2000: la fine dell’uomo

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“2000: la fine dell’uomo” è un film post-apocalittico del 1970 diretto da Cornel Wilde. Il film è tratto dal romanzo del 1956 “The Death of Grass” di John Christopher.

La trama del film segue la storia di una famiglia inglese che cerca di sopravvivere in un mondo devastato da una malattia mortale che colpisce le piante e che porta alla carestia su larga scala. La famiglia, insieme ad alcuni amici, cerca di attraversare l’Inghilterra per raggiungere una fattoria in Scozia dove sperano di trovare un rifugio sicuro.

“2000: la fine dell’uomo” è stato visto come un film controverso al momento della sua uscita, soprattutto per la sua rappresentazione della violenza e della brutalità umana in un mondo post-apocalittico. Tuttavia, il film ha avuto un seguito di appassionati sostenitori nel corso degli anni ed è stato lodato per la sua forza emotiva e la sua rappresentazione realistica dell’apocalisse.

“2000: la fine dell’uomo” è un film di fantascienza che offre una visione pessimistica e spaventosa del futuro dell’umanità e della natura. Tuttavia, la sua rappresentazione cruda e realistica di una possibile apocalisse può fornire un’importante riflessione sulla fragilità del nostro mondo e sulle conseguenze delle nostre azioni.

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Trama

La trama di “2000: la fine dell’uomo” segue la storia della famiglia Ransome, composta da John (interpretato da Nigel Davenport), sua moglie Ann (interpretata da Jean Wallace) e i loro figli David (interpretato da John Hamill) e Mary (interpretata da Lynne Frederick). La famiglia vive in un’Inghilterra colpita da una terribile malattia che uccide le piante e che ha portato alla carestia su larga scala.

In un disperato tentativo di sopravvivere, John decide di fuggire con la sua famiglia dalla città e di raggiungere una fattoria in Scozia, di proprietà di suo cognato, dove spera di trovare rifugio. La famiglia è accompagnata da alcuni amici, tra cui il dottor Pirrie (interpretato da Patrick Holt) e il giovane e ribelle Andy (interpretato da Simon Ward).

Durante il loro viaggio attraverso l’Inghilterra, la famiglia Ransome e i loro compagni incontrano molte difficoltà e devono affrontare la violenza e la brutalità umana in un mondo post-apocalittico. Devono anche difendersi dai predoni e dai banditi che vagano per le strade e che cercano di sfruttare le poche risorse rimaste.

La trama di “2000: la fine dell’uomo” offre una visione cupa e spaventosa del futuro dell’umanità e della natura, ma al tempo stesso mette in luce la forza dell’umanità e la capacità di adattamento dell’uomo in situazioni estreme.

Personaggi del film

Ecco una lista dei principali personaggi del film “2000: la fine dell’uomo”:

  • John Ransome: interpretato da Nigel Davenport, è il capofamiglia che cerca di proteggere la sua famiglia e di portarla in salvo nella fattoria in Scozia.
  • Ann Ransome: interpretata da Jean Wallace, è la moglie di John e madre di David e Mary.
  • David Ransome: interpretato da John Hamill, è il figlio maggiore della famiglia Ransome.
  • Mary Ransome: interpretata da Lynne Frederick, è la figlia minore della famiglia Ransome.
  • Andy: interpretato da Simon Ward, è un giovane ribelle che si unisce alla famiglia Ransome durante il loro viaggio.
  • Dr. Pirrie: interpretato da Patrick Holt, è un amico della famiglia Ransome e un medico che cerca di aiutare le persone lungo la strada.
  • Roger Burnham: interpretato da Anthony May, è un ex compagno di scuola di David che diventa un predone e cerca di rubare le provviste della famiglia Ransome.
  • The Chief: interpretato da George Coulouris, è il capo di un gruppo di predoni che cerca di attaccare la fattoria in Scozia.

Ci sono anche altri personaggi secondari nel film che contribuiscono a creare l’atmosfera post-apocalittica e la tensione narrativa della storia.

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Produzione

“2000: la fine dell’uomo” è un film del 1970 diretto da Cornel Wilde e prodotto dalla Avton Films. Il film è tratto dal romanzo del 1956 “The Death of Grass” di John Christopher.

