Film indipendenti e cult

Buster Keaton: le performances spericolate di un volto impenetrabile

Joseph Frank Keaton, vero nome di Buster Keaton, nasce negli Stati Uniti, in Kansas, il 4 ottobre 1895. Come Charlie Chaplin è figlio di una coppia di artisti, ma meno sfortunati. Il padre ha una compagnia di vaudeville dove si esibisce la famosa sassofonista Mira Keaton e il mago Houdini. Il piccolo Keaton partecipa agli spettacoli fin da bambino e ne diventa in alcuni casi il protagonista è la star principale. Le sue esibizioni spericolate e le sue cadute gli frutteranno il soprannome di “Buster”. La sua mimica al suo stile di recitazione appare subito prodigioso. 

Buster Keaton scopre il cinema 

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Buster Keaton scopre con entusiasmo il cinema nel 1917. Pensa da subito che sia il mezzo più adatto per esprimere quello che vuole e dare vita ai suoi personaggi. Abbandona la famiglia e si trasferisce a New York all’età di 22 anni, dove conosce l’attore Roscoe Arbuckle, specializzato nel lancio delle torte in faccia. 

Grazie ad Arbuckle ha la possibilità di interpretare il suo primo film Il garzone di macelleria (1917), una commedia slapstick dove gli attori si tirano in faccia qualsiasi cosa in un negozio di alimentari. Buster Keaton inizia a costruire il suo personaggio malinconico, umiliato e perseguitato. Un perdente che gli piace molto interpretare e che piace al pubblico. Partecipa come attore in 15 film diretti e interpretati da Arbuckle. 

Nel 1920 interpreta il suo primo lungometraggio, Lo sciocco di Herbert Blanche. Il suo stile si discosta molto dai cortometraggi di Charlie Chaplin per la sua mimica facciale basata su una recitazione di sottrazione, e su una drammatizzazione geometrica della realtà. La sua espressione è stata definita il “volto di pietra”. Una recitazione controllata anti narrativa e anti drammatica, un volto che è la maschera dell’imperturbabilità. 

Buster Keaton ha subito un grande riscontro di pubblico che gli consente di mettersi in proprio e di fondare una propria casa di produzione. Gira una serie di cortometraggi comici che gli consentono di diventare uno degli attori più famosi negli Stati Uniti. Nel frattempo scoppia la guerra e Buster Keaton è costretto ad andare al fronte contro la sua volontà pacifista. Non riesce a credere a quello che sta succedendo. Avendo conosciuto artisti di ogni nazionalità non riusciva a concepire l’idea che alcune nazioni come la Germania fossero dipinte come il male in persona. 

Buster Keaton diventa regista

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L’esordio di Buster Keaton come regista è The High Sign. E la storia di un vagabondo in cerca di fortuna in un luna park che incontra un miliardario e sua figlia. Appare molto evidente che i personaggi di Keaton hanno molto in comune con quelli di Charlie Chaplin: vagabondi emarginati dalla società in cerca di fortuna che vengono in qualche modo assistiti dalla sorte. In questo primo film infatti il protagonista finisce per sposare la figlia del miliardario. Come Chaplin anche Keaton passa da attore di cortometraggi primitivi di genere slapstick a diventare egli stesso regista dei suoi film per creare trame più strutturate e significative. 

Buster Keaton e il surrealismo

Con One week, l’attore e regista diventa un grande ispiratore del movimento surrealista: riviste di tutto il mondo gli dedicano articoli e riconoscono nel suo film un momento fondamentale dello sviluppo del surrealismo. Anche il più importante regista surrealista della storia del cinema, Luis Bunuel, lo elogia e apprezza moltissimo il suo film successivo, Convict 13. 

Lo sviluppo della trama è essenziale e le sue performance acrobatiche sono stilizzate: Buster Keaton guarda il mondo in modo lucido e distaccato, come se lui stesso fosse un astrazione. Le relazioni umane risultano prive di significato schiacciate da una civiltà tecnologica sempre più alienata e aggressiva. Una poetica dell’isolamento individuale è una visione metacinematografica molto moderna del racconto filmico, come in Palla 13 n.13 e Il cameraman. Il cinema di Buster Keaton è una profonda riflessione sulla riproduzione meccanica della realtà è sul senso dell’individuo in rapporto alla tecnologia. 

Nuove gag e innovazioni

Nel film successivo, The Scarecrow, del 1920, Buster Keaton inventa un nuovo genere di gag mai viste fino a quel momento: la gag degli oggetti che cambiano funzione. Un frigo diventa una libreria, un grammofono una stufa a gas. In Neighbors recita anche il padre di Buster. Seguono nel 1921 The Haunted House, Hard Luck e The Goat. Sempre nel ’21 gira The playhouse dove inventa ancora nuovi trucchi e tecniche cinematografiche, come la celebre scena in cui Buster entra in un teatro e scopre che ogni persona, sia tra gli attori che nel pubblico, ha la sua stessa faccia. 

