato e i criminali vengono arrestati. Teddy e François sono entrambi cantautori di successo, e usano la loro fama per aiutare gli altri.

Vogliamo la celebrità è un classico del cinema britannico. Il film è noto per il suo umorismo, la sua satira dell’industria dell’intrattenimento e il suo uso innovativo di musica e danza.

L’ammaliatrice (1941)

L’ammaliatrice (1941) è un film commedia romantica diretto da René Clair e interpretato da Marlene Dietrich, Bruce Cabot e Roland Young. Il film è ambientato a New Orleans nel 1841 e racconta la storia di Claire Ledeux (Dietrich), una donna bella e ambiziosa che è determinata a sposare un uomo ricco.

Claire arriva a New Orleans e attira rapidamente l’attenzione di due uomini ricchi: Charles Giraud (Young), un banchiere, e Robert Latour (Cabot), un capitano di battello fluviale. Claire è inizialmente attratta da Giraud, ma è anche attratta dalla passione e dalla spontaneità di Latour.

Claire decide di giocare i due uomini l’uno contro l’altro, sperando di ottenere il meglio di entrambi i mondi. Tuttavia, il suo piano ben presto fallisce quando accidentalmente porta Giraud a credere che lei gli sia stata infedele.

In un impeto di rabbia, Giraud sfida Latour a duello. Claire si rende conto di aver commesso un errore e cerca di fermare il duello, ma è troppo tardi. Latour è ferito nel duello, ma sopravvive.

Claire si rende conto di amare davvero Latour e alla fine si sposano.

Ho sposato una strega (1942)

Ho sposato una strega (I Married a Witch) (1942) è un film commedia fantasy diretto da René Clair e interpretato da Fredric March, Susan Hayward e Veronica Lake. Il film è ambientato a Salem, Massachusetts, nel 1692, e racconta la storia di Wallace Wooley (March), un avvocato che condanna a morte Jennifer Nolan (Lake), una strega.

Dopo 270 anni, nel 1942, un fulmine colpisce l’enorme quercia in cui è imprigionata Jennifer, liberandola e permettendole di vendicarsi di Wallace. Jennifer si incarna in una bella donna e seduce Wallace, facendogli dimenticare la sua condanna a morte.

Wallace si innamora di Jennifer, ma lei è determinata a fargli pagare per quello che ha fatto. Jennifer usa i suoi poteri magici per rendere la vita di Wallace un inferno, ma alla fine si rende conto di amarlo davvero.

Alla fine, Jennifer rinuncia alla sua vendetta e Wallace perdona la sua condanna a morte. I due si sposano e vivono felici e contenti per sempre.

Ho sposato una strega è un film classico del cinema commedia fantasy. Il film è noto per il suo umorismo, la sua storia d’amore e le sue scene magiche.

Avvenne domani (1944)

Accadde domani è un film commedia del 1944 diretto da René Clair e interpretato da Dick Powell e Linda Darnell. Il film racconta la storia di Larry Stevens, un giornalista che riceve il giornale di domani oggi. Larry usa le informazioni a suo vantaggio, ma presto impara che conoscere il futuro ha delle conseguenze.

Trama:

Lawrence “Larry” Stevens è un giornalista senza successo che viene licenziato dal suo lavoro. Mentre è in giro a festeggiare con i suoi colleghi, incontra Pop Benson, un vecchio archivista del giornale che gli dà una copia del giornale di domani. Pop avverte Larry di usare le informazioni con cautela.

Larry usa le informazioni del giornale per vincere alle corse dei cavalli e ottenere un nuovo lavoro a un giornale più prestigioso. Tuttavia, presto impara che conoscere il futuro non è tutto rose e fiori.

Larry è incapace di cambiare il futuro, anche se sa cosa sta succedendo. Questo porta a una serie di complicazioni, tra cui un incidente quasi fatale. Larry impara anche che usare le informazioni del giornale a suo vantaggio può avere conseguenze negative per gli altri.

