La donna che visse due volte

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“La donna che visse due volte” (Vertigo) è un film thriller del 1958 diretto da Alfred Hitchcock e interpretato da James Stewart e Kim Novak. È considerato uno dei capolavori di Hitchcock e uno dei film più influenti nella storia del cinema.

La trama segue John “Scottie” Ferguson (interpretato da James Stewart), un detective privato che soffre di vertigini. Dopo aver subito un trauma iniziale che lo porta al pensionamento, viene coinvolto in un nuovo caso da un vecchio amico, Gavin Elster (Tom Helmore). Elster sostiene che sua moglie, Madeleine (interpretata da Kim Novak), sia ossessionata dallo spirito di una donna morta e chiede a Scottie di seguirla per scoprire cosa le stia succedendo.

Scottie accetta il caso e inizia a seguire Madeleine. Nel corso delle sue indagini, si innamora di lei, ma viene sconvolto quando la vede cadere da un campanile e morire. Questo evento traumatico peggiora le sue vertigini, costringendolo a ritirarsi dalla vita attiva. Tuttavia, in seguito incontra una donna di nome Judy Barton (anch’essa interpretata da Kim Novak), che assomiglia in modo sorprendente a Madeleine.

Attratto dalla somiglianza, Scottie inizia a frequentare Judy, cercando di trasformarla in Madeleine attraverso vestiti, acconciature e comportamenti simili. Man mano che la storia si sviluppa, emergono segreti oscuri che rivelano che le apparenze possono essere ingannevoli.

“La donna che visse due volte” è ampiamente considerato un film complesso e psicologicamente ricco. Affronta temi come l’ossessione, la morte, la manipolazione e la perdita. Hitchcock utilizza abilmente la fotografia, la colonna sonora e il simbolismo visivo per creare un’atmosfera inquietante e tesa.

Il film è noto anche per la sua innovativa tecnica chiamata “effetto vertigine” o “zoom vertiginoso”. Questo effetto visivo viene utilizzato per rappresentare le vertigini di Scottie e consiste in un’illusione ottica in cui la telecamera si avvicina all’oggetto in primo piano mentre si allontana simultaneamente dallo sfondo, creando una sensazione di distorsione e disorientamento.

Nonostante “La donna che visse due volte” non sia stato un grande successo di botteghino al momento della sua uscita, nel corso degli anni è stato rivalutato dalla critica e dal pubblico ed è diventato un film molto apprezzato e studiato. Nel 2012 è stato addirittura votato come il miglior film di tutti i tempi nella classifica dei Sight & Sound’s poll.

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Trama

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La trama di “La donna che visse due volte” (Vertigo) ruota attorno a John “Scottie” Ferguson (interpretato da James Stewart), un detective privato che soffre di vertigini. Dopo un trauma che lo costringe al pensionamento, Scottie viene contattato da un vecchio amico di nome Gavin Elster (Tom Helmore) per un incarico speciale.

Elster afferma che sua moglie, Madeleine (interpretata da Kim Novak), è ossessionata dallo spirito di una donna morta di nome Carlotta Valdes e teme che Madeleine possa fare del male a se stessa. Scottie accetta il caso e inizia a tenere d’occhio Madeleine, seguendola nei suoi giri per la città di San Francisco.

Durante la sua osservazione, Scottie si innamora di Madeleine, affascinato dalla sua bellezza e dal suo mistero. Tuttavia, un giorno, mentre la segue, Madeleine sale su un campanile e, prima che Scottie possa raggiungerla, cade nel vuoto e muore. Scottie, colpito dalla scena, ne esce sconvolto e soffre di una grave crisi acrofobica a causa del suo tentativo fallito di salvarla.

Dopo un periodo di riposo e riabilitazione, Scottie incontra casualmente una donna di nome Judy Barton (interpretata da Kim Novak), che somiglia in modo sorprendente a Madeleine, tranne che per il colore dei capelli e alcuni dettagli fisici. Scottie si sente fortemente attratto da Judy e decide di trasformarla nella replica perfetta di Madeleine.

Scottie inizia a frequentare Judy, comprandole vestiti simili a quelli di Madeleine e cercando di riprodurre gli atteggiamenti e il comportamento della defunta moglie di Elster. Man mano che si avvicina a Judy, emergono segreti oscuri legati alla sua identità e alla sua connessione con Madeleine.

