Federico Fellini

Guarda film indipendenti e cult selezionati

Vai oltre i film proposti dalle solite piattaforme commerciali. Guarda centinaia di film indipendenti e d'autore rari, cult e documentari introvabili selezionati da tutto il mondo.

Indice dei contenuti

Federico Fellini è stato un regista, sceneggiatore, fumettista e scrittore italiano, considerato uno dei più grandi registi della storia del cinema. Nacque a Rimini il 20 gennaio 1920 e morì a Roma il 31 ottobre 1993.

Fellini iniziò la sua carriera come giornalista e caricaturista, ma presto si dedicò al cinema. Il suo primo film, Luci del varietà (1950), fu co-diretto con Alberto Lattuada. Il suo terzo film, La strada (1954), vinse l’Oscar per il miglior film straniero e lo consacrò come uno dei registi più importanti del mondo.

I film di Fellini sono caratterizzati da un’atmosfera onirica e surreale, che riflette le sue ossessioni e la sua visione del mondo. I suoi personaggi sono spesso eccentrici e grotteschi, ma allo stesso tempo umani e commoventi.

Fellini ha ricevuto numerosi premi durante la sua carriera, tra cui quattro Oscar, tre Golden Globe e due Palme d’oro al Festival di Cannes. È stato anche insignito della Legion d’onore francese e dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Fellini è considerato uno dei registi più importanti del cinema italiano e mondiale. I suoi film hanno influenzato generazioni di cineasti e continuano a essere apprezzati dal pubblico di tutto il mondo.

Biografia

Federico Fellini nacque a Rimini nel 1920, in una famiglia di classe media. Fin da piccolo mostrò una grande passione per il disegno e la scrittura.

A scuola, già all’età di 16 anni, iniziò a pubblicare i suoi disegni umoristici su giornali locali.

Nel 1939, si trasferì a Roma per frequentare la facoltà di giurisprudenza, ma presto si dedicò al giornalismo e alla scrittura. Iniziò a collaborare con la rivista satirica Marc’Aurelio, dove pubblicò vignette, rubriche e racconti.

Nel 1940, iniziò a lavorare anche per la radio, dove scrisse sceneggiature per programmi comici e varietà.

Nel 1943, sposò l’attrice Giulietta Masina, con la quale iniziò a collaborare artisticamente.

Nel 1945, iniziò a lavorare come sceneggiatore per il cinema. Collaborò con alcuni dei più importanti registi del neorealismo italiano, tra cui Roberto Rossellini, Pietro Germi e Alberto Lattuada.

Fellini ha iniziato la sua carriera cinematografica come sceneggiatore per il regista Roberto Rossellini. Nel 1950, ha diretto il suo primo film, Luci del varietà, in collaborazione con Alberto Lattuada. Il film è stato un successo e ha lanciato la carriera di Fellini come regista.

Nel 1954, Fellini ha diretto La strada, un film che ha vinto l’Oscar per il miglior film straniero. Il film è un’allegoria del viaggio della vita e ha consacrato Fellini come uno dei più grandi registi del mondo.

I film di Fellini sono caratterizzati da un’atmosfera onirica e surreale, che riflette le sue ossessioni e la sua visione del mondo. I suoi personaggi sono spesso eccentrici e grotteschi, ma allo stesso tempo umani e commoventi.

Fellini ha ricevuto numerosi premi durante la sua carriera, tra cui quattro Oscar, tre Golden Globe e due Palme d’oro al Festival di Cannes. È stato anche insignito della Legion d’onore francese e dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Fellini è considerato uno dei registi più importanti del cinema italiano e mondiale. I suoi film hanno influenzato generazioni di cineasti e continuano a essere apprezzati dal pubblico di tutto il mondo.

Iscriviti

Vita privata

Federico-Fellini

Fellini è stato sposato con Giulietta Masina per 50 anni, fino alla sua morte nel 1994. Hanno avuto un figlio, Pier Federico, che è nato morto nel 1945.

Fellini è morto a Roma il 31 ottobre 1993, all’età di 73 anni. La sua morte è stata un lutto per il mondo del cinema e ha lasciato un vuoto incolmabile.

Lo sceicco bianco (1952)

Lo sceicco bianco è un film commedia del 1952 diretto da Federico Fellini con Alberto Sordi, Brunella Bovo e Leopoldo Trieste.