Dieci piccoli indiani (1945)

Dieci piccoli indiani (And Then There Were None) (1945) è un film giallo diretto da René Clair e interpretato da Barry Fitzgerald, Walter Huston, Louis Hayward, Roland Young, Judith Anderson, June Duprez, Richard Haydn, C. Aubrey Smith e Anthony Quayle. Il film è basato sull’omonimo romanzo di Agatha Christie.

Trama:

Dieci sconosciuti vengono invitati a trascorrere del tempo su un’isola deserta da uno sconosciuto. Uno a uno, però, essi pagano i propri presunti peccati con la vita. Mentre il cerchio si stringe, la suspance cresce.

Il silenzio è d’oro (1947)

Il silenzio è d’oro (Le Silence est d’or) (1947) è un film commedia romantica francese diretto da René Clair. Il film è interpretato da Maurice Chevalier e Marcelle Derrien.

Trama:

Parigi, 1906. Émile Clément (Chevalier), un regista cinematografico dell’epoca del muto, nonostante l’età non più giovane, corteggia volentieri le donne, che sa sedurre grazie a un fascino frivolo coltivato nel corso degli anni.

Un giorno, Émile incontra la giovane e bella Yvonne (Derrien), una cantante d’opera. Yvonne è affascinata da Émile, ma è anche una donna intelligente e indipendente.

Émile e Yvonne iniziano una relazione, ma Émile è presto in difficoltà. Yvonne è una donna che vuole essere ascoltata e compresa, e Émile non è sempre in grado di soddisfare le sue esigenze.

Il silenzio è d’oro è una commedia romantica che esplora il tema della comunicazione e della comprensione. Il film è una celebrazione dell’amore e della vita, e un invito a non aver paura di esprimersi.

La bellezza del diavolo (1950)

La bellezza del diavolo (La Beauté du diable) (1950) è un film fantastico diretto da René Clair e interpretato da Michel Simon, Gérard Philipe, Nicole Besnard. Il film è basato sulla leggenda di Faust.

Trama:

Henri Faust, un anziano professore e alchimista, non è appagato dalla sua vita dedicata allo studio e alla ricerca scientifica. Mefistofele gli propone un patto: vendere l’anima in cambio della giovinezza e della ricchezza.

Faust accetta e viene trasformato in un giovane uomo (Gérard Philipe). Inizia una nuova vita, piena di piaceri e di avventure. Tuttavia, presto Faust si rende conto che la felicità non è solo questione di giovinezza e di ricchezza.

Inizia a ripensare alla sua vecchia vita e alla sua amata Margherita (Nicole Besnard). Alla fine, Faust rifiuta il patto con Mefistofele e ritrova la sua anima.

La bellezza del diavolo è un film che esplora il tema della ricerca della felicità. Il film è un invito a non vendere la propria anima per qualcosa di effimero, ma a cercare la felicità nella semplicità e nell’amore.

Le belle della notte (1952)

Le belle della notte (Les Belles de nuit) (1952) è un film commedia musicale francese diretto da René Clair e interpretato da Gérard Philipe, Martine Carol, Gina Lollobrigida, Magali Vendeuil, Marilyn Buferd, Raymond Bussières.

Trama:

Claude è un giovane musicista che conduce una vita grigia. L’unico modo per evadere è sognare avventure, soprattutto amorose, che si svolgono in altri luoghi e in altri tempi.

Un giorno, Claude incontra la giovane e bella Suzanne (Martine Carol). I due si innamorano e si sposano. Tuttavia, Claude continua a sognare le sue avventure notturne.

Un giorno, Claude viene invitato a dirigere un’opera all’Opera di Parigi. Claude è entusiasta, ma presto si rende conto che la realtà è molto diversa dai suoi sogni.

Le belle della notte è un film che esplora il tema della realtà e dei sogni. Il film è una riflessione sulla natura dell’amore e sulla ricerca della felicità.

