Perfect Days

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Perfect Days è un film drammatico del 2023 diretto da Wim Wenders e interpretato da Koji Yakusho. Il film è ambientato a Tokyo e racconta la storia di Hirayama, un uomo di mezza età che lavora come addetto alla pulizia dei bagni pubblici.

Hirayama è un uomo solitario e riservato, ma ha una grande passione per il suo lavoro. Egli crede che i bagni pubblici siano luoghi importanti, perché sono luoghi di incontro e di condivisione. Per questo motivo, Hirayama svolge il suo lavoro con grande cura e attenzione, cercando di rendere i bagni il più confortevoli e accoglienti possibile.

Perfect Days è un film minimalista e poetico, che esplora il tema della bellezza della vita quotidiana. I sogno del film sono girato in un bianco e nero suggestivo con uno stile da cinema sperimentale, che contribuisce a creare un’atmosfera di calma e tranquillità con raffinati effetti sonori.

Il personaggio di Hirayama è uno dei punti di forza del film. Yakusho interpreta il personaggio con grande sensibilità e intensità, rendendolo un personaggio reale e credibile. Hirayama è un uomo semplice e ordinario, ma è anche un uomo buono e gentile, che trova la bellezza nelle piccole cose.

Trama

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Il film inizia con una panoramica di Tokyo, una città moderna e frenetica. In questo contesto, Hirayama, un uomo di mezza età, svolge il suo lavoro come addetto alla pulizia dei bagni pubblici.

Hirayama è un uomo solitario e riservato, ma ha una grande passione per il suo lavoro. Egli crede che i bagni pubblici siano luoghi importanti, perché sono luoghi di incontro e di condivisione. Per questo motivo, Hirayama svolge il suo lavoro con grande cura e attenzione, cercando di rendere i bagni il più confortevoli e accoglienti possibile.

Ogni giorno, Hirayama segue una routine ben precisa. Si sveglia all’alba, si prepara con cura e si reca al lavoro. Al suo arrivo, inizia a pulire i bagni con grande meticolosità. Egli usa prodotti naturali e biodegradabili, e presta attenzione a ogni dettaglio.

Hirayama è un uomo gentile e premuroso. Egli si occupa anche di prendersi cura delle piante che ha salvato dalla disattenzione cittadina. Le piante sono per lui un simbolo di bellezza e di speranza.

Produzione

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Perfect Days è stato prodotto in Giappone. Il film è stato diretto da Wim Wenders, noto per i suoi film poetici e minimalisti. Il film è stato scritto da Wim Wenders e Takuma Takasaki, un produttore giapponese. Il film è stato girato a Tokyo, in Giappone.

Il film ha un cast internazionale. Koji Yakusho, un attore giapponese, interpreta il ruolo di Hirayama. Perfect Days è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes 2023, dove ha vinto la Palma d’oro per il miglior attore per Koji Yakusho ed il premio della giuria ecumenica. Il film è stato distribuito in Giappone il 24 novembre 2023.

Distribuzione

Perfect Days è stato distribuito in Giappone il 24 novembre 2023. Il film è stato distribuito in Germania il 22 dicembre 2023. In Italia, il film è stato distribuito da Lucky Red a partire dal 4 gennaio 2024. Il film è stato distribuito anche in altri paesi, tra cui Francia, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda.

Riconoscimenti

Perfect Days ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui:

  • Palma d’oro per il miglior attore a Koji Yakusho al Festival di Cannes 2023
  • Premio FIPRESCI al Festival di Cannes 2023
  • Premio del pubblico al Festival internazionale del cinema di San Sebastián 2023
  • Premio del pubblico al Festival internazionale del cinema di Tokyo 2023

Il film è stato anche candidato a numerosi altri premi, tra cui:

  • Golden Globe per il miglior film in lingua straniera
  • Premio Oscar per il miglior film in lingua straniera
  • Premio BAFTA per il miglior film in lingua straniera

Perfect Days è un film che ha ricevuto numerosi riconoscimenti dalla critica e dal pubblico. Il film è un’opera poetica e minimalista, che esplora il tema della bellezza della vita quotidiana. Il film è un inno alla gentilezza e alla compassione, e ci insegna che è possibile trovare la felicità anche nei contesti più semplici e ordinari. Il film è anche un’esplorazione del tema della solitudine. Hirayama è un uomo solitario, che ha perso il contatto con la sua famiglia e gli amici. 