Il film racconta la storia di una coppia di sposini provinciali, Ivan e Wanda, che arrivano a Roma in viaggio di nozze. Mentre Ivan si vuole dedicare a parenti e chiesa, Wanda vuole conoscere il suo eroe, un personaggio di fotoromanzi chiamato lo Sceicco bianco.

Wanda riesce a incontrare lo Sceicco bianco, ma presto si rende conto che non è affatto come lo immaginava. Lo Sceicco bianco è in realtà un uomo arrogante e superficiale, che non ha nulla a che fare con il mondo dei sogni di Wanda.

La delusione di Wanda è profonda, ma alla fine riesce a trovare la forza di andare avanti con la sua vita.

Il film è un’allegoria del viaggio dell’adolescenza alla maturità. Wanda, come molti adolescenti, è alla ricerca di un’ideale, di un qualcosa che la faccia sentire completa. Lo Sceicco bianco rappresenta l’ideale di bellezza e virilità che Wanda ha in mente. Tuttavia, quando Wanda incontra lo Sceicco bianco, si rende conto che l’ideale non è altro che un’illusione.

Il film è anche una satira della società italiana dell’epoca. Lo Sceicco bianco è un personaggio che incarna i valori della società borghese, un uomo vuoto e insignificante.

I vitelloni (1953)

I vitelloni è un film del 1953 diretto da Federico Fellini. Il film racconta la storia di cinque giovani uomini di una piccola città di provincia, che vivono in un limbo postadolescenziale, sognando di evadere dalla loro vita monotona.

I cinque amici sono:

  • Moraldo (Franco Interlenghi): il più maturo del gruppo, che inizia a interrogarsi sul senso della vita.
  • Alberto (Alberto Sordi): un giovane ingenuo e infantile, che si diverte a scherzare e a provocare.
  • Fausto (Franco Fabrizi): un donnaiolo incallito, che vive alla giornata.
  • Riccardo (Riccardo Fellini): un giocatore d’azzardo, che sperpera i soldi della sua famiglia.
  • Leopoldo (Leopoldo Trieste): un intellettuale inetto, che non riesce a trovare la sua strada nella vita.

I cinque amici passano le loro giornate tra il caffè, il biliardo, le passeggiate, gli amori inutili, i progetti vani. Tuttavia, la loro vita è destinata a cambiare quando uno di loro, Moraldo, decide di partire per Roma.

Il film è un ritratto ironico e malinconico della giovinezza, che esplora i temi dell’incertezza, del passaggio all’età adulta e della ricerca del proprio posto nel mondo.

I vitelloni è un film importante nella carriera di Fellini. È il suo secondo film da regista unico e segna l’inizio della sua fase neorealista. Il film è stato un successo di critica e di pubblico e ha contribuito a lanciare la carriera di Fellini come uno dei più importanti registi italiani del XX secolo.

La strada (1954)

La strada è un film drammatico del 1954 diretto da Federico Fellini. Il film è interpretato da Giulietta Masina, la moglie di Fellini, nel ruolo di Gelsomina, una giovane donna ingenua e innocente che viene venduta a Zampanò, un rozzo e violento artista di strada.

Il film racconta la storia di Gelsomina, che cerca di trovare la sua strada nella vita, ma viene ostacolata dalla brutalità di Zampanò. Gelsomina è una donna gentile e compassionevole, che cerca di vedere il bene nelle persone, anche in Zampanò. Tuttavia, Zampanò è un uomo crudele e insensibile, che non è capace di amare.

Il film è una storia di amore, perdita e redenzione, che esplora i temi della violenza, della compassione e della speranza. Il film è stato un successo di critica e di pubblico e ha vinto l’Oscar al miglior film straniero nel 1957.

Le notti di Cabiria (1957)

Le notti di Cabiria è un film drammatico del 1957 diretto da Federico Fellini. Il film è interpretato da Giulietta Masina, la moglie di Fellini, nel ruolo di Cabiria, una prostituta romana.

Il film racconta la storia di Cabiria, una donna che cerca l’amore e la felicità in un mondo cinico e indifferente. Cabiria è una donna forte e resiliente, che non si arrende mai ai suoi sogni.