La produzione del film è stata caratterizzata da alcuni problemi, tra cui difficoltà finanziarie e difficoltà nel trovare luoghi adatti per le riprese. Inoltre, il film è stato realizzato con un budget relativamente basso e con un cast sconosciuto, a parte Nigel Davenport che era già un attore affermato.

Nonostante queste difficoltà, Wilde è riuscito a creare un film coinvolgente e realistico che ha suscitato un grande interesse tra il pubblico e la critica al momento della sua uscita.

Il film è stato girato in diverse location del Regno Unito, tra cui Londra, Hertfordshire, Essex e le Highlands scozzesi. La colonna sonora del film è stata composta da Roger Webb e utilizza principalmente strumenti a fiato e percussioni per creare un’atmosfera drammatica e inquietante.

In generale, la produzione di “2000: la fine dell’uomo” è stata un’impresa ambiziosa e difficile, ma è riuscita a creare un film che è diventato un classico del genere post-apocalittico e che continua ad essere apprezzato da un pubblico internazionale.

Distribuzione e accoglienza

“2000: la fine dell’uomo” è stato distribuito nei cinema britannici nel 1970 e negli Stati Uniti nel 1971. Il film è stato accolto con recensioni generalmente positive, anche se alcuni critici lo hanno criticato per la sua violenza e la sua rappresentazione negativa dell’umanità.

Nonostante questo, il film è stato un successo commerciale, guadagnando oltre un milione di sterline nel Regno Unito e circa 1,5 milioni di dollari negli Stati Uniti.

La performance degli attori, in particolare quella di Nigel Davenport, è stata particolarmente elogiata dalla critica. Inoltre, il film ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il premio della critica del Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián nel 1970.

Tuttavia, il film ha anche attirato alcune critiche per la sua rappresentazione violenta e sensazionalistica dell’umanità, che alcuni hanno considerato eccessiva e scioccante.

Nel complesso, “2000: la fine dell’uomo” è stato considerato un film importante e influente nel genere post-apocalittico e ha continuato ad essere apprezzato da un pubblico internazionale.

Stile

“2000: la fine dell’uomo” è un film che presenta uno stile realistico e documentaristico, con una forte enfasi sulla descrizione accurata delle conseguenze di una catastrofe globale.

La regia di Cornel Wilde si concentra sulle azioni dei personaggi e sulla loro lotta per la sopravvivenza, senza cercare di enfatizzare in maniera eccessiva gli elementi fantascientifici della storia.

Il film presenta una fotografia cruda e realistica, che utilizza principalmente toni grigi e marroni per creare un’atmosfera di desolazione e disperazione. Inoltre, la colonna sonora del film è composta principalmente da strumenti a fiato e percussioni, creando un’atmosfera drammatica e inquietante.

Il dialogo del film è semplice e diretto, concentrato sui bisogni immediati dei personaggi e sulla loro lotta per la sopravvivenza. I personaggi sono rappresentati in modo realistico e senza fronzoli, con le loro azioni che sono influenzate principalmente dalle loro esigenze e dai loro istinti di sopravvivenza.

Nel complesso, lo stile del film è diretto e realistico, concentrandosi sulla descrizione accurata delle conseguenze di una catastrofe globale e sulla lotta per la sopravvivenza dei personaggi.

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Il regista

“2000: la fine dell’uomo” è stato diretto da Cornel Wilde, che è stato anche produttore e protagonista del film.

Wilde è stato un attore e regista di successo, che ha iniziato la sua carriera nel cinema negli anni ’40 e ’50, ottenendo la sua prima nomination all’Oscar nel 1945 per il suo ruolo in “A Song to Remember”. Ha anche diretto numerosi film, tra cui “The Naked Prey” nel 1965, che è stato un successo sia di critica che di pubblico.

Wilde ha scelto di dirigere “2000: la fine dell’uomo” perché si è appassionato al romanzo di John Christopher e ha ritenuto che potesse essere adattato in un film coinvolgente e realistico. Ha anche voluto utilizzare il film per esplorare alcune delle sue preoccupazioni personali riguardanti l’ambiente e l’umanità.

Nel complesso, Wilde ha diretto “2000: la fine dell’uomo” con uno stile realistico e documentaristico, concentrandosi sulla descrizione accurata delle conseguenze di una catastrofe globale e sulla lotta per la sopravvivenza dei personaggi. Ha creato un film coinvolgente e drammatico che ha attirato l’attenzione della critica e del pubblico internazionale.

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