Senza svelare troppi dettagli cruciali per la trama, “La donna che visse due volte” si sviluppa come un intricato thriller psicologico, in cui Scottie cerca di scoprire la verità sulla morte di Madeleine e affronta le conseguenze delle sue ossessioni. La storia esplora temi di manipolazione, tradimento e identità, mettendo in discussione la natura stessa della realtà e dell’amore.

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Personaggi del film

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Ecco i principali personaggi del film “La donna che visse due volte”:

John “Scottie” Ferguson (interpretato da James Stewart): È il protagonista del film, un ex detective privato affetto da vertigini. Viene coinvolto in un caso misterioso che riguarda la donna di cui si innamora.

Madeleine Elster / Judy Barton (interpretata da Kim Novak): Madeleine è la moglie di Gavin Elster e il punto centrale dell’ossessione di Scottie. Dopo la sua morte, Scottie incontra Judy Barton, che somiglia incredibilmente a Madeleine. Judy è coinvolta in un oscuro segreto legato alla morte di Madeleine.

Gavin Elster (interpretato da Tom Helmore): È l’amico di Scottie e l’ex datore di lavoro. Ingaggia Scottie per seguire sua moglie, Madeleine, sostenendo che sia ossessionata dallo spirito di una donna morta. Elster diventa un personaggio chiave nella trama del film.

Midge Wood (interpretata da Barbara Bel Geddes): Midge è un’amica d’infanzia di Scottie e sua ex fidanzata. È un’artista e fornisce a Scottie un punto di appoggio emotivo durante la storia. Midge è innamorata di Scottie, ma il suo amore non è corrisposto.

Questi sono solo alcuni dei personaggi principali presenti nel film. Ci sono anche altri personaggi di supporto che contribuiscono alla trama e alle dinamiche della storia.

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Produzione

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“La donna che visse due volte” (Vertigo) è stato prodotto dalla Paramount Pictures e diretto da Alfred Hitchcock. Il film è basato sul romanzo “D’entre les morts” di Pierre Boileau e Thomas Narcejac. La sceneggiatura è stata scritta da Alec Coppel e Samuel A. Taylor, con alcune modifiche apportate da Hitchcock durante la produzione.

Alfred Hitchcock ha avuto un ruolo significativo nella produzione del film, influenzando la sceneggiatura, la direzione degli attori e il design della fotografia. Ha lavorato a stretto contatto con il direttore della fotografia Robert Burks per creare l’atmosfera visiva distintiva del film.

Il cast principale includeva James Stewart nel ruolo di John “Scottie” Ferguson e Kim Novak in una doppia interpretazione come Madeleine Elster e Judy Barton. I due attori hanno offerto delle performance memorabili che hanno contribuito alla riuscita del film.

La produzione di “La donna che visse due volte” è avvenuta principalmente a San Francisco, California, che è diventata una parte essenziale dell’ambientazione del film. Hitchcock ha sfruttato i luoghi iconici della città, come il Golden Gate Bridge e la Mission San Juan Bautista, per creare un’atmosfera suggestiva e intrisa di mistero.

Durante la produzione, Hitchcock ha introdotto diverse innovazioni tecniche nel film, inclusa l’uso dell’effetto vertigine o zoom vertiginoso. Questa tecnica ha richiesto una pianificazione e una coordinazione meticolose per essere realizzata in modo convincente sullo schermo.

“La donna che visse due volte” è stato rilasciato negli Stati Uniti il 9 maggio 1958. Nonostante non abbia ottenuto un grande successo commerciale iniziale, il film è stato successivamente rivalutato e apprezzato per il suo stile visivo distintivo, la complessità narrativa e le tematiche psicologiche affrontate. Oggi è considerato uno dei capolavori di Hitchcock e uno dei film più influenti nella storia del cinema.

Distribuzione e accoglienza 

“La donna che visse due volte” è stato distribuito negli Stati Uniti il 9 maggio 1958 dalla Paramount Pictures. Inizialmente, il film non ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico. Nonostante la reputazione di Hitchcock come regista di successo, il film ha incassato meno rispetto ad altri suoi lavori precedenti.