Il film è un’allegoria della condizione umana, che esplora i temi dell’amore, della speranza e della perdita. Il film è stato un successo di critica e di pubblico e ha vinto l’Oscar al miglior film straniero nel 1958.

Il bidone (1955)

Il bidone è un film del 1955 diretto da Federico Fellini. Il film è interpretato da Broderick Crawford, Richard Basehart e Giulietta Masina.

Il film racconta la storia di tre truffatori, Augusto, Picasso e Roberto, che si specializzano nel fare “bidoni” ai danni di poveri contadini creduloni, ai quali si presentano vestiti da prelati, chiedendo laute somme per fare messe in cambio di un finto tesoro ritrovato nel loro terreno.

Il film è una satira della società italiana del dopoguerra, che esplora i temi della truffa, dell’inganno e dell’ipocrisia.

Il film è stato un successo di critica e di pubblico e ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 1955.

La dolce vita (1960)

La dolce vita è un film del 1960 diretto e co-sceneggiato da Federico Fellini. Il film è interpretato da Marcello Mastroianni, Anita Ekberg e Anouk Aimée.

Il film racconta la storia di Marcello Rubini, un giornalista scandalistico che vive a Roma negli anni ’60. Marcello è un uomo cinico e disincantato, che cerca di trovare un senso alla propria vita.

Il film è una satira della società italiana del tempo, che esplora i temi della vacuità, della superficialità e della mancanza di valori. Il film è stato un successo di critica e di pubblico e ha vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes del 1960.

Otto e mezzo (1963)

8½ è un film italiano del 1963 scritto e diretto da Federico Fellini. Il film ha come protagonista Marcello Mastroianni nel ruolo di Guido Anselmi, un regista cinematografico alle prese con un blocco creativo, e lo segue mentre naviga in un labirinto di ricordi, fantasie e incontri con vari personaggi sia reali che immaginari.

8½ è ampiamente considerato uno dei film più grandi di Fellini e un capolavoro del cinema italiano. Il film è noto per le sue immagini surreali, le sequenze oniriche e l’esplorazione del processo creativo. È stato elogiato per la sua originalità, l’esplorazione delle emozioni umane e l’uso innovativo del linguaggio cinematografico.

Ecco alcuni dei temi chiave di 8½:

  • Blocco creativo: Il film è una meditazione sulle sfide di essere un artista e le difficoltà nel trovare ispirazione. Guido è perseguitato dalla paura di aver perso la sua scintilla creativa e si dispera di trovare un modo per realizzare il suo prossimo film.
  • La natura della realtà: Il film confonde i confini tra realtà e fantasia, suggerendo che i nostri ricordi, sogni e immaginazioni svolgono un ruolo significativo nel plasmare la nostra percezione del mondo. Lo stato mentale di Guido è in continuo mutamento per tutto il film e si interroga costantemente su cosa sia reale e cosa non lo sia.
  • La ricerca del significato: Il film è un’esplorazione filosofica della condizione umana. Guido è alla ricerca del significato nella sua vita ed è perseguitato da un senso di angoscia esistenziale. È circondato da superficialità e vuoto e brama qualcosa di più profondo.

8½ è un film complesso e impegnativo. È un film che invita il pubblico a partecipare alla sua esplorazione della psiche umana e del processo creativo. Il film è pieno di immagini memorabili e iconiche ed è stato elogiato per l’uso pionieristico delle tecniche cinematografiche.

Toby Dammit (1968)

Toby Dammit è un episodio del film del 1968 Tre passi nel delirio, diretto da Federico Fellini. Il film è un’antologia di tre episodi, ognuno diretto da un regista diverso: Fellini, Roger Vadim e Louis Malle.

Toby Dammit è interpretato da Terence Stamp nel ruolo di un attore inglese alcolizzato e decadente, che viene scelto per interpretare il protagonista di un western cattolico. L’attore è però ossessionato da un inconscio richiamo, che lo porta a fuggire da Roma e a suicidarsi in un incidente d’auto.

Il film è una storia surreale e oscura, che esplora i temi della morte, della colpa e della redenzione.