Grandi manovre (1955)

Grandi manovre (Les Grandes manoeuvres) (1955) è un film commedia romantica francese diretto da René Clair e interpretato da Michèle Morgan, Gérard Philipe, Jean Desailly, Pierre Dux, Brigitte Bardot, Jacques François.

Trama:

  1. In una piccola città di provincia, un giovane tenente dei dragoni, Armando de la Verne (Gérard Philipe), fa una scommessa con i suoi commilitoni: riuscirà a conquistare la prima donna che il caso gli presenterà.

La fortuna gli è favorevole e la donna che incontra è Marie-Louise Rivière (Michèle Morgan), una giovane divorziata che ha aperto un negozio di mode in città. Marie-Louise è una donna intelligente e indipendente, e non si lascia facilmente conquistare.

Armando inizia a corteggiarla, ma presto si rende conto che la sua missione non sarà facile. Marie-Louise è una donna che non si lascia impressionare dalle apparenze, e Armando deve trovare il modo di conquistarla per davvero.

Grandi manovre è una commedia romantica che esplora il tema dell’amore e della guerra. Il film è una riflessione sulla natura dell’amore e sulla difficoltà di trovare la felicità in un mondo in cui la guerra è sempre incombente.

Il quartiere dei lillà (1956)

Il quartiere dei lillà (Porte des Lilas) (1956) è un film drammatico francese diretto da René Clair e interpretato da Pierre Brasseur, Henri Vidal, Dany Carrel, Georges Brassens, Raymond Bussières.

Trama:

Juju è un vagabondo ubriacone che vive nella periferia di Parigi, nel quartiere dei lillà. Un giorno, Juju incontra Barbier, un bandito in fuga dalla polizia. Juju si offre di nasconderlo nella sua cantina, e i due diventano amici.

Juju inizia a cambiare vita, smette di bere e si innamora di Maria, una ragazza del quartiere. Tuttavia, Barbier è un uomo violento e manipolatore, e presto inizia a mettere in pericolo la vita di Juju e Maria.

Il quartiere dei lillà è un film che esplora il tema della redenzione. Il film è una storia di come un uomo, anche il più disperato, possa trovare la speranza e il riscatto.

Tutto l’oro del mondo (1961)

Tutto l’oro del mondo (Tout l’or du monde) (1961) è un film commedia drammatica francese diretto da René Clair e interpretato da Bourvil, Alfred Adam, Philippe Noiret, Claude Rich, Colette Castel, Annie Fratellini.

Trama:

Dopo aver scoperto che il villaggio di Cabosse, in Africa, ha la popolazione più longeva del mondo, un uomo d’affari francese decide di comprare il villaggio e vendere l’acqua della sua sorgente miracolosa.

Tuttavia, l’uomo d’affari si rende presto conto che gli abitanti del villaggio non sono interessati al denaro. Sono felici di vivere la loro vita semplice e pacifica.

Tutto l’oro del mondo è un film che esplora il tema della felicità. Il film è una riflessione sulla natura della felicità e sulla difficoltà di trovarla in un mondo in cui il denaro è tutto.

Per il re, per la patria e per Susanna! (1965)

Per il re, per la patria e per Susanna! (Les Fêtes galantes) (1965) è un film commedia musicale francese diretto da René Clair e interpretato da Jean-Pierre Cassel, Philippe Avron, Marie Dubois, Geneviève Casile.

Trama:

Nel XVIII secolo, un soldato, Jolicoeur, è incaricato di conquistare una fortezza. Tuttavia, il suo interesse principale è per le donne.

Jolicoeur incontra Susanna, una giovane donna che vive nella fortezza. I due si innamorano e Jolicoeur decide di abbandonare la sua missione per stare con lei.

Per il re, per la patria e per Susanna! è un film che esplora il tema dell’amore e della guerra. Il film è una riflessione sulla natura dell’amore e sulla difficoltà di trovare la felicità in un mondo in cui la guerra è sempre incombente.

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