La critica ha risposto in modo misto al film all’epoca della sua uscita. Alcuni critici hanno apprezzato il lavoro di Hitchcock e il modo in cui il film esplorava temi complessi come l’ossessione e la manipolazione. Altri, invece, hanno criticato il film per la sua trama complicata e il ritmo lento.

Nonostante l’accoglienza iniziale, nel corso degli anni “La donna che visse due volte” è stato rivalutato e ha guadagnato un riconoscimento crescente come uno dei capolavori di Hitchcock. Nel corso del tempo, il film è stato oggetto di studi accademici e critici, ed è stato apprezzato per la sua straordinaria fotografia, la sua colonna sonora e la sua narrativa psicologica complessa.

Nel corso degli anni, “La donna che visse due volte” è stato incluso in numerose liste dei migliori film di tutti i tempi. Nel sondaggio Sight & Sound del 2012, è stato votato come il miglior film di tutti i tempi, scalzando “Quarto potere” dal primo posto dopo decenni di dominio.

La rivalutazione del film ha contribuito a consolidare la sua reputazione e ad aumentarne la popolarità. Oggi, “La donna che visse due volte” è considerato un classico del cinema e un punto di riferimento nel genere thriller psicologico, apprezzato per la sua regia magistrale, le interpretazioni degli attori e le sue tematiche intrinseche.

Stile

“La donna che visse due volte” (Vertigo) è rinomato per il suo stile distintivo, che riflette la maestria di Alfred Hitchcock come regista. Ecco alcuni degli elementi stilistici che caratterizzano il film:

Fotografia evocativa: La fotografia di “La donna che visse due volte” è straordinaria e contribuisce a creare un’atmosfera suggestiva e inquietante. Il direttore della fotografia Robert Burks utilizza luci e ombre in modo efficace per creare un senso di mistero e tensione. I colori vividi e le composizioni visivamente accattivanti contribuiscono alla creazione di un’esperienza visiva coinvolgente.

Simbolismo visivo: Hitchcock utilizza il simbolismo visivo per enfatizzare i temi e i conflitti del film. Ad esempio, l’immagine del campanile nel quale avviene la morte di Madeleine diventa un simbolo ricorrente di paura e perdita. Altri elementi simbolici includono specchi, scale e oggetti che si ripetono nella narrazione, contribuendo a creare un senso di disorientamento e ambiguità.

Colonna sonora suggestiva: La colonna sonora di “La donna che visse due volte”, composta da Bernard Herrmann, svolge un ruolo essenziale nell’accentuare l’atmosfera emotiva del film. La partitura evocativa e drammatica si fonde perfettamente con le immagini, amplificando la tensione e le emozioni dei personaggi.

Narrativa psicologica complessa: Il film esplora tematiche psicologiche complesse come l’ossessione, l’identità e la manipolazione. Hitchcock sfida gli spettatori a interrogarsi sulle percezioni soggettive dei personaggi e sulla verità stessa. La trama si sviluppa in modo intricato, costruendo suspense e rivelando colpi di scena che spingono lo spettatore a riflettere sul significato dei personaggi e delle loro azioni.

Effetto vertigine: Una delle caratteristiche più distintive del film è l’uso dell’effetto vertigine o zoom vertiginoso, che crea un senso di disorientamento e vertigine per lo spettatore. Questa tecnica visiva è stata sviluppata da Hitchcock e dal direttore della fotografia Robert Burks ed è diventata un’iconica innovazione cinematografica.

L’insieme di questi elementi stilistici rende “La donna che visse due volte” un’esperienza visiva e narrativa unica. L’attenzione ai dettagli visivi, il simbolismo ricco e la profondità psicologica contribuiscono a rendere il film un capolavoro di Hitchcock e un punto di riferimento nel cinema thriller.

Curiosità e aneddoti

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Ecco alcune curiosità e aneddoti legati al film “La donna che visse due volte”:

Il titolo originale del film, “Vertigo”, fa riferimento alla vertigine che il protagonista Scottie Ferguson sperimenta a causa della sua fobia. È stato scelto per evidenziare l’aspetto psicologico del film e il suo tema centrale.