Ecco alcuni dei temi chiave di Toby Dammit:

  • La morte: Il film è incentrato sulla morte, che è rappresentata come una presenza costante e opprimente. L’attore Toby Dammit è un uomo che vive con la consapevolezza della propria mortalità, e questa consapevolezza lo rende inquieto e tormentato.
  • La colpa: Toby Dammit è un uomo che si sente in colpa per i suoi peccati, e questa colpa lo porta a cercare la redenzione. L’incidente d’auto in cui muore può essere visto come un atto di suicidio, un tentativo di espiare le proprie colpe.
  • La redenzione: Il film suggerisce che la redenzione è possibile, ma che è un processo difficile e doloroso. Toby Dammit è un uomo che cerca la redenzione, ma che non riesce a trovarla. La sua morte può essere vista come un fallimento, ma anche come un passo verso la redenzione.

Block-notes di un regista (1969)

Block-notes di un regista è un documentario televisivo diretto da Federico Fellini nel 1969. Il film è un’esplorazione del processo creativo di Fellini, con scene di lui che lavora al suo film Satyricon e interviste con i suoi collaboratori.

Il film è diviso in due parti. La prima parte segue Fellini mentre lavora ai set di Satyricon. La seconda parte è composta da interviste con Fellini, Giulietta Masina, Marcello Mastroianni e altri collaboratori di Fellini.

Nella prima parte del film, Fellini è visto lavorare con i suoi attori e troupe per creare le scene del suo film. Le scene sono spesso surreali e oniriche, e Fellini è visto usare la sua immaginazione per creare un mondo immaginario.

Nella seconda parte del film, Fellini parla del suo processo creativo e dei suoi film. Parla della sua passione per il cinema e della sua visione del mondo.

Block-notes di un regista è un film affascinante e intimo che offre uno sguardo unico sul processo creativo di uno dei più grandi registi del cinema.

Ecco alcuni dei temi chiave del film:

  • Il processo creativo: Il film esplora il processo creativo di Fellini, mostrando come egli usa la sua immaginazione e la sua esperienza per creare i suoi film.
  • L’immaginazione: Il film sottolinea l’importanza dell’immaginazione nel processo creativo. Fellini è un regista che crede che l’immaginazione sia la chiave per creare un mondo nuovo e immaginario.
  • La visione del mondo: Il film offre uno sguardo sulla visione del mondo di Fellini. I suoi film sono spesso caratterizzati da un’atmosfera surreale e onirica, che riflette la sua visione di un mondo complesso e misterioso.

Fellini Satyricon (1969)

Fellini Satyricon (1969) è un film surreale e visivamente sbalorditivo diretto da Federico Fellini. Il film è liberamente basato sul romanzo frammentario omonimo di Petronio Arbitro, un satirico romano vissuto nel I secolo d.C.

Il film segue le avventure di Encolpio, un giovane uomo che è alla ricerca del suo amore perduto, Gitone. Il viaggio di Encolpio lo porta attraverso il mondo decadente e corrotto dell’antica Roma, dove incontra una varietà di personaggi bizzarri e spesso grotteschi.

Il Satyricon di Fellini è un film altamente stilizzato che utilizza una varietà di tecniche, tra cui sequenze oniriche, flashback e montaggi, per creare un’atmosfera surreale e onirica. Il film è anche visivamente sbalorditivo, con l’uso caratteristico di Fellini di set, costumi e illuminazione sontuosi.

Alcuni dei temi chiave del film includono:

  • Decadenza: Il film ritrae la decadenza e la corruzione dell’antica Roma, dove le persone sono ossessionate dal sesso, dalla violenza e dal potere.
  • Liberazione: Nonostante il caos e la disperazione che lo circondano, Encolpio conserva un senso di speranza e liberazione. È determinato a trovare il suo amore e a vivere la sua vita secondo i suoi termini.
  • La natura della realtà: Il film sfuma i confini tra realtà e fantasia, suggerendo che la nostra percezione del mondo è plasmata dalla nostra immaginazione e dai nostri desideri.

Giulietta degli spiriti (1965)

Giulietta degli spiriti è un film del 1965 diretto da Federico Fellini. Il film è interpretato da Giulietta Masina, Sandra Milo, Mario Pisu, Valentina Cortese e Valeska Gert.