Il regista

Wim-Wenders

Wim Wenders è uno dei più influenti registi tedeschi, nato a Düsseldorf nel 1945. È uno dei registi più importanti del cinema contemporaneo, e le sue opere sono state premiate con numerosi premi, tra cui la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1984 per Paris, Texas e il Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2015 per Pina.

I film di Wenders sono spesso caratterizzati da una forte componente poetica e da una sensibilità sociale. I suoi temi ricorrenti sono la solitudine, l’alienazione, la ricerca di un senso nella vita e la bellezza della natura.

Wenders ha iniziato la sua carriera cinematografica negli anni ’70, con film come Alice in the Cities (1974) e The American Friend (1977). Negli anni ’80 ha realizzato alcuni dei suoi film più importanti, tra cui Paris, Texas, Wings of Desire (1987) e Until the End of the World (1991). Negli anni ’90 e 2000 ha continuato a realizzare film importanti, tra cui Buena Vista Social Club (1999), Land of Plenty (2004) e Pina.

Perfect Days è un film che rientra pienamente nella poetica di Wim Wenders. Il film è un’opera delicata e sensibile, che esplora il tema della bellezza della vita quotidiana. Il film è un inno alla gentilezza e alla compassione, e ci insegna che è possibile trovare la felicità anche nei contesti più semplici e ordinari.

Recensione

di Fabio Del Greco

Vedere un film come Perfect Days in una multisala di plastica è un controsenso piacevole e assurdo: dopo più di venti minuti in cui lo spettatore intelligente si sente insultato da una massa informe di immagini edulcorate e compiacenti, tra grotteschi spot pubblicitari che cercano di suggerire stili di vita con voci suadenti ed ammiccanti, e trailer stucchevoli di film realizzati in modo sempre uguale, che sembrano rivolgersi ad un pubblico di idioti, l’inizio del film di Wenders è uno degli eventi più trasgressivi a cui si possa assistere in un cinema oggi. 

Lo schermo si trasforma improvvisamente nel formato quattro terzi. Tutta l’idiozia demenziale, roboante e spettacolare di qualche secondo prima tace, e iniziamo a seguire la vita intima di un silenzioso uomo giapponese di mezza età, Hirayama. Ma che ci fa un film di Wenders in una sala della grande catena multiplex internazionale?

I sogni, i piccoli gesti quotidiani vissuti in solitudine. Lui che si sveglia e mette a posto il futon nella sua umile casa, si lava i denti, annaffia i fiori. Lui che va al lavoro e attraversa la città di Tokyo, lui che pulisce i bagni pubblici della metropoli. Per i primi venti minuti del film il protagonista non dice una sola parola: l’unico a parlare è il suo giovane e strampalato collega, eccitato per l’appuntamento con quella che spera diventi la sua futura ragazza. 

Ogni giorno Hirayama osserva i riflessi del cielo a metà mattinata, fa una foto verso il cielo per immortalare gli alberi che ondeggiano al vento sopra di lui. Attraversa la città al tramonto, ascolta la musica su vecchie audiocassette, va a lavarsi in un bagno pubblico, poi cena nel solito locale dove è ben accolto dal cameriere che gli ripete, dandogli la bibita ghiacciata, “per te, dopo una faticosa giornata!”

Perfect Days di Wim Wenders è l’esatto opposto della concezione di cinema hollywoodiana: un film zen radicalmente anti spettacolare, dove apparentemente non succede nulla e invece succede tutto il possibile. Perfect Days è un insulto, una beffa alla concezione del cinema mainstream, la trasgressione più estrema all’industria del cinema contemporaneo. Soprattutto quella che premia alla notte degli oscar dei film che sembrano dei videogame per ragazzini un po’ stupidi. 

Ed è probabile, molto probabile, ci scommetto, che Perfect Days verrà premiato agli Oscar, perché è un film che fa davvero paura a chi controlla il business del cinema della propaganda, e deve in qualche modo essere controllato, inglobato, messo nella lista degli premiati. 