Durante le riprese della famosa scena in cui Scottie salva Madeleine dal campanile, Alfred Hitchcock voleva che l’effetto fosse il più realistico possibile. Quindi, anziché utilizzare una controfigura o effetti speciali, ha convinto l’attrice Kim Novak a salire sul campanile a una notevole altezza. Ciò ha contribuito a creare un senso autentico di pericolo nella scena.

La scena in cui Scottie guarda Madeleine dal suo appartamento era stata originariamente girata con una musica di sottofondo. Tuttavia, Hitchcock ha successivamente deciso di rimuovere la musica, lasciando solo il suono ambientale. Questa scelta ha aumentato l’effetto di ossessione e ha reso la scena più intensa.

Durante la produzione, Hitchcock e il direttore della fotografia Robert Burks hanno sperimentato diverse tecniche di ripresa per creare l’effetto vertigine desiderato. Alla fine, hanno optato per l’uso del “dolly zoom” o “tromba dell’effetto vertigine”, che è diventato un’iconica tecnica cinematografica.

“La donna che visse due volte” ha ricevuto una nomination all’Oscar per la migliore sceneggiatura nel 1959, ma non ha vinto. Nonostante ciò, il film è diventato un classico nel corso degli anni e ha guadagnato un’apprezzamento sempre maggiore nel panorama cinematografico.

Nel 2012, il British Film Institute (BFI) ha pubblicato la loro lista aggiornata dei migliori film di tutti i tempi nella quale “La donna che visse due volte” ha scalzato “Quarto potere” dal primo posto, che deteneva da decenni.

Kim Novak ha dichiarato in diverse interviste che interpretare il doppio ruolo di Madeleine/Judy è stata un’esperienza intensa per lei. La trasformazione da una donna all’altra richiedeva una preparazione emotiva e una comprensione profonda dei personaggi.

Queste sono solo alcune curiosità e aneddoti legati al film “La donna che visse due volte”. Il film è noto per la sua complessità e ha continuato a generare discussione e interesse da parte degli appassionati di cinema nel corso degli anni. 

Temi

“La donna che visse due volte” affronta diversi temi complessi e psicologici che contribuiscono alla ricchezza della trama e alla profondità dei personaggi. Ecco alcuni dei temi principali del film:

Ossessione: Uno dei temi centrali del film è l’ossessione, sia da parte del protagonista Scottie Ferguson che da parte di altri personaggi. Scottie diventa ossessionato da Madeleine e cerca di ricrearla attraverso Judy. L’ossessione di Scottie lo spinge a compiere azioni estreme, portando a conseguenze drammatiche.

Identità e doppio: Il tema dell’identità è centrale nel film. Scottie viene coinvolto in una situazione in cui le identità si confondono e si sovrappongono. Judy assume l’identità di Madeleine, creando un doppio che sfida la percezione di Scottie e la sua capacità di distinguere la realtà dalla finzione.

Manipolazione: Il film esplora anche il tema della manipolazione. Gavin Elster manipola sia Scottie che Madeleine per il proprio scopo. La manipolazione si manifesta anche nella relazione tra Scottie e Judy, dove entrambi cercano di controllare l’altro per i propri fini.

Fobia e fragilità psicologica: La fobia di Scottie verso le altezze, nota come acrofobia, gioca un ruolo significativo nel film. La sua fragilità psicologica e le sue paure influenzano le sue azioni e la sua percezione della realtà. La fragilità psicologica è anche presente in altri personaggi, come Madeleine e Judy.

Illusione e realtà: Il confine tra illusione e realtà è spesso sfocato nel film. I personaggi si muovono in un mondo in cui le apparenze possono essere ingannevoli e la verità può essere difficile da distinguere. Questo tema mette in discussione la natura stessa della percezione e dell’interpretazione soggettiva della realtà.

Perdita e rimorso: Il tema della perdita e del rimorso è presente nella storia. Scottie vive con il rimorso per non essere riuscito a salvare Madeleine, e questa perdita ha un impatto profondo sulla sua vita. La lotta di Scottie per superare la perdita e trovare una sorta di redenzione è un elemento chiave nella narrazione.