Il film segue la storia di Giulietta, una donna di mezza età che vive una vita apparentemente perfetta. Tuttavia, Giulietta è insoddisfatta del suo matrimonio e della sua vita in generale. Comincia a vedere fantasmi e allucinazioni, che la portano a esplorare il suo passato e il suo presente.

Il film è un’esplorazione dei temi della femminilità, della memoria e della creatività. È un film surreale e visivamente sbalorditivo, che ha ricevuto il plauso della critica e del pubblico.

I clowns (1970)

I clowns (1970) è un film docufiction diretto da Federico Fellini. È un tributo nostalgico e affettuoso al mondo dei clown e esplora i temi della bellezza, dell’innocenza e del trascorrere del tempo.

Il film è un lavoro personale e poetico che è pieno dell’immaginario surreale caratteristico di Fellini. Presenta interviste ai clown, filmati d’archivio di clown del passato e scene di Fellini e della sua troupe di clown che si esibiscono.

Alcuni dei temi chiave del film includono:

  • Bellezza: Il film celebra la bellezza dei clown, dei loro costumi e delle loro esibizioni. I clown sono spesso visti in un contesto onirico e fiabesco.
  • Innocenza: Il film ritrae i clown come figure innocenti e infantili. Sono in grado di vedere il mondo in un modo che è sia giocoso che profondo.
  • Il passaggio del tempo: Il film è una meditazione sul passaggio del tempo e riflette sul modo in cui i clown incarnano e trascendono il processo di invecchiamento.
Iscriviti

Roma (1972)

Roma (1972) è un film sperimentale e visivamente sbalorditivo diretto da Federico Fellini. È uno sguardo personale e nostalgico sull’infanzia e la giovinezza del regista a Roma, ed è una celebrazione della città stessa.

Il film è diviso in una serie di episodi vagamente collegati, ciascuno dei quali è una vignetta della vita a Roma. Alcuni episodi sono leggeri e divertenti, mentre altri sono più seri e persino inquietanti. Tuttavia, tutti gli episodi sono permeati dalla visione unica del mondo di Fellini.

Il film è anche degno di nota per l’uso del colore e del suono. I colori sono spesso brillanti e saturi e il paesaggio sonoro è pieno dei suoni della città, dal clacson delle auto alle voci delle persone.

Alcuni dei temi chiave del film includono:

  • Nostalgia: Il film è pieno di nostalgia per l’infanzia e la giovinezza di Fellini a Roma. Ricorda con affetto le viste, i suoni e gli odori della città e usa il film per ricreare i suoi ricordi.
  • Vita in città: Il film è una celebrazione della vita in città, con tutto il suo caos, energia e vitalità. Fellini cattura la bellezza e la bruttezza di Roma e mostra come la città possa sia ispirare che sopraffare i suoi abitanti.
  • Sogni e realtà: Il film confonde i confini tra sogno e realtà, suggerendo che la nostra percezione del mondo è plasmata dalla nostra immaginazione e dai nostri desideri.

Amarcord (1973)

Amarcord (1973) è un film semi-autobiografico diretto da Federico Fellini, ambientato nel villaggio immaginario di Rimini all’inizio degli anni ’30. Il film segue l’adolescenza di Titta, un giovane ragazzo che cresce tra i personaggi colorati e le eccentricità della sua piccola città.

Amarcord è un film spensierato e nostalgico che cattura l’essenza dell’infanzia e dell’adolescenza. Il film è pieno di umorismo, calore e un pizzico di malinconia, mentre esplora le gioie, le frustrazioni e le sfide della crescita in un piccolo paese italiano.

Alcuni dei temi chiave del film includono:

  • Gioventù: Il film segue Titta mentre naviga nelle sfide dell’adolescenza, tra cui il primo amore, la pressione dei pari e la ricerca dell’identità.
  • Nostalgia: Il film è pieno di nostalgia per l’infanzia di Fellini e evoca un senso di nostalgia per un tempo più semplice.
  • Comunità: Il film celebra la comunità coesa di Rimini e mostra come gli abitanti del paese si sostengano e si prendano cura l’uno dell’altro.

Il Casanova di Federico Fellini (1976)

Il Casanova di Federico Fellini (1976) è un film biografico diretto da Federico Fellini. Il film è interpretato da Donald Sutherland nei panni di Giacomo Casanova, un avventuriero e scrittore veneziano del XVIII secolo.