Il lato dark e drammatico di Buster Keaton

Il film successivo Cops, del 1922, ha un’ispirazione invece più drammatica: il suo amico, Arbuckle, l’attore famoso delle torte in faccia con cui aveva esordito, viene travolto da una vicenda giudiziaria è accusato di omicidio e non riesce più a lavorare. Il cinema di Buster Keaton diventa progressivamente sempre più nero, irriverente e aggressivo. 

Il cameraman

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Il cameraman, conosciuto anche come Io e la scimmia è il film che viene considerato più importante per la poetica di Buster Keaton. Un prodotto dalla MGM nel 1928 e racconta una serie di paradossali peripezie di un cameraman che cerca di lavorare nell’industria del cinema e viene assunto solo dopo che una scimmia ha realizzato un reportage accettabile al suo posto. 

Il film riprende il discorso molto personale iniziato dal regista con il film La palla numero 13, che considerato il suo capolavoro comico. Il rapporto tra lo spazio e l’individuo diventa causa dei suoi disagi: o è uno spazio troppo grande ed eccessivo oppure è limitato, come in mezzo ad una folla che lo schiaccia e crea una sensazione claustrofobica, allontanandolo dalla persona amata. 

Il protagonista non si trova mai a suo agio negli spazi in cui vive, che sono spazi di finzione cinematografica. In Io e la scimmia i materiali creativi e le immagini girate dal cameraman con uno stile bizzarro e di avanguardia vengono rifiutate, mentre i filmati girati dalla scimmia in modo tradizionale sono accettati. E la denuncia di Buster Keaton contro l’asservimento dell’arte cinematografica all’ industria hollywoodiana, impersonata dalla scimmia. Un modo di fare cinema bestiale e standardizzato che rifiuta le novità dell’ ingegno umano. 

Il cinema come esperienza di vita

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Cinema di Buster Keaton diviene col tempo uno specchio della sua esperienza di vita. In My Wife’s Relations si ispira al difficile rapporto con la moglie Natalie, da cui Buster Keaton si separa nel 1929, dopo aver conosciuto l’attrice Dorothy Sebastian con cui inizia una nuova relazione. Anche questo rapporto è destinato a finire dopo poco tempo. Buster Keaton passa da una relazione all’altra e questa volta è il turno di Eleanor Norris, che diventa la sua terza moglie. 

Il cinema sonoro e le Major

Come Chaplin anche Keaton deve affrontare gli anni del declino dei grandi attori del cinema muto. Al contrario di Chaplin che non amava particolarmente la nuova tecnologia e continua a girare film muti per alcuni anni, nel 1929 Buster Keaton decide di girare il suo primo film sonoro, Hollywood. 

Il sonoro però rafforza molto il potere dei grandi studi di produzione e crea molte difficoltà ai registi indipendenti. Anche se Buster Keaton vede il sonoro come un’opportunità di crescita e si scopre anche cantante di talento, non sopporta l’ingerenza delle Major per cui inizia a lavorare dopo l’invenzione del sonoro: soffocano la sua libertà e il suo estro artistico. 

Gli anni bui di Buster Keaton

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Forse a causa della competizione sul lavoro o dei problemi e della confusione sentimentale finisce per diventare alcolista, sempre irascibile. Uno stile di vita autodistruttivo a causa del quale nel 1932 viene licenziato dalla MGM e lasciato dalla sua terza moglie. 

Solo e disoccupato Buster tocca il fondo tra il 1933 ed il 1935, gli anni peggiori della sua vita. Beve una bottiglia dopo l’altra e soffre anche di delirium tremens. 

I film come attore dopo la crisi

Nel 1936 però riesce ad uscire dall’alcolismo e a riprendere in mano il controllo della sua vita. Trova lavoro presso la Columbia Pictures e interpreta per altri registi una decina di cortometraggi che non hanno il successo dei suoi film precedenti ma gli danno l’opportunità di sopravvivere. 

Nel 1940 si sposa per la quarta volta con la giovanissima attrice Eleanor Norris, e Trova un nuovo lavoro presso la Metro-Goldwin-Mayer, un ruolo principale nel film I fidanzati sconosciuti. Nel dicembre dello stesso anno appare per la prima volta in TV, nel programma di Ed Wynn dove si esibisce in alcuni suoi vecchi sketch. La grande audience di Buster Keaton in TV gli spiana la strada per un nuovo tipo di carriera, quella di ospite dei più importanti show televisivi americani. 

Luci della ribalta

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Charlie Chaplin lo chiama nel 1952 per uno dei ruoli più importanti di Luci della ribalta, in cui i due grandi attori danno vita ad una scena memorabile nel finale. Collabora nel 1955 ad un film sulla sua vita: la storia di Buster Keaton. Nel 1960 gli danno l’Oscar alla carriera, come omaggio al suo straordinario lavoro nel mondo del cinema. 

Partecipa nel 1965 ad un film italiano con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia dal titolo Due marines e un generale. In ogni scena appare muto è l’unica parola che dice nel finale è “grazie” . Nel 1964 viene invitato alla mostra del cinema di Venezia insieme al suo nuovo lavoro, Film di Samuel Beckett

Buster Keaton muore il 1º febbraio 1966 per un cancro ai polmoni, concluse le riprese del suo ultimo film, Dolci vizi al foro.

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