Questi temi complessi offrono molteplici livelli di interpretazione e contribuiscono alla profondità emotiva e psicologica del film “La donna che visse due volte”. Attraverso di essi, il film esplora la condizione umana, i desideri, le paure e le debolezze dei suoi personaggi, creando un’esperienza cinematografica coinvolgente.

Riferimenti filosofici e culturali 

“La donna che visse due volte” contiene alcuni riferimenti filosofici e culturali che aggiungono ulteriori strati di significato al film. Ecco alcuni di essi:

Il mito di Orfeo ed Euridice: Nel film, il personaggio di Judy Barton viene trasformato da Scottie in una sorta di “creatura” simile a Madeleine. Questo richiama il mito di Orfeo ed Euridice, in cui Orfeo cerca di riportare la sua amata dall’Aldilà. La trasformazione di Judy in Madeleine può essere interpretata come un tentativo di riportare indietro un amore perduto.

La teoria del “Doppio” di Sigmund Freud: Il tema del doppio è presente nel film e richiama la teoria freudiana del “doppio” o “alter ego”. Freud sosteneva che ogni individuo ha un lato oscuro e nascosto della propria personalità, che può emergere come una sorta di doppio. Nel film, Scottie cerca di ricreare Madeleine attraverso Judy, creando un parallelismo con questa teoria.

La filosofia dell’esistenzialismo: Il film presenta elementi che richiamano l’esistenzialismo, una corrente filosofica che si concentra sulla libertà individuale, l’angoscia esistenziale e la responsabilità personale. La scelta di Scottie di ricreare Madeleine e il suo conflitto interno riflettono le sfide e le contraddizioni dell’esistenzialismo.

La cultura del voyeurismo: Hitchcock ha spesso esplorato il tema del voyeurismo nei suoi film, e “La donna che visse due volte” non fa eccezione. Il personaggio di Scottie è un detective che osserva le vite degli altri, e questa osservazione invasiva riflette la curiosità e l’attrazione umana per lo spettacolo delle vite altrui.

La critica all’idealizzazione delle donne: Il film offre una critica sottile all’idealizzazione delle donne e alla loro trasformazione in oggetti di desiderio. Il personaggio di Madeleine viene manipolato e trasformato da uomini che proiettano su di lei i loro desideri e ideali romantici, portando a conseguenze tragiche.

Questi riferimenti filosofici e culturali sottolineano l’approfondimento tematico del film e invitano gli spettatori a riflettere su questioni esistenziali, psicologiche e sociali. Contribuiscono a rendere “La donna che visse due volte” una pellicola complessa e ricca di significati, andando oltre la semplice trama e offrendo un terreno fertile per l’interpretazione e il dibattito.

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Il regista

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Il regista di “La donna che visse due volte” (Vertigo) è Alfred Hitchcock, uno dei più grandi registi della storia del cinema. Nato il 13 agosto 1899 a Leytonstone, Londra, Hitchcock ha raggiunto fama internazionale per il suo stile distintivo e la sua abilità nel creare suspense e tensione nei suoi film.

Hitchcock ha diretto più di 50 film nel corso della sua carriera, spaziando in diversi generi come il thriller psicologico, il giallo e il suspense. È noto per la sua attenzione ai dettagli, la maestria tecnica e la sua capacità di manipolare le emozioni degli spettatori.

Oltre a “La donna che visse due volte”, Hitchcock è famoso per aver diretto molti altri film di successo, tra cui “Psycho”, “Gli uccelli”, “La finestra sul cortile”, “Intrigo internazionale” e “La congiura degli innocenti”. La sua filmografia è caratterizzata da trame intricate, colpi di scena sorprendenti e personaggi complessi.

Hitchcock è considerato un maestro del suspense e ha influenzato numerosi registi successivi. La sua abilità nel creare tensione e nel manipolare l’attenzione dello spettatore ha segnato il cinema thriller e ha reso i suoi film delle vere e proprie opere d’arte.

Alfred Hitchcock ha ricevuto numerosi riconoscimenti durante la sua carriera, tra cui il premio Irving G. Thalberg Memorial Academy nel 1968 e un Knighthood nel 1980. È considerato uno dei registi più influenti della storia del cinema e il suo lascito artistico continua a ispirare generazioni di cineasti.

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