Il film segue la vita di Casanova dalla sua infanzia a Venezia alla sua morte in prigione a Vienna. Casanova è ritratto come un uomo affascinante e carismatico, ma anche come un donnaiolo immaturo e egoista. Il film è una celebrazione della vita e dell’amore, ma è anche una riflessione sulla natura della seduzione e dell’illusione.

Alcuni dei temi chiave del film includono:

  • Il desiderio: Il film è un’esplorazione del desiderio sessuale, sia maschile che femminile. Casanova è un uomo che è costantemente alla ricerca di nuovi piaceri, ma il suo desiderio è spesso distruttivo.
  • L’illusione: Il film esplora il potere dell’illusione e della seduzione. Casanova è un maestro dell’inganno, e usa la sua capacità di affascinare gli altri per ottenere ciò che vuole.

Prova d’orchestra (1979)

Prova d’orchestra (1979) è un film satirico diretto da Federico Fellini. Il film segue i membri di un’orchestra italiana che vanno in sciopero contro il direttore d’orchestra. Il film è stato presentato fuori concorso al 32º Festival di Cannes.

Il film è diviso in due parti. Nella prima parte, i membri dell’orchestra vengono intervistati da una troupe televisiva. Raccontano le loro storie e i loro motivi per lo sciopero. Nella seconda parte, i membri dell’orchestra si riuniscono per provare un brano musicale. Tuttavia, lo sciopero continua e la prova è un disastro.

Prova d’orchestra è un film complesso e ricco di significato. Può essere interpretato come una satira della società italiana, ma può anche essere visto come una riflessione più generale sull’arte, la creatività e la collaborazione.

La città delle donne (1980)

La città delle donne è un film del 1980 diretto da Federico Fellini. Il film racconta la storia di Snaporaz, un uomo maturo e donnaiolo, che si ritrova in un mondo dominato dalle donne.

Il film inizia con Snaporaz che viaggia in treno con sua moglie Elena. Sul treno incontra una misteriosa donna vestita di nero e decide di seguirla. La donna lo conduce in un mondo sconosciuto, popolato da donne di ogni tipo.

Snaporaz incontra donne forti e indipendenti, donne sensuali e affascinanti, donne strane e grottesche. Il suo viaggio è un’avventura onirica e surreale, in cui deve affrontare le sue paure e i suoi desideri più profondi.

Il film è stato interpretato da Marcello Mastroianni, Anna Prucnal, Bernice Stegers e Donatella Damiani. La colonna sonora è stata composta da Nino Rota.

La città delle donne è un film complesso e affascinante, che può essere interpretato in molti modi diversi. È un’allegoria del rapporto tra uomini e donne, un viaggio nell’inconscio umano, un’opera d’arte visionaria.

Il film è stato accolto con reazioni contrastanti dalla critica. Alcuni critici lo hanno elogiato per la sua originalità e la sua visione poetica, mentre altri lo hanno criticato per la sua misoginia e la sua visione distorta delle donne.

E la nave va (1983)

E la nave va (1983) è un film diretto e co-scritto da Federico Fellini. Il film racconta gli eventi a bordo di un transatlantico pieno di amici di una cantante lirica defunta che si sono riuniti per piangere la sua scomparsa.

Il film è ambientato nel 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale. La nave, il Gloria N, è diretta all’isola di Erimo per spargere le ceneri della cantante, Edmea Tetua. I passeggeri sono una rappresentazione della società italiana dell’epoca, con una varietà di classi sociali, età e personalità.

Il film è un’esplorazione dei temi della morte, della perdita e del cambiamento. È anche un’omaggio al mondo dell’opera e alla bellezza della musica.

Ginger e Fred (1986)

Ginger e Fred (1986) è un film diretto e scritto da Federico Fellini. Il film racconta la storia di due ex ballerini di rivista, Ginger e Fred, che si riuniscono dopo anni per esibirsi in un varietà televisivo.

Il film è ambientato nella Roma contemporanea e riflette sulla condizione umana di invecchiamento e perdita. Ginger e Fred sono due personaggi iconici del mondo dello spettacolo, ma sono ormai invecchiati e la loro fama è passata. Il loro tentativo di rivivere i fasti del passato è destinato al fallimento, ma il film offre un ritratto commovente e poetico della loro amicizia e del loro rapporto con la vecchiaia.