In questo modo sarà facile confondere le idee di nuovo, affermare che il sistema adora il cinema d’arte intimista. Anzi: il sistema combatte per esso, lavora per promuoverlo e celebrarlo. Così, nello spettatore medio, la dissociazione cognitiva porterà ancora ad una grande confusione mentale, ed egli tornerà ad essere un fedele seguace ancora una volta, dopo aver avuto il sospetto che, di fronte a tanta mediocrità artistica, era tempo di voltare pagina. 

Il sistema in realtà odia profondamente i film come Perfect Days: un film realista, che celebra la vita, che sembra un’opera gemella di Patterson di Jim Jarmush, anche se con una visione della vita completamente differente. Mentre in Patterson era identificabile una piccolissima ed esile struttura narrativa, qui, fino al termine del film, la struttura sembra completamente assente. 

Mentre Patterson è un film con una certa cura figurativa in Perfect Days Wenders se ne infischia totalmente. Le inquadrature sono brutte, la fotografia per la maggior parte del film non è curata. Il regista si limita a filmare la realtà con una fedeltà assoluta, immortalandola anche nella sua bruttezza. Non c’è nessuna confezione fotografica e scenografica in questo film. L’esatto opposto di quello che fa ossessivamente Hollywood: fabbricare film che hanno solo una bellissima confezione, che sono attraenti e colorate “scatole vuote”. 

Non c’è apparentemente nessun colpo di scena ad avviare il plot del film, e per tutta la prima parte non avviene nessun fatto rilevante che cambia la vita del protagonista in modo drammatico, come piace al pubblico in cerca della dose di adrenalina. Il tempo semplicemente scorre nella sua serena solitudine, giorno dopo giorno, sogno dopo sogno, immagine dopo immagine. 

Tutto scorre, come la musica che scandisce il tempo e le emozioni del protagonista, canzone dopo canzone, brani fuori dal tempo incisi sui vecchi nastri magnetici analogici che, in un mondo in cui le nuove generazioni sono dentro “la trappola digitale”, sono vendute da collezionisti a prezzi alti nella periferia di Tokyo. Semplicemente musica e immagini prive di dialogo, come dichiarava spesso di voler fare un giorno un film Federico Fellini. La forma perfetta ed essenziale del Cinema.

Bisognerà attendere la parte finale per vedere in Harayama un cambiamento, che avviene però esclusivamente nella sua vita interiore ed emotiva. E questo cambiamento finale ci rivela anche qual’era il colpo di scena che abbiamo atteso invano all’inizio e che era occultato nel profondo della narrazione. 

La scena madre del film è ancora un esempio della semplicità e della magia della vita: due uomini sconosciuti che giocano con la propria ombra, un potente primo piano sull’alba di Tokyo, in cui le emozioni tornano nella vita del nostro eroe del quotidiano. 

Film potente ed estremamente coraggioso Perfect Days appartiene a quella categoria di opere come Patterson di Jim Jarmush, Foglie al vento di Kaurismaki, che rimette davanti ai nostri occhi le potenzialità del cinema indipendente a basso budget di raccontare la vita, e sgretola quella massa di idiozie, di sovrastrutture, di impalcature e di spettacolo roboante che l’industria del Nuovo Cinema Mondiale vorrebbe imporre agli spettatori del mondo. 

Un film del genere è davvero pericoloso: è un’opera che non si dimentica, al contrario di centinaia di prodotti spettacolari che costano centinaia di milioni di dollari e di cui non ti ricordi niente già il giorno dopo averli visti. È un film che fa a pezzi l’industria del cinema, la umilia, perché dimostra nella maniera più drammatica possibile che si può fare un film molto più importante con nulla: con uno sguardo, con un sorriso, con una folata di vento che attraversa le foglie. 

Ma il pubblico è capace di apprezzare questo lirico intimismo, questa straordinaria capacità di raccontare la vita silenziosa attraverso le immagini? Uscirà deluso dal cinema brontolando che è “un film in cui non è successo niente”, noioso, rimettendosi alla ricerca di adrenalina, ipnotizzato dagli effetti speciali, emozionato dal ritmo rapido, dagli spettacolari piani sequenza che danzano sullo schermo? Staremo a vedere. 

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