Alcuni dei temi chiave del film includono:

  • L’invecchiamento: Il film esplora il tema dell’invecchiamento e della perdita della giovinezza. Ginger e Fred sono due ex ballerini di rivista che sono ormai invecchiati e la loro carriera è finita. Il loro tentativo di rivivere i fasti del passato è destinato al fallimento, ma il film offre un ritratto commovente e poetico della loro amicizia e del loro rapporto con la vecchiaia.
  • Il rimpianto: Il film esplora il tema del rimpianto e della nostalgia. Ginger e Fred rimpiangono i tempi passati in cui erano giovani e famosi. Il loro tentativo di rivivere il passato è un tentativo di sfuggire alla realtà della loro condizione attuale.
  • L’amicizia: Il film celebra l’amicizia tra Ginger e Fred. Nonostante i loro fallimenti e le loro difficoltà, i due rimangono amici fedeli. La loro amicizia è un barlume di speranza in un mondo che sembra ormai essersi dimenticato di loro.

Intervista (1987)

Intervista (1987) è un film biografico fantastico italiano diretto da Federico Fellini. Il film segue Fellini mentre viene intervistato da una troupe televisiva giapponese a Cinecittà, dove arrivò per la prima volta nel 1940.

Il film è un’esplorazione della vita e della carriera di Fellini, nonché una riflessione sulla natura del cinema. È un film pieno di immagini surreali e simboliche, che hanno suscitato interpretazioni diverse da parte di critici e spettatori.

Alcuni dei temi chiave del film includono:

  • La memoria: Il film esplora il tema della memoria e dell’oblio. Fellini riflette sulla sua vita e sulla sua carriera, e il film è un’esplorazione dei suoi ricordi e delle sue fantasie.
  • Il cinema: Il film esplora il tema del cinema e della sua magia. Fellini parla del suo amore per il cinema e della sua visione del mondo, e il film è un’esplorazione della natura del cinema stesso.
  • La creatività: Il film esplora il tema della creatività e dell’ispirazione. Fellini parla del suo processo creativo e della sua visione dell’arte, e il film è un’esplorazione della natura della creatività.

La voce della Luna (1990)

La voce della luna (1990) è un film fantastico commedia drammatico diretto e scritto da Federico Fellini e interpretato da Roberto Benigni, Paolo Villaggio e Nadia Ottaviani. Il film è ambientato nella bassa bolognese e racconta la storia di Ivo Salvini, un poeta malinconico e innamorato, che segue delle voci provenienti dai pozzi alla ricerca della donna ideale che assomigli al suo unico e vero amore, la luna.

Il film è un’esplorazione dei temi dell’amore, della follia e della fantasia. È un film ricco di immagini surreali e simboliche, che sono tipiche del lavoro di Fellini.

Alcuni dei temi chiave del film includono:

  • L’amore: Il film esplora il tema dell’amore in tutte le sue forme, dall’amore romantico all’amore platonico. Ivo è alla ricerca dell’amore ideale, ma il suo viaggio lo porta a scoprire che l’amore può essere trovato anche nelle cose più semplici.
  • La follia: Il film esplora il tema della follia come una forma di creatività e intuizione. Ivo è considerato un pazzo, ma il suo viaggio è un viaggio di scoperta e di auto-realizzazione.
  • La fantasia: Il film celebra la fantasia come una forma di espressione artistica. Il film è pieno di immagini surreali e simboliche che evocano un mondo fantastico e onirico.

Esistono numerosi progetti che Federico Fellini aveva in mente di trasformare in film, ma purtroppo rimasero solo sulla carta o, addirittura, nella sua fervida immaginazione.

Film non realizzati

fellini

Uno degli esempi più noti è “Il viaggio di G. Mastorna”, una sceneggiatura felliniana completa a cui collaborò anche Dino Buzzati. Le riprese iniziarono nel 1966 nella campagna vicino a Cinecittà, alcune scene furono girate, ma per varie vicissitudini il film non venne mai completato. Vincenzo Mollica definì Il viaggio di G. Mastorna come il “film non realizzato più famoso del mondo”.

Nel 1992, Fellini tentò di riprendere il progetto, scegliendo Paolo Villaggio come protagonista, ma abbandonò nuovamente l’idea quando il mago e sensitivo Gustavo Rol gli predisse che sarebbe morto se avesse realizzato il film.

Colpito da questa previsione, Fellini cercò alternative e coinvolse il disegnatore Milo Manara, che traspose il suo storyboard in un fumetto con Villaggio come protagonista. Il fumetto del Mastorna fu programmato in tre parti, ma a causa di un errore di stampa, la scritta “Fine” comparve nella prima parte e il regista, per superstizione, decise di non continuare.

“Viaggio a Tulum” è un soggetto/sceneggiatura di Federico Fellini e Tullio Pinelli che non fu mai realizzato come film, ma piuttosto come fumetto. Alla fine del 1985, Fellini fece un viaggio in Messico per esplorare i luoghi descritti negli scritti dello scrittore-antropologo-sciamano Carlos Castaneda, accompagnato dallo scrittore Andrea De Carlo.

De Carlo trasse da questo viaggio un romanzo breve intitolato “Yucatan”, mentre Fellini aveva l’intenzione di realizzare un film che non vide mai la luce. Le versioni dei due autori confermano un viaggio carico di presagi e strani eventi tra il grottesco e il sovrannaturale.

Il regista si liberò delle sensazioni vissute in un soggetto-sceneggiatura scritto con la collaborazione di Tullio Pinelli, intitolato “Viaggio a Tulun”, con il nome del sito maya storpiato in “Tulum”. Il lavoro fu pubblicato in sei puntate sul Corriere della Sera nel maggio del 1986.

Nel 1988, Fellini decise di realizzare un film intitolato “Venezia”, incentrato sulla città lagunare, ma per ragioni sconosciute il progetto non vide mai la luce.

Nel 1989, durante le riprese de “La voce della luna”, ritornò all’idea, nata negli anni sessanta, di realizzare un film su Pinocchio. Scelse Roberto Benigni e Paolo Villaggio, già impegnati sul set del film che stava dirigendo, per i ruoli di Pinocchio e Geppetto rispettivamente, ma il progetto non fu realizzato a causa della prematura morte del regista.

Libri

Fare un film (1980)

Fare un film è un libro di memorie del regista Federico Fellini, pubblicato nel 1980 da Einaudi. Il libro è una raccolta di riflessioni e ricordi che Fellini ha raccolto nel corso della sua carriera cinematografica.

Il libro è diviso in tre sezioni:

  • La prima sezione è dedicata alla formazione di Fellini come regista. Fellini racconta la sua infanzia a Rimini, la sua passione per il cinema e i suoi primi passi nel mondo del cinema.
  • La seconda sezione è dedicata alla realizzazione dei film di Fellini. Fellini racconta il processo creativo che ha portato alla realizzazione dei suoi film più famosi, come La strada, La dolce vita, 8½ e Amarcord.
  • La terza sezione è dedicata ai pensieri di Fellini sul cinema. Fellini riflette sul significato del cinema, sulla sua arte e sulla sua funzione sociale.

Il libro è un’importante testimonianza della vita e della carriera di uno dei più grandi registi della storia del cinema. È un libro affascinante e stimolante che offre un’incredibile visione del mondo di Fellini e del suo processo creativo.

Alcuni pensieri sul libro

Fare un film è un libro ricco di spunti di riflessione. Fellini offre una visione unica del cinema come arte e come mezzo di comunicazione.

Nel libro, Fellini parla spesso dell’importanza dell’immaginazione e della creatività nel cinema. Egli sostiene che il cinema deve essere un mezzo per esplorare il mondo interiore dell’uomo e per dare forma ai propri sogni.

Fellini parla anche dell’importanza della collaborazione nel cinema. Egli sostiene che il cinema è un’arte collettiva che richiede la collaborazione di un team di persone con diverse competenze.

Fare un film è un libro imperdibile per chiunque ami il cinema e la creatività.

Indiecinema

Indiecinema

0 0 voti
Film Rating
Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Centinaia di film e documentari selezionati senza limiti

Nuovi film ogni settimana. Guarda su qualsiasi dispositivo, senza nessuna pubblicità. Annulla in qualsiasi momento.
0